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Relazione del
Segretario Generale Consiglio Generale degli Italiani all’Estero
Elio Carozza
Intervento all'Assemblea Plenaria -Roma,
5-7 dicembre 2008 La relazione del
Segretario Generale del CGIE, Elio Carozza, a nome del Comitato di
Presidenza del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, si è
soffermata sull’importanza della Conferenza Mondiale dei
rappresentanti di milioni di giovani italiani e di origine italiana
all’estero, per la continuità nel dialogo con le comunità
oltreconfine, pur in una prospettiva che appare, peraltro,
problematica nel rapporto dell’Italia con i suoi “cittadini”
all’estero, soggetti a pieno titolo di tutti i diritti che la
Costituzione riconosce ai suoi cittadini.
Tra questi diritti due sono prioritari: “il diritto
all'apprendimento della lingua e cultura italiana dei giovani e il
diritto all’assistenza degli anziani”, per i quali con il
riconoscimento del diritto di voto in loco all’estero e l'elezione
diretta dei propri rappresentanti si è voluto rafforzare l’impegno
dello Stato italiano.
Il CGIE nelle sue diverse componenti di pensiero e di partito, è
fermo e deciso, ad evitare lo “smantellamento” degli interventi,
preannunciato dalla Finanziaria 2009, nonostante le opportunità che
le comunità all’estero potrebbe offrire nel prossimo futuro se si
procedesse, secondo un concreto piano di “razionalizzazione”
sinergicamente e democraticamente partecipato, ad un più attuale e
complessivo sviluppo nel contesto della “stagione delle riforme”.
Il CGIE e la Conferenza dei giovani
L’impegno del CGIE, nell’ambito di un innovativa gestione di
"sistema" per gli italiani che all'estero, insieme al mondo
dell’associazionismo alle rappresentanze dei Comites, dalle Consulte
regionali ai parlamentari, ha raggiunto nel breve termine indubbi
risultati. Lo testimonia la Conferenza dei giovani (Roma 10/12
dicembre), indetta dal Governo, alla base della quale c’è il
determinante lavoro sinergico condotto in numerosissimi appuntamenti
con la collaborazione degli stessi giovani maggiormente vicini alla
comunità, dalla quale la comunita’ attende concreti esiti.
L'Associazionismo
Sull’associazionismo italiano nel mondo la riflessione voluta e
promossa dal Consiglio Generale, nell’ambito di un Gruppo di lavoro
ad hoc, forte dell’impegno sinergico instaurato con le altre
componenti del mondo degli italiani all’estero, sono emersi preziosi
elementi per non disperdere la ricchezza di questa corale
esperienza.
L’associazionismo è "una risorsa privilegiata", per quanto non
esclusiva, nelle relazioni delle istituzioni regionali e nazionali
con le comunità emigrate. Offre visibilità, svolge ruoli di
mediazione, assicura una pluralità à di obiettivi: ricreativi,
sociali, culturali, professionali, religiosi.
Non si tratta di un “fenomeno di retroguardia”, ma dinamico. Un
ponte tra mondi in evoluzione, che stabilisce connessioni a partire
da un sentimento di comune appartenenza su una nuova base
identitaria italiana.
Per questo ne viene chiesto il riconoscimento della soggettività
politica ma non la “rappresentanza esclusiva dei partiti politici” .
“Alle istituzioni rappresentative la responsabilità sociale e
politica di lavorare in costante sinergia con questo mondo, e di
lasciare che i giovani colgano il significato e la portata
dell’importante patrimonio di conoscenze umane e sociali loro
tramandato e traghettarlo attraverso i loro linguaggi e strumenti,
nel mondo di oggi.
Gli Anziani
Circa il documento sulla situazione degli italiani anziani nel
Mondo, realizzato dalla II Commissione tematica, con il contributo
delle Commissioni continentali, che disegna la mappa
dell’invecchiamento della popolazione italiana all’estero, le zone
di disagio e gli elementi di potenzialità da valorizzare, il CGIE
chiede a Governo e Parlamento un provvedimento legislativo che
riconosca il diritto all’assegno di solidarietà sociale, anche per
chi vive all’estero. Un provvedimento altresì capace di una
saldatura tra le diverse generazioni, per non disperdere il capitale
di memoria, esperienza e cultura di cui sono depositari i più
anziani.
Giovani, anziani e associazionismo sono i soggetti per i quali il
CGIE intende sviluppare un intervento coordinato tra Stato, Regioni
e Province autonome, CGIE , Comites e Associazioni, attraverso una
progettazione strategica.
