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FESTIVALETTERATURA 2008
Tra i fuori programma Fabrizio Gatti e la rotta dei nuovi schiavi di Cristina del Piano
Dal 3 al 7 settembre,
la Regina sarà la saggistica
Le prenotazioni da mercoledì 27 agosto per i soci
dal 29 agosto per tutti.
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Accademia 47, 46100 Mantova tel. 0376 223989, fax 0376 367047
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Associazione Filofestival:
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Orari: 9-12.30/15.30-18.30
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La nave del Festival è salpata idealmente ieri sera. E da piazza
Concordia, equipaggio e passeggeri, hanno fatto rotta verso i nuovi
itinerari di lettura. La lunga lista degli ospiti presentati alla città
da Simonetta Bitasi, Alessandro Della Casa e Ton Vilalta, a Mantova come
volontario europeo della manifestazione, permette infatti di aprire una
finestra sul mondo. Dal Libano di Najwa Barakat, all'Islanda di Gudrun
Eva Minervuddottir. Una pluralità di voci che come sempre stimolerà
riflessioni e approfondimenti. E a offrire chiavi di lettura per
comprendere la contemporaneità ci penserà la saggistica che, in questa
edizione, avrà decisamente largo spazio. Uno sguardo sul vivere e su
cosa potrà riservarci il futuro. In ambito economico, medico o
scientifico. Ma il Festival è anche narrativa, forza della parola e
dimensione dell'incontro. In questa intervista Luca Nicolini, presidente
del comitato organizzatore, anticipa
parte del viaggio che il pubblico potrà fare dal 3 al 7 settembre.
Intervista al presidente Nicolini -
Come definisce questa edizione?
" Direi con una presenza forte di saggistica perché i temi sul
tappeto sono tanti. Da quelli legati alla medicina, alla biologia, al
rapporto col proprio corpo, come pure al futuro dell'economia. Non
guarderemo solo ai grandi sistemi economici, sui quali comunque si
soffermeranno, ad esempio, Giorgio Ruffolo come pure Nassim Taleb, che è
appena uscito con 'Il cigno nero', un'opera molto interessante
che evidenzia come, avvenimenti apparentemente slegati dalle situazioni
economiche, in realtà le modifichino continuamente. Ma toccheremo anche
problemi quotidiani quali, ad esempio, il nostro rapporto col cibo".
Quale sarà il tema più rappresentativo del nostro tempo?
"Credo siano tutti molto legati tra loro. Mentre all'epoca dell'11
settembre ci si è concentrati, da un punto di vista mediatico e delle
analisi, sui rapporti fra questi due mondi e sul problema della guerra,
adesso penso che la realtà da una parte sia molto più complessa e, nello
stesso tempo, abbia delle connessioni continue fra problemi che
apparentemente sembrano non coincidere".
Ad esempio?
"Beh, se parliamo della crescita e decrescita nel mondo, questo
aspetto si porta dietro tutta una serie di problematiche. Al festival,
allora, ci potrà essere Serge Latouche che parla delle prospettive di
una decrescita 'controllata', oppure Frei Betto, che è stato
ministro di Lula, che racconta la sua esperienza legata anche al
discorso della teologia della liberazione. Oppure Roger Abravanel, che è
uno studioso molto importante, che insieme all'economista Francesco
Giavazzi parlerà di come la crescita può essere legata a un concetto di
meritocrazia".
Molta attenzione, come si diceva, anche per il cibo.
"Sì, e le analisi saranno diverse. Pedrag Matvejevic insieme a Enzo
Bianchi, ad esempio, parlerà del pane e del cibo non solo legati alla
quotidianità fisica, ma anche a quella spirituale e morale dei popoli".
Una saggistica 'regina' del festival?
"Diciamo che se questa attenzione trova un riscontro in libreria nei
gusti del lettore, dall'altra anche da parte di molti narratori c'è una
prevalenza a scrivere con un occhio rivolto al mondo nel quale vivono".
L'anno scorso Grossman e Soyinka. Quest'anno la staffetta di 'autori
di punta' a chi passa?
"Oltre a Daniel Pennac ci sarà Scott Turow che, a livello letterario,
rimane secondo noi uno dei rappresentanti della narrativa 'di genere'
americana. Essendo avvocato e lavorando sul campo, i suoi romanzi sono
sempre molto attenti al sistema giudiziario americano. Ci sarà poi
Jonathan Safran Foer, che è un nostro 'pallino', da tempo
cercavamo di invitarlo e quest'anno arriverà con la moglie Nicole Krauss,
altra straordinaria scrittrice".
