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II Assemblea Plenaria CGIE (7-10 dicembre 2004) |
CGIE |
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Il Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (C.G.I.E.), istituito con Legge 6 novembre 1989 n. 368 (modificata dalla Legge 18 giugno 1998, n. 198) e disciplinato dal regolamento attuativo di cui al D.P.R. 14 settembre 1998, n. 329, è il consulente del Governo e del Parlamento sui grandi temi di interesse per gli italiani all'estero. |
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Esso deriva la sua legittimità rappresentativa dall'elezione
diretta da parte dei componenti dei Comites nel mondo e rappresenta un
importante passo nel processo di sviluppo della "partecipazione"
attiva alla vita politica del paese da parte delle collettività italiane
nel mondo e allo stesso tempo costituisce l'organismo essenziale per il loro
collegamento permanente con l'Italia e le sue istituzioni. Presidente è il
Ministro degli Esteri On. Franco Frattini. Il CGIE si compone di 94
Consiglieri, di cui 65 eletti direttamente all'estero e 29 di nomina
governativa.I suoi organi istituzionali sono il Comitato di Presidenza
(composto dal Segretario Generale, quattro Vice Segretari Generali e 11
rappresentanti delle varie aree), le Commissioni Tematiche, le Commissioni
Continentali, i Gruppi di Lavoro e l'Assemblea Plenaria.Il CGIE è stato
completamente rinnovato il 26 giugno 2004, mentre le elezioni alle cariche
interne elettive sono state effettuate il 27 luglio 2004.
Segretario del CGIE è il Ministro Plenipotenziario Torquato Cardilli .
Consiglio Generale degli Italiani all’
Estero Ministero degli Affari Esteri Intervento del Ministro degli Esteri, Gianfranco Fini Esprime il proprio dispiacere per aver avuto l’opportunità di
partecipare alla sessione del CGIE soltanto nell’ultima giornata, ma è
allo stesso tempo lieto per essere riuscito a onorare questo impegno, a cui
teneva moltissimo, nonostante numerosi altri e concomitanti impegni in
Italia e all’estero. 15 dicembre 2004 (GRTV) Mi è particolarmente gradito ritrovarvi di nuovo all’Assemblea del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, la prima dopo il rinnovo del Consiglio e delle sue cariche interne. Porgo un cordialissimo saluto a tutti e desidero ringraziare vivamente i rappresentanti del Parlamento, delle Regioni, degli Enti locali e dell’Amministrazione presenti alla nostra assemblea nonostante il ponte per la festività di domani. Abbiamo avviato ieri i lavori di questa sessione che si annuncia di grande interesse per gli impegnativi temi posti all’ordine del giorno. Vorrei esordire esprimendo un auspicio per un aspetto che sta a cuore a tutti i consiglieri, cioè che in futuro il CGIE possa riunirsi sempre al Ministero degli Affari Esteri, nella sua naturale collocazione. Abbiamo un Consiglio rinnovato a metà, ma a gran parte dei nuovi Consiglieri sono sconosciuti i nostri uffici ospitati nell’edificio delle Farnesina. Come ho accennato, le tematiche all’ordine del giorno di questa sessione sono particolarmente rilevanti per le comunità italiane all’estero e avremmo desiderato sottoporle a viva voce all’attenzione del Governo, assente in questa prima giornata dei nostri lavori per le note ragioni. Il Ministro degli Affari Esteri Gianfranco Fini è in Cina con il Presidente della Repubblica e aprirà i lavori venerdì mattina, mentre il Ministro per gli italiani nel mondo Mirko Tremaglia interverrà giovedì mattina.Le comunità italiane all’estero Le comunità italiane all’estero, proprio perché diffuse in ogni continente, sono sintonizzate sulle tensioni e sulle ansie del nostro tempo. Il 3° millennio non poteva iniziare peggio di così. Le situazioni drammatiche hanno superato la soglia di se stesse e il difficile e delicato passaggio che stanno attraversando le società di molti paesi in cui vivono nostri connazionali ci spinge a cercare risposte che facciamo fatica a costruire. Penso in modo particolare alle crisi economiche e alla lunga stagnazione e purtroppo anche al fatto che a oggi manca una chiara indicazione di cambiamento di prospettiva. Penso ai connazionali anziani che vivono nei paesi dell’america latina, alla loro condizione, a quello che ci dicono le statistiche e molto di più alle tante testimonianze che le statistiche, anche quelle sui rientri in Patria, non sono in condizione di rappresentare. E penso al dramma dei sequestrati in Venezuela e alle loro famiglie: 42 sequestrati finora e se non erro quattro sono ancora nelle mani dei sequestratori. Vi sono situazioni drammatiche delle nostre comunità che sono state discusse a lungo in alcune recenti riunioni continentali e sono ampiamente testimoniate sulla stampa italiana all’estero di origine regionale. Tanto più non comprendiamo i fatti denunciati da un grande quotidiano italiano, quando accade cioè che in un paese come il Venezuela, dove la povertà miete vittime anche tra la popolosa comunità italiana, si restituisca al MAE la somma di 100 mila Euro destinati all’assistenza dei connazionali indigenti, risorse che da almeno quattro anni hanno visto il CGIE prodigarsi affinché la Legge Finanziaria recepisse di volta in volta la necessità di maggiori risorse da destinare al capitolo dell’assistenza diretta. Si sta facendo poi sempre più forte il grido d’allarme, captato soprattutto dagli Enti di Patronato, per le numerose richieste di restituzione degli “indebiti” accertati con l’operazione “Red estero” sulle maggiorazioni sociali. Si tratta di somme che spesso consistono anche in 3 - 4 mila dollari, che i riceventi hanno speso e non sono in grado di restituire, anche perché l’indebito trae parzialmente origine della conversione dei redditi locali in euro fissata due anni fa, allorché la moneta europea non aveva il valore attuale. Siamo di fronte ad un esempio - quello della maggiorazione sociale - concepito per aiutare e sostenere i pensionati anziani residenti all’estero, che in questi casi sta producendo ora l’effetto contrario a quello che ne aveva ispirato la concezione. Occorrono a questo punto soluzioni e mi auguro che possano scaturire anche dalla discussione che si preannuncia per oggi pomeriggio. Con un fremito d’orgoglio, si dovrebbero richiamare anche le situazioni di successo delle nostre comunità, che sono tante e spesso in rapporto diretto con il nostro Paese, per il quale siamo sempre stati