|
L'Intervento di Marconcini al Seminario dei Bellunesi nel
Mondo
Se la Provincia di Belluno farà la sua parte in termini economici, noi
come Regione Veneto abbiamo tutta l'intenzione di cercare una soluzione
per sostenere ancora lo Sportello dell'immigrato". Lo ha detto
l'assessore regionale all'emigrazione Oscar De Bona in occasione del
convegno internazionale "Italiani nel mondo, immigrati in Italia: futuro
dell'associazionismo in emigrazione" organizzato ieri dall'Associazione
Bellunesi nel Mondo (Abm) in occasione dei 40 anni di vita del
sodalizio. Subito in sala è partito l'applauso. Allora De Bona ha
precisato: «Non sarà facile rifinanziarlo, perché le risorse sono poche.
Vedremo di trovare una soluzione. Ma è difficile spiegare come nel corso
dell'anno nelle varie realtà della regione siano stati chiusi tutti gli
analoghi Sportelli, aperti peraltro in via sperimentale tre anni fa, e a
Belluno, dove esso è stato attivato dopo,dovrebbe invece rimanere
aperto. Il ragionamento che potremo fare è questo: nelle altre Province,
con più problemi e maggiori numeri di immigrati, la Regione sostiene già
uffici simili presso le Prefetture, noi qui a Belluno conosciamo più
problemi per l'immigrazione di ritorno e l'ufficio preposto ha di fatto
lavorato molto e bene». L'invito di ricordarsi dello Sportello era
arrivato a De Bona, membro uscente del direttivo dell'Abm, da Gioachino
Bratti, presidente dell'associazione. E ancor prima dal presidente della
Provincia Sergio Reolon che aveva assicurato: «Stia sicura la Regione,
noi ci saremo». Reolon ha voluto ricordare anche l'importanza che l'Abm
ha avuto «nella ricostruzione della storia della nostra provincia,
perché senza questo apporto non sarebbe mai stata scritta e conosciuta
la verità sull'emigrazione». Ed ha annunciato: «Insieme a voi abbiamo
intenzione di realizzare il Museo dell'emigrazione: sarà impegnativo, ma
lo dobbiamo a quanti sono emigrati e sono stati veri ambasciatori della
nostra terra».Un annuncio è arrivato anche da Maria Grazia Passuello,
assessore alla cultura e ai flussi migratori del Comune di Belluno:
«Stiamo lavorando per realizzare un gemellaggio con l'argentina
Bariloche, città turistica e ai piedi delle Ande come noi ai piedi delle
Dolomiti, ma soprattutto fondata dal castionese Primo Capraro».
Successivamente a questi interventi,Ivano Pocchiesa che coordiava i
lavori ha dato lettura di quanto il Presidente della Repubblica aveva
scritto a Bratti Presidente dell'ABM, esprimendo "vivo apprezzamento"
per il quarantesimo anniversario della nascita dell'Associazione dei
Bellunesi del Mondo, in particolare per "l'alto valore e sociale"
della sua opera. "I nostri emigranti - ha tra l'altro evidenziato
Napolitano - hanno saputo tenere alto il nome dell'Italia in tutto il
Mondo". Il Convegno è proseguito con l'intervento dell'on. Franco
Narducci,segretario del CGIE - Consiglio Generale degli Italiani
all'estero il quale ,evidenziando la necessità di sostenere urgentemente
sia dal punto di vista finanziario che degli organici la rete consolare
italiana ha sottolineato la necessità di correggere il decreto Bersani.
Decreto che tassa le case lasciate dagli emigranti in madrepatria ,come
fosse la seconda casa, quando spesso all'estero vivono in affitto.
Successivamente è intervenuto Daniele Marconcini, Presidente
dell'Associazione dei Mantovani nel Mondo, il quale ha affrontato nel
cuore il tema del Convegno.
"In questi giorni - ha affermato Marconcini - il
Governo italiano sta riaprendo le quote d’ingresso a circa 350mila
extracomunitari con un decreto flussi bis, ampliando il numero iniziale
fissato a 170mila autorizzazioni. Dopo la sanatoria del 2002 (e le altre
tre del 1990, 1995 e 1998) questo è l’intervento numericamente più
significativo degli ultimi anni. Ciò sta avvenendo in nome di una
evidente inadeguatezza della norma vigente che di fatto veniva applicata
ad immigrati già residenti sul territorio nazionale, e non all’estero,
escludendone una quota significativa esposta allo sfruttamento, al
lavoro nero e alla criminalità. Questo fatto, se pur positivo, ancora
una volta evidenzia che la maggior parte degli immigrati, che oggi vive
regolarmente in Italia, all'inizio della sua permanenza nel nostro paese
è stato irregolare. Questo significa che al di là delle diverse opinioni
se pur legittime che bisogna rivedere l’intero impianto
giuridico,tenendo presente che il quadro legislativo europeo impone il
recepimento di una direttiva secondo cui i cittadini extracomunitari che
soggiornano regolarmente in un paese membro da almeno cinque anni
(stimati in 56 milioni di persone) possano richiedere lo status di
'soggiornanti di lungo periodo', venendo per molti versi equiparati ai
cittadini di altri Stati UE. Norma questa recepita solo da Austria,
Polonia, Slovacchia, Lituania e Slovenia. Dobbiamo quindi immaginare un
sistema normativo che non produca lavoro nero e anzi invogli i cittadini
stranieri a entrare e lavorare regalmente in Italia con una possibile
abolizione dei flussi, tenendo comunque conto che bisognerà comunque
elaborare un sistema di regolazione dell'accesso al mercato del lavoro
nel nostro paese. Il maggior problema sta nel rapporto che c'è tra
contratto di lavoro e permesso di soggiorno: non esiste l'uno senza
l'altro. In questi giorni il Ministro dell’Interno Amato ha auspicato
che dopo cinque anni di permanenza in Italia l’immigrato diventi
cittadino italiano e che i per i figli nati in Italia venga
immediatamente riconosciuta la cittadinanza italiana. Molti Sindaci di
grandi e piccole città rivendicano giustamente il voto amministrativo
per gli immigrati . Tutto questo ragionamento - secondo
Marconcini - è per affermare che qualsiasi legge che riguardi
l’immigrazione dovrà tenere conto degli italiani all’estero per evitare
una contrapposizione di diritti e doveri o di discriminazioni in ambedue
i campi ad iniziare dalla richiesta di cittadinanza e dalle condizioni
di accoglienza nel nostro paese. Molti discendenti infatti richiedono la
cittadinanza italiana, venendo direttamente nel nostro paese con delle
odissee burocratiche inaccettabili e con delle situazioni sociali ai
limiti dell'indigenza. Una questione - ha proseguito il presidente dei
Mantovani nel Mondo - che deve essere urgentemente affrontata e chiarita
dal punto di vista di legislativo, considerato che il fenomeno è in
crescita anche per la pressione di ben 250 mila domande presentate
presso i nostri consolati all'estero che potranno essere smaltite solo
dopo diversi anni.