Nessun Nobel nel 2008...
"Siamo inflazionati da manifestazioni, specie nelle grandi città,
penso alla Milanesiana, dove si viaggia a colpi di Nobel. Che, per
carità, va benissimo, ma è un tipo di manifestazione completamente
diversa dalla nostra. Se c'è un autore che viene al Festival e ha avuto
anche questo riconoscimento, bene, noi però non andiamo alla ricerca del
titolo in quanto tale".
Dopo dodici edizioni cos'è cambiato nella costruzione del programma?
"Per tutto l'anno c'è un lavoro molto più sottile di scelta e
selezione che coinvolge non solo gli organizzatori ma anche amici del
festival, volontari, cittadini che ci seguono e anche gli stessi autori".
Non editori ma scrittori già venuti a Mantova?
"Esattamente. Anche loro spesso ci segnalano personaggi, ci danno
suggerimenti. È cambiata la percezione verso l'esterno e anche quella
che abbiamo della nostra manifestazione. Questo è mutato rispetto ai
primi anni, dove si puntava più sui nomi noti. Questa strada credo sia
più interessante".
Perché si incontrano voci nuove?
"Si, ad esempio avremo tra gli ospiti Pedro Lemebel. Apparentemente
uno si chiede 'chi è'? Poi scopri che è tra i più grandi
scrittori cileni e che è uscito in Italia, qualche anno fa, con un libro
bellissimo passato non dico sotto silenzio ma con poco risalto".
Un autore da scoprire...
"È uno scrittore che non si muove praticamente mai dal suo paese e,
il fatto che abbia detto sì al Festival, ha fatto in modo che
addirittura il governo gli fornisse un contributo pur che venisse a
portare la sua testimonianza in Europa. E Lemebel, che ci è stato
appunto segnalato da altri, verrà solo a
Mantova".
Praticamente, negli anni, attorno al Festival si è creata una sorta
di "rete" che collabora dall'esterno.
"Sì, è così e i casi sono moltissimi. Ci sarà ad esempio uno
scrittore che si chiama Howard Jacobson e che in Italia non è stato
ancora tradotto, uscirà un suo libro ma credo non arriverà in tempo per
il Festival. Autori di nicchia per noi, ma che in realtà sono scrittori
importantissimi".
Chi è che potrà stupire maggiormente il pubblico?
"È sempre difficile dirlo, Lemebel appunto potrebbe essere fra
questi, altra scommessa è Brian Selznick, autore americano al quale
dedicheremo un grande spazio alla Ragione. Lui ha scritto un libro
corredato da immagini uscito per Mondadori, un racconto che ha per
protagonista uno dei padri del cinema muto, George Méliès. I Lumier
avevano proposto il cinema realistico mentre Méliès è stato il primo che
ha lavorato sul cinema fantasioso, creando opere che duravano uno o due
minuti ed erano film con i primissimi effetti speciali".
Alla Ragione ci sarà dunque anche un tributo al personaggio?
"Sì. Méliès era un artista che ha avuto una vita avventurosa, molto
strana, ed è finito poi a vendere giocattoli alla stazione ferroviaria
di Montmartre a Parigi. Questo giovane autore americano, grande
disegnatore molto famoso negli Stati Uniti, ha scritto dunque un
racconto su di lui che può essere letto indistintamente da adulti e
ragazzi. Alla Ragione ci saranno anche delle installazioni e faremo
vedere i film di Méliès".
Come sono evoluti i gusti dei lettori mantovani in questi anni?
"Credo che il pubblico del Festival si aspetti di fare proprio delle
'scoperte', perché ormai questa sembra un po' la caratteristica
della nostra manifestazione. È bellissimo andare a sentire gli autori di
successo, ovvio, ma nello stesso tempo chi arriva a Mantova si
costruisce percorsi alternativi proprio per andare a conoscere altre
voci".
Musica e teatro saranno rappresentati?
"Sì con scelte particolari. Avremo Toni Servillo con 'Lettera di
Lord Chandos' di Hugo von Hofmannsthal accompagnato dalla musica di
Antonio Ballista. E anche una serata dedicata alla letteratura africana
che si sta costruendo col regista Gaston Kaboré, il musicista Lokua
Kanzà, con la regia di Enzo D'Alò".