risorsa, forse poco strategica, e mai un problema. E’ vero invece che vi è una nuova dimensione che caratterizza la nostra presenza in molti paesi, fortemente connaturata con i processi di internazionalizzazione: chi vive all’estero è un’antenna del contesto di partenza e di riferimento! Il nostro Paese deve allora avere la capacità di far riferimento con tutti i soggetti pubblici e privati che si occupano del sistema Italia all’estero, alla nostra rete di presenze, alle nostre reti di sostegno di cui fanno parte anche gli organismi di rappresentanza, nel fermo convincimento - come ha sottolineato il Ministro Frattini nel suo messaggio di commiato “che proprio i nostri connazionali rappresentano un elemento di forza decisivo per il successo del sistema Italia ne! mondo della globalizzazione”. Il finanziamento ai Comites Eppure non mancano le contraddizioni e le incoraggianti parole del Ministro non possono farci dimenticare quanto è avvenuto questa estate nell’ambito della manovra di finanza pubblica, in particolare con la decurtazione dei finanziamenti ad un rilevante numero di Comites, per un importo pari a 1140000 Euro. Un atto che ha provocato soprattutto una crisi di fiducia tra gli eletti di questi organismi che all’epoca erano stati insediati da pochi mesi. In questi ultimi giorni abbiamo espresso comprensibile soddisfazione per il decreto emanato dal Governo grazie all’impegno profuso dal ministro Tremaglia, con cui si reintegra la somma decurtata dal decreto taglia spesa. Ma non bisogna diminuire l’attenzione fino a quando non sarà approvata la legge di assestamento del bilancio dello Stato. Per convincersene è sufficiente scorrere l’elenco degli emendamenti al decreto fiscale in discussione nella Commissione Bilancio al Senato: tra le proposte emendative presentate sulla cosiddetta manovrina, ne figurano due della Lega, a firma del Vicepresidente di Palazzo Madama, il Senatore Francesco Moro, volte a cancellare o per lo meno a dimezzare il finanziamento tolto ai 37 Comites nello scorso mese di luglio. Vogliamo augurare fermamente che la proposta emendativa venga respinta, perché il triplice passaggio - frustrazione per la decurtazione, soddisfazione per la restituzione e depressione per la ri-decurtazione - sarebbe insopportabile. Ma anche difficile da spiegare ai Comites colpiti. La legge finanziaria 2005 Con molta probabilità la vicenda politica italiana si riflette anche sulle politiche verso gli italiani all’estero e la legge finanziaria 2005 conferma questa impressione. È questa la convinzione che abbiamo maturato attraverso gli incontri istituzionali intrapresi dal Comitato di Presidenza, e soprattutto attraverso l’allarme generalizzato espresso dalle ambasciate nei paesi in cui viviamo. La nostra rete consolare non ha subito soltanto il taglio del personale assunto a contratto, ha subito anche la contrazione degli organici rappresentati da! personale di ruolo. Chi rientra al Ministero non viene più rimpiazzato e si riducono in tal modo i costi. Le risorse finanziarie del MAE sono diminuite non solo per il taglio sulle spese di funzionamento, bensì anche per la riduzione delle uscite imputabili al personale, come si può rilevare dal bilancio del MAE. Le prospettive per i servizi alle comunità italiane all’estero non sono dunque confortanti e saremo confrontati con un ulteriore peggioramento. Non vorrei che le nostre prese di posizioni fossero interpretate come le solite geremiadi degli emigrati. Non è così e chi segue le vicende degli italiani all’estero ne ha consapevolezza indipendentemente dalle sue simpatie per il CGIE e per i Comites. D’altronde su questi temi abbiamo assistito al trasferimento della protesta qui in Italia, inscenata da un gruppo di giovani stanchi di attendere da anni una risposta alla loro domanda di cittadinanza. I servizi consolati La situazione della rete consolare in America Latina e in altre zone del mondo è semplicemente drammatica e non possiamo consolarci con la prospettiva dei digitatori: come dice la parola, digitano, immettono dati nel computer e sicuramente non possono rimpiazzare le competenze acquisite dai contrattisti, che andranno perse. Il nostro rammarico è accresciuto anche dal fatto che nonostante gli innumerevoli ordini del giorno approvati da assemblee plenarie e commissioni continentali, regolarmente inviati ai gruppi parlamentari e alle Direzioni Generali del MAE, giacciono in Parlamento ben tre progetti di legge sulla cittadinanza, e nessun parlamentare si è premurato di interpellare il CGIE e acquisirne il parere su una materia che riteniamo di conoscere nel dettaglio, perché ne viviamo le conseguenze e gli effetti. Tornando alla Finanziaria, ci pare che i problemi esposti risiedano già nella contraddizione che caratterizza la pianificazione predisposta dal MAE e le risorse effettivamente allocate con la Legge Finanziaria 2005. Ci pare inoltre, e lo denunciamo, che il taglio di risorse subito dal MAE sia, come già avvenuto in passato, più cospicuo di quello subito da altri Ministeri. Negli incontri avuti dalle delegazioni del CGIE con le rispettive ambasciate in questi ultimissimi mesi, ci siamo interrogati su quali servizi debbano essere erogati e a quale ruolo debba assolvere la rete consolare. Abbiamo offerto le nostre riflessioni nella individuazione a di soluzioni, che in ogni caso devono essere ricercate, perché le competenze alla rete sono aumentate di numero e sono più complesse. Vorrei citare l’esempio dei visti Schengen e la mole di lavoro ad essi connessa. L’anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero Ma soprattutto è il problema dell’anagrafe quello più scottante. Le relazioni presentate dal Governo nelle due ultime riunioni del Comitato di Presidenza del CGIE hanno evidenziato ancora una volta i problemi senza nascondersi dietro al classico dito. Sappiamo che le differenze sono ancora enormi nonostante gli sforzi fatti dall’entrata in vigore della legge 459 e nonostante la unificazione mediante procedure di allineamento informatico tra le due banche dati, che come ha sostenuto il Governo “hanno successivamente aggiornato e migliorato l’elenco, sia per quanto riguarda la qualità che la quantità dei dati”. Dobbiamo forse attenderci risultati risolutivi dalla nuova operazione di allineamento delle due banche dati che si concluderà nella metà di questo mese e che determinerà l’aggiornamento dell’elenco