L'appuntamento di Parigi
L’iniziativa francese del 30 settembre a Parigi, ovvero la "Giornata
europea en mouvent " , promossa dalla Francia in occasione del
semestre di Presidenza UE, che ha visto riuniti a Parigi le
delegazioni di 24 Organismi di rappresentanza degli emigrati dei 27
Paesi UE, ha segnato in sede europea l’importanza del modello
italiano di rappresentanza ed ha indotto la Francia ad ampliare la
propria rappresentanza sulla base dell’esperienza italiana.
Obiettivo dell’assise: la nascita di un organismo europeo in grado
di sollecitare l'attenzione delle Istituzioni dell'Unione, sia nei
confronti dei milioni di cittadini europei che vivono in uno Stato
Membro diverso da quello d'origine, che di quei cittadini che vivono
fuori dai confini dell'Unione”.
Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero intende dare
continuità e concretezza, in sede nazionale ed europea, al percorso
aperto dalla Presidenza francese dell'UE, e si adopererà per
organizzare incontri in Italia ed all’estero.
Con la "Risoluzione di Parigi " il documento finale approvato
all’unanimità dalla Riunione del 30 settembre scorso, il CGIE si
appresta a compiere un ulteriore passo avanti trasformando la sua
funzione “consultiva” in un’iniziativa “propositiva” forte in ambito
comunitario.”
Fra i punti di grande rilevanza del documento: l'istituzione di una
"rete diplomatica e consolare europea", un referente europeo nei
servizi pubblici nazionali, il riconoscimento politico degli
emigrati che vivono in Paesi diversi da quelli di origine sia nella
UE che nei Paesi extraUE, un insegnamento europeo universale, un
Commissario europeo con specifica competenza, un'Agenzia europea che
monitori le politiche europee dell'emigrazione, una riunione annuale
dei Consigli omologhi al CGIE nell'ambito delle Presidenze
dell'Unione.
La Rappresentanza del CGIE
Le iniziative finora condotte dal CGIE hanno in parte mutato
l’opinione e la considerazione di molti soloni che davano per
conclusa la funzione del CGIE. Il Comitato ritiene che la stessa
rappresentanza parlamentare, se meglio incanalata in un contesto di
rete, potrebbe emergere con maggiore incisività.
Il Consiglio è riuscito – anche se ad uno stadio non ancora del
tutto compiuto – ad avviare un’”azione di rete”, grazie ad una
formazione bipartisan, nonostante le appartenenze e rappresentanze
politiche, che ha reso costante il dialogo fra le diverse anime ed
organismi presenti nel mondo dell’emigrazione ottenendo risultati
fino a ieri impensabili (Incontri giovani, associazionismo…), anche
se non evidenziati dai media dell’emigrazione, ma non sfuggiti alla
pubblicistica nazionale.
La finanziaria 2009
In questi mesi, si è perpetrato un pesante “vulnus” al sistema di
democrazia partecipativa: la mancata richiesta di parere da parte
del CGIE sulla Finanziaria 2009, nonostante gli effetti drammatici
che essa avrà sulle comunità italiane all’estero e sul rapporto con
l’Italia, con la cancellazione del 66% dei finanziamenti (50 milioni
di euro) rispetto ad una Finanziaria 2008 pari ad 83 milioni di
euro.
Due le voci dei capitoli di bilancio pesantemente colpiti:
Lingua e cultura italiana: il bilancio 2008 per gli italiani
all'estero fissava una somma pari a 34 milioni di euro. Il
finanziamento previsto dalla Finanziaria 2009 mette a disposizione
solo 14,50 milioni di euro, a fronte di una richiesta di 56 milioni
di euro. Tuttavia, la disponibilità reale sarà inferiore a tale
cifra per i fondi necessari alla risoluzione dei rapporti di lavoro
con gli insegnanti che gli Enti Gestori saranno costretti a
licenziare a seguito dell’inevitabile riduzione dei corsi.
Tale manovra gioca a tutto sfavore del nostro Paese: impossibile
mantenere livelli accettabili di promozione della lingua italiana, e
della sua immagine nelle sedi governative estere, utilizzando cifre
irrisorie in un contesto mondiale. Un intervento estremamente
“miope”, e “irrazionale” anche e soprattutto alla luce degli
obiettivi cui tende la Conferenza Mondiale dei Giovani italiani nel
Mondo ed in vista delle richieste e proposte che saranno avanzate in
quella sede. I nuovi mezzi di comunicazione telematica permetteranno
alcune economie di medio e lungo periodo ma non effetti
“miracolistici" nella diffusione del prodotto Italia, sia esso
cultura, lingua, economia, politica.