Sorprese fuori programma?
"Vorremmo proporre anche un racconto con immagini inedite del viaggio
che Fabrizio Gatti, che ha appena vinto il Premio Terzani, ha fatto
seguendo praticamente la rotta dei nuovi schiavi. Prima nei camion dal
Centro Africa verso il Mediterraneo, poi durante lo sbarco sulle coste
italiane, dentro i Cpt in Puglia e poi di nuovo rimandato nel deserto".
Consigli di lettura tra gli autori del festival?
"Tra i tanti che si dovrebbero citare direi 'Ho paura torero'
di Pedro Lemebel e 'Le catene del mare' di Joanna Karistiani. Ma
citerei anche Padura Fuentes, Nancy Huston, Nicole Krauss e tantissimi
altri".

(foto:Gazzetta di Mantova)
Il Comitato organizzatore:
Francesco Caprini,
Annarosa Buttarelli,
Carla Bernini,
Luca Nicolini
(presidente),
Marzia Corraini,
Paolo Polettini,
Laura Baccaglioni, Gianni Tonelli.
Il Festivaletteratura I protagonisti della dodicesima edizione
Il Festivaletteratura,alla dodicesima edizione , si terrà nella città
virgiliana dal 3 al 7 settembre. Tra i ritorni anche Daniel Pennac,
autore del fortunato 'Diario di scuola' (Feltrinelli). Lo scrittore
francese, 64 anni, in questo libro ha scelto di raccontare, tra ricordi
autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, il punto di vista degli
alunni poco brillanti e 'sfaticati'. Al centro, ovviamente, il tema
della scuola con tutte le sue implicazioni. Argomento tra i più attuali,
dunque, anche se a Mantova l'autore potrebbe parlare di tutt'altro. In
arrivo anche Leonardo Padura Fuentes che nel suo ultimo romanzo 'La
nebbia del passato' (torna l'ex-poliziotto Mario Conde) racconta della
Cuba degli anni '50 che si fronteggia apertamente con quella travolta
dalla crisi dei primi Novanta. Anche se, superfluo sottolinearlo, la
nuova edizione del Festival è blindatissima si possono individuare
comunque alcuni filoni tematici.
GEOGRAFIE.
La letteratura internazionale, ad esempio, come conferma Alessandro
Della Casa di Filofestival, avrà come sempre largo spazio. Uno sguardo
sul mondo e su particolari aree geografiche quali il Medio Oriente. Ma
ci saranno testimonianze anche di autori di continenti spesso esclusi
dai canali abituali della letteratura. "Forse quest'anno -
commenta Della Casa - pur non mancando nomi significativi, la
presenza degli anglosassoni sarà minore. Ma avranno spazio anche paesi
quali Sudamerica come pure realtà meno rappresentate tipo l'est Europa».
MODALITÀ.
L'approccio spontaneo è un po' il marchio di fabbrica della rassegna e
anche questa edizione procederà, come osserva Marzia Corraini del
comitato organizzatore, «sul terreno già battuto. Ovvero con autori
noti e meno noti che si confronteranno con il pubblico attraverso
modalità d'incontro sempre diverse. Senza sensazionalismi, ma
riscoprendo il gusto del racconto e della parola».
AMBIENTE.
Guardando alla questione ambientale non si parlerà propriamente di clima
(per non replicare aspetti già affrontati lo scorso anno) ma verrà
riservata particolare attenzione ai meccanismi economici che possono
stimolare altre riflessioni. Come quella sul cibo e le risorse
energetiche. Macroeconomia affrontata insomma anche da una prospettiva
storico-culturale.
SAGGISTICA.
La saggistica sarà dunque 'regina' di questa edizione. Si parlerà di
biomedicina, di scienza e quotidianità, di problemi etici che la ricerca
scientifica ha messo appunto in discussione.
ARCHITETTURA.
Il viaggio continuerà passando attraverso il design, l'urbanizzazione e
l'architettura. Temi di grande interesse che spesso riguardano la
ridefinizione delle città come pure la qualità della vita.
CURIOSITÀ.
Agli organizzatori, da sempre, piace anche mescolare le carte,
rovesciare i ruoli e stimolare curiosità. I laboratori ne sono un valido
esempio e, quest'anno, in momenti diversi verranno coinvolti sia bambini
che adulti. Si prenderà in esame ad esempio la capacità fantastica, il
sogno. Un viaggio insomma tra le fantasie infantili guardate da diversi
punti di vista.
