RIDIAMO CON MERLIN COCAI
Testo e disegni di Romano Marradi -copyrigth-
via Certosini 3 Mantova
Accademia Folenghiana di Mantova tel 0376 322303

I soci taiacanton

Ecco un altro termine prettamente mantovano non mai tradotto in lingua nazionale ché risulterebbe "tagliaangoli" un’espressìone senza mordente. Noi diciamo piuttosto "i soliti ignoti”, in cui si fa notare soltanto il risultato negativo della ricerca poliziesca senza entrare nel vivo dell’azione ben riuscita, quella di scantonare rapidamente dopo il fattaccio. Ed è questo l’aggettivo più adatto combinato dall’autore umorista, taiacanton ,da affibbiare ai compagnoni di Baldo quando, cresciuto malvolentieri alla Corte di Sordello a Goito, fugge e ritorna alla sua Cipada: dove, per la sua attitudine spiccata a comandare, viene eletto Re di büli, cioè dei loschi lestofanti che non mancano di operare a loro vantaggio arraffando di qua e di là, e persino aggredendo dei poveri viandanti occasionali. Ma chi erano? La fantasia di Cocai si sbizzarrisce con slancio.


Fracas uno dei soci "taiacanton"

Fracas

Uno di essi era un essere eccezionale: misurava di persona quaranta braccia, un vero gigante che riusciva con la sua forza persino a torcere il collo a un toro afferrandolo per le corna: ché, per fare un paragone credibile, l’autore cita quanto avveniva allora abitualmente durante la caccia col falcone, quando lo strozziere girava il collo agli uccelli da usare come esca col “lodrium”, lo strumento apposito che fungeva da richiamo: in dialetto mantovano lo si diceva lodar, oggi un termine usato solo simbolicamente per indicare un tizio infido: l’è ‘n lodar. Si chiamava Fracasso e, come vedremo, sarà un protagonista formidabile nelle avventure che seguiranno. Un altro amicone d’eccezione era lo scaltrissimo Cingar.

L’autore lo volle di sicuro determinare col nomignolo dialettale singar, zingaro alla lettera, che ancor oggi si usa comunemente per indicare girovaghi poco affidabili: l’è ‘n singar. si dice spesso per l’occasione.Dotato di astuzia formidabile, portava con se una "scarsellam” , na scarsela in dialetto, ossia una tasca “sgaraboldellis plenam surdisque tenaias”, come si dice ancor oggi in dialetto piena da garaboldei e tnaie sorde, vale a dire un esperto in truffe e tiri mancini.

Falchet

Di quella compagnia faceva parte anche un tipo molto strano di nome Falchet : per uno scherzo di natura era cresciuto per metà uomo e per metà cane, ed è ovvio che per tale occasione----non manchi il termine dialettale maccheronizzato “ brancat ” , da bracar nel senso di arraffare. L’autore ritiene opportuno di venirci incontro e farci comprendere bene la sua natura: ecco le sue parole.

Falchet ho vist, mi, con dü corp nasì,
ch’al gh’ea I’aspet d'on om fin tach al cül
ma invece l’era 'n can in sò dla coa.
So mia s’a t’è brancà st’idea ‘n po'strana
letor beato, ma pü ciar sarò:
lü, con ganase d’om al gramolava,
ma quel ch’l’avea ingiotì e ‘po digerì
con pansa da mastin sempr’ al cagava.

Io ho visto Falco, nato con due corpi:
infino al culo con figura d’uomo,
ma cane nel restante dalla coda.
Non so se un tal concetto hai ben capito
lettor beato, ma sarò più chiaro:
mangiava sempre con mascelle d’uomo,
ma i cibi trangugiati e digeriti
con ventre da mastino evacuava.

Ed era perciò tanto svelto che “zaffaret”, l’avria sanfà ha voluto precisare in dialetto di Cipada l’autore mantovano, intendendo che avrebbe raggiunto e afferrato caproni, lepri e daini in fuga. Per una tale difformità molti Re, Duchi e Signori lo richiedevano come giullare alle loro Corti, ma lui si era tanto affezionato al suo Baldo da rifiutare decisamente ogni piacere da re: “incagans”, insiste Cocai, nel senso di incagaras, o più pulitamente infischiarsi. A questo punto avviene però un cambio di rotta nell’evolversi dei fatti, poiché Baldo rapisce con la forza al padre, "robavit" ossia rubò dal nostrano robar, la villanella di nome Berta e se la sposò; ed anche Zambello prese moglie, così che Cocai già si appresta a raccontarci che cosa si deciderà di conseguenza a Mantova, nel Senato ‘d Gaiof. Perché l’autore è ormai determinato ad allargare l’ambiente di sfondo alla sua storia fantasiosa, tesa alle azioni grandiose dei protagonisti: e pertanto fa in modo che la vita di Cipada arrivi ad interessare anche i maggiorenti di Mantova Città. I quali già temevano Baldo per la sua organizzazione compatta e lo volevano eliminare. Sentezia Cocai, da saggio previdente:.

parchè in doa manca 'I capo
va sotsora qualsiasi fat,
l’è poch ma l’è sicür.

perchè dove manca il capo
va sottosopra qualsiasi fatto
è poco ma sicuro.

-precedente----continua....-

Mantovaninelmondo©1999