Christy Palmerston
Lo pseudonimo nasconde l'origine italiana
di Bruno Ravagnani
Numerosi libri sono stati scritti da diversi autori sull'emigrazione italiana in Australia.
Sfortunatamente la maggioranza degli scrittori hanno compilato una lunga lista di nomi copiati con monotona
regolarità da enti d'informazione governativi o da associazioni che rappresentano o hanno rappresentato le varie
comunità italiane.
Generalmente, i brevi commenti sui profili personali dei nostri scomparsi connazionali, le
attività dei quali li misero brevemente in prima pagina di una spesso contraddittoria
stampa, sono finiti negli archivi delle biblioteche pubbliche e ben presto dimenticati, eccettuato quando sono risuscitati durante qualche data commemorativa come, per esempio, il bicentenario della colonizzazione dell'Australia. Fu allora considerato opportuno fare menzione al contributo dell'emigrante italiano allo sviluppo di questo paese durante i 146 anni della presenza italiana in questa terra. In certi casi, i nomi italiani che
più di ogni altro meritano una maggiore menzione sono stati, o per pigrizia o mancanza d'iniziativa, trascurati da coloro che credono di aver indagato a fondo gli sfondi storici dei propri soggetti.
Un caso eccezionale di ripetuta ricordanza e' il nome di Raffaello Carboni che rapportò
nel 1854 gli eventi della sommossa di Eureka, nello Stato del Victoria, quando i minatori sui campi auriferi si ribellarono contro le ingiustizie amministrative del giorno. Il nome di Carboni e' inciso permanentemente nella storia ufficiale dell'Australia. Di tanto in tanto i suoi rapporti a favore dei ribelli salgono a galla risuscitati dalle penne degli storici moderni.
I giovani australiani quando studiano la storia della loro patria vengono a conoscere gli eventi dentro le barricate di Eureka e l'ineguale lotta fra i moschetti dei soldati e i picchi dei minatori. La storia di quegli eventi vissuta dalla fiera mano di Raffaello Carboni, una volta letta la sua quasi seccante natura la riduce di nuovo ad uno stato di animazione sospesa.In certi casi per mancanza di
curiosità da parte dei compilatori della storia dell'emigrazione italiana in Australia perdono
l'opportunità' di scoprire qualche perla di valore particolarmente speciale perché
ha delle doti che si appellano al nostro latente senso per l'avventura. Certamente la strada che eventualmente conduce alla perla
può essere lunga, tediosa e sempre costosa, ma una volta trovata merita essere esposta.
In una recente pubblicazione, l'autore esaurì considerevoli sforzi nella ricerca di
un'infinità di nomi in gran parte irrilevanti alla storia dell' emigrante italiano. Le lunghe note biografiche si riferiscono a personaggi politici che non hanno mai avuto contatto o legami con l'Australia.
Paradossalmente un'importante emigrante italiano meritò dall'autore una nota biografica di circa dodici parole affermando che
arrivò in Australia nel 1842 dopo essere stato cacciato dall'Italia dagli austriaci per ragioni politiche.
E' difficile spiegare perché il medesimo autore non fece menzione che l'emigrante esiliato diede all'Australia un figlio, l'analoga perla, che divenne ai suoi tempi una leggenda e figura storica nell' esplorazione dell'Australia Settentrionale. In seguito una
più completa nota biografica sul padre, ma prima, la storia del figlio merita precedenza
perché il suo nome, nascosto da un pseudonimo, rivela l'esploratore avventuriero di origine italiana.
Christy Palmerston fu uno dei rari bianchi che seppe cattivare l'amicizia ed avere la
lealtà degli aborigeni cannibali; un uomo di indomito coraggio ed esploratore senza pari, e infallibile nell'uso delle armi a fuoco.
Attraversò fitte boscaglie per centinaia di chilometri tracciando la via per le future strade che oggi portano il suo
mome. Arrivò sui campi auriferi del Fiume Palmer nel 1874 e per un po' di tempo fu il compagno del grande Giacomo Mulligan nella ricerca dell'oro.
Poco dopo,
però, incominciò le proprie avventure che diedero la nascita della sua leggenda, alimentata dal fatto
che quasi tutto il suo periodo passato nel Queensland Settentrionale era generalmente accompagnato da un gruppo di giovani cannibali fedelissimi a
lui.
Ogni sorte di storia, vera o falsa, nacque dalle sue avventure, ed abbellita e ingrandita ogni volta che veniva raccontata per l'ennesima volta intorno ai fuochi dei bivacchi dei minatori. Aiutava
e puniva spassionatamente. Con l'aiuto dei suoi selvaggi niente accadeva nei dintorni che non fosse
portato alla sua attenzione. Un piccolo gruppo di minatori stava per essere attaccato
da un numero di cannibali ? Al momento dell'attacco Christy era presente con i suoi fidi a respingerli con le sue
armi; un minatore smarrito nella fitta boscaglia ? Christy lo salvava; una donna sola che stava per
partorire e lasciata dal marito mentre questi andava per aiuto e non potendo ritornare in tempo per causa
di un fiume gonfio, Christy arriva a tempo per agire da levatrice mentre i suoi fidi facevano la guardia
poco lontani, e la leggenda germogliava. A1 medesimo tempo sembrava che avesse un forte antagonismo verso
i cinesi e raccontavano che li prendeva prigionieri per rubargli l'oro dandoli poi ai suoi cannibali per
mangiarli.
