|
Breve resoconto sul convegno organizzato dall'UNAIE,
svoltosi il 18 giugno 2005 a Treviso dal titolo:
STATUTI REGIONALI e ITALIANI NEL MONDO
Presenti rappresentanti delle Associazioni dell’emigrazione aderenti
all’UNAIE:
“Migrantes Triveneta”, Utrim, Umanesimo Latino,
Federazioni Giovani del Veneto, Ulev, Fondazione Franco
Verga (Milano), Acli Veneto, Mantovani nel Mondo,
Siracusani Nel Mondo, Sicilia Mondo, Migrantes,
Acli, Assisi for Peace, UDIG (Circolo culturale
italo-tedesco), Amici della Campania, Ass.ne Gente Camuna
(Brescia), Ass.ne Emigranti Coneglianesi Sud America, Palermo
Mondo, C.C.M.I. (Commissione Cattolica Migrazioni italiane),
Messaggero di S. Antonio. Hanno inviato la loro adesione:
Abruzzesi nel Mondo
Autorità presenti
On. avv. Dino De Poli Presidente onorario emerito dell’UNAIE
On. Enrico La Loggia Ministero per i rapporti Stato-Regioni
On. Gasparini Luciano Sottosegretario per i rapporti
Stato-Regioni
On. Gustavo Selva Presidente Commissione permanente Affari Esteri
e Comunitari della Camera
Sen. Stiffoni Piergiorgio
Sen. Favaro Giampietro
Avv. Domenico Azzia Presidente Nazionale Unaie
Guido Trento Consigliere Regionale del Veneto
Remo Sernagiotto Consigliere Regionale del Veneto
Strans Walter Università di Salzburg (Austria)
Speranzon Paolo Assessore alla Cultura Provincia di Treviso
Ortica Letizia Assessore alla Cultura Comune di Treviso
Egidio Pistore Dipartimento ai Flussi Migratori della Regione Veneto
On. Mario Toros Presidente Friulani nel Mondo e Presidente onorario
fondatore Unaie
P. Domenico Locatelli Direttore Nazionale Fondazione Migrantes
Domenico De Sossi Presidente delle Fusie (Federazione Unitaria Stampa
Italiana all’Estero)
Gianni Tosini Presidente ”Commissione Migrantes”
Sono intervenuti nel dibattito:
on. av. Dino De Poli Presidente “Fondazione Cassamarca”
Avv. Domenico Azzia Presidente Nazionale Unaie e “Sicilia Mondo”
Giuseppe Zannini Presidente “Trevisani nel Mondo”
Daniele Marconcini Presidente “Mantovani nel Mondo”
On. Mario Toros Presidente “Friulani nel Mondo” e fondatore Unaie
Riccardo Masini Direttore “Unaie News”
Giampietro Lecchi “Fondazione Franco Verga (Milano)”
Letizia Ortica Assessore alla Cultura del Comune di Treviso
Domenico De Sossi Presidente FUSIE (Federazione Unitaria Stampa Italiana
all’estero)
Egidio Pistore Dipartimento Regionale ai Flussi Migratori della Regione
Veneto
Franco Rebellato Componente Consulta Regionale del Veneto Maria Saccol
ex emigrante
Loris Andrioli Ulev (Unione Lavoratori Emigrati Veneti)
Gianni Tosini Presidente ”Commissione Migrantes”
Vittorio Anastasi Presidente “Siracusani nel Mondo”
Pietro Paolo Paidimani “Sicilia Mondo” – Lombardia
p. Domenico Locatelli Direttore nazionale “Migrantes”
on. Enrico La Loggia Ministero per i Rapporti Stato-Regioni
(conclusioni)
Patrizio De Martin Moderatore del convegno, dirigente ABM e direttore
generale Unaie
Sono giunti messaggi da:
dott.Franco Narducci Segretario generale del C.G.I.E.
