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Mantovani nel Mondo Elezioni politiche 2006. |
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Italiani del Canada al voto
Adesso è ufficiale. Ce l'abbiamo fatta. Anche noi italiani del Canada
voteremo alle prossime elezioni politiche italiane. E, cosa ancora più
importante, potremo eleggere i nostri rappresentanti al parlamento: due
deputati e un senatore. L'area geografica di riferimento è enorme e
comprende tutto il Canada, gli Stati Uniti e il Centro America. Ma
abbiamo la legittima e più che ragionevole speranza di riuscire a
mandare a Roma a rappresentarci in Parlamento, almeno un paio di nostri
concittadini italiani del Canada. Questo perché, se è vero che gli
italiani degli Stati Uniti sono più numerosi, é anche vero che la
partecipazione al voto è decisamente più massiccia in Canada che negli
Stati Uniti (come si è visto in occasione delle elezioni dei Comites e
del voto in occasione dei quesiti referendari). Il dovere di noi tutti è
quindi adesso quello di votare per fare sentire la nostra voce, per fare
capire che gli italiani all'estero sono stati, sono e saranno una vera
risorsa, che i cittadini italiani all'estero vogliono la pienezza dei
loro diritti e per ricordare e rivendicare con forza il diritto di dare
risposte dignitose a tutte le questioni rimaste aperte, e che spesso
sono lì immutate da decenni. Questioni che si chiamano pienezza di
diritti e di cittadinanza, assistenza ai nostri anziani, lingua e
cultura, informazione, pensioni, corsi professionali per i nostri
giovani che desiderano diventare cittadini italiani e cittadini europei.
E lo scopo principale di mandare a Roma i nostri rappresentanti è
proprio questo: avere finalmente in Parlamento chi lavorerà per
promuovere leggi e per sommergere l'attività parlamentare di
interrogazioni parlamentari. E' tutto così semplice? Niente affatto. C'è
anche una infinità di problemi che mettono a rischio l'esercizio
effettivo del voto. I potenziali elettori della nostra area sono circa
400 mila, ma questo numero non ci dice niente su quanti eserciteranno
effettivamente questo diritto. Le bonifiche degli elenchi (per eliminare
coloro che non hanno diritto al voto) e il tentativo di allineamento fra
gli elenchi del Ministero degli Interni (che gestisce per legge tutte le
operazioni elettorali) e quelli del Ministero degli Esteri (un elenco
più preciso e veritiero perché fa riferimento agli elenchi dei
Consolati) sono stati più un esercizio che un'operazione seria.
Conseguenza di questo pressappochismo è che decine di migliaia di aventi
diritto non voteranno e altrettanti che potrebbero votare non
riceveranno invece il plico elettorale.
Mantovaninelmondo© 1999-2006 |