unico dei cittadini italiani all’estero? Siamo scettici e le informazioni che ci giungono dai consolati rafforzano il nostro scetticismo, avvalorato anche dalle incomprensibili contraddizioni rilevate nelle tre tornate elettorali effettuate in poco più di un anno. In materia di anagrafe occorre prendere una decisione e per quanto ci concerne ribadiamo i concetti sostenuti nell’assemblea dello scorso mese di luglio e nell’audizione del CGIE alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul voto all’estero: soltanto l’anagrafe consolare con i suoi 4 milioni e oltre di connazionali iscritti, può garantire la regolarità del voto in questa prima tornata e soddisfare il diritto al voto dei nostri connazionali all’estero. E in pari tempo dobbiamo ribadire come questo diritto sia sacrosanto anche per i nostri cittadini in Canada, chiedendo al Governo e alla rete diplomatica di continuare nello sforzo di negoziazione con le autorità canadesi. Manca all’incirca un anno e mezzo alle elezioni politiche del 2006 e non si può rimandare ancora la decisione sulla via da seguire. Vogliamo anche ribadire che l’effettività del voto all’estero è una conquista positiva che deve avere ricadute positive sulle comunità e che occorre avviare da subito una campagna d’informazione istituzionale per valorizzare questa conquista, ma anche per creare le condizioni di una competizione democratica con tutte le garanzie richieste. Gli enti di patronato e il loro ruolo all’estero L’ordine del giorno dei nostri lavori riserva l’intero pomeriggio alla riflessione e al dibattito sul molo degli Enti di Patronato per le comunità italiane all’estero. Un molo che col passare degli anni è divenuto insostituibile ed ha sopperito alle storiche mancanze di attenzione del nostro Stato verso i suoi cittadini emigrati. Un ruolo che ha anche subito e seguito le evoluzioni e l’affermarsi di una nuova domanda sociale, che pone interrogativi complessi ed ha fatto emergere nuovi bisogni. Gli Enti di Patronato non si sono nascosti dietro alle norme e alle leggi ed hanno offerto competenze e disponibilità per dare risposta a succitate necessità. Vogliamo interpretare anche sotto questo profilo lo spazio di discussione di oggi pomeriggio e non solo come ricerca di certezze sul futuro della loro presenza operativa all’estero, anche se i due aspetti sono indubbiamente in stretta relazione. Tanto più stigmatizziamo l’assenza del Ministero del Lavoro, invitato a partecipare ai nostri lavori, e ci delude il fatto che non abbia trovato il tempo di ascoltarci e di intervenire al dibattito, e non abbia avuto la sensibilità di inviare un proprio rappresentante. Non ci riteniamo cittadini di serie B e non abbiamo bisogno di ribadire che il Welfare riguarda anche noi. La riforma della legge 153 Mi avvio a concludere questo intervento con un breve accenno ad un altro punto caldo di questa sessione dei lavori, la riforma della legge 153. Con ciò il Comitato di Presidenza non intende anticipare il lavoro che vedrà impegnata domani la Commissione tematica, che già tanto ha fatto in questo ambito. Desidera unicamente ribadire alcuni punti di vista avallati in un passato recente dall’Assemblea Plenaria.
Ci pare che il progetto di “promozione della lingua italiana” emerga con scarsa efficacia e con delle assonanze rispetto ai propositi manifestati non da ultimo nelle settimane della lingua italiana nel mondo. Ci pare che non dobbiamo produrre cultura italiana, esiste già, ma dobbiamo promuoverla. La riforma della legge 153 non può prefigurarsi come un progetto di forte privatizzazione che distruggerebbe la vasta rete solidarietà e di sostegno creata dagli italiani emigrati e che ha consentito di mantenere vivo l’interesse verso la nostra lingua e la nostra cultura e sostiene tuttora diecine di migliaia di giovani nella frequenza dei corsi di lingua e cultura italiana.Cari consiglieri, fino a qualche anno fa per le vicende degli italiani residenti all’estero c’era il cosiddetto “pacchetto emigrazione”, forse bisogna rispolverarlo. Molte leggi che ci riguardano non avanzano e nemmeno veniamo interpellati per quello che ci compete e che sancisce la nostra legge istitutiva. Nel percorso di riforma degli Istituti italiani di cultura siamo ancora alle audizioni, mentre è trascorso di nuovo un anno e nulla sappiamo sull’esito del bando per la Formazione professionale. Abbiamo chiesto informazioni ma non abbiamo ottenuto risposta. L’indifferenza nasce probabilmente dalla volontà precisa di abbandonare il campo nel momento in cui l’economia va male e si disegnano altri scenari. Mi avvio a concludere questo intervento toccando il tasto dei giovani italiani all’estero e con una semplice comunicazione: venerdì mattina sarà presentata l’indagine voluta dal CGIE è finalmente approdata a conclusione. Il prossimo obiettivo è mobilitare risorse e fantasia per organizzare la famosa Conferenza dei giovani italiani all’estero che di questi passi rischia di invecchiare irrimediabilmente. Consentitemi di concludere questo intervento con un sintetico richiamo interamente rivolto al nostro interno. Il Consiglio non ha esaurito il proprio ruolo e né tanto meno ha le batterie scariche. Ha ancora una grande forza e capacità di esprimere concettualità, ricerche e di far sentire la propria voce nei Paesi che ospitano le nostre comunità e di intervenire nei processi di integrazione e politici che li riguardano. Ed è ancora in grado di esprimere un dissenso istituzionale bigolare, equidistante, una ragione in più per spingerci con decisione a difendere l’autonomia del CGIE. Buon lavoro a tutti. Comitato di Presidenza del CGIE Franco Narducci (Segretario Generale) II Assemblea Plenaria CGIE RELAZIONE DI GOVERNO
Intervento del Ministro Plenipotenziario Adriano Benedetti Signor Segretario Generale, Signori Consiglieri, Onorevoli membri del
Parlamento,
Anche le elezioni per il rinnovo Parlamento europeo - che hanno
interessato i soli cittadini residenti nei Paesi dell’Unione e che si sono
svolte con il ricorso al sistema di voto tradizionale dei seggi costituiti
in loco - ha offerto indicazioni, interessanti, perché la minore affluenza
rispetto alle elezioni del 1999 indirettamente conferma la validità del
metodo di voto per corrispondenza; d’altro canto, l’elevato numero di
“optanti” costituisce prova ulteriore dell’inserimento dei nostri
connazionali nelle società di accoglienza.