CINEMA.
Tornerà anche 'Pagine nascoste', la rassegna con i
documentari che non hanno distribuzione 'commerciale'.
Protagoniste saranno come sempre le produzioni dedicate ad argomenti
letterari che in genere gravitano in circuiti culturali, festival e
cineteche. Mantova ospiterà diverse anteprime italiane.
VOLONTARI
Ai ragazzi continua a piacere. E non solo ai mantovani. Proseguono
infatti i rapporti con le scuole superiori di Mestre e Ferrara e,
quest'anno, dodici ragazzi arriveranno anche dall'Estonia in base a un
progetto europeo di scambi culturali.
LUOGHI.
Ci saranno spazi tradizionali, altri riproposti dopo diverse edizioni e,
naturalmente, le new entry. I luoghi sono la scenografia del racconto, i
colori di un quadro. Ecco perché esiste una geografia del festival che
ogni anno cambia e si rinnova. Ma, per sapere quella del 2008, bisognerà
aspettare ancora qualche mese.
Scrittori del passato faranno comizi con colleghi del presente
CESARE PAVESE: 100 ANNI. Una particolare attenzione verrà data al
centenario della nascita di Cesare Pavese, attraverso un reading
collettivo.
VIVAVOCE. Lella Costa e Flavio Soriga "impagineranno" un quotidiano a
viva voce, raccontando ogni sera tutto quello che è successo al
Festival.
DI IERI. In piazza Mantegna si terranno i comizi: scrittori di ieri
peroreranno le loro idee su temi d'attualità, grazie alla mediazione di
autori presenti al Festival.
IL DONO DELLA PAROLA. Festivaletteratura darà vita a un Vocabolario
Europeo. Il progetto prevede la costruzione di un ideale vocabolario
condiviso in cui confluiscono contributi dalle varie lingue.
SPONDE. Altrettanto importante per il Festival è il dialogo
intergenerazionale. Ritornano dunque gli incontri di Blurandevù, la
serie di appuntamenti con gli autori condotti con vivacità dai volontari
di
Festivaletteratura.
SCRITTURE GIOVANI. La vetrina per eccellenza della narrativa di nuova
generazione torna anche quest'anno, con rinnovato impulso. Quattro gli
autori ospiti quest'anno.
Dal legal thriller di Scott Turow all inatteso Villaggio
È come leggere un romanzo avvincente: la prima rapida lettura quasi ti
stordisce, ma non riusciresti a farne un riassunto immediato al di là
delle
sensazioni immediate. È a una seconda o terza lettura che cominciano ad
aprirsi delle finestre nella mente, affiorano nuovi particolari e via
via il
quadro si va a comporre sempre più chiaro. Succede lo stesso con
l'elenco
degli ospiti del dodicesimo Festivaletteratura lanciato ieri sera in
piazza
Concordia: prima cerchi rassicurazioni nei nomi noti, poi pian piano ti
vengono in mente letture, suggestioni, copertine, recensioni che pensavi
di
aver rimosso e dimenticato. Alla fine il resto lo lasci al desiderio di
soddisfare la curiosità e ti affidi con fiducia alla fama che la
manifestazione si è meritatamente conquistata. Così al nome di Sebastian
Faulks si sovrappongono le nuove avventure di James Bond, Eric-Emmanuel
Schmitt ci riporta all'autore di teatro più rappresentato al mondo,
Safran
Foer e Nicole Krauss alla giovane coppia d'oro della narrativa
americana, e
Scott Turow sta al legal thriller come Daniel Pennac alla scuola. E
immediatamente risaltano dall'elenco la geniale poliedricità di Hans
Magnus
Enzensberger, l'impegno sociale di Eduardo Galeano, la zoologia di
Danilo
Mainardi, la magia della scrittura di Janette Winterson. Il quadro è già
più
familiare, ma lo diventa ancor di più con gli immancabili habituè: Carlo
Lucarelli, Lella Costa, Patrizio Roversi, Corrado Augias, Alberto
Arbasino,
Andrea Valente. La geografia del Festival è ricca, non solo per l'ampia
mappa che coprono le storie dei romanzi dei narratori invitati, ma anche
per
le loro origini e per il dialogo virtuale che tanti ospiti offrono su
tantissimi argomenti, dalla politica alla medicina e alla filosofia.
