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(GRTV)
Una colonia italiana senza bandiera. Un po' grossolanamente lo scrittore francese René Gonnard, nel
1906 (in 'L'emigrazione europea nel XIX secolo'), definiva così l'Argentina, Paese in cui si
verificò una 'alluvione migratoria italiana' tale da modificare radicalmente il substrato etnico
e la fisionomia sociale, come evidenzia l'Ambasciatore Ludovico Incisa di Camerana in 'Il grande
esodo'. Gonnard stesso presagiva che " l'Italia può legittimamente intravedere, se
questa emigrazione continua, il giorno in cui sulle terre ancora pressoché
deserte dell'Argentina si costituirà una nazionalità in cui l'elemento italiano potrà dare una
caratteristica dominante al tipo etnico". Basterebbe del resto ricordare il vecchio detto
latinoamericano secondo il quale "gli argentini discendono dalle navi" per rendere
l'idea della portata dell'emigrazione italiana in quel Paese dalle risorse e dalle potenzialità
straordinarie e del contributo essenziale dei nostri connazionali allo sviluppo di un'Argentina oggi
attraversata da una crisi profonda, anche se si registrano timidi segnali di ripresa. Crisi le cui
cause affondano le radici in politiche economiche non impostate, nel migliore dei casi, correttamente
già in un passato lontano, proseguite con i "saccheggi" delle multinazionali, con il
modello ultraliberista che affascinò i militari argentini negli anni '70 facendo decollare il debito
estero e colare a picco l'economia. E non dimentichiamo la feroce maestria con cui misero in atto il
genocidio del loro stesso popolo. E poi, ancora, la disastrosa politica economica di Domingo Cavallo,
già noto funzionario della dittatura, poi ministro di Menem e De La Rua. Fu di Cavallo la legge
che, nel 91, equiparò il peso argentino al dollaro statunitense. Il resto è storia recentissima, con
lo scoppio drammatico della crisi alla fine del 2001, le rivolte di piazza contro le scellerate
politiche del governo, la dissoluzione della classe media, la disoccupazione e la povertà dilaganti,
una elevata mortalità infantile per malattie e malnutrizione. Un Paese che fu il granaio del mondo,
in ginocchio. L'Argentina, che rappresentò la via di fuga e terra di speranza per tanti connazionali
è divenuto in breve tempo Paese dal quale emigrare, o meglio, riemigrare, con un viaggio di ritorno
alle terre dei padri, ma anche in altri Paesi europei (come la Spagna o la Gemania) ed extraeuropei
(Usa, Canada, Australia). Emigrazione di ritorno, complessa situazione argentina, aspetti storici
dell'emigrazione italiana in quel grande Paese, nonché le implicazioni economiche di tale fenomeno,
il contributo, negli anni passati, dell'emigrazione al decollo dell'economia del Paese sono indagate,
analizzate ed approfondite in " Italo-argentini. Una diaspora"di Anna Maria Minutilli,
dottore di ricerca in Storia contemporanea all'Università di Aachen (Germania), con una tesi dal
titolo "Storia dell'emigrazione italiana in Germania" e autrice di saggi sull'emigrazione e di
articoli su riviste specializzate. Il libro di Minutilli - edito dall'Associazione Mantovani nel
Mondo grazie a un finanziamento della Regione Lombardia - è stato presentato all'IILA dall'Ambasciatore
Incisa di Camerana, che ha scritto la prefazione dell'opera, dal Presidente della Mantovani nel Mondo
Daniele Marconcini e dalla stessa autrice. Presente il Consigliere CGIE Pietro Schirru - che ha
sottolineato il valore dell'opera e la possibilità, attraverso la sua lettura, di trasferire e
confrontare l'esperienza dell'Argentina con altri Paesi, nonché l'importanza di conoscere a fondo il
complesso fenomeno emigratorio, per avere una visione multiculturale delle società e per garantire il
valore della solidarietà agli immigrati di oggi e il regista Dino Viani che ha presentato il
cortometraggio "Desarraigo" (Sradicamento), ispirato alla storia dello zio emigrato a Buenos
Aires. Noi siamo come i bambini: viviamo nei sogni , anche se speriamo un giorno di tornare - scrive al
vecchio padre, rimasto in un povero paese del Sud Italia, il figlio approdato nella lontana Argentina.
