Statue delle Grazie, ultimi giorni al Ducale
Prima di Pasqua la
definitiva ricollocazione nel santuario mariano
Ultimi giorni per vedere da vicino il restauro delle
statue delle Grazie. La mostra allestita a Palazzo Ducale
di Mantova chiuderà infatti domenica 2 aprile. A Pasqua
le sculture saranno definitivamente collocate nella loro
sede naturale: il santuario. In queste settimane migliaia
di appassionati hanno potuto toccare con mano i risultati
dello straordinario recupero, ma tra breve i tanti fedeli
potranno ammirare il piccolo esercito di cartapesta
nell'impalcata lignea riportata ad antico splendore.
Parallelamente al lavoro compiuto sulle statue, infatti,
i restauratori Alessandro e Sebastiano Genovesi di Porto
Mantovano si sono occupati di ripulire le nicchie che
hanno ritrovato la loro tinta originaria, uno splendido
rosso pompeiano.
Il recupero degli ex-voto non è stato facile. Ci sono
voluti quasi due anni di duro lavoro e grande competenza
per rimuovere 400 anni di polvere e di residui organici
che stavano compromettendo irrimediabilmente questo
eccezionale patrimonio d'arte popolare che non ha eguali
in Italia, a metà strada tra l'iconostasi delle chiese
ortodosse ed il 'retablo' di quelle spagnole e
dell'America Latina. L'intervento è stato totalmente
promosso, in occasione dell'anno giubilare, dalla Lubiam
di Mantova che si è affidata all'équipe del laboratorio
'Progetto Restauro' di via Amendola, in città. Tutte le
fasi del recupero, corredate da immagini e inediti saggi
storici, sono state analizzate nel catalogo edito da
Rizzoli proprio in occasione della mostra che chiude
domenica 2 aprile.
Durante la ripulitura delle 53 statue le sorprese non
sono mancate: tradizionalmente si faceva riferimento a
queste sculture come a manufatti di cartapesta, tuttavia
l'analisi ravvicinata ha rivelato tele e fogli di carta
fatti aderire con amido e colla animale. Inoltre,
l'analisi effettuata con i raggi ultravioletti ha
evidenziato che sopra l'ultimo strato di carta del
supporto degli abiti apparivano scritture ad inchiostro,
alcune leggibili con tanto di mese ed anno. Ciò ha
permesso di risalire alla periodo esatto di
realizzazione, tra il '500 ed il '700, di quasi tutti i
soggetti ovvero imperatori, re, principi, cavalieri,
damine, religiosi, popolani e persino condannati a morte
sul patibolo. Molti di loro - questa è un'ulteriore
scoperta - erano stati rivestiti nell'800 secondo il
gusto dell'epoca, coprendo gli abiti originali sagomati
con tele gessate o fogli di carta inamidati e sovrapposti
al corpo.
D'ora in poi le statue si potranno ammirare così
com'erano state concepite, mentre i tessuti 'aggiunti'
sono stati esclusi dal recupero e messi da parte: chissà
che un giorno non meritino una vetrina a parte. Ora le
sculture votive in dimensioni quasi naturali hanno
ritrovato i loro colori brillanti che il tempo e la
polvere, avevano spento.
Il profano potrebbe scambiare il delicato intervento di
recupero con una pesante 'ritinteggiatura', si tratta
invece di un paziente lavoro di pulitura, consolidamento,
stuccatura e reintegrazione pittorica. Più spesso, i
personaggi sono stati sottoposti a veri e propri lifting
con ricostruzione di arti mancanti, mani penzolanti e
teste rosicchiate dai topi.
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