dott. Lorenzo Cernetig Prefetto di Belluno
Rino Giuliani Vicepresidente dell’Istituto Ferdinando Santi
LA RELAZIONE DI DANIELE
MARCONCINI
RELAZIONE DI DANIELE MARCONCINI AL CONVEGNO DELL’UNAIE A TREVISO
L’UNAIE rappresenta un insieme di Associazioni e di Enti del mondo
dell’emigrazione e dell’immigrazione di valenza provinciale e regionale,
portatori di una enorme ricchezza sia in termini di valori civili e
morali e sia in termini di promozione dei diritti singoli ed collettivi
: tutti riconducibili all’esperienza storica e sociale dell’Umanesimo
latino. La possibilità per i migranti di poter esercitare i propri
diritti politici con il voto, rappresenta una formidabile occasione per
un rinnovato impegno legislativo sulla tematica che però dovrà
armonizzarsi con la normativa regionale e locale ,assai carente pur in
presenza di un vivace protagonismo delle Regioni Italiane all’estero. L’UNAIE
ritiene quindi fondamentale il riconoscimento della figura del migrante
negli Statuti Regionali, elemento primario per poi affrontare la
questione del voto attivo e passivo in sede locale,del ruolo delle
Consulte dell’Emigrazione e per intervenire nelle drammatiche crisi
regionali che coinvolgono le nostre Comunità italiane all’estero, al
fine di garantire i necessari appoggi solidali e socio-assistenziali .Un
impegno unitario dell’Associazionismo da portare all’attenzione delle
istituzioni per una nuova stagione dei diritti dei migranti in Italia e
nel mondo.
IL DIRITTO ALLA CITTADINANZA REGIONALE
Accogliere le nuove esigenze dei migranti significa in un mondo
globalizzato ,consentire alle Regioni di essere più vicine al fenomeno
dell’Emigrazione permettendo l’accesso a tutte le opportunità che esse
offrono, rafforzando così l’azione nazionale e il coordinamento
Stato-Regioni a favore degli italiani all’estero.
Da paese di "emigrazione" a paese di "immigrazione"
Il fenomeno migratorio in Italia sta attraversando un'acuta crisi di
identità, culturale prima di tutto, ma anche di modello politico ed
istituzionale. Il passaggio, infatti, da paese di "emigrazione" a paese
di "immigrazione" ha ribaltato culturalmente la prospettiva ed il modo
di porsi delle istituzioni e dei singoli di fronte a questo fenomeno.
Ciò è dipeso dal sostanziale affievolimento dei flussi migratori in
uscita negli anni '80, anche se va considerato come in questo ultimo
periodo si debba registrare una preoccupante inversione di tendenza, con
ragguardevoli emigrazioni di italiani in Germania, Gran Bretagna,Stati
Uniti e Australia. Un’emigrazione fortemente evoluta formata da
intellettuali,ricercatori ed imprenditori. C'è poi l'aspetto anagrafico
innegabile dell'invecchiamento della nostra popolazione emigrata nel
mondo con tutto ciò che essa comporta in termini di allentamento delle
spinte individuali e collettive, di attenuazione delle tensioni ideali,
di riproposizione di schemi e di prassi tradizionali spesso superate.
Il distacco dei giovani dalle reti associative.
La crisi è visibile in primo luogo nell'associazionismo organizzato
all’estero, in cui certe manifestazioni nostalgiche, appaiono sempre più
anacronistiche e taluni atteggiamenti rivendicativi si configurano più
come residuo di istanze passate, piuttosto che l'espressione di esigenze
presenti e future. Da una recente indagine dell’IREF sui giovani
italiani all’estero ,emerge un distacco dei giovani da questi circuiti
associativi. Essi non frequentano le Associazioni. Questo,accompagnato
da una crescente integrazione nel paese ospitante, porta inevitabilmente
ad una italianità soggetta a modelli interpretativi individuali che
comportano “una compresenza culturale dell’italianità con quella del
paese natio” e ad una serie di bisogni molto diversi. Già sin d’ora
infatti, vi è tra i giovani una minore rivendicazione sui diritti
politici , rispetto alle loro necessità piu’ impellenti. Essi chiedono
infatti di poter usufruire di tutte le opportunità che l’Italia può
offrire sia dal punto di vista formativo -occupazionale che dal punto di
vista culturale nei suoi vari aspetti. La forte richiesta per ottenere
la cittadinanza è espressione di tali bisogni , come l’accettazione
della reversibilità dell’esperienza migratoria e quindi la possibilità
di fare esperienza in un altro paese,compreso quello di origine. Le
Regioni potrebbero esaudire queste necessità,garantendo un legame più
forte con l’Italia nell’ambito di una nuova e più robusta italianità che
coniughi identità culturale con richieste e bisogni delle future
generazioni di italiani nel mondo.
