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Il Comune di Tonco e l’Associazione Valleversa PLUS
in collaborazione con la Comunità Collinare Monferrato Valleversa ed il
patrocinio della Provincia di Asti |
organizzano per
DOMENICA 15 GENNAIO 2006
alle ore 15.00
presso
il Salone della settecentesca Villa Toso a Tonco
la prima presentazione ufficiale del nuovissimo libro di Giancarlo Libert
ASTIGIANI NELLA
PAMPA
l’emigrazione dal Piemonte, dal Monferrato
e dalla Provincia di Asti in Argentina.
Il volume edito dalle Associazioni Amici degli Archivi piemontesi e Nostre
Origini tratta il fenomeno
migratorio italiano verso l’Argentina ed in particolare degli Astigiani e dei
Monferrini nelle nazioni
sudamericane. Contiene numerose biografie, tra cui quella di Carlo Giuseppe
Ferraris di Tonco emigrato
dopo i moti del 1821 a Buenos Aires e vero propulsore del Museo di Scienze
Naturali della capitale
argentina.
Alla presentazione saranno presenti oltre
all’autore Giancarlo Libert ed a varie
autorità provinciali, il dottor Cassetti, già
Direttore dell’Archivio di Stato di Asti,
Giacomo Calleri Damonte erede di Carlo
Giuseppe Ferraris.
Il programma prevede:
• la proiezione di un filmato sulla
emigrazione piemontese in Argentina
• la presentazione del volume
• approfondimento sull’illustre tonchese
Carlo Giuseppe Ferraris
• spazio alle domande dei presenti
A seguire vi sarà un rinfresco offerto dall'Amministrazione Comunale di Tonco.
PER INFO: Comune di Tonco
tel. 0141 991044
Associazione Valleversa PLUS tel.
335 8375675 plus@valleversa.it
Astigiani nella Pampa
autore Giancarlo Libert
di Luigi Rossi
Giancarlo Libert, storico torinese affascinato da sempre dai personaggi
e dalla storia plurisecolare di un Piemonte d’Oltralpe (francese, tedesco,
belga, spagnolo...) come dalla
presenza
piemontese nel Sud America, manda in libreria in questo periodo natalizio la
sua ultima fatica: Astigiani nella Pampa. L’opera, edita da Amici degli
Archivi Piemontesi, con l’intervento dell’Associazione Nostre Origini, segue
diversi interventi che Libert ha pubblicato negli ultimi anni e che rimandano
alla diaspora piemontese in Argentina.
Giancarlo Libert dimostra come uno storico debba affrontare la realtà
dell’emigrazione, quasi fosse una fede e non una moda, o un lasciapassare per
un incarico in questa o quella istituzione. Solo chi ama la ricerca e
l’indagine, attento a informazioni e materiali di grande qualità, tra i quali
un centinaio di fotografie raccolte visitando archivi e contattando diversi
discendenti, può presentarci con passione e disincanto il fenomeno
dell’espatrio dall’astigiano nel corso dei secoli.
L’opera, 320 pagine, grazie anche alla distribuzione dei capitoli, ci presenta
Asti e il suo territorio già nel periodo medievale, quando mercanti, artigiani
e feneratori, si piazzarono in quasi tutte le maggiori città e fiere europee.
Un fenomeno che coinvolse anche mercanti e cambiavalute lombardi, durando sino
alla metà del secolo XVI°, quando, per i cambiamenti climatici, economici,
culturali e religiosi, l’asse economico si spostò dall’area mediterranea al
centro e nord Europa, privilegiando le città di Londra, Amsterdam, Rotterdam,
Anversa, Brema e Amburgo. Con Francoforte e Colonia.
Nel 1700 – 1800 le relazioni degli intendenti astigiani dimostrano che
l’espatrio non era cessato. A metà del secolo XIX° la rotta atlantica sarà una
delle maggiori e preferite vie all’emigrazione anche per questa provincia
piemontese: un fenomeno che investe tutta la Penisola. 'La Merica' dopo la
Francia e la Germania, la Svizzera, il Belgio e l’Olanda. Anche l’emigrazione
astigiana, come quella lombarda e italiana in generale, interverrà sul tessuto
economico, culturale e politico dell’Argentina e degli altri Paesi
transoceanici. I piemontesi Carta Molino e Mossotti daranno un forte impulso
alla scienza locale, senza dimenticare l’avvio delle relazioni diplomatiche
tra la Confederazione Argentina e il Regno di Sardegna.
L’opera di Giancarlo Libert ci offre diverse biografie di astigiani emigrati
in Argentina. Tra i personaggi che lo storico torinese focalizza, rileviamo
Carlo Giuseppe Ferraris, emigrato dopo i moti del 1821, a Buenos Aires. Egli
diventa, con Carta Molino, il motore del Museo di Scienze Naturali della
capitale argentina. Non manca la scheda del colonnello Charlone e del
navigatore Giacomo Bove di Maranzana. Non poteva, una simile ricerca, non
affrontare il tema della viticoltura, sia a Mendoza che a San Juan. La
famiglia Pescarmona, originaria di Costigliole d’Asti, risulta tra le più
importanti dinastie industriali. Mentre il cardinale Jorge Maria Bergoglio è
discendente d’una famiglia che emigrò da Portacomaro Stazione.
Anche l’opera dei missionari salesiani viene messa a fuoco, rilevando nel
cardinal Cagliero, in Monsignor Fagnano, Feyles, Baruffaldi, Savio, Vacchina,
Garrone, Vaira e le suorine Bussolino e Dabbene, personaggi che s’impegnarono
per masse d’emigranti.
L’opera di Giancarlo Libert potrebbe essere il primo passo per una sistematica
riscoperta della diaspora piemontese in Sud America (e non solo).
Luigi Rossi
da
www.lombardinelmondo.org
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