La competente Direzione Generale ha recentemente consegnato al C.G.I.E. il testo della bozza elaborata dal gruppo di lavoro interministeriale, proponendo la costituzione di un tavolo congiunto M.A.E.-C.G.I.E. incaricato di definire un testo concordato. Siamo fiduciosi che anche questa riforma, così importante per imprimere nuovo slancio alla nostra promozione linguistica, possa essere realizzata in tempi ragionevolmente brevi. Il settore delle istituzioni ed iniziative scolastiche comprende anche le scuole italiane all’estero e le sezioni italiane presso le scuole straniere ed europee.L’attuale rete scolastica è composta da 162 scuole italiane, di cui solo 21 statali e 121 sezioni italiane presso scuole straniere, internazionali ed europee, per un totale di 283 istituzioni in 46 Paesi. L’utenza complessiva della rete scolastica - che va dalla materna alla secondaria superiore - per l’anno accademico 2003/2004 è di 32.955 alunni, con una presenza di studenti stranieri molto elevata. Delle 283 scuole, la maggior parte si concentra, analogamente a quanto avviene per gli Istituti di Cultura, in Europa (164). Seguono le Americhe (72), il Mediterraneo e Medio Oriente (28), l’Africa sub-sahariana (17), l’Asia e Oceania (2). La tendenza sopra descritta, che vede un costante aumento della presenza di studenti stranieri nelle istituzioni scolastiche italiane all’estero, non fa che sottolineare l’importanza di tale strumento ai fini della diffusione della lingua e della. cultura italiana nel mondo. Intervenendo nel momento della formazione scolastica, tale azione è destinata a creare legami di lunga durata tra gli studenti stranieri e l’Italia, con importanti ritorni di lungo periodo in campo politico ed economico. Per queste ragioni, a partire dagli anni ‘90, si è scelto di promuovere le Sezioni bilingui presso istituzioni scolastiche straniere. La formula biculturale, sia nelle scuole italiane che in quelle straniere, rappresenta senza dubbio il futuro della scuola italiana, soprattutto in Europa, sia come strumento di politica culturale presso le comunità estere, sia per il miglior mantenimento dell’identità culturale in cittadini italiani o di origine italiana che sono oggi cittadini europei e cittadini del mondo. Il panorama che abbiamo davanti non è fatto solo di realizzazioni importanti e di traguardi raggiunti o prossimi: i problemi e le sfide non mancano e con essi siamo chiamati a misuraci nell’immediato futuro. In materia elettorale è ben nota la grave discrepanza fra i dati contenuti nelle anagrafi consolati e quelli dell’elenco elaborato dal Ministero dell’Interno, circostanza che ha impedito a molti cittadini residenti all’estero di esercitare il loro diritto di voto nelle ultime consultazioni, malgrado fossero in possesso dei requisiti di legge. Per dare una risposta al problema, della cui gravità c’è piena consapevolezza, un “Comitato interministeriale anagrafico-elettorale” ha già iniziato in maniera proficua e spedita la sua attività: oltre ai tavoli più propriamente tecnici, è stato istituito un apposito gruppo normativo, incaricato di riesaminare l’intera normativa afferente, in modo diretto ed indiretto, al voto all’estero; il suo compito è quello di individuare e proporre interventi migliorativi e/o correttivi delle leggi e dei provvedimenti vigenti in materia anagrafico-elettorale. Soluzioni migliorative vengono poi ricercate anche entro l’attuale quadro di riferimento normativo: in particolare, si sta procedendo ad una ulteriore operazione di allineamento dei dati dei connazionali residenti all’estero rispettivamente contenuti nelle AIRE dei comuni italiani e negli schedari consolari; la particolarità di tale nuova operazione è quella di adottare criteri di allineamento più elastici da un punto di vista statistico-informatico che, pur garantendo la certezza sull’identità ed univocità dei nominativi, consenta una maggiore probabilità di allineamento. Solo al termine di questa operazione sarà possibile decidere, in base alla percentuale del miglioramento ottenuto in termini di maggiori allineamenti, se sia opportuno o meno cambiare l’attuale sistema di elaborazione dell’elenco unico dei cittadini residenti all’estero, da cui si ricava l’elenco degli elettori. In definitiva, sono stati avviati e si trovano già a buon punto diversi tavoli di lavoro in materia di voto all’estero, composti da esperti sia di questo Ministero che di quelli dell’Interno, degli Italiani nel Mondo e dell’Innovazione e Tecnologie, oltre che da rappresentanti dei Comuni. I risultati che ne deriveranno, dovrebbero garantire che i prossimi eventi elettorali possano svolgersi in modo regolare, con il superamento di quegli ostacoli che la prima esperienza dell’esercizio del voto per i connazionali all’estero aveva evidenziato. Come noto, rimane poi aperta la questione dell’esercizio di voto della comunità italiana in Canada; con le Autorità di Ottawa il Governo italiano ha da tempo concluso la prevista intesa che, ai sensi della vigente normativa, costituisce il presupposto necessario per consentire ai nostri connazionali all’estero di votare per corrispondenza. Tuttavia, siffatta intesa, mentre garantisce che i cittadini italiani non subiranno alcun pregiudizio per il fatto di partecipare ai voto, rinvia ad ulteriori consultazioni la definizione delle conseguenze derivanti dall’esercizio dell’elettorato passivo. Su tale ultimo punto la situazione è ancora in una fase interlocutoria, per le perplessità manifestate finora dalle Autorità canadesi, per le quali la materia riveste evidentemente carattere di particolare delicatezza e sensibilità. Tutta la questione è attentamente seguita dal Governo italiano che, a tutti i livelli, non perde occasione per