Le Regioni fonte di occasioni e di sviluppo
Gli Statuti Regionali sono una fonte di diritto primaria equiparabile
alla Costituzione italiana e come tale possono essere un fondamento
legislativo per assicurare una serie di diritti civili per gli italiani
all'estero affiancando e rafforzando l'azione dello Stato. Si tratta
quindi di implementare in modo armonico quella che viene in gergo
chiamata la "legislazione concorrente" delle Regioni a cui sono stati
delegate queste materie di interesse per gli italiani all'estero:
- rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni;
- commercio con l'estero;
- istruzione, fatta salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche
e con esclusione della istruzione e della formazione professionale;
- professioni;
- ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i
settori produttivi;
- tutela della salute;
- previdenza complementare e integrativa; credito a carattere
regionale
Occorre una legge quadro per delegare alle Regioni materie legate
all’emigrazione ,presentata dal Ministero per i rapporti Stato-Regioni
che dovrebbe coinvolgere il Ministero degli Italiani nel Mondo,
rafforzandone il ruolo con una propria autonomia programmatoria e di
bilancio .
IL DIRITTO ALLA RAPPRESENTANZA REGIONALE
Acquisito il diritto al voto nazionale, deve essere svolta una seria
riflessione sulla partecipazione delle nostre Comunità Italiane nel
mondo alla vita istituzionale delle Regioni. Una questione che vede
opinioni diverse confrontarsi sul diritto al voto amministrativo e sulla
possibilità di consultazioni all’estero che si intreccia con l’esigenza
di un possibile coinvolgimento delle comunità straniere in Italia.
Per capire la questione del voto occorre partire dagli Statuti Regionali
alla cui elaborazione ed approvazione è stata dedicata con tempi
lunghissimi di approvazione gran parte delle legislature regionali
2001-2005 .Al momento attuale risultano approvati ed entrati in vigore
lo Statuto della Puglia, della Calabria e del Lazio. Sono stati
approvati in seconda deliberazione dal Consiglio regionale e impugnati
davanti alla Corte costituzionale, lo Statuto della Toscana,
dell'Umbria, dell'Emilia Romagna, dell'Abruzzo e della Liguria: sui
primi tre la Corte costituzionale si è pronunciata nel 2004. Risultano
approvati in seconda deliberazione lo Statuto del Piemonte e delle
Marche, mentre è stato deliberato in prima lettura lo Statuto della
Campania. Il procedimento è invece fermo in Basilicata, Veneto,
Lombardia e Molise (Regione, quest'ultima, dove non si vota nel 2005).
Sulla legge elettorale, l'unica Regione, ad oggi, ad aver approvato una
nuova legge elettorale è la Toscana .Le Regioni che volessero legiferare
in materia elettorale avrebbero imponenti problemi giuridici che
amministrativi. Questo vale sia per le Regioni che sono in attesa di
promulgare gli Statuti che quelle che li hanno già approvati.
Una situazione che in assenza di apposite modifiche da parte del
legislatore regionale e dell'emanazione di una legge quadro nazionale,
non potrebbe evolversi considerato che le Regioni non dispongono delle
competenze e delle strutture adeguate ad organizzare e a gestire
autonomamente il procedimento elettorale.
L’UNAIE nonostante tali difficoltà esprime la necessità di affrontare il
tema in quanto legittima aspirazione della stragrande maggioranza
dell’Associazionismo da esso rappresentato.
