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Emergenza salute: Lombardia
chiama Venezuela
Dalla regione italiana un progetto di assistenza
socio-sanitaria rivolto ai connazionali residenti nel paese sudamericano. Da
poco approvata, l'iniziativa costerà 56.645 euro
MILANO - La regione Lombardia ha da poco approvato un
progetto di assistenza socio-sanitaria rivolto agli italiani che risiedono in
Venezuela. Con un importo di 56.645 euro, si getteranno le basi per la
“Creazione di un sistema di gestione e monitoraggio di casi di emergenza
socio-sanitaria a Caracas”.
Tra i promotori del progetto vi sono il Centro per la Formazione Continua e il
Lavoro (C.F.C.L.) di Milano, l’Associazione dei Lombardi in Venezuela, la
Policlinica Las Mercedes, il Comitas, la Fondazione Comitato di Assistenza
Emigranti Italiani (Comasemi) di Valencia, l’Istituto di oncologia e Ematologia
di Caracas e l’Associazione dei Mantovani nel Mondo.
Destinatari del progetto sono gli italiani che abbiano maturato un periodo di
permanenza certificata in Venezuela non inferiore a cinque anni, in provate
condizioni di difficoltà economica e che non siano titolari di redditi da
pensione e/o altri benefici assistenziali pubblici o privati tali da produrre
il superamento della soglia di povertà oppure siano affetti da inabilità
permanente al lavoro riconosciuta dalle autorità di sicurezza sociale o, in
mancanza, dell’Ente competente in Italia o in Venezuela.
da "La Voce d´Italia"
Un progetto per promuovere la
salute
Intervista al presidente dell’Associazione dei Lombardi in
Venezuela, Gianni Cappellin, che annuncia un'iniziativa "dedicata a tutti gli
italiani in Venezuela in stato di bisogno, qualunque sia la loro regione
d’origine"
CARACAS - Abbiamo incontrato il presidente dell’Associazione dei lombardi in
Venezuela, Gianni Cappellin, per saperne di più sul progetto di “Creazione di
un sistema di gestione e monitoraggio di casi di emergenza socio-sanitaria a
Caracas” finanziato dalla regione Lombardia. L’incontro, al quale hanno
partecipato anche la signora Carla Aiello presidentessa del Comitas, e il
dottor Marco Bevilacqua, della Policlinica Las Mercedes, si è svolto presso la
Camera di commercio venezolana-italiana (Cavenit).
Signor Cappellin, ci parli di questo progetto, quando è nato e perché?
- Il progetto è nato circa tre anni fa, con la volontà di far fronte
all’emergenza sanitaria che colpiva e colpisce il Venezuela: in particolare,
volevamo affrontare i problemi della terza età e le necessità del Comitato di
assistenza sanitaria (Comitas). Ci siamo resi conto che avevamo bisogno di
interventi e sostegni di tipo socio-sanitario che potevano arrivare dal sistema
di assistenza decentrata delle regioni italiane. L’assistenza diretta, prestata
dalle ambasciate e dai consolati è rivolta solo ai connazionali che hanno
passaporto italiano e prevedono dei sostegni economici molto limitati. La
nostra idea iniziale prevedeva un monitoraggio e un censimento delle necessità
dei connazionali in stato di bisogno, e poi la presentazione di un progetto
alla regione Lombardia per sensibilizzarla sul problema degli italiani
all’estero.
Forse è la prima volta che una regione finanzia un progetto rivolto alle
comunità di emigranti non specificamente rivolto ai suoi corregionali, ma
aperto a tutti gli italiani.
In tutte le riunioni che abbiamo tenuto presso la regione Lombardia è sempre
stata fatta enfasi sul fatto che il progetto è dedicato a tutti gli italiani in
Venezuela. Quindi si rivolge a tutti gli italiani in stato di bisogno qualunque
sia la loro regione d’origine.
Non ho informazioni dettagliate in merito, ma credo sia il primo progetto sul
tema di assistenza sanitaria decentrata approvato da qualsiasi regione
italiana. Di certo, è il primo progetto per l’Associazione Lombardi in
Venezuela, non abbiamo esperienze precedenti.
Quanto tempo avete a disposizione per realizzare tutti gli obiettivi del
progetto?
Dieci mesi, quindi deve essere portato a compimento entro l’aprile del prossimo
anno.
Quali sono gli enti e le associazioni che gestiranno il progetto?
Il Comitas come ente amministrativo, la Policlinica Las Mercedes e, in casi di
trattamenti tipo chemioterapia, dall’Istituto oncologico di Caracas che ha dato
la sua disponibilità.
Quale sarà il ruolo di questi enti?
Il progetto non prevede l’erogazione di contributi monetari direttamente agli
indigenti, ma saranno rilasciati sotto forma di assistenza e prestazioni
mediche. Quindi, al Comitas sarà affidata la elaborazione di una lista delle
persone in stato di bisogno che hanno diritto a questa prestazione e gestirà
l’erogazione dei fondi. La Policlinica Las Mercedes darà prestazioni sanitarie
attraverso interventi che possono essere chirurgici, clinici e farmaceutici.
Come verranno trattati i casi di malattie che necessitano di cure lunghe e
costose?
Per progetti di assistenza individuale e i relativi costi è prevista
l’assegnazione di un “voucher” (assegno) che sarà trasferito alla segreteria
del Comitas. Quest’ultimo si prenderà carico dell’utente, quindi ogni singolo
intervento sarà soggetto ad una valutazione medica che definirà il trattamento
da applicare e, a quel punto, ne saranno indicati i costi. Il censimento dei
casi ci darà un quadro più chiaro della situazione.
A chi dovranno rivolgersi le persone?
Le persone che ritengono di avere i requisiti per poter usufruire di questo
programma dovranno rivolgersi al Comitas che a sua volta canalizzerà le
applicazioni alla Clinica Las Mercedes.
Avete altri progetti in cantiere, come Associazione dei lombardi?
Abbiamo promosso un corso per il volontariato con l'Associazione dei Mantovani
nel Mondo che si terrà durante la seconda settimana di giugno, patrocinata
dalla Cavenit. A livello mondiale il volontariato si sta specializzando come
una vera e propria professione, c’è bisogno di persone preparate anche per la
presentazione di progetti. Nel nostro caso, per il programma approvato dalla
regione Lombardia abbiamo beneficiato della professionalità dei nostri tecnici,
che hanno reso possibile la presentazione di uno studio organico e funzionale.
L’obiettivo del corso è quello di formare dei tecnici del volontariato, affiché
coloro che siano interessati a creare rapporti di collaborazione con l’Italia,
le regioni e gli enti pubblici italiani, abbiamo i mezzi per costruire progetti
in grado di essere approvati.
Romina Ialongo - 8/5/06/ La Voce d´Italia
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