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PROGETTO SANITARIO LOMBARDO PER IL VENEZUELA
Premessa
E' stato presentato alla Regione Lombardia un progetto di cooperazione
sanitaria in Venezuela ."Il primo in Italia - sottolinea Daniele
Marconcini Presidente dell'Associazione dei Mantovani nel Mondo - a
riprova da un lato dell'impegno della comunità italiana e lombarda in nel paese
latino-americano e della collaborazione sul tema delle nostre autorità italiane
nel paese e dall'altro del ritardo con cui si stanno affrontando in Italia a
tutti i livelli l'emergenza sanitaria che colpisce anche la comunità italiana
in Venezuela. Questione che speriamo venga affrontata nella prossima conferenza
Stato Regioni CGIE di fine novembre"
L'iniziativa promossa dall’Associazione Lombardi in Venezuela in collaborazione
con l’Associazione Mantovani nel mondo, vede nel progetto come capofila "Peacewaves
ONLUS" di Pavia con le sopracitate organizzazioni lombarde, il CFCL di Milano,
la Fundación Comité Asistencia Emigrantes Italianos COMITAS,il COMASEMI-
Fundacion Comitè Asistencia Emigrantes Italianos e il Laboratorio Citomed ed
infine l' Instituto de Oncologia y Hematologia di Caracas.
L'emergenza sanitaria in Venezuela
La comunità italiana in Venezuela sta vivendo un momento di grande incertezza
dovuto alla delicata situazione socio-politica che sta attraversando il paese.
Il recente censimento degli indigenti di origine lombarda, svolto
dall’Associazione dei Lombardi in Venezuela in collaborazione con l'A.M.M, ha
evidenziato quello che da tempo era evidente e cioè che l'emergenza sanitaria
nel paese è reale.
Questo censimento è stata una grande sfida al fine di verificare un elenco di
corregionali per troppo tempo non aggiornato: molte persone che avevano
cambiato indirizzo non erano sempre reperibili, molte quelle nuove da inserire,
diversi i casi di indigenza venuti alla luce, senza sottolineare la grande
difficoltà nel raggiungere le persone che vivono nelle zone interne del Paese.
Nonostante la collaborazione e i buoni appoggi, i Lombardi hanno affrontando
questo progetto solo con le proprie risorse ,anche se è stato un lavoro che
avrebbe richiesto un coordinamento con altre strutture operanti in tutto il
territorio di questo Paese e con persone dedicate a tempo pieno.
Accanto a questo vi è stata una analisi delle strutture sanitarie esistenti ad
opera di Marta Carrer, dell’Associazione Mantovani nel Mondo ed esperta
nell’area socio-sanitaria, la quale ha avuto la possibilità di visitare vari
ospedali pubblici e privati di Caracas e farsi così un’opinione sull'attuale
situazione del sistema sanitario venezuelano.
In Venezuela esistono ospedali amministrati dal Ministerio de Salud y
Desarrollo Social, altri dal Seguro Social (Istituto nazionale di Previdenza
sociale) e altri, anche se numericamente inferiori, dai Municipi. La medicina
privata si è ritagliata uno spazio di rilevanza all’interno della sanità, può
contare con le migliori cliniche e le più avanzate tecnologie ma ad essa hanno
accesso un numero limitato di persone rispetto alla maggioranza della
popolazione.
La dott.ssa Carrer assieme alla dott.ssa Cavazza ha visitato l’Ospedale José
Maria Vargas, uno degli ospedali più antichi della città, ubicato in una zona
povera di Caracas. Purtroppo il servizio sanitario non risponde alle necessità
e ai bisogni della gente, i pazienti devono aspettare mesi per una operazione e
spesso i casi di emergenza non possono essere assistiti per carenza di
medicinali, strutture, etc. Nonostante questo il personale medico e paramedico
realizza il suo lavoro con professionalità, serietà e, viste le condizioni, con
grande capacità di adattamento e flessibilità.
Una delle cose che ha più impressiato la dott.ssa Carrer sono state le sale
dove vengono ricoverati i malati che sono praticamente aperte, senza divisori
tra un letto e l’altro e ancor di più l’immagine dei corridoi esterni dove i
familiari dei pazienti, di notte, si preparano per dormire per terra su dei
cartoni. Non esiste alternativa per le molte famiglie dei pazienti che arrivano
dall’interno del paese e che non hanno le possibilità economiche di pagarsi un
albergo in città. Molti italiani indigenti devono essere ricoverati in queste
condizioni.
E' stato visitato anche l’Ospedale José Gregorio Hernandez che si trova in
condizioni più critiche poiché ubicato dentro un quartiere ancora più povero
chiamato Barrio.
Tutt’altra realtà il Centro Medico di Caracas, una delle cliniche private più
importanti del paese: varie sale operatorie, tutti i servizi funzionanti,
laboratori clinici e di specializzazione, sale di ricovero private con bagno
interno per un solo paziente, altre semiprivate con massimo due pazienti.
Stesso discorso per quanto riguarda la Policlinica Las Mercedes, un altro
ospedale privato molto più piccolo del precedente ma provvisto di tutti i
servizi principali e le attrezzature mediche complete.
Questa clinica venne fondata dagli italiani ed ha rappresentato l’inizio della
medicina privata nella zona di Caracas .
La Policlinica Las Mercedes, è stata scelta per un progetto di cooperazione
decentrata, presentato alla Regione Lombardia, al fine di creare una rete
sanitaria per gli italovenezuelani in condizioni di povertà ed in grado
di dare servizi differenziati in base alle necessità dell’utenza (cittadini
italiani o di origine italiana in stato di bisogno) e un sistema sanitario che
comprenda visite mediche, ricoveri, esami di laboratorio etc con un sistema
informatico per per la vita clinica dei pazienti che richiedono i servizi.
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