IL DIRITTO ALLA PARTECIPAZIONE
Deve essere rafforzato il ruolo delle Consulte Regionali come fonte di
elaborazione e di azione legislativa di quella società civile,
rappresentata dall’Associazionismo dei migranti in Italia e all’estero.
Una partecipazione spesso disattesa dalle politiche regionali che deve
trovare nuovo sostegno e motivazione nell’ambito di un rapporto
equilibrato tra l’azione istituzionale e quella sussidiaria di chi
rappresenta le nostre comunità all’estero.
La filosofia, i principi ispiratori, gli obiettivi sui quali dovrebbe
poggiare una nuova normativa sulla emigrazione sono, in sintesi, i
seguenti:
- snellimento delle leggi con una previsione programmata di
provvidenze e di interventi che, compatibilmente con le risorse disponibili,
possono essere attivati a favore dei nostri corregionali rientrati o ancora
residenti all'estero;
- istituzione di un fondo regionale per l'emigrazione dal quale attingere
per finanziare i principali interventi previsti dalla legge, riservando ai
casi di grave e accertato stato di bisogno la erogazione di contributi anche
individuali
- valorizzazione dell'Associazionismo in emigrazione attraverso il
finanziamento diretto, con criteri e modalità da stabilire, dei progetti
presentati annualmente dalle Associazioni medesime;
- rafforzamento del ruolo e dei compiti della Consulta
dell'emigrazione e immigrazione non solo sul piano dei reali poteri e delle
prerogative, quanto su quello del sostegno anche finanziario, che deve
essere dato alle iniziative politico-istituzionali e promozionali che essa
realizza in collaborazione con l’attività istituzionale svolta dalla
Regione.
- Interventi a favore dei giovani da quello economico a quello culturale;
- valorizzazione delle esperienze, delle potenzialità, delle risorse
presenti in emigrazione attraverso la previsione di interventi di promozione
e di sviluppo, di formazione e riqualificazione professionale, di
incentivazione di rapporti di scambio, di joint-venture, di accordi
interaziendali per affrontare nel modo più conveniente le esigenze che pone
oggi la. globalizzazione delle economie.
- riconoscimento del ruolo dell’imprenditore italiano nel mondo
- Istituzione di albi regionali dell’Associazionismo Italiano all’estero
Il Ruolo delle Consulte Regionali
Esse dovrebbero curare :
- rapporti tra Istituzioni e Associazioni regionali all'estero;
- informazione: conoscere per partecipare;
- scelte innovative per i giovani italiani all'estero;
- l'elaborazione di nuove leggi per l'emigrazione;
- emigrazione: una risorsa nell'ambito della globalizzazione
dell'economia.
- la donna in emigrazione
PROPOSTE FINALI
- Convocazione della Conferenza Stato Regioni entro l’anno con la
partecipazione delle Associazioni
- Discussione in ambito CGIE del ruolo dell’Associazionismo
- Nomina delle Consulte regionali con effettivi poteri e deleghe
- Legge quadro sulle deleghe alle Regioni in tema di Emigrazione
- Albo nazionale e regionale delle Associazioni in Italia e
all’estero
Breve sunto:
Daniele Marconcini, Presidente dell’Associazione nell’introdurre la sua
relazione sugli Statuti regionali ed Italiani nel mondo ha svolto una
riflessione sulla crisi del modello classico dell’emigrazione, stretto
da temi assai urgenti legati alla forte immigrazione determinatasi nel
nostro paese e al nuovo esodo intellettuale ed imprenditoriale verso
Stati Uniti, Germania ed altri paesi. Questo in presenza di un sempre e
più evidente distacco delle giovani generazioni dalla rete
associazionistica italiana all’estero e dal progressivo invecchiamento
della nostra popolazione emigrante. Ciò sta comportando una minore
rivendicazione di diritti politici ed una maggiore richiesta di
usufruire di tutte quelle opportunità che può offrire il nostro paese.
