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Uruguay, la visita del presidente dell'Associazione.
Incontri a Concepcion del Uruguay gemellata con Viadana
(Mantova), Montevideo e Paysandu
Nel corso della sua ultima missione in Argentina il Presidente Daniele
Marconcini con la sua collaboratrice Marta Carrer ha effettuato una breve
visita a Concepcion del Uruguay (Entre Rios), gemellata con la città di Viadana
in provincia di Mantova. Presenti all'incontro una delegazione dei lombardi di
Paysandu (Uruguay) guidata dal Presidente del Consorzio di sviluppo della città
Jorge Dighiero.
La città di Concepcion del Uruguay è sede di una importante azienda viadanese
del settore del legno e ha già svolto numerose iniziative socio-economiche con
Viadana .
Nel corso della visita vi è stato un incontro con Mauro Vazon e Federico Lacava
dell'Universidad de Concepción del Uruguay, con Miguel Angel Carletti,
Presidente dell'Associazione dei Collegi italiani in Argentina ed Uruguay ed
infine con Emundo Duarte del Consiglio dell'Agenzia per il progresso economico
e sociale della città, alla presenza del sindaco Marcelo Fabian Bisogni.
Nel corso degli incontri sono state vagliate varie possibilità di
collaborazione spaziando dal turismo eco responsabile, al sistema italiano dei
Bed & Breakfast, alla difesa dell'ambiente ed al modello di volontariato
sociale italiano .
"L'idea - ha affermato Marconcini - è quella di creare un ponte tra
le città di Paysandu e Concepcion del Uruguay, in un'area pesantemente colpita
dalla crisi economica, nella quale la difesa ambientale e lo sviluppo possano
andare di pari passo. È necessario ricordare infatti che gli argentini si
oppongono duramente ad insediamenti ritenuti inquinanti sul lato uruguayano del
fiume, come quello di una grande cartiera finanziata dalla Finlandia. Mi è
stato chiesto di collaborare per avviare un processo che porti con l'aiuto
della Regione Lombardia, della Provincia di Mantova e della città di Viadana,
alla creazione di una scuola di alta formazione professionale dove possano
trovare accesso le centinaia di giovani disoccupati della zona sia argentina
che uruguyana, favorendo così l'insediamento di aziende lombarde."
La visita alla scuola Italiana di Montevideo -Uruguay ....
vissuta dalla controparte
"La scorsa settimana, abbiamo ricevuto la visita del Presidente
dell'Associazione Mantovani nel Mondo
Daniele Marconcini, del Vicepresidente
dell'Istituto Fernando Santi, di Rino Giuliani, ed altri componenti di un
gruppo di italiani. Sono arrivati da Paysandú e da Salto (Uruguay), dopo aver
fatto una lunga visita in Argentina.
Abbiamo parlato con loro di vari argomenti veramente interessanti, per esempio
di cinema e di teatro europeo, del calcio, del MATE, delle differenze tra le
regioni del Sud e del Nord dell'Italia, dell'influenza dell'inglese nel
linguaggio italiano, e anche dei nuovi prodotti italiani.
Per quanto riguarda il cinema abbiamo parlato della Dolce vita e del teatro gli
abbiamo raccontato che a noi piace molto recitare. Sul tema del calcio abbiamo
parlato un po' delle squadre, e gli abbiamo detto che a noi piaceva molto la
Juventus. Dopo abbiamo domandato se a loro piaceva il mate, ed uno di loro ci
ha risposto che questa bevanda ha un gusto un poco strano e che in realtà
preferisce il caffè. Poi ci ha chiesto se noi venivamo a scuola con il mate,
perché,di solito, tutti gli uruguaiani portano il mate con loro, dovunque
vanno. Infatti, ci ha detto che se in Europa, si vedeva un uomo con il mate, di
sicuro era uruguaiano! Ci siamo resi conto della passione che hanno per la loro
città.
Abbiamo parlato inoltre di alcune parole italiane che sono state influenziate
dall'inglese, per esempio: Fast Food , computer , ed altre ancora, sopratutto
le parole dell'Informatica. Alla fine abbiamo parlato di alcuni prodotti che si
consumano sia in Italia che in Uruguay, come per esempio la Coca Cola, che
viene diffusa dall'America in tutte le parti del mondo. E' stata un'esperienza
molto bella e ringraziamo tutti coloro che ci hanno dato l'opportunità di
conoscere queste persone veramente simpatiche."
Firmato: Guido d'Andrea e Carolina Mangarelli, alunni della Scuola Italiana
di Montevideo
La
Scuola Italiana di Montevideo diretta dalla lombarda Adriana
Testoni, come
premesso da questa seria ma deliziosa descrizione dell'incontro, è stata
l'occasione per l'A.M.M. per rivalutare il ruolo di queste importanti
istituzioni italiane all'estero. Organizzata in modo serio ed efficiente con
circa 650 bambini da 1 a 18 anni, pur essendo una scuola privata con una retta
di circa 200 euro al mese certamente non alla portata di tutti, essa non ha
dimenticato il suo ruolo di promozione sociale.
Aiuta infatti altre scuole
uruguayane frequentate da bambini meno abbienti, assicurando forniture di
attrezzature scolastiche, latte e pane per la merenda.