sollecitare le Autorità di Ottawa al fine di ottenere che il riconoscimento dell’elettorato passivo alla collettività italiana residente in Canada avvenga senza rischi di alcun pregiudizio. Anche sotto questo versante non posso che ribadire il pieno e convinto impegno del Ministero degli Affari esteri per dare soluzione a questa anomalia che è rimasta unica nel mondo. Egualmente fonte di qualche preoccupazione la situazione finanziaria dei Com.It.Es.. Al riguardo, sono, tuttavia, lieto di annunciare che, un recente Decreto Legge del 26 novembre u.s. ha consentito di risolvere le difficoltà originate col decreto “taglia spese” del luglio scorso, che aveva azzerato le disponibilità sul pertinente capitolo di bilancio. La forte difesa da parte del Ministro Tremaglia delle risorse a beneficio degli Italiani all’estero ha avuto successo, in piena collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, anche in questo caso. Il nuovo Decreto ha infatti ripristinato le dotazioni finanziarie; occorrerà ora attendere che il Ministero dell’Economia, con proprio decreto, apporti le necessarie variazioni di bilancio, al fine di consentire alla competente Direzione Generale di dare avvio alle procedure di pagamento. Il decreto del M.E.F. dovrà essere emanato entro il corrente mese di dicembre ed i Comitati potranno ricevere il finanziamento ordinario 2004, ovvero quello integrativo se richiesto, solo nei primi mesi del 2005. Constato comunque con soddisfazione che, pure in una situazione di indubbia difficoltà, molti Com.It.Es. hanno continuato ad operare, a conferma della vitalità di questi Organismi e dell’entusiasmo e dell’impegno col quale cercano di svolgere al meglio il loro ruolo. Motivo di apprensione è anche la difficile condizione di molti connazionali che sono stati duramente colpiti dalle situazioni di crisi che stanno attraversando i Paesi nei quali risiedono, specie quelli Latino-americani: consistenti fasce sociali, anche appartenenti ai ceti medi; sono state risospinte al di sotto della soglia della povertà ed un numero crescente di connazionali invoca l’aiuto consolare per far fronte alle necessità della sussistenza, ivi comprese le cure mediche. Governo e Parlamento, pur in un frangente così delicato quale quello attuale, hanno fatto ogni sforzo per impedire che i pertinenti capitoli di bilancio venissero colpiti dalla manovra di aggiustamento dei conti pubblici. E’ nostro vivo auspicio rafforzare l’azione di assistenza nei confronti dei connazionali più sfortunati che sollecitano, per il tramite della Rete consolare, il nostro fattivo sostegno. Ci è ben chiaro, in proposito, che l’introduzione dell’assegno sociale, fortemente sostenuta dai Ministro Tremaglia, varrebbe a dare soluzione dignitosa e concreta al problema dell’indigenza dei nostri connazionali all’estero; si tratta di una misura che rimane, evidentemente, subordinata al reperimento delle necessarie risorse finanziarie. Desidero ricordare che l’impegno del Governo in generale, e del Ministro Tremaglia in particolare, ha già consentito l’equiparazione dei minimi pensionistici anche per i residenti all’estero. Nell’affrontare queste sfide il Ministero degli Affari Esteri intende giocare la sua parte, con energia, convinzione e professionalità; la competente Direzione Generale e la Rete diplomatico-consolare sono particolarmente sensibili a questi temi e fanno del loro meglio per rispondere ai problemi aperti. In questo nostro impegno, il Ministero degli Affari Esteri potrà contare sull’impegno e sull’entusiasmo del Ministro Tremaglia, di cui noi tutti apprezziamo il grande sforzo profuso in favore delle nostre collettività. Con un raggio d’azione diretto non solo alle esigenze della nostra emigrazione tradizionale, ma anche all’“altra Italia”, cioè a quanti, nei vari settori della società, hanno saputo guadagnarsi posizioni di prestigio e che appartengono per lo più alle generazioni più giovani. Desidero sottolineare l’importanza delle molteplici iniziative assunte dal Ministro per gli Italiani nel Mondo, quali il ciclo di convegni che hanno riunito, di volta in volta, parlamentari stranieri di origine italiana, scienziati e ricercatori, artisti, imprenditori: a tale ultimo riguardo, ricordo la costituzione della “Confederazione degli imprenditori italiani all’estero”, che intende innanzitutto essere un punto di incontro e di scambio di esperienze, di contatti. e di idee tra gli imprenditori di origine italiana attivi all’estero e fra questi e il tessuto imprenditoriale nazionale. La Confederazione opererà in un’ottica di piena collaborazione con tutti gli attori del sistema economico nazionale, inserendosi a pieno titolo nel Sistema Italia. Nel quadro delle iniziative per garantire la più ampia visibilità all’Altra Italia, ricordo poi il I Convegno Internazionale dei Ristoratori Italiani nel Mondo, svoltosi con successo nei giorni scorsi a Roma, che ha riunito per la prima volta questa importante categoria. Sono già allo studio possibili collegamenti fra i Ristoratori e la Confederazione degli Imprenditori, in ragione delle ampie possibilità di collaborazione in tale settore, alla luce della cospicua presenza di imprenditori attivi nel settore agro-alimentare all’interno della stessa Confederazione. I rapporti di collaborazione fra il Ministero degli Affari Esteri e gli Uffici del Ministro per gli Italiani nel Mondo non potranno che divenire più stretti e l’azione governativa in favore delle nostre collettività all’estero improntata ad ancora maggiore sinergia fra le Amministrazioni interessate: è preciso convincimento che la politica del Governo sarà sempre più proficua, razionale ed efficiente. Siamo consapevoli che le nostre collettività all’estero avvertono l’esigenza