|
16 dicembre
Approvato all'unanimità dal Consiglio Regionale
l'ordine del giorno sulla vicenda argentina
Dichiarazione di Daniele Marconcini,rappresentante del Consiglio Regionale
nella Consulta dell'Emigrazione lombarda:
"Il documento approvato dal Consiglio regionale lombardo rappresenta un importante elemento di consapevolezza sulle difficoltà che stanno vivendo
le nostre comunità all'estero, soprattutto in Argentina. Esso rappresenta un
importante atto politico, coerente alla recente presa di posizione della Consulta
dell'Emigrazione, presieduta dal Presidente delegato Marcello Raimondi e degli impegni assunti dalla delegazione regionale guidata dal
Presidente del Consiglio Attilio Fontana, assieme alla Vicepresidente del consiglio Fiorenza Bassoli e del consigliere Enzo Lucchini. Impegni che
dovranno assumere concretezza in tempi rapidi, favorendo anche la predisposizione della nuova legge sui Lombardi nel Mondo"
O.D.G. N.867 DEL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO DEL 16 DICEMBRE 2003
Il documento iniziale, preparato dai Consiglieri regionali di minoranza
Marco Tam, Fiorenza Bassoli e Carlo Porcari del Gruppo DS, grazie ad un accordo con la maggioranza è sfociato in un ordine del giorno unitario di
tutte le forze politiche presenti in Consiglio Regionale.
L'ordine del giorno nel ribadire il ruolo delle comunità di origine
italiana nel mondo come:
" una rete di riferimenti di grande valore strategico per la proiezione internazionale dell'Italia.."
in grado di: "offrire alla politica e alla cultura italiana gli elementi essenziali per
una fondata elaborazione critica e per la definizione di politiche di
cooperazione di sviluppo,essendo le stesse per loro collocazione geografica
e storica inserite all'interno di tutte le -contraddizioni della globalizzazione-"
considerato che: "segnali di grave preoccupazione arrivano in particolare
dall'Argentina dalla comunità di emigrati italiani che stanno sperimentando la durissima
crisi economica che non consente loro di neppure di coprire i costi delle
spese sanitarie soprattutto per anziani e minori. Preso atto che la delegazione del Consiglio Regionale nel mese di novembre
ha verificato direttamente lo stato di disagio degli emigrati italiani incontrando i rappresentanti della federazione
delle Associazioni lombarde in Argentina
CHIEDE ALLA GIUNTA
In previsione della necessaria e sempre più urgente riforma delle normative regionali in materia di sostegno all'emigrazione italiana di
provvedere agli interventi più urgenti relativi alle cure sanitarie già rilevate e
segnalate dalle Associazioni Lombarde, a favore degli emigrati lombardi in Argentina..
8 dicembre 2003
liberamente tratto da "Repubblica"
Ambrogio e Agostino sono i due santi patroni dell´Europa cristiana
Ambrogio e Agostino sono i due santi patroni dell´Europa cristiana. La mostra inaugurata
il 7 dicembre al museo Diocesano segna una svolta nella politica culturale del
governatore Formigoni, che mai prima d´oggi s´era così impegnato, anche economicamente (250 mila euro) per una mostra. Orfano dell´assessore Mirko Tremaglia, (neo) fascista quanto si vuole ma intelligente e dotato di idee, insoddisfatto del successore Albertoni, leghista padano di basso profilo progettuale e modesta audience presso la Milano degli intellettuali, Formigoni ha deciso di muoversi in proprio.
Ora il debutto nelle grandi mostre. Non come semplice partner ma come autentico deus ex machina di un´operazione ambiziosa, sul fronte ideologico e dell´immagine. da una società amica
(), la mostra ideata e prodotta la Unica di San Marino, che ha firmato diverse rassegne per il Meeting di Comunione e Liberazione
di Rimini è stata subito adottata da Formigoni, che ha insistito in tutti i modi presso il Diocesano perché la ospitasse. Lasciata in stand by dal cardinale Martini, è ripartita di slancio con Tettamanzi, più in sintonia con Formigoni. Che ieri, per inaugurarla, ha disertato anche la cerimonia di consegna degli Ambrogini. Urgeva consacrare un´altra Milano. Quella di Ambrogio e Agostino. Santa,
cattolica, imperiale. Culla dell´Europa cristiana.
Ambrogio e Agostino tra Milano e l´Europa
Oltre 400 oggetti rari e preziosi prestati da settanta musei italiani e stranieri.