Al contrario di quella del regista Viani l'operazione della Minutilli non è di tipo nostalgico. Come ha
scritto nella presentazione al libro, Carlos Roberto Carrara (Presidente Fadal) l'autrice ha elaborato un
testo crudele, spoglio e scientifico sulla grave crisi che ci tocca vivere in Argentina e il lavoro
dell'emigrazione italiana e propone un approccio meno sentimentale e più giustificato da cifre e
statistiche che spaventano, ma che tentano di risolvere la capacità di capire il perché di questa crisi
argentina. E va ancora più lontano: tenta di spiegare l'onda di quel flusso migratorio di ieri in
confronto al riflusso di oggi, chiudendo così il circolo della storia dell'emigrazione italiana più
affascinante del mondo e dei secoli. Parole confermate da quelle della stessa autrice che, presentando
il suo libro, ha tenuto a evidenziarne la diversità rispetto a tante altre pubblicazioni che raccontano
la nostalgia dell'emigrante nei confronti della propria terra d'origine. Il suo è, pertanto, un approccio
scientifico, documentato minuziosamente (ringraziamo, a tale proposito, l'autrice per essersi avvalsa
anche di materiale GRTV, ndr). Il libro è strutturato in sette capitoli (l'ultimo è dedicato interamente
ai lombardi nel mondo e in Argentina), in cui si analizzano varie sfere: la storia economica del Paese,
l'evoluzione dei rapporti istituzionali tra Italia e Argentina, la storia dell'emigrazione
italiana - Minutilli ha ricordato come le istituzioni, la cultura e la struttura della società argentina
presentino caratteristiche molto simili all'Italia rispetto ad altri Paesi in cui i nostri connazionali
sono emigrati: la cultura ospite argentina è più vicina a quella italiana, la somiglianza linguistica,
la stessa religione cattolica, la forte leadership nella vita associativa ed economica e nel movimento
operaio la presenza cattolica nella comunità italiana, le attività della Chiesa valdese in
Argentina, le associazioni, il contributo dell'emigrazione italiana all'economia argentina,
la cooperazione italiana in Argentina (con schede informative sulle PMI e sulla previdenza),
gli interventi regionali per il rientro degli emigrati e gli aiuti dall'Italia. Un capitolo è dedicato
alla cittadinanza (una sorta di guida per muoversi nei meandri delle procedure)
e uno agli italiani di ritorno. Infine, si forniscono suggerimenti per migliorare la situazione degli
italoargentini, e vi è una scheda informativa riguardante gli italiani indigenti in Argentina. Il tutto,
in 320 intense pagine corredate da tabelle e note a piè di pagina. Daniele Marconcini, anche
rappresentante del Consiglio Regionale Lombardo nella Consulta dell'Emigrazione, sottolineando come in
un contesto rigoroso sotto il profilo storico, economico e sociale, la prosa dell'autrice incalza nel
presentare ogni aspetto delle migrazioni italiane in Argentina, ha voluto ricordare quanto sia stato
importante il coraggio di tanti mantovani e lombardi che hanno deciso di attraversare l'oceano per
andare a vivere e lavorare in quel Paese lontano. Ludovico Incisa di Camerana, profondo conoscitore
del fenomeno migratorio italiano, Ambasciatore in Argentina dal 1985 al 1991 e Sottosegretario agli
Esteri nel governo Dini, ha ricordato come la storia dell'emigrazione sia stata rimossa e considerata
un tabù per lungo tempo e come oggi finalmente l'altra faccia della storia d'Italia sia stata riscoperta
e rivendicata - come scrive anche nella prefazione al libro grazie a tre fattori: la
globalizzazione, il voto all'estero, l'immigrazione di ritorno. Incisa di Camerana non ha mancato di
ricordare come i nostri connazionali abbiano contribuito in modo decisivo allo sviluppo di Paesi come
l'Argentina. Del resto, scriveva Luigi Einaudi nel 1900 ("Un Principe Mercante. Studio sulla espansione
coloniale italiana"): L'Argentina sarebbe ancora un deserto, le sue città un impasto di paglia e fango
senza il lavoro perseverante, senza l'audacia colonizzatrice, senza lo spirito di intraprendenza degli
italiani.