di sentire la forza di un “Sistema Paese” attento ai loro bisogni e alle loro aspirazioni, del quale esse siano componente integrante a pieno titolo, dopo troppi anni di relativa emarginazione. Comincia a delinearsi un quadro organico di soggetti, tutti parte del. medesimo progetto che è quello di date del nostro Paese una immagine coesa e forte, attore rispettato .e di primo piano della scena internazionale. Stiamo vivendo una nuova fase nella vita delle nostre collettività all’estero: i Com.It.Es., di recente rinnovatisi e riformati, vedono la presenza di una nuova dirigenza, sovente appartenente alle generazioni più giovani, che manifestano con forza nuovi bisogni nel settore della promozione linguistica e culturale, con uno sguardo rivolto anche alle tematiche economiche. Il Ministero degli Affari Esteri e tutta la Rete diplomatico-consolare vedono sempre più negli Organismi rappresentativi della collettività interlocutori seri ed affidabili, con cui intrattenere proficui e leali rapporti di collaborazione. Nel Parlamento nazionale che si costituirà nel 2006 la voce delle collettività residenti all’estero si farà sentire in modo ancora più forte ed intenso; è un passaggio storico, del quale noi tutti avvertiamo la valenza fortemente innovativa. Il Ministero degli Affari Esteri rafforzerà, nel solco del passato, il proprio impegno in favore dei nostri connazionali espatriati, di quelli più sfortunati con mirate politiche nel settore dell’assistenza sociale; e di quelli che invece hanno saputo costruirsi posizioni di prestigio, valorizzando il loro ruolo nei settori culturale ed economico. Fino a non troppi anni or sono, la parola “emigrazione” evocava disagio economico, distacco dalla madre-patria e nostalgia; oggi, grazie in primo luogo all’impegno profuso proprio dalle generazioni che hanno lasciato l’Italia, è invece sinonimo di una risorsa nuova, a cui guardare con speranza, con orgoglio e fiducia per il saldo e proficuo inserimento che ha saputo costruire nei Paesi di accoglienza. Vi ringrazio per la cortese attenzione e auguro buon lavoro. Relazione del Vice Segretario Generale del CGIE per i Paesi anglofoni, Marco Fedi (GRTV) La Commissione Continentale dei Paesi anglofoni extraeuropei,
composta dai Consiglieri di Australia, Canada, Stati Uniti e Sud Africa,
nella prima assemblea del nuovo mandato del CGIE, svoltasi a Adelaide il
12-13-14 novembre, ha dedicato un’intera giornata al mondo dell’italianità
al femminile per poi affrontare i temi della legge di assestamento di
bilancio 2004, finanziaria 2005, riforma della legge 153, riforma CGIE,
ruolo dei Patronati, questioni della rappresentanza - sia legata ai rapporti
interni all’area continentale che nel contesto del nuovo Senato federale
– e della conferenza mondiale dei giovani.
Per quanto concerne Patronati e sicurezza sociale, la Commissione
Continentale dei Paesi anglofoni ha ribadito che non debbano verificarsi
tagli alle risorse per questa opera indispensabile che è di tutela e di
assistenza. Non dovrà più accadere ciò che si sta verificando in questi
giorni, cioè le decurtazioni nei pagamenti mensili delle pensioni italiane
senza il più piccolo cenno di preavviso ai pensionati. L'INPS deve
informare sempre e in tempo utile. I Comites d’Australia hanno approvato,
nella riunione dei Presidenti a cui hanno partecipato anche i membri del
CGIE, un ordine del giorno nel quale ribadiscono l’assoluta esigenza di
rilanciare un’idea: la parità di trattamento affiancata all’affermazione
dei diritti. Non vi è ombra di dubbio che ogni tentativo – anche quando
si riduce ad un semplice attacco propagandistico – rappresenta un elemento
teso ad intaccare la sfera dei diritti, a rimettere in discussione gli
attuali assetti, a ridisegnare “il futuro” – come purtroppo spesso sta
avvenendo in questo nostro Paese – senza consultare il Paese, senza
discutere e coinvolgere le parti in causa. Ogni attacco alla rete di tutela
rappresentata dai Patronati, ogni riduzione del fondo dei patronati,
rappresenta un tentativo di ridurre la sfera dei diritti delle comunità
italiane all’estero quando invece lo sforzo comune – di Governo,
Parlamento e rappresentanze istituzionali – dovrebbe essere teso a
migliorare le condizioni di vita degli italiani all’estero. Riteniamo
necessario aprire un dibattito per ipotizzare un percorso di ulteriori
qualificazione dei Patronati che operano all’estero, migliorando la loro
azione e le loro risorse: arrivare a standard internazionali di qualità
anche nei servizi dei Patronati per assicurare qualità ai cittadini
italiani, alla nostra emigrazione. Per far questo occorre avere solide basi
ed occorre avere solide prospettive: in questo momento la richiesta forte
dei Patronati è quella di costruire insieme queste prospettive. Proponiamo
un nuovo “patto”, per la tutela dei diritti, che parta da una “carta
dei diritti per i cittadini italiani all’estero” per arrivare ad impegno
politico serio su risorse, oggi inadeguate, strumenti, decreti e convenzioni
con altri ministeri, e vera partnership, riconosciuta anche dal Ministero
del Welfare e non solo dagli Istituti di Previdenza.
II Assemblea Plenaria CGIE Ordine del Giorno n. 1 Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi a
Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato discusso ed approvato a maggioranza con
quattro astenuti il seguente ordine del giorno presentato dalla Terza
Commissione.
Ordine del Giorno n. 2 Riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza
Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi a
Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato discusso ed approvato a maggioranza con
quattro astenuti il seguente ordine del giorno presentato dalla Terza
Commissione.