Alle Stelline una sezione dedicata a codici e manoscritti del vescovo di Ippona
Milano, notte di Pasqua del 387 d.C. Nella città che è ricca e potente sede imperiale, dinamico crocevia di culture, effervescente melting pot di uomini e idee immigrati qui dal Nord Europa, dall´Africa, dall´Oriente, un vescovo ex magistrato, romano di famiglia, tedesco di nascita, milanese d´adozione, battezza un intellettuale maghrebino reduce da una giovinezza scapigliata (la racconterà nelle Confessioni), neo convertito al cristianesimo e futuro santo e padre della Chiesa.
Intorno a questo evento, carico di significati simbolici, storici, spirituali, anche politici - l´attualissimo dibattito intorno alle radici cristiane europee - ruota e si sviluppa la mostra "Ambrogio e Agostino. Le sorgenti dell´Europa", promossa dalla Regione, sostenuta da una folta pattuglia di sponsor (il principale Aem), inaugurata ieri al Museo Diocesano dal presidente Formigoni e dal cardinale Tettamanzi.
"Perché l´Europa? Perché in quel periodo si assiste a un cambiamento epocale: l´impero è messo in crisi nella sua identità dalla migrazione di popoli poco conosciuti di altra civiltà e lingua; il potere imperiale vacilla; si sviluppano nuovi elementi che velocemente caratterizzano una Koiné diversa che si impianta sull´ossatura dell´impero", spiega il curatore Paolo Pasini, regista di un´ambiziosa impresa che ha coinvolto quaranta studiosi e una settantina di musei italiani e stranieri, prestatori dei circa 400 oggetti in mostra: avori, gemme, vetri dorati, bassorilievi e statue in pietra e marmo, molti di rara bellezza sebbene non favoriti da un allestimento diligente dal punto di vista didattico ma poco spettacolare.
Unica invenzione, in apertura di percorso, la ricostruzione, in legno, del fonte battesimale utilizzato quella notte da Ambrogio, i cui resti, scoperti dagli archeologici, si trovano sotto la sacrestia del Duomo. La fonte è ottagonale, come il perimetro di tanti battisteri medievali: otto è numero sacro perché l´ottavo giorno, nella simbologia numerica biblica, è quello della resurrezione di Cristo.
La mostra procede in due sezioni. La prima racconta (attraverso precisi pannelli storici) e illustra (con molti pezzi preziosi) la società, la cultura, le usanze nella Germania di Ambrogio, nato a Treviri, dove il padre, magistrato romano, era stato trasferito come prefetto imperiale; nell´Africa di Agostino, nato a Tagaste (l´odierna Souk Arhas, in Algeria): e nella Milano paleocristiana dove i due si incontrarono. Arriva dall´Africa una bella collezione di ceramiche e terrecotte, tra cui diverse lucerne a olio con sopra graffiti simboli pagani (Ercole) e cristiani (Gesù). Mentre da Colonia ecco, tra gli altri reperti, una magnifica raccolta di vetri incisi con scene di caccia. La Milano del tempo è documentata attraverso gli oggetti scavati nella necropoli trovata sotto il cortile dell´università Statale: vasi, anelli, pettini d´osso, eleganti orecchini, collane d´oro. Ci sono anche diverse altre testimonianze di vita quotidiana: un braciere di bronzo del I secolo che riscaldava gli ambienti delle Terme; un´ampolla per l´olio usata dagli atleti per ungersi; una stele funeraria che ricorda la morte violenta d´un gladiatore (fatale, apprendiamo, fu il quattordicesimo scontro).
La seconda sezione è dedicata alla vite parallele dei due santi e culmina nella preziosa tavola medievale col Battesimo di Agostino prestata dalla Pinacoteca Vaticana e scelta come emblema della mostra. Che non finisce al Diocesano ma si estende, con una raffinata appendice per bibliofili, al Refettorio delle Stelline, dove sono esposti ventisei codici, manoscritti e libri tre-quattrocenteschi, fra Tardo Medioevo e Umanesimo, che documentano la vasta produzione letteraria di Agostino e la sua influenza sulla formazione della cultura europea. Libri anche belli da vedere, illuminati come sono da magnifiche miniature.