Simonetta Pitari/GRTV 24 novembre 2003
Libri: da ass. Mantovani nel mondo "Italo argentini una diaspora"
(Roma, 21 nov. (Adnkronos) -
Alla presenza dell'ambasciatore Ludovico Incisa di Camerana, docente di storia dell'America Latina, Daniele Marconcini,
presidente dell'associazione Mantovani nel mondo e rappresentante della consulta Emigrazione del consiglio regionale della Lombardia, Pietro
Schirru, membro del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero), e
del regista Dino Viani, e' stato presentato oggi a Roma presso la sede dell'IILA (Istituto Italo-Latino Americano), il libro di Anna Maria
Minutilli, "Italo argentini una diaspora", edito dall'associazione Mantovani nel mondo.
Il libro attraverso 319 pagine analizza, approfondisce e rivaluta gli aspetti storici dell'emigrazione italiana in Argentina, e le implicazioni
economiche di tale fenomeno come ha spiegato il presidente dell'associazione
Mantovani nel mondo, Daniele Marconcini nel corso della
presentazione: "Il tema della storia delle migrazioni italiane in Argentina
e' sviluppato nel libro sotto il punto di vista sociologico, istituzionale
ed economico con l'obiettivo di tracciare un quadro esaustivo e soprattutto
aggiornato del fenomeno. Per lungo tempo infatti, il fenomeno migratorio
italiano e' stato analizzato solo a livello regionale piuttosto che nazionale,
nel senso che l'emigrazione e' stata da tutti spiegata come un
movimento di "meridionali disperati" che si dirigevano negli Stati Uniti o
nei territori sudamericani in cerca di fortuna. L'autrice invece, propone
un'emigrazione di massa in Argentina, Paese esemplare da esaminare e riscoprire,
proprio per il grande numero di italiani meridionali e
settentrionali presenti nel Paese latinoamericano". L'autrice Anna Maria Minutilli,
laureata in Storia moderna, contemporanea e
tedesco, è dottore di ricerca in Storia contemporanea presso l'università
di Aachen (Germania), con una tesi dal titolo "Storia dell'emigrazione in
Germania". Inoltre, la Minutilli ha scritto numerosi saggi sull'emigrazione
italiana e molti articoli su riviste specializzate. "Oggi l'editoria italiana pubblica
numerosi testi sull'emigrazione ma tutti raccontano la
nostalgia dell'emigrante nei confronti della propria terra d'origine - ha
affermato la Minutilli - io invece, ho scelto di scrivere un libro in grado
di analizzare il fenomeno dell'emigrazione dal punto di vista storico, economico e politico.
Ho raccolto e analizzato dati storici riguardanti gli
italiani che vivono nel Paese sudamericano, ed ho analizzato i rapporti
istituzionali esistenti tra l'Italia e l'Argentina, da sempre Paesi amici".
"Un libro storiografico e analitico che affronta uno dei più grandi temi
della storia d'Italia, l'emigrazione vista come 'fenomeno di massa - ha sottolineato
l'ambasciatore Ludovico Incisa di Camerana, che ha realizzato
la prefazione del volume - La storia della nostra emigrazione, infatti, rappresenta
l'altra faccia della storia italiana, una faccia trascurata e
rimossa, ma riscoperta e giustamente rivendicata da molti scrittori contemporanei.
Un fenomeno attuale
perché attraverso la nostra emigrazione si riesce a comprendere quel fenomeno sociale,
politico, culturale ed
economico rappresentato dall'immigrazione".
Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 228 - Anno X, 21
novembre 2003 "Desarraigo", l'emigrazione "affettiva" di Dino Viani
Il filmato, di circa una ventina di minuti, è stato
presentato oggi a Roma dal suo autore e ideatore, nell'ambito dell'incontro
organizzato all'Istituto Italo-Latino Americano. Presente anche Anna Maria
Minutilli, con il suo studio "Italo-Argentini una diaspora"
Roma L'emigrazione protagonista, oggi, all'Istituto Italo-Latino
Americano di Roma. In mattinata ha infatti avuto luogo la presentazione di
"Italo-Argentini una diaspora", il libro edito dall'Associazione Mantovani
nel Mondo, a firma di Anna Maria Minutilli , ricercatrice italiana presso
l'Università di Aachen e storica dei fenomeni migratori. L'opera, che si
avvale della prefazione dell'Ambasciatore Ludovico Incisa
di Camerana - tra l'altro presente all'incontro di oggi - affronta in maniera
multidisciplinare il complesso tema dell'emigrazione "di ritorno"
dall'Argentina, dal punto di vista economico, ma anche politico, sociologico ed istituzionale.
Al termine della presentazione, a prendere la parola è invece stato Dino
Viani, che ha proiettato "Desarraigo", un corto sull'emigrazione realizzato
nel 2001, da lui stesso scritto e diretto. Ma, differentemente dal libro
della Minutilli, l'opera di Viani non ha voluto raccontare il fenomeno
migratorio partendo da dati storici, quanto piuttosto in maniera poetica,
ricorrendo ala figura dell'emigrante come "portatore di sogno", come colui
che desidera tornare, ma che sa che ciò che si troverà di fronte non è la
realtà che ha lasciato, quanto piuttosto un mondo nuovo e ben diverso dai
suoi ricordi. "Non sono uno storico - ci ha spiegato lo stesso Viani - e
per questo ho deciso di affrontare questo tema da un punto di vista più
emotivo, non narrativo ma ricco di suoni e volti, i volti di chi ha
realmente vissuto su di sé questa esperienza". Un film in un certo senso
sospeso, quindi, in cui lo spettatore ha difficoltà a capire se il protagonista
sta vivendo in una situazione reale, oppure di ricordo,
"all'insegna di un'infanzia che non riesce più a ritrovare, di case che ora
ritrova decrepite, di paesi ormai abbandonati: una sorta di ritorno ad una
'archeologia della memoria'". Girato tra la provincia di Chieti e Buenos
Aires, il cortometraggio di Viani si presenta del resto strettamente collegato alle vicissitudini
famigliari dello stesso regista : "mio bisnonno è emigrato, così come pure
mio nonno, che è tra i protagonisti della mia pellicola. Anche oggi alcuni
miei zii vivono in Argentina, e proprio sentendo, fin dal piccolo, le loro
storie, i loro ricordi, ho deciso di dare vita a questo lavoro. Mi ricordo
infatti quando, qualche anno fa, mio zio, vedendo un marocchino che andava
in giro con una carrozzina per le vie della città, si è messo a ripercorre
con la memoria gli anni in cui, in Argentina, era lui lo straniero, era lui
ad essere accolto, a volte neanche molto positivamente, dalla popolazione
sudamericana: ricordi che, nonostante il passare di tanti anni, gli si sono
fissati drammaticamente nella memoria". Già presentato in più occasioni presso
il pubblico argentino, "Desarraigo"
non ha invece avuto la stessa accoglienza da parte dei grandi circuiti italiani: "il mio lavoro
- spiega ancora Viani - riceve sempre un'accoglienza molto calorosa, ma purtroppo
trova spazio solo in eventi
come questo, di nicchia, in cui protagonista è l'emigrazione. Io stesso
sono consapevole che si tratta di un film difficile, direi quasi affettivo,
che racconta un dramma che però non ha mai avuto un 'mercato' dal momento
che richiede un certo legame con il tema. Sono però fiero di averlo
realizzato, e soprattutto sono felice di vedere che, nonostante tutto, oggi
riesce ad attirare su di sé l'attenzione, e, in un certo senso, a 'camminare con le proprie gambe'"
G.G./ News ITALIA PRESS
http://www.italiatv.it/webchannel1024.htm
EMIGRATI ITALO-ARGENTINI: RISORSA DI ITALICITA'
Il libro: "Italo-argentini: una dispora" "La storia della nostra emigrazione è l'altra faccia della storia
d'Italia." Queste le parole dell'ex ambasciatore italiano in Argentina, Ludovico Incisa di Camerana, poste come giusta prefazione al
libro "Italo-argentini: una dispora" della dottoressa Anna Maria
Minutilli. Questo anche il fulcro della discussione che ha accompagnato la
presentazione del libro. E' vero: la storia di coloro che hanno deciso di emigrare, i motivi che
hanno spinto queste persone a lasciare la propria nazione, le loro
speranze e, a volte, le loro delusioni fanno parte della storia del nostro paese quanto, e forse più, quella di coloro che sono rimasti.