Ordine del Giorno n. 3 Revisione del DPR 396 del 3.11.2000 sulla trascrizione dell’atto di nascita ai fini della cittadinanza Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi a
Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato discusso ed approvato a maggioranza con
un voto contrario il seguente ordine del giorno presentato dalla Terza
Commissione. Ordine del Giorno n. 4 Campagna di informazione sul voto Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi a Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato discusso ma non approvato per mancanza di numero legale il seguente ordine del giorno presentato dalla Prima Commissione PREMESSOche la coscienza dei diritti e dei doveri della cittadinanza vanno di pari passo con una corretta e tempestiva informazione. L’assemblea plenaria del CGIE ha raccolto il rilievo della prima Commissione informazione e comunicazione che ha registrato una forte e persistente carenza d’informazione pubblica completa e puntuale degli italiani all’estero, tanto in tema di cittadinanza quanto in ambito di confronto democratico fra cittadini della circoscrizione estero chiamati allo storico appuntamento delle prossime elezioni politiche. L’assemblea Plenaria, rilevando il livello insoddisfacente del servizio pubblico di informazione della Rai e di RAI International rivolto agli italiani all’estero SOLLECITA un incontro in tempi brevi di una delegazione del CGIE con il CdA della RAI e con il Presidente di RAI International; CHIEDE che il CGIE sia messo in condizione, a brevissimo termine, di conferire direttamente, sul cruciale tema del vuoto d’informazione per un percorso di educazione civica, con le competenti autorità di Governo e istituzionali (Presidenza del Consiglio, Ministri per gli Affari Esteri, per gli Italiani nel Mondo, dell’Interno, delle Comunicazioni, Commissione di Vigilanza Parlamentare sui servizi d’informazione); SOTTOLINEA l’indispensabile necessità di impostare e attuare, a partire già dall’inizio del 2005, una capillare campagna d’informazione diretta agli elettori della Circoscrizione Estero, equiparata alla 21ma Regione d’Italia, per fronteggiare quella che va a ragione considerata un’autentica situazione d’emergenza in relazione all’applicazione della legge sull’esercizio del diritto di voto per corrispondenza. Ordine del Giorno n. 5 Prestazione Sanitaria Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi a
Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato discusso ma non approvato per mancanza
di numero legale il seguente ordine del giorno presentato dal Consigliere
per il Nord Africa, Franco Santellocco. Ordine del Giorno n. 6 Riapertura del Consolato Generale d’Italia di Tangeri Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi a
Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato discusso ed approvato a maggioranza con
un voto contrario ed uno astenuto il seguente ordine del giorno presentato
dal Consigliere per il Nord Africa, Franco Santellocco. Ordine del Giorno n. 7 Istituzione assegno di solidarietà agli emigrati indigenti Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi a Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato ritirato l’ordine del giorno presentato dal Consigliere dell’Uruguay, Renato Palermo, sull’istituzione di un assegno di solidarietà agli emigrati indigenti. Ordine del Giorno n. 8 Valorizzazione dell’associazionismo
Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi a Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato rinviato per mancata illustrazione da parte del presentatore il seguente ordine del giorno presentato dal Consigliere Domenico Azzia. Udite le relazioni di Governo e del Comitato di Presidenza; Ritenuto che stesse risultano ricche di riferimenti operativi e di progettualità; Ritenuto tuttavia che anche in occasione di questa II Assemblea Plenaria, si avverte l’assenza delle Istituzioni governative e parlamentari, dei rappresentanti delle forze produttive del Paese e della stessa società civile; Valutato che quanto sopra rappresenta una perdita di occasione preziosa per incontri strategici interessantissimi in un momento in cui il Paese promuove politiche di interazione internazionale sulla cultura, sulla lingua, sul made in Italy, sul commercio, sugli scambi, sul turismo, sui trasporti; Ritenuto che la legge istitutiva 368/89 pone tra i fini del CGIE all’art. 1 comma 2 “di rafforzare il collegamento delle comunità italiane all’estero con la vita politica, culturale, economica e sociale dell’Italia”; Considerato che in questa logica il CGIE ha bisogno di maggiore visibilità e di maggiore apertura nei confronti delle istituzioni, delle forze politiche e della società civile italiana;Ritenuto il ruolo essenziale dell’associazionismo del contesto operativo del CGIE premesso quanto sopra, l’Assemblea Plenaria del CGIE
Ordine del Giorno n. 9 Adeguamento delle pensioni al corso dei cambi Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi a Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato discusso ed approvato a maggioranza con tre voti astenuti il seguente ordine del giorno presentato dal Consigliere del Brasile, Claudio Pieroni. L’Assemblea Plenaria del CGIE CONSIDERATA la drammatica situazione in cui si versano i pensionati italiani in Brasile che ricevono le loro pensioni decurtate in conseguenza di un calcolo di cambio irreale (1 Euro = R$ 2,60) CHIEDE All’INPS italiano l’immediato adeguamento al valore di cambio effettivo (1 Euro = R$ 3,70/3,80) per non penalizzare oltre misura i pensionati in Brasile ed analogamente in tutti i Paesi dell’America Latina ove si verifica tale svantaggiosa situazione inerente al cambio.Ordine del Giorno n. 10 Assegno di solidarietà Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE,
svoltasi a Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato discusso ed approvato all’unanimità
il seguente ordine del giorno presentato dalla Seconda Commissione Considerando
la grave situazione economica e sociale in cui vivono migliaia di cittadini
italiani emigrati, in ampie aree geografiche, e tenuto conto che il tetto di
spesa annua complessiva non dovrebbe superare i 60 milioni di Euro L’Assemblea
Plenaria del CGIE chiede l’istituzione di un assegno di
solidarietà destinato ai cittadini italiani emigrati residenti all’estero
