Lettera ....

La mia presentazione non ha particolare significato al riguardo, se non per indicare che sono nato in Messico; Luigi, desiderava tornare in patria (insegnava la "Divina Commedia" ai due figli) ma in Messico fu assassinato. Conservo anche quella che fu probabilmente la ultima lettera a un suo figlio, una lettera di addio. La mia famiglia rimase, si potrebbe dire, "accidentalmente" in Messico con varie peripezie anche se, possiamo solo dire che tale paese e' stato generoso nel tempo.
Già mio Padre manifestava un desiderio di ritrovare una terra che potesse ospitare una sensibilità che sentiva ammutolita; forse senza sapere dapprima il perché, alla sua morte sono partito per Mantova e qui abito ora. Ecco la lettera (tradotta dallo Spagnolo dallo scrivente - se lo desiderate, posso fornire il testo in Spagnolo).
Si tratta di una lettera di un mio avo, Luigi Cosimo Modesto Ferrari (nato a Mantova nel 1827 e residente in quella che ora é Via Mazzini, 18) che, a causa del suo coinvolgimento come Segretario di un Generale Piemontese Ettore Perrone ha dovuto lasciare definitivamente Mantova per il Messico (dopo essere rientrato da un primo esilio a Parigi). Questo, durante i moti del 1848.
Quanto sopra e' documentato da lettere originali che tuttora conservo e da documenti reperiti presso la Biblioteca Comunale di Mantova.
Peraltro, una sorella di Luigi era Orsola, più nota come "Lina Poma" (Orsolina), pittrice Mantovana dell'ottocento e cognata di Carlo Poma, il martire di Belfiore. Appunto, molte notizie le ho anche imparate grazie alla gentilezza della Sig.ra Lea Poma e da sua figlia, Flavia Malfer discendenti dei Poma. Quest'ultima é tuttora residente a Mantova. Molti spunti mi sono anche stati trasmessi dal caro Avv.Oreste Mantovani.
Un'altra sorella di Luigi era Matilde Ferrari, musa dell'Ippolito Nievo; su questo argomento conservo anche studi al riguardo e lettere originali della stessa Matilde a suo fratello maggiore Luigi (era il figlio primogenito di Ferdinando).
Cito ciò per inserire la breve lettera in un contesto e per segnalare quant'era parte di Luigi la sua gente.

il testo:

Att.Avv.Francisco Ramos
San Luis Potosì - Messico
12 Maggio 1866

Mio carissimo amico:

(Nota del traduttore: Il primo paragrafo non riguarda il nostro argomento ma lo riporto lo stesso per completezza).
Vedo dalla sua grata in data 10 del presente mese che ha nelle sue mani la mia anteriore nella quale, come già immaginavo, avevo dimenticato di dire che era stato eseguito il suo ordine in favore del Sr.Esparza.

Non so se veramente lei é riuscito a divertirsi o ad annoiarsi con la mia umile lettera. Scritta questa in una lingua che imparai per necessità nell'esilio, non mi é possibile esporre le mie idee con la purezza con cui forse potrei farlo in altre lingue che imparai per ornamento e per principio nella mia prima gioventù quando tra i gelsomini della mia tanto amata come infelice Patria, una aurora luminosa faceva prevedere per me un giorno molto sereno; uno di quei giorni dell'allegra primavera, così gradevoli in Italia, un giorno nel quale dopo respirare tranquillamente il fresco zaffiro che ci mandano le Alpi, e le rondini appena arrivate da lontane terre sembrano festeggiare con il loro pacifico canto la maestosa pompa di un giardino della natura, e nascoste tra i verdi boschetti salutano ringraziando l'astro che scenderà nell'oceano.
In tutti modi le sono molto grato per il modo così benevolo con cui ha ricevuto e risposto alla mia lettera.

Ma quanto diverso fu il giorno che seguì a così bella aurora, quanto terribile la vita che seguì ad una così felice gioventù. Invasa la mia Patria dall'Austriaco e dal Franco ho dovuto abbandonare genitori e fratelli per non macchiare la mia fronte con la macchia di essere satellite dell'Invasore.

Da 18 anni solo nel mondo mi trascino questa catena. Ho patito ciò che solo poche anime generose possono capire.
Tuttavia mi rimangono impressi alcuni tratti della mia felice gioventù, ma di solo un giorno. La tristezza della realtà presente viene a distruggere subito questi grati momenti. BEATO CHI NON HA MAI VISTO IL FUMO DELLE FORZE STRANIERE!

Com'è duro il pane dell'esilio! E' ammorbidito solo dai teneri ricordi e dalle sollecite lettere di alcuni ah! pochissimi esseri che la natura ha dotato di una sensibilità superiore. Questi esseri che chiamiamo col dolce nome di amici sono il fiore della terribile pianta chiamata uomo, pianta coperta dalle più terribili spine. Solo il fiore e' sublime, solo il fiore respira l'aura celestiale.

In questa corta ma eletta occasione mi sono permesso di ringraziare lei, la cui tenera ed affettuosa sollecitudine (indifferente a tutto ciò che e' volgare) mi ha dato qualche giorno di felicità e mi ha fatto risentire la speranza che io possa ancora essere apprezzato da qualcuno.

Questi disordinati pensieri furono ispirati dalle sue generose parole e dai suoi simpatici accorgimenti. La prego riceva la mia manifestazione più sincera di gratitudine e la più sincera amicizia che le professa il suo affezionato amico

Luis Ferrari

Fine della lettera.

P.S.: Uno dei due figli di Luigi e' partito dal Messico - si dice - per il Brasile o Uruguay appena ottenuta la laurea in Ingegneria Navale. E' quasi puerile pensarlo ma, se tramite il web, ci fossero notizie da questo ramo, sarei lietissimo di apprenderlo. L'altro figlio di Luigi, Fernando (mio avo) ha ottenuto anche la Legione d'Onore della Repubblica Francese a causa di vari meriti, ecc. - ... se la sono cavata alla fine...

R.Dario Ferrari
Corte dei Sogliari, 10 - 46100 Mantova -
rubferr@tin.it

Stampa la il testo

Mantovaninelmondo© 1999-2002
All rights reserved
liberatiarts©Mantova Italy