Museo Diocesano, corso di Porta Ticinese 95, e Refettorio delle Stelline, corso Magenta 59. Orari: 10/19 da martedì a
domenica- al Diocesano, gratuito alle Stelline. Fino al 2 maggio. Catalogo Olivares. Info: 02.89420019
| Premio per la Pace ai lombardi caduti nella tragedia di Nassiriyah
Milano - È stata un'edizione speciale quella del Premio "Lombardia per la
Pace" 2003 che, ieri, ha visto il Governo della Regione rendere onore a
quanti "hanno dedicato tutta la loro vita alla causa della pace, alla lotta
contro la miseria, allo sviluppo umano, alla solidarietà coi più deboli
insieme a persone che hanno donato la vita per gli altri fino al sacrificio
supremo della propria morte". Nell'introdurre il significato del Premio il
Presidente Roberto Formigoni è partito proprio dal "sacrificio |
 |
| consapevole" di questi "martiri della pace", che sono stati ricordati e onorati con dei
premi speciali assegnati con procedura straordinaria al Contingente italiano in missione in Iraq e, in particolare, ai tre militari lombardi
caduti a servizio della pace nella tragedia di Nassiriyah, di cui Formigoni
ha voluto ricordare ancora una volta i nomi: Massimo Ficuciello, Filippo
Merlino, Ivan Ghitti. |
"Essi - ha sottolineato Formigoni, aprendo la cerimonia di premiazione -
hanno messo il loro coraggio, il loro scrupolo professionale ed il loro spirito di sacrificio a disposizione della comunità nazionale, e attraverso
di essa al servizio di tutti. Hanno fatto, come altri uomini e donne d'Italia, un giuramento con cui hanno manifestato la disponibilità, se
necessario, a morire per gli altri". "Dei caduti di Nassiriyah - ha aggiunto il Presidente - possiamo e dobbiamo
parlare con le parole del poeta Thomas Eliot: 'Ci sono delle morti che ci fanno rinascere'. Ma voglio ricordare anche uomini e donne come padre
Lorenzo Tomasoni, Fadel Ka'wash e suor Beniamina Pagani che sono fra noi testimoni coraggiosi e artigiani pazienti di pace. Hanno dedicato tutta la
loro vita, in contesti di conflitto cronico e di totale mancanza di normalità: l'inimicizia fra popoli, la disabilità, la povertà estrema non
sono stati per loro ostacoli insuperabili dello sviluppo umano, ma sfide che hanno saputo raccogliere".
A ritirare il Premio per la Pace assegnato al Contingente italiano che
opera in Iraq è stato il Generale Luciano Gottardo, Comandante della Divisione Interregionale 'Pastrengo' dei Carabinieri, mentre per la
famiglia di Ivan Ghitti (che prestava servizio presso il XIII Reggimento Friuli Venezia Giulia di Gorizia) c'era il Maresciallo dei Carabinieri
Pietro Tizzani. Un momento di particolare commozione è stato vissuto dopo la consegna del premio al sottotenente Filippo Merlino (comandante dei
Carabinieri di Viadana che da tre mesi operava in Iraq) ritirato dal fratello, Angelo (anch'egli Maresciallo dell'Arma), per le parole scritte
dalla vedova, Alessandra Merlino, in una lettera indirizzata al Presidente
Formigoni: "Il Premio sarà custodito assieme alle insegne di mio marito - ha scritto - nella stanza di Fabio per ricordargli sempre che il sacrificio
del padre non è stato vano".
Per il capitano dell'Esercito Massimo Ficuciello (tenente volontario della Brigata Sassari) erano presenti il fratello Corrado, a cui Formigoni ha
consegnato il premio, e il padre, il Generale Alberto Ficuciello, visibilmente commosso. Oltre al trofeo, alle famiglie dei tre militari
scomparsi viene assegnato un contributo di 10 mila euro ciascuno. "Vogliamo
rivolgere il nostro grazie - ha sottolineato il Presidente della Regione - a chi ha speso la propria vita al servizio degli altri, e con questo Premio
esprimiamo gratitudine e solidarietà alle centinaia di cittadini ecittadine della Lombardia che, spesso senza far parlare di se, operano in
giro per il mondo e portano ai bisognosi le loro opere".