Entrando nel merito, per poter richiedere la cittadinanza occorre essere
già in in Italia, in possesso di un permesso di soggiorno valido (ad
esempio per motivi di turismo), richiedendo prima della scadenza dello
stesso il riconoscimento della cittadinanza italiana al sindaco del
Comune italiano (Ufficio Cittadinanza) in cui ha (o intende) stabilire,
nel caso sia al momento in possesso di un permesso di soggiorno che non
consente l’iscrizione anagrafica, quale quello per turismo, la
residenza. Le Questure concedono, in attesa che il procedimento sia
concluso, un permesso in attesa di cittadinanza valido un anno. Il primo
problema riguarda la residenza che a stretta osservanza di legge i
Sindaci non potrebbero rilasciare con un permesso di soggiorno
turistico, la seconda questione riguarda il rilascio da parte della
competente autorità consolare italiana, attestante che né l’avo né i
discendenti in linea retta abbiano mai rinunciato alla cittadinanza
italiana (tempo medio otto mesi), la terza è il divieto di assunzione e
quindi di lavorare con una pena prevista da tre mesi ad un anno di
reclusione ed una multa di 5mila euro. A ciò si aggiunge la richiesta di
dimostrare di avere una cauzione bancaria per 5mila euro e
l’interpretazione restrittiva di alcune questure che rilasciano permessi
di soggiorno turistico limitandoli ad un mese. Secondo le statistiche
del Ministero dell’Interno è stata concessa la cittadinanza italiana a
circa 12mila richiedenti nel 2004 a dimostrazione delle difficoltà in
cui incorrono i discendenti nel vedersela concessa."
Marconcini concludendo il suo intervento ha auspicando un
urgente riordino della legislazione, da discutere in sede di Conferenza
Stato Regioni, in tema di emigrazione con una più marcata delega
federalista della materia alle Regioni, auspicando una legislazione
concorrente ed un'azione locale all'estero maggiormente coordinata con
lo Stato, specialmente in tema di salute e di sostegno sociale agli
italiani all'estero. Ha auspicato un maggiore sostegno all'informazione
per gli italiani nel mondo e all'Associazionismo all'estero,
riconoscendolo formalmente con appositi albi consolari e sostenendo
maggiormente, anche dal punto di vista economico quello presente in
Italia, iniziando a valorizzare maggiormente la Consulta Nazionale
dell'Emigrazione anche nei rapporti con il CGIE.
E' seguito poi l'intervento del Viceministro degli Italiani nel Mondo
Franco Danieli il quale nell'affrontare il tema del nuovo assetto
istituzionale (che ha visto l'abolizione del Ministero degli italiani
nel Mondo, sostituito da un Vice Ministero inserito negli Esteri), ha
esordito rimarcando duramente una "precedente gestione folle senza manco
avere i soldi" al punto che "la Corte dei Conti ha chiesto di verificare
il precedente bilancio essendo stati stati spesi 5 milioni di euro
l'anno per svariate attività, rispetto ai 13 spesi per l'assistenza ai
nostri connazionali (diminuiti se rapportati ai 20 milioni del
precedente governo di centrosinistra), rimarcando quindi la differenza
di stile che d'ora in avanti si avrà rispetto all'ex Ministro Tremaglia.
Uno stile in cui, secondo Danieli, sarà più importante fare, anche senza
apparire, senza ignorare le altre controparti politiche come è stato
invece fatto nella precedente legislatura Un esordio che l'assessore
regionale Oscar De Bona non ha gradito, abbandonando il consesso in
evidente polemica, assieme al VicePresidente degli Industriali Benvegnù
.
Danieli nel concludere, ha manifestato l'intendimento di un sollecito
approfondimento sui temi della cittadinanza, dell'assegno sociale per i
nostri connazionali all'estero e sull'informazione, anticipando la
volontà di allargare l'offerta televisiva a cominciare da Rai New 24 a
breve accessibile a tutti gli italiani all'estero e confermando il suo
impegno a favore dell'Associazionismo degli Italiani nel Mondo e il suo
plauso all'Associazione dei Bellunesi nel Mondo.
Mantovaninelmondo© 1999-2006
All rights reserved
liberatiarts©
Mantova Italy
|