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LETTERA APERTA AL CONSIGLIO REGIONALE
LOMBARDO
Caro Marconcini vorrei chiarire alcuni aspetti a
sostegno della tua sacrosanta battaglia per il diritto alla salute dei lombardi
in Argentina.Ti prego di farla pervenire ai Consiglieri regionali lombardi che
stanno discutendo, forse, spero, di noi.
Chi si considera indigente in Italia? In Argentina é colui che non ha tetto ne
vestiti e poco cibo ed è praticamente costretto all' elemosina. Fortunatamente
sono pochi i lombardi in questa umiliante situazione.
Il lombardo che é venuto in Argentina, 50 anni fá o piú, ha lavorato sodo,
é riuscito a farsi una casa ad avere uno standard di vita buono, a risparmiare
per la vecchiaia, ha pagato le tasse e e i contributi per la pensione
sociale,al fine di assicurarsi il futuro; l’ unica cosa che non ha fatto è
stato scegliere i governanti perchè non aveva diritto al voto non essendo
argentino.
Ed ora, si trova senza i suoi risparmi (grazie al corralito), senza assistenza
medico- sociale pubblica (PAMI), con una pensione poverissima e i figli
giá grandi, magari con con un lavoro ma non tale da permetter loro aiutare i
genitori, essendo già dura mantenere la loro famiglia. La casa che con tanto
sforzo il lombardo si è costruito magari gli crolla addosso, ma ce l’ ha.
Come si puo' capire quindi queste persone non possono essere considerate
indigenti, ma non possono nemmeno comunque sopravivere con dignità perchè non
hanno i soldi per comprarsi le medicine necessarie alla vecchiaia. Non parliamo
degli ammalati oncologici o gravi, spesso anziani, o quelli che per arrivare un
pó piú in lá, hanno bisogno delle medicine per la circolazione del sangue,
per il colesterolo, per il mal di stomaco, per l’artrosi, o per
altro.
Se arriva a la casa di questi lombardi un'assistente sociale del Consolato, si
guarda in giro e secondo i parametri vigenti sarà costretta a negargli l'
aiuto per sopravivere. Allora questo lombardo dovrá mangiarsi i mattoni della
sua casa o il televisore per potersi far curare la
tachicardia (palpitazioni).
Quello che vorremo ottenere é un rispetto alle leggi di entrambi paesi.
All'Italia o alla Lombardia non vogliamo rinfacciare nulla: quello che abbiamo
fatto in Argentina lo abbiamo fatto con il cuore, non certo per poi
recriminare.
Ma ora, abbiamo bisogno del vostro appoggio perché si riformino le leggi in
Argentina sotto una spinta internazionale,: questo é solo nelle vostri mani
che fate parte di una Regione influente.
Bisogna esigere una pensione minima affinchè sopravvivano i vecchi che abitano
qua; bisogna assicurare la salute di questo popolo. Ci deve essere un mezzo per
ottenere questo, non lo conosco, ma ci saranno persone piú preparate di me che
forse potranno trovare la strada.
Questi miei appelli sono iniziati l’ anno scorso e sono stati accolti con
molta attenzione da tutte le autoritá, ma senza risultati. Capiamo che
politicamente sono cose difficile di avviare, vediamo con piacere che non vi
siete dimenticate di noi, ma... i risultati arriveranno in tempo? La gente qui
intanto muore!! In che forma possiamo collaborare con voi per ottenere non una
elemosina ma giustizia con tempi etici e non lungamente
burocratici?
Oggi i lombardi all'estero hanno un Portale internet finanziato dalla Regione
Lombardia, forse se mettiamo due o tre linee per queste “piagnucolate”
....tutti nel mondo potranno iniziare a capire la nostra situazione e potranno
spingere le loro autoritá a esigere che si rispettino
i diritti dell' uomo, a cominciare da quello alla salute.
Se tutti i lombardi, che vivono in Australia, Stati Uniti, Messico,
Inghilterra, Venezuela, ecc. si uniranno e reclameranno giustizia, i paesi dove
viviamo saranno obbligati ad applicarla perché la Lombardia e Italia sono
realtà, se vogliono di grande peso politico ed economico.
Te ringrazio l’ attenzione e ti mando un cordiale saluto.
Paola Basola
ALBA - Associazione dei Lombardi di Buenos Aires
Email sonia@speedy.com.ar
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