Le Regioni potrebbero esaudire queste necessità,garantendo un legame più
forte con l’Italia nell’ambito di una nuova e più robusta italianità che
coniughi identità culturale con richieste e bisogni delle future
generazioni di italiani nel mondo. Inserire negli Statuti regionali la
figura degli Italiani nel mondo potrà favorire dal punto di vista
legislativo tutte quelle possibilità occupazionali,di studio,formative
ai giovani italiani all’estero e di sostegno alle nostre imprese
all’estero. Interventi che aiuteranno sicuramente a sviluppare quella
nuova identità che comporta oramai “una
compresenza culturale dell’italianità con quella del paese natio” che
sembra scaturire da questa nuova generazione migrante. Marconcini ha
informato poi della diffusa aspirazione dell’Associazionismo UNAIE di
poter ottenere il voto regionale per i nostri connazionali, pur
evidenziando fortissime difficoltà legislative e gestionali determinate
sia dall’assenza di strumenti regionali propri per il voto e sia per una
legislazione in materia elettorale ancora centralistica. Per quanto
concerne il diritto alla partecipazione, egli si è fatto portavoce di un
rafforzamento del ruolo delle Consulte, quale elemento decentrato della
Conferenza Stato-Regioni, spesso insediate solo nominalmente e
scarsamente utilizzate. Secondo Marconcini il ruolo delle Consulte è
determinante in tema di elaborazione legislativa e di collegamento con
le Comunità italiane all’estero, essendo in esse rappresentato un
Associazionismo che raffigura la vera società civile degli italiani nel
mondo. Un Associazionismo da tutelare e preservare da false imitazioni
in termini di rappresentatività. Nel concludere egli la relazione ha
invitato il Ministro La Loggia a creare le condizioni per l’emanazione
di una legge quadro per delegare competenze alle Regioni e per dare
coordinamento alla loro azione, chiedendo la convocazione delle
principali Associazioni presso il suo Ministero, in accordo con il
Ministero degli Italiani nel Mondo. Questo per attuare interventi di
armonizzazione legislativa particolarmente nell’ area dell’emergenza
sociale che colpisce i nostri connazionali in alcuni paesi
latino-americani.
Daniele Marconcini
BRIVIDO AL CONVEGNO UNAIE
Cittadinanza “regionale” e quindi diritto di voto agli italiani
residenti all’estero anche alle elezioni dei governatori? Sì, purchè i
nostri connazionali dimostrino di volerlo. Intervenendo al Convegno sul
tema “Statuti regionali e italiani nel mondo” promosso a Treviso dall’UNAIE
(Unione Nazionale Associazioni Emigrati ed Immigrati), il Ministro per i
Rapporti Stato-Regioni Enrico La Loggia ha “bacchettato” le
Associazioni degli Emigranti. Al recente referendum la prima
consultazione aperta ai residenti all’estero, solo il 20% di loro si è’
recato alle urne. Su due milioni e mezzo di aventi diritto, quanti ne
conta l’ultimo elenco stilato: solamente 500mila hanno esercitato tale
diritto. La colpa? Delle Associazioni. “Allarme rosso
– ha esordito il ministro- se alle prossime elezioni andasse a votare
lo stesso numero di persone, la questione degli italiani all’estero
subirebbe una battuta, anzi una batosta d’arresto, che dovremmo
rimediare per decenni”. Qualcuno ha proseguito La Loggia di fronte a
una platea composta tra gli altri dall’onorevole Gustavo Selva,
Presidente della Commissione Esteri della Camera e dal Sottosegretario
agli Affari Regionali Luciano Gasparini, potrebbe cominciare a chiedersi
perché 500mila votanti dovrebbero eleggere 12 deputati e 6 senatori,
quando un normale collegio senatoriale ne conta 250mila. “Serve una
mobilitazione straordinaria in vista delle politiche - ha ammonito
il Ministro - ed a guidarla dovranno essere le Associazioni degli
Emigrati. Se questo 'primo esperimento ' non ha funzionato, tutti
devono farsene carico, anche se la responsabilità principale va ai
gruppi che si rivolgono agli italiani all’estero”. Quanto alle
Consulte regionali da Roma sono già partite le lettere che ne
sollecitano, dove sono assenti, l’istituzione.