con le seguenti caratteristiche: - reddito annuo inferiore a Euro 3.000,00= - Tenuto conto della difficoltà di identificare i bisogni relativi all’assistenza diretta ed indiretta, chiede altresì al Segretario Generale del CGIE e al Comitato di Presidenza di percorrere le vie più opportune, affinché si possa avere entro la prossima assemblea del CGIE una mappatura delle risorse, dei criteri di distribuzione, del numero dei beneficiari e la loro dislocazione nelle varie circoscrizioni consolari. Raccomanda infine al CdP la dovuta azione di sensibilizzazione presso i Gruppi Parlamentari. Il CGIE fa proprie tutte le iniziative comprese le raccolte di firme già in atto come testimonianze delle richieste. Ordine del Giorno n. 11 Solidarietà all’artista Leon Ferrari Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi a Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato discusso ed approvato a maggioranza con 34 voti a favore 8 contrari e 10 astenuti il seguente ordine del giorno presentato dal Consigliere Luciano Neri. Appreso che a Buenos Aires, presso il centro culturale “Recoleta” è stata allestita una mostra retrospettiva di Leon Ferrari, artista di origine italiana riconosciuto e stimato in Argentina ed a livello internazionale Considerato che l’evento è stato accolto con straordinaria partecipazione e che oltre 20.000 persone secondo la stampa hanno fatto la fila per poter visitare la mostra Considerato che la mostra retrospettiva di Leon Ferrari si compone di oltre 400 pezzi che ripercorrono mezzo secolo di attività, alcuni dei quali affrontano il tema della guerra Appreso che nei giorni scorsi un gruppo di persone ha fatto irruzione nei locali del centro culturale distruggendo una decina di opere L’Assemblea Plenaria del CGIE Manifesta a Leon Ferrari la vicinanza e la solidarietà del CGIE che si sente profondamente colpito per un atto di violenza contro un artista italiano nella sua legittima libertà di espressione e offende i più elementari diritti che in una democrazia devono essere sempre tutelati e valorizzati L’Assemblea Plenaria del CGIE Chiede alle autorità italiane di attivarsi nelle forme e nelle sedi proprie per chiedere che le autorità argentine individuino e colpiscano i responsabili di questo inaccettabile atto di violenza nei confronti di un apprezzato artista di origine italiana.Ordine del Giorno n. 12 Funzionamento strutture consolari in America Latina Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi a
Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato discusso ed approvato all’unanimità
il seguente ordine del giorno presentato dalla Commissione Continentale per
l’America Latina. - Al Governo che metta in atto le misure necessarie per garantire il normale funzionamento della rete consolare in America Latina e l’adempimento del dovere di ufficio che ad essa spetta - Al Ministero Affari Esteri l’istituzione di Consolati di I categoria per le comunità italiane residenti rispettivamente in Cile, Perù ed Ecuador. Ordine del Giorno n. 13 Istituzione presso l’Ambasciata di Caracas di un ufficio di Polizia Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi a Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato discusso ed approvato a maggioranza con due voti astenuti il seguente ordine del giorno presentato dal Consigliere del Venezuela, Nello Collevecchio Vista - La grave situazione che vivono i nostri connazionali residenti in Venezuela, in materia di Sicurezza, per quanto riguarda i sequestri di persona - Tenuto Conto della positiva esperienza sviluppatasi a seguito della presenza di un ufficiale Pubblica Sicurezza e di un ufficiale dell’Arma dei Carabinieri in missione presso l’Ambasciata in Caracas, che hanno favorevolmente collaborato nella risoluzione di alcuni casi di “sequestro di persona” - L’Assemblea Plenaria del CGIE - chiede di istituire presso l’Ambasciata di Caracas un “Ufficio di collegamento della Polizia” costituito da un’unità dell’Arma dei Carabinieri e da un funzionario della Polizia di Stato al quale potrebbero utilmente rivolgersi gli italiani che si trovano a fronteggiare i problemi riguardanti la sicurezza.Ordine del Giorno n. 14 Blocco del recupero degli indebiti Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi a Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato discusso ed approvato all’unanimità il seguente ordine del giorno presentato dalla Seconda Commissione L’ Assemblea Plenaria del CGIE, tenuto conto della campagna di accertamento reddituale 2002 sviluppata dall’INPS, chiede la sospensione del recupero degli indebiti che vengono attualmente comunicati ai pensionati. Ordine del Giorno n. 15 Convenzione MAE-Patronati Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi a Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato discusso ed approvato a maggioranza con quattro voti contrari ed uno astenuto il seguente ordine del giorno presentato dalla Seconda Commissione L’ Assemblea Plenaria del CGIE, considerando i problemi posti dall’aggiornamento degli elenchi elettorali, sollecita la definizione di una convenzione MAE-Patronati che, oltre ad affrontare i servizi di supporto ai Consolati, possa aiutare l’Amministrazione nell’aggiornamento dell’Anagrafe consolare. Ordine del Giorno n. 16 Problematica della sicurezza sociale Nella giornata conclusiva dell’Assemblea Plenaria del CGIE, svoltasi a Roma dal 7 al 10 dicembre, è stato ritirato l’ordine del giorno presentato dal Consigliere Bruzzese
Istanza della III Commissione Tematica “Revisione del DPR 396 del 3.11.2000 sulla trascrizione dell’atto di nascita ai fini della cittadinanza” La III Commissione, riunita a Roma l’8 dicembre 2004, ha
esaminato la circolare n. 406/2004/AREA 2/ emessa in data 7/06/2004 dalla
Prefettura di Genova e diretta ai signori Sindaci dei comuni della
provincia. Tale circolare asserisce: “l’art. 98 comma 2 del DPR
3/11/2000 n. 396 dispone che l’ufficiale dello stato civile allorquando
riceve un atto di nascita relativo ad un cittadino italiano nato all’estero
da genitori legittimamente uniti in matrimonio ovvero relativo a cittadino
italiano riconosciuto come figlio naturale, ai sensi dell’ art. 262, primo
comma del codice civile, al quale sia stato imposto un cognome diverso da
quello spettante per la legge italiana, lo corregge mediante annotazione. In
attuazione di tale norma ai cittadini italiani nati nei predetti paesi di
cultura spagnola il cognome imposto alla nascita deve essere corretto in
Italia eliminando il cognome della madre ed aggiungendo, se il padre è
straniero e porta due cognomi, il secondo cognome paterno”. 23 dicembre 2004 |
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