"Li onoriamo insieme perché la pace per cui essi hanno lavorato e si sono
sacrificati è un bene indivisibile, che ha molti nomi, perché non c'è pace
senza libertà, senza giustizia e sviluppo. Pace significa sicurezza, una convivenza ordinata: porta la pace chi coopera alla ricostruzione materiale
e sociale di un Paese devastato dalla guerra o dalla dittatura. Nessuno di questi nomi, da solo - ha concluso Formigoni - esaurisce i significati
della pace: tutti insieme, questi nomi 'fanno' la pace, perché non si tratta di un fine auspicabile ma soprattutto di un metodo". Lo stesso
metodo "tradotto" in tante iniziative che vedono la Lombardia presente in varie parti del mondo come accade con le missioni internazionali che la
Regione da anni promuove nei cinque continenti: "Questo è il senso dei progetti di cooperazione che sosteniamo - ha detto il Presidente - operando
nell'ottica della sussidiarietà e per questo cofinanziamo le organizzazioni
non governative (ONG) lombarde e le associazioni di solidarietà internazionale, cosicché a tutt'oggi, la maggior parte dei circa 20 milioni di
euro stanziati dalla Regione Lombardia e spesi fra il 1996 e oggi, hanno aiutato progetti elaborati e attuati da questi soggetti".
Missione a Santa Fè 18 – 23 novembre 2003
La visita del Consiglio Regionale Lombardo, rappresenta un rinnovato impegno della Regione Lombardia a favore
dell'Argentina e della comunità italiana e lombarda nell'area di S.Fè,
duramente colpita da una terribile alluvione nell'aprile scorso.
Faranno parte della delegazione, guidata dal presidente Fontana, la vicepresidente
Fiorenza Bassoli e il Presidente della IV Commissione Attività Produttive Enzo
Lucchini.
Di particolare importanza sarà l'incontro con la FADAL,la Federazione dei lombardi in
Argentina, la più importante organizzazione lombarda all'estero per discutere di alcuni punti posti a suo tempo all'attenzione della
Consulta e cioè:
-
- Modifica urgente della L.R. 4 gennaio 1985 “Norme a favore degli emigrati e delle loro famiglie” con l’inclusione dei rappresentanti delle Federazioni di associazioni lombarde (ove esistessero) e
delle Associazioni di Lombardi nel Mondo.
-
- Riconoscere le Federazioni (ove esistessero) / Associazioni di lombardi nel mondo secondo l’articolo 9 della stessa legge, particolarmente riconoscimento della
FADAL.
-
- L’immagine della Regione Lombardia verso le associazioni lombarde dovrebbe essere sostanzialmente migliorata. E specialmente l’Argentina è stata dimenticata da parecchi anni con la mancanza d’interlocutore valido a livello istituzionale. Col dialogo reciproco dobbiamo
rinverdire questa situazione!
-
- Il rilevamento dei lombardi (individuale, imprenditoriale,
asistenziale) è un compito assolutamente imprescindibile e urgente. Non soltanto per attendere le necessità urgenti della crisi socio asistenziale dovuta alla grave situazione economica e
delicato equilibrio socio-politico in Argentina, mà anche perchè permetterebbe la ripresa delle associazioni che stano morendo d’inanizione. Che esista un vero e proprio impegno politico-istituzuionale che rifletta la consueta operosità lombarda attraverso l’azione diretta del presidente della Giunta Regionale.
-
- Riprendere i soggiorni culturali-formativi dei giovani lombardi in ambi sensi (Italia-Argentina / Argentina-Italia) e degli anziani che risiedono in Argentina.
-
- Promuovere la formazione di dirigenti dell’ associazionismo lombardo in Argentina affinchè si conoscano le procedure amministrative appropriate, nonchè la
conoscenza personale.
-
- Informazione La Regione dovrebbe prevedere una specifica azione d’informazione
rivolta ai lombardi nel mondo, da realizzare nell’ ambito dei programmi d’informazione sulle attività regionali, sulle materie di competenza regionale, su argomenti inerenti i vari aspetti delle realtà lombarde, nonché la promozione di iniziative di studio di
conoscenza della storia, della cultura e della civiltà della Lombardia, riguardante anche gli aspetti popolari e
linguistico-dialettali.
-
- Un finanziamento alle attività della FADAL su base progettuale in collaborazione con la Regione Lombardia a cominciare dal segretariato sociale a favore dei lombardi indigenti ,previo censimento nazionale delle necessità della Comunità lombarda.