tratto da "Il Gazzettino"
La risposta di De Martin dei
Bellunesi nel Mondo
La presa di posizione del Ministro Enrico La Loggia al Convegno dell’UNAIE
a Treviso che ha giudicato insufficiente l’azione delle Associazioni per
sensibilizzare gli italiani all’estero a votare, vista la scarsa
partecipazione al voto nell’ultimo referendum, ha trovato la pronta
risposta di Patrizio De Martin, direttore dei Bellunesi nel Mondo. “Caro
Ministro, la percentuale dei votanti all’estero è grosso modo la stessa
registrata in Italia. Si tenga conto che anche all’estero c’è stata una
astensione voluta. In ogni caso le prossime saranno elezioni politiche
molto più sentite dai nostri emigranti per cui la presenza alle urne
sarà sicuramente più alta che in Italia. Anche perché gli italiani
dovranno eleggere i loro rappresentanti”. De Martin peraltro ha
evidenziato le incongruenze che ancora ci sono tra Ministero degli
Esteri e Ministero degli Interni sul numero degli aventi diritto al
voto. “Prima di lanciare accuse alle associazioni e al volontariato
si faccia trasparenza su questo delicato problema”. Il Ministro ha
promesso che entro l’anno si farà la Conferenza Stato-Regioni-CGIE con
la partecipazione “finalmente” commentano gli interessati,
dell’Associazionismo. Verranno affrontati alcuni
temi come quelli delle competenze che dopo la riforma federalista, sono
attribuite in materia migratoria alle Regioni e delle competenze che
restano allo Stato. "C’è infartti molta confusione " sottolinea
De Martin. Più determinazione è stata chiesta, anche alla Regione Veneto
e in particolare all’assessorato retto da Oscar De Bona.
tratto da "Il Corriere delle Alpi"
Emigranti al voto anche alle Amministrative
Sia il Presidente della “Trevisani” Zanini che il direttore Riccardo
Masini e Franco Rebellato, già componente della Emigrazione del Veneto
hanno evidenziato che l’italiano oltre-confine si sente di fatto ancora
uno straniero rispetto alle politiche che (non) si fanno a suo sostegno.
Rebellato ha denunciato il “grave immobilismo” del parlamentino
regionale degli Emigranti, la Consulta, ricordando che la bozza di
statuto nella
precedente legislatura regionale neppure faceva cenno ai corregionali.
Ma come ha invitato a fare Dino De Poli Presidente onorario emerito
dell’UNAIE, bisogna alzare il tiro della prospettiva rivendicazionsitica,
chiedendo ad esempio “piu’ politica estera italiana nei paesi
d’emigrazione” Basta sentire tanti Trevisani in giro per il mondo:
l’Italia è completamente assente.
Tratto da: La Tribuna di Treviso
ITALIANI NEL MONDO: LA LOGGIA APPROVA ESTENSIONE VOTO ANCHE PER
REGIONALI
''Sarebbe opportuno dare il voto, anche sulle regionali, agli
italiani all'estero''. Lo ha detto il ministro per i Rapporti
Stato-Regioni, Enrico La Loggia, a margine del congresso ''Statuti
regionali e italiani nel mondo'', tenutosi a Treviso ed organizzato da
Unaie, l'unione delle associazioni degli immigrati emigrati, e dalla
fondazione Cassamarca con la collaborazione della Regione Veneto.
Rispondendo alle sollecitazioni del Presidente dell’UNAIE Mimmo Azzia,
egli si dichiarato disponibile ad incontrare le principali Associazioni
italiane degli Italiani nel Mondo che si dovranno coordinare tra loro
per presentarsi unitariamente all’appuntamento. La Loggia ha dato la sua
disponibilità ad accogliere una proposta per una legge quadro di delega
per le regioni in tema di emigrazione, sollecitando l’UNAIE a darne un
proprio contributo sia sul profilo che sugli obbiettivi. Invito che l’UNAIE
ha raccolto esprimendo la volontà di estenderlo al mondo del
volontariato degli italiani nel mondo.
Mantovaninelmondo© 1999-2005
All rights reserved
liberatiarts©
Mantova Italy
|