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La comunità italiana in Venezuela sta vivendo un momento di grande
incertezza dovuto alla delicata situazione socio-politica che sta
attraversando il paese. Le Associazioni Regionali non dialogano tra di
loro, non c’è coordinamento nell’organizzare le iniziative importanti
per cui molti sforzi rimangono isolati.
L’emergenza sanitaria nel Paese é reale ed il censimento che abbiamo
attuato ha fatto da cassa di risonanza dell’attuale situazione, visti i
molti casi di connazionali in stato di bisogno che continuano ad
emergere.
Il censimento degli indigenti lombardi procede, una grande sfida, quella
di aggiornare una lista di nominativi non attualizzata da troppo tempo:
molte le persone che hanno cambiato indirizzo per cui non sempre
reperibili, molte quelle nuove da inserire, molti i casi di indigenza
che stanno venendo alla luce senza sottolineare la grande difficoltá di
raggiungere le persone che vivono nelle zone interne del Paese (non
sempre hanno il telefono in casa). Nonostante la collaborazione e
buoni appoggi, i Lombardi stanno affrontando questo progetto con le
proprie risorse ma é un lavoro che richiede un coordinamento con altre
strutture operanti in tutto il territorio di questo Paese e delle
persone che vi si dedichino a tempo pieno.
Per questi motivi stiamo abbozzando un progetto affinché venga
finanziato il proseguimento di questo sforzo volontario. A breve sarà
inviata una lettera, sto raccogliendo le firme delle Associazioni
Regionali in Venezuela, per chiedere al Ministro Tremaglia la riapertura
del tavolo delle Regioni per ottenere l’erogazione di un fondo unico per
coordinare in modo più veloce e consistente il piano di aiuti rivolti ai
cittadini e alle famiglie di origine italiana in difficoltà economica
che risiedono in Venezuela.
Il momento é sfavorevole perché molti presidenti delle Associazioni sono
in vacanza ma quelli presenti hanno firmato tutti.
L’emergenza sanitaria è reale e sta colpendo soprattutto la popolazione
anziana (inclusa quella di origine italiana). La situazione
socio-politica del paese inoltre ha indebolito la classe media che,
perdendo potere d’acquisto, non si può più permettere l’assicurazione
sanitaria privata. I nuovi e potenziali poveri. Abbiamo già elaborato
una bozza di progetto con delle strutture sanitarie locali con
l’obiettivo di presentarlo alla Regione Lombardia entro il 30 di
settembre.
Attualmente si stanno valutando con i partner, le proposte ed a breve
saranno definiti i dettagli del progetto le cui linee guida in sintesi
sono:
- Creare una rete sanitaria in grado di dare servizi differenziati in base
alle necessità dell’utenza (cittadini italiani o di origine italiana in stato
di bisogno).
- Creare un sistema di salute che comprenda visite mediche, ricoveri, esami
di laboratorio etc.
- Stabilire un sistema informatico per il riconoscimento dei pazienti che
richiedono i servizi.
- Il Comitas, il più antico ente di assistenza volontaria esistente in
Venezuela per l’assistenza agli italo-venezuelani indigenti, diventerebbe un
'osservatorio dell’indigenza'. Lo stesso ruolo avrebbe il Comassemi di
Valencia.
Enti interessati a Caracas:
- Clinica Las Mercedes, direttore dott. Marco Bevilacqua,
- Laboratorio CITOMED, direttore dott.ssa Maria Eugenia Cavazza
- Laboratorio de Histoquimica-Microbiologia. Istituto di Biomedicina.
- Ministero de Salud y Desarrollo Social. Universidad Central de
Venezuela, dott.ssa Cavazza
- Laboratorio di Genetica Molecolare, dott.ssa Cavazza
- Casa di riposo Villa Pompei, direttore dott. Giorgio Mazzucchelli
- ONG Icaro, padre Leonardo
- Comitas, dott.ssa Carla Ajello
Enti interessati a Valencia:
- COMASSEMI (Comitato di Assistenza agli Emigranti), dott. Trevisi
Marta Carrer
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