Poche
discipline quest'anno sono sfuggite al programma: c'è lo yoga con
Gabriella
Cella, la scienza di Piergiorgio Odifreddi, la biologia e la medicina
con
Marco Bobbio e Edoardo Boncinelli. Un occhio di riguardo è sempre
rivolto
all'attualità e sono sempre nomi d'eccezione quelli che sono chiamati a
cercare di spiegare le questioni cruciali legate agli scontri di
civiltà, al
cibo, alle fonti di energia, alle disparità sempre più evidenti tra
poveri e
ricchi in ogni parte del pianeta. I libri del giornalista William
Langewiesche, gli interventi di Loretta Napoleoni sull'economia globale,
di
Serge Latouche sul concetto di decrescita, di Nassim Taleb
sull'imprevedibilità dei comportamenti dei mercati internazionali, di
Frei
Betto sulla necessità di coniugare felicità e sviluppo vogliono provare
a
portare nuove idee per un cambiamento che sembra ogni giorno più
necessario.
E poi come sempre attenzione all'arte, all'architettura, al design con
la
prestigiosa presenza di Gillo Dorfles e la partecipazione di Patricia
Urquiola, una delle poche donne del design internazionale. Ma anche la
letteratura fa la sua parte: Festivaletteratura prosegue nell'attenzione
al
Medio Oriente con autrici libanesi come Najwa Barakat, Joumana Haddad,
Nisrine Ojeil e ospitando i poeti israeliani Shimon Adaf e Tali
Latowicki.
Ma c'è anche la Cambogia di Rithy Panh, l'Africa di Waberi e Sami Tchak,
la
Martinica di Eduard Glissant. L'Europa non fa certo da Cenerentola e
oltre
che da nomi già popolari in Italia come Boris Pahor, Predrag Matvejevic,
Jo
Nesbo, Bernardo Atxaga è ampiamente rappresentata da est con autori come
l'ungherese Zszusa Rakovszky, il bulgaro Angel Wagenstein, il rumeno
Mircea
Cartarescu a ovest con l'islandese Gudrun Eva Minervuddottir e lo
spagnolo
Llamarez. Dalla Spagna al Sudamerica con il cileno Lemebel, il cubano
Padura
Fuentes e il messicano Carlos Fuentes. L'elenco potrebbe continuare a
lungo,
ma ognuno troverà sicuramente la sua geografia letteraria preferita,
senza
dimenticare la pattuglia italiana, che vede alternarsi grandi critici
letterari come Alberto Asor Rosa a narratori di fama come Carofiglio e
Mastrocola. Ma al di là dei nomi bisognerà poi aspettare il programma
per
scoprire le modalità degli interventi degli autori ospiti e i percorsi
in
cui sono stati inseriti. Perché tanto del gradimento della cinque giorni
letteraria e il suo indiscusso primato sulle tante manifestazioni che
sono
nate in questi ultimi anni è dovuto al circolo di idee che il festival
riesce a creare e alle impostazioni originali degli incontri. Qualche
particolare già trapela su uno stravagante tour nella città all'alba
guidato
da Stefano Scansani, di un ciclo sul tema della politica dedicato ai
giovani
lettori, di un vocabolario europeo cui contribuiranno i molti autori
ospiti,
di una serie di comizi d'autore a cui daranno voce scrittori
contemporanei;
e ancora di omaggi letterari a Pavese; di un dopo partita serale con i
momenti cruciali della giornata; di sfide a subbuteo. Ce n'è per tutti
Tesseramento aperto fino al 1º agosto
È ancora possibile rinnovare la tessera o iscriversi per la prima volta
al Filofestival. Tutte le quote associative sono già segnalate anche sul
sito
www.festivaletteratura.it Il termine ultimo per il
tesseramento è il 1º agosto 2008 per chi si associa on line o nella sede
dell'associazione (Palazzo Accademico, via Accademia 47, telefono
0376-223989), il 30 giugno invece per chi versa tramite conto corrente
postale. I soci hanno diritto a sconti e priorità nella prenotazione dei
biglietti per gli eventi del Festivaletteratura e ricevono anche
"Colibrì", il notiziario dell'associazione che è stato distribuito ieri
sera al pubblico che ha partecipato alla presentazione dei nomi degli
ospiti. Sulla pubblicazione i nomi degli ospiti 2008 e una serie di
approfondimenti su caratteri e iniziative.
Prenotazioni a partire dal 27 agosto
Fonte -
Gazzetta di Mantova online
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Mantova Italy
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