L'assistenza: tagli "vergognosi" per i risvolti che indurranno
sull’assistenza diretta ai cittadini italiani in condizioni di
disagio in tutto il mondo con un capitolo di spesa di soli 10
milioni di euro, a fronte dei 28 milioni a disposizione nel 2008.
Un finanziamento che subisce un ulteriore assottigliamento in
funzione degli impegni già contratti dall'amministrazione italiana
con le società assicuratrici sanitarie in Argentina, che ammonta a 8
milioni di euro. Mentre dei due milioni di Euro disponibili,
all’incirca un milione andrà indirizzato all’acquisto di polizze
sanitarie per gli italiani indigenti in Venezuela ed Uruguay, altra
area geopolitica critica per l’assistenza sanitaria.
Rimarrà, pertanto, a disposizione per l’assistenza diretta in tutto
il mondo all’incirca un milione di euro, con il quale sarà
impossibile alleviare le difficoltà dei cittadini anziani poveri
all’estero da parte delle stesse rappresentanze
diplomatico-consolari, secondo le intese assunte con i comuni di
residenza.
“ Su questa voce di spesa si gioca l’immagine del nostro Paese
all’estero, l’immagine del Governo all’estero, che pure nella
precedente legislatura del Centro-destra aveva creato un Ministero
ad hoc, ma soprattutto il mantenimento del collegamento con le
comunità all’estero.
Per questa ragione, il CGIE, che è stato parte attiva della
mobilitazione in atto nei diversi continenti, esprime il proprio
sostegno alla giornata di lotta promossa unitariamente dai sindacati
italiani dei pensionati di CGIL, CISL ed UIL,che presenteranno in
tutte le sede consolari le loro richieste in favore di politiche
attive per gli anziani, continuando a “negoziare” ogni opportunità
di recupero dei fondi necessari.
La Comunità italiana all'estero non rappresenta un costo ma è, di
fatto, una immensa risorsa. Pertanto, non sono oneri che
rivendichiamo, ma investimenti che potrebbero soprattutto
contribuire a fare uscire l'Italia dalle difficoltà economiche.
Gli impegni del CGIE per il 2009
- Il CGIE affronterà nuove sfide, dando seguito a quanto
finora fatto in questo 2008, dai giovani agli anziani, alla
formazione, con un occhio attento al mondo del lavoro nelle sue
diverse declinazioni (operai specializzati, maestranze italiane,
ricercatori, manager, insegnanti, docenti universitari,
militari, travet di Stato ad alto livello), partendo dalla
formazione per arrivare ai diritti consolidati e spesso non
rispettati. In sostanza, il lavoro italiano nel mondo con il suo
alto tasso di mobilità, spesso forzata, ed attuale come
segnalano indicatori di tendenze in atto nel Mezzogiorno...
Il CGIE intende “recuperare”, in questo senso, la funzione di
Osservatorio sociale e polo di riferimento del mondo delle
politiche migratorie che costituiscono una parte importante
della vita dei nostri giovani italiani all’estero. Una parte
essenziale nella rete di collegamento del “sistema” italiani
all’estero ed il Paese, fatta di nuove realtà, diversi
linguaggi, strumenti, direttrici non afferenti alle
organizzazioni tradizionali dell’emigrazione italiana nel mondo.
- - Altro aspetto che sarà ripreso nel prossimo anno: il
dialogo sull’alternativa pluriculturale e plurietnica ed il
concetto di “identità italiana” plurale all’estero, e non solo
all’estero. Un’ottica che dal mondo giovanile emerge netta e
chiara con le sue diverse articolazioni, le molteplici
esperienze, le numerose aspettative.
Infine, la relazione segnala:
il deciso impegno del CdP del CGIE nell’affrontare le difficoltà che
attraversano gli italiani in Italia ed all’estero;
grande unanimità e compattezza nel rappresentare gli interessi delle
comunità al di sopra di ogni identità e credo individuale;
l’intervento nella “stagione delle riforme”, in funzione della
quale, per la parte che concerne il contesto degli italiani
all’estero, ha messo a disposizione dei vertici istituzionali in
alcuni significativi incontri: conoscenze, risorse ed ipotesi di
lavoro. Lo stesso Presidente della Repubblica ha assicurato
seguirà con particolare attenzione questo delicato passaggio della
riforma costituzionale che riguarda elementi di carattere nazionale
ed internazionale. il CGIE non lascerà nulla di intentato, come ha
fatto finora giorno per giorno, per il recupero delle risorse
finanziarie decurtate e per sensibilizzare quanti fino ad oggi hanno
mostrato di non comprendere quale enorme ricchezza umana, sociale,
politica ed economica essi rappresentano per il nostro Paese.
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