18 nov 2003
All’Arma dei Carabinieri e ai tre lombardi caduti il “Premio Lombardia
per la Pace"
Una speciale edizione del “Premio per la Pace 2003” sarà consegnato
all’Arma dei Carabinieri e in particolare a Filippo Merlino, Ivan
Ghitti e Massimo Ficuciello per onorare la memoria dei “figli
di Lombardia” morti nella tragedia compiutasi a Nassiriya. “Erano
impegnati in una straordinaria opera di costruzione della pace: la loro
vita è stata barbaramente stroncata ma il nostro ricordo e la nostra
riconoscenza per loro rimangono imperituri”. Così il Presidente della
Regione Lombardia Roberto Formigoni ha motivato la decisione di dare il più
significativo riconoscimento istituito dal Governo della Lombardia
all’opera svolta dai Carabinieri e dai soldati italiani attivi in Iraq a
servizio della pace, con uno speciale riferimento ai due Carabinieri e al
Tenente dell’Esercito lombardi caduti nell’attentato dello scorso 12
novembre. In occasione della cerimonia in programma per il prossimo 24
novembre il Presidente consegnerà il Premio per la Pace ai rappresentanti
dell’Arma e ai familiari delle vittime dell’attentato di Nassirya.
3 nov 2003
Formigoni: Lo Stato si decida a pagare i debiti
MILANO - Mentre le Regioni attendono contenuti e segnali positivi dall'incontro con il ministro dell'Economia Tremonti - previsto a Roma il giorno 5 novembre alle ore 18 presso la sede del Ministero - si discute sempre dell'impatto della Finanziaria 2004 nelle singole Regioni e delle difficoltà che sono da affrontare.
In Lombardia è stato spiegato che anche se non dovesse arrivare il pagamento da parte dello Stato dei debiti nei confronti della
regione, la pressione fiscale rimarrà comunque del tutto invariata e la
qualità dei servizi del tutto garantita. Quando arriverà il pagamento dei debiti ci saranno nuovi interventi nei settori |
 |
dell'edilizia residenziale e del riassetto idrogeologico del territorio. "Le cose in Lombardia non cambiano grazie alle anticipazioni di denaro da parte della Regione - ha spiegato Formigoni -
Ma non possiamo andare avanti a lungo a sostenere l'impatto e possiamo coprire economicamente solo il prossimo
esercizio''. Per il presidente della Regione Lombardia ''Le anticipazioni di cassa per la
sanità ammontano a 2 mld e aspettiamo che lo Stato colmi il debito che ha con noi. La prossima settimana
sarò dal presidente del Senato Marcello Pera e anche a lui chiederò
che alle Regioni sia dato ciò che è di competenza delle Regioni. Non facciamo miracoli ma
è il massimo che si può fare, abbiamo anche mantenuta inalterata l'addizionale Irpef nonostante l'inflazione. Ma se lo Stato non si decide a pagare i debiti, non potremo fare interventi nei settori
più deboli: dal riassetto del territorio, alla casa, all'edilizia
scolastica''. Pressione fiscale invariata, ''piena'' adesione al Patto di
stabilità interno e sostegno all'economia tramite l'aumento degli investimenti pubblici. Sono queste le linee guida della manovra finanziaria
2004-2006 della Regione Lombardia approvati dalla Giunta guidata dal presidente Roberto Formigoni. L'entità
complessiva della manovra di bilancio e' di 20 miliardi e 239 milioni di euro. La spesa sanitaria ammonta a 12 miliardi e 361 milioni di euro.
''Nonostante le difficoltà economiche e finanziarie che si delineano a livello nazionale - ha spiegato Formigoni -
la Lombardia ha elaborato una manovra che va controcorrente. Con uno straordinario sforzo di bilancio abbiamo deciso di sostenere concretamente l'economia lombarda portando gli investimenti nel triennio a quasi tre miliardi di
euro''.
''Nonostante il contenzioso con il governo - ha ribadito il presidente Formigoni -
siamo riusciti ad elaborare questa Finanziaria''. ''La manovra
- ha aggiunto l'assessore al Bilancio, Romano Colozzi - si caratterizza anche per il contenimento della spesa
corrente nell'ambito dei parametri utili per il rispetto del Patto di
stabilità; la spesa corrente complessiva nel 2004 e' pari a 1541 milioni di
euro''. Formigoni ha quindi dichiarato che un'attenzione particolare
è stata riservata al sistema della autonomie locali e funzionali: i trasferimenti sono aumentati del 31% rispetto al 2003.
Infine il fondo di solidarietà. ''La Lombardia - ha precisato Formigoni -
continua a sostenere più del 55% del fondo. Uno sforzo non indifferente se si considera che lo Stato non ha ancora erogato alla nostra Regione circa 2 miliardi e mezzo di euro nel settore sanitario''.
Italia Estera/Regioni
|
notizie
precedenti
|