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“Cibo: vita e cultura”, è il titolo della nuova rassegna che sarà visitabile a partire da
oggi. L’iniziativa fa parte della grande mostra diffusa sul
territorio nazionale
“Cibi e Sapori nell’Italia Antica” promossa dalla direzione generale per i beni archeologici del
Ministero per i Beni Culturali. 
"La mostra si prefigge di avvicinare il visitatore alla realtà del mondo antico creando dei collegamenti con l’attualità,
per questo è stato predisposto un catalogo bilingue, in italiano e in inglese, e si affiancheranno
altre iniziative collaterali rivolte ad una più ampia fascia di pubblico"
ha spiegato Elena Maria Menotti durante la breve presentazione tenutasi
alla presenza di Autorità e sponsor dell'esposizione. Elena Maria
Menotti è la responsabile del Nucleo Archeologico Operativo di Mantova della
Sovrintendenza Archeologica della Lombardia.
Nelle sale espositive sono esposti materiali ritrovati a Mantova e in provincia, tutto patrimonio
delle collezioni del costituendo Museo Archeologico locale. Si tratta di reperti che permetteranno un approccio ricco e vivace al problema dell’alimentazione. Lungo il percorso
espositivo si scoprirà come l’uomo sia stato capace di
risolvere nei secoli il problema del cibo, non solo per sopravvivere, ma anche per trasformarlo
in una manifestazione della propria cultura e del proprio tempo.
Sono complessivamente alcune centinaia gli oggetti esposti fra quelli di uso comune per apparecchiare la tavola nell’antichità e poi quel che resta di forni e fornelli che servivano per cuocere i cibi e anche quegli utensili che servivano per cacciare le prede. L’arco temporale coperto comprende un periodo ampio che
parte dal neolitico al Rinascimento.
Ai reperti
sono affiancati i risultati delle analisi condotte sugli avanzi dei pasti rinvenuti negli antichi abitati.
Gli avanzi e gli scarti che dopo i pasti era gettato in fosse, simili,
eccettuate le dimensioni, alle odierne discariche. Dentro tali fosse,
durante gli scavi, sono stati rinvenuti semi ed elementi ossei che oggi
ci permettono di ricostruire il passato delle nostre terre, cosa si coltivava, quali animali si
cacciavano e quali venivano allevati, gli utensili utilizzati le
modalità con cui venivano consumati. Per i mantovani sarà una
nuova occasione per tornare nell’edificio a cui si accede da
piazza Castello e che nel corso degli anni è stato prima teatro di corte,
poi mercato dei bozzoli, adibito successivamente, fino ad una trentina
di anni fa, a mercato ortofrutticolo ed infine, dove è stata stabilita
la sede del costruendo Museo Archeologico Nazionale. Nelle sale al
piano terra, oltre alla mostra in atto è già attiva una sezione espositiva.
La mostra, organizzata dal Ministero per i Beni Culturali, dalla Soprintendenza
Archeololgica della Lombardia e dalla Direzione Generale dei Beni Archeologici, resterà aperta fino al 28 maggio 2005.
Pietro Liberati
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