Verità o leggenda ? Il suo segreto per il vicino contatto con i cannibali era che non li temeva, li trattava con
giustizia e li difendeva anche con le armi che portava sempre a fianco se venivano attaccati sia da aborigeni appartenenti ad altre tribu' o dai bianchi stessi. Ovunque andava lo seguivano e
ubbidivano ogni suo commando. Spesso, durante i suoi viaggi di esplorazione, penetrando le fitte boscaglie al cinguettio dei numerosi ed esotici uccelli tropicali si univa la voce melodiosa di Christy Palmerston, un dono ereditato dalla famosa madre.
Per gli europei se il suo agire in certe circostanze era al di fuori delle norme legali, veniva protetto nel
medesimo senso che era protetto Robin Hood dai sudditi del Re Giovanni d'Inghilterra. La sua profonda
conoscenza della mentalità dell'aborigeno lo servì bene quando intraprese viaggi di esplorazione che
duravano mesi con gruppi d'individui indigeni di diverse razze inclusi canachi dalla Nuova Caledonia.
Dal 1877 al 1882 fece incursioni esplorative che facilitarono ai geometri il compito di tracciare le nuove strade che eventualmente arrivarono al Porto Douglas. Nel 1882 fu incaricato dal Comitato di Zona del Fiume Johnstone ? dove
più tardi sarà fondato il paese di Innisfail, di esplorare il terreno e direzione adatta per costruire una strada che avrebbe congiunto la costa con le
comunità dell'interno, già in parte stabilite dalle attivita' pastorali e aurifere che
stavano per acquistare uno stato di permanenza e per i futuri enti commerciali. Oggi la lunga strada che comunica con molti centri importanti in una zona del continente australiano va a credito di Christy Palmerston e tale strada porta il suo nome, come pure un parco nazionale.
Durante le sue esplorazioni nel Queensland Settentrionale scoprì campi auriferi di ordine minore ma abbastanza importanti. Con l'esaurimento dei campi auriferi nel 1886
incominciò l'esodo dei minatori, e dai paesi che il tempo ridurrà in rovine, lasciando i cimiteri contenenti le salme di coloro i cui sogni di elusive ricchezze li porto' a morte prematura. Christy Palmerston si reco' a Townsville dove dopo essersi sposato
comprò un albergo sperando di trascorrere il resto della sua vita nella tranquillità
urbana. Però non doveva essere così. Il richiamo verso l'avventura era troppo forte.
Partì per la Malesia in cerca di metalli rari e morì di febbre malarica nel 1893, a 43 anni.
Christy Palmerston nacque a Melbourne nel 1850, uno di sette figli dei coniugi Jerone (Girolamo) e
Marie Carandini. Il padre fu il Marchese Jerome di Carandini di Sarzano. Emigro' in Australia nel 1842 con un gruppo di musicisti dopo essere stato
esiliato dall'Italia nel 1835 per attività rivoluzionarie contro gli austriaci. Durante un giro della Tasmania con un gruppo musicale il Marchese Carandini
incontrò Marie Burgess e si sposarono nel marzo 1843, nella Chiesa di San Giuseppe nella futura
città di Hobart, Tasmania. Madama Carandini, come poi fu conosciuta, divenne una nota cantante
operistica di fama internazionale. Il marchese terminò le sue attività con il gruppo quando fu promosso insegnante di lingue e di danza nel Collegio della Regina,
a Melbourne. Alla nascita, uno dei sette figli fu battezzato Cristoforo Palmerston Carandini che poi assunse il nome di Christy Palmerston. La ragione che i genitori diedero Palmerston come secondo nome al figlio Cristoforo e' sempre stata
un mistero soggetto a varie speculazioni. Forse la spiegazione più vicina alla
verità è che il Marchese Carandini, essendo un contemporaneo di Lord Palmerston, e con vicine tendenze politiche,
è possibile che i due si conoscessero, o che Carandini era un ammiratore di Lord Palmerston,
tanto da dare al proprio figlio il secondo nome di Palmerston.
Dopo l'unificazione dell'Italia nel 1860 il Marchese Carandini fu riabilitato dal Governo Italiano e nel 1869
ritornò in Italia per reclamare i propri beni confiscati dall'Austria. Ma prima di riuscire al suo intento fu colpito di malattia e
morì a Modena il 18 gennaio, 1870. La moglie continuò la sua carriera dando l'ultima
esibizione nella Sala Municipale di Melbourne nel 1892, ritornando poi in Inghilterra dov'era nata nel 1826.
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