Questo l'argomento affrontato da Daniele Marconcini con Marta Carrer e da Rino
Giuliani nel corso della loro ultima missione in Uruguay con Adriana Testoni e
lo staff della Scuola italiana di Montevideo: quello di creare progetti
condivisi anche a livello formativo tra l'istituto italiano e il sistema
scolastico uruguayano comprensivo dei doposcuola gestiti da organizzazioni
volontarie come il MOPI di Paysandu.
Un incontro a cui seguiranno a breve ulteriori approfondimenti, visto anche la
disponibilità della Scuola Italiana di Montevideo, del Governo uruguayano e
della Municipalità di Montevideo e Paysandu sul tema.
PAYSANDU
Paysandu è stato recentemente visitato nel corso della sua ultima missione dal
Presidente dell'AMM Daniele Marconcini e dalla sua collaboratrice Marta Carrer
su invito del Gruppo Lombardo di Paysandu. Una missione svoltasi nell'ambito di
un programma di lavoro comune attuato in Argentina ed Uruguay dall'A.M.M. ,in
collaborazione con Rino Giuliani dell'Istituto Santi di Roma e dei
referenti locali dell'Istituto stesso. Una visita assai impegnativa che pur
svoltasi in un clima torrido (che ha raggiunto punte sino a 37° ) ha avuto una
grande partecipazione della istituzioni e della comunità locale. La prima
visita è stata presso alla sede del MOPI (Movimento Protezione all’ Infanzia),
inserito in una rete nazionale attiva da 25 anni,che copre tutto il territorio
nazionale. La struttura del MOPI accoglie 150 bambini e ragazzi a cui viene
fornito un servizio di mensa e un'attività di doposcuola con il contributo di
una trentina di volontari e di una decina di operatori stipendiati dal Governo
e dal Comune. Una attività che sta cercando di evolvere con la creazione di
corsi di formazione professionale che portino alla costituzione di microimprese
familiari. A Marconcini è stato chiesto di
favorire progetti di cooperazione con il sostegno dalla Regione Lombardia.Successivamente
vi è stato un incontro con le Associazioni di volontariato presenti nella
comunità "sanducera" a cui è stato esposto il modello italiano dei Centri
Servizi di volontariato e con l'Ospedale di Paysandu dove è stata presentata la
legge sui gemellaggi sanitari della Regione Lombardia. La missione, a cui
ha dato grande rilievo la storica e centeneria testata del El Telegrafo di
Paysandu,si è conclusa incontrando il Sindaco Julio Pintos e l'Associazione dei
Lombardi di Paysandu con i quali si è convenuto un programma di lavoro, a cui
parteciperà il delegato del Sindaco Jorge Dighiero Direttore generale dell'
Ente per lo sviluppo e il Console onorario Vittorio Castagno con il sostegno
del Governo nazionale uruguyano


Il territorio della Regione di Paysandù, situata a nordovest della Repubblica
Orientale dell’Uruguay e caratterizzata, oltre che dalla sua localizzazione
sulla riva del fiume Uruguay, uno dei più importanti d’America Latina, da una
posizione geografica privilegiata nell’area MERCOSUR trovandosi a soli 200 km
dai confini del Brasile e a meno di 5 km da quelli della Repubblica Argentina.
Queste caratteristiche, insieme agli importanti contributi delle collettività,
non soltanto italiane, che si sono trasferite in quell’area già dagli inizi del
secolo XIX e che oggi rappresentano oltre 112.000 mila persone, avevano fatto
di Paysandù, una delle capitali industriali più importanti dell’Uruguay.
L’artigianato ha dato luogo all’industrializzazione della carne e del cuoio
e, un secolo dopo, al boom industriale con le grandi concerie, oleifici,
birrerie, zuccherifici, industrie tessili ed agroalimentari. Nonostante
l’importante struttura industriale ed economica affermata su questo territorio,
la recente crisi economica dell’America Latina ha raggiunto anche Paysandù,
determinando un fenomeno di rapida deindustrializzazione con la conseguente
chiusura di molte fabbriche .
Il processo di ridimensionamento del parco industriale che la Regione di
Paysandù ha subito negli ultimi anni ha avuto come conseguenza la perdita di un
importante numero di posti di lavoro da parte della popolazione economicamente
attiva e la difficoltà a trovare attività e conseguenti sbocchi occupazionali
alternativi. Questo fenomeno è stato accompagnato da alti indici di abbandono
nelle scuole medie, soprattutto per i giovani appartenenti a ceti sociale che
hanno subito i primi e più gravi contraccolpi della crisi, da un aumento dei
fenomeni di devianza giovanile, abbandono di minori ed altre gravi
problematiche connesse al calo drastico e improvviso dei livelli di
occupazione. Le autorità locali hanno cercato di arginare la situazione
ridisegnando le scelte strategiche di reindustrializzazione nel comparto
turistico che presenta oggettivi margini di crescita sullo scenario
internazionale. Paysandù si trova infatti all’interno del cosiddetto il
“Corridoio Turistico Binazionale del Rio Uruguay”, zona ricca di evidenze di
interesse storico e naturale tra l’Argentina e l’Uruguay nella quale sono
presenti numerose terme d’acqua salata, boschi indigeni e la fascia costiera
del fiume Uruguay che consente la navigazione e gli sport nautici, oltre ad una
lunga serie di monumenti storici realizzati da maestranze italiane realizzate
tra gli inizi dell’800 e la seconda metà del secolo scorso.
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