Perché ci permettono di conoscere un'altra faccia d'Italia, ci fanno scoprire
un altro lato della nostra storia. Ed è con questa convinzione che la dottoressa Anna Maria Minutilli ha
scritto il suo libro, definito da alcuni "spento, crudele, privo di sentimento", solo perché scava un po' più a fondo, tralasciando la
superficie dei sentimenti "facili" e il filone delle storie personali. L'autrice stessa definisce il suo libro "più analitico. Studia a fondo
il fenomeno per permettere una stima di quello che potrebbe succedere nei prossimi anni".
Non un'operazione "nostalgica", ma un'analisi approfondita che permetta di capire "come l'emigrazione sia un fenomeno che riguarda tutti i
paesi; che non c'è nulla di più pericoloso di un emigrato affamato; e che l'emigrazione è un diritto sacrosanto!"
I rapporti fra Italia e Argentina Queste le premesse che hanno portato l'autrice ad impostare
l'analisi della situazione italo-argentina secondo alcune linee guida:
-
Un'analisi storico-economica dell'Argentina. Il paese, già vittima
delle politiche del Fondo Monetario Internazionale, è stato sfavorito anche dagli investimenti "pirateschi" di alcune aziende italiane.
Queste, infatti, hanno agito senza prendere in considerazione la popolazione locale e senza un adeguato trasferimento del know how
tecnico al personale argentino, il quale avrebbe favorito uno sviluppo interno al paese.
-
Lo studio dei rapporti istituzionali tra Italia e Argentina. In
Argentina, l'elemento italiano vanta una maggioranza relativa con una quota della popolazione locale pari al 35%. Questo paese dovrebbe
quindi essere un partner privilegiato per l'Italia, che oggi più che mai ha bisogno di un appoggio forte da parte delle sue comunità
all'estero, prendendo ad esempio anche il rapporto che lega Inghilterra
e USA. In realtà la diaspora di cui l'autrice parla sta proprio nell'aleatoreità dei rapporti istituzionali tra Italia e Argentina,
definiti ancora "letargici".
-
Il perché dell'emigrazione. Gli emigranti cercavano un benessere
sociale, oltre a quello economico, che forse in patria non riuscivano a
trovare. Infatti, per molto tempo, in Italia, l'emigrato è stato considerato la
vergogna della patria; solo oggi lo riconosciamo come "risorsa di italicità", la quale deve essere sfruttata.
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L'operato della Chiesa. Attraverso associazioni cattoliche quali la
CARITAS, e soprattutto con l'apporto della Chiesa Valdese (nella zona di Mar del Plata) sono state rivalutati gli antichi saperi della
tradizione italiana. Questo ha avvicinato le comunità di italo-argentini alle radici italiane e ha fatto in modo che queste
ultime non andassero perse.
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Gli accordi regionali. Le regioni continuano a dare un contributo
notevole alle comunità italo-argentine e allo Stato stesso. Il problema
è nella gestione dei fondi: molto spesso essa non è portata fino in fondo e i soldi non arrivano dove devono.
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L'emigrazione lombarda in Argentina. Questa regione ha avuto un ruolo
molto importante nella storia dell'emigrazione italiana in Argentina. Basti pensare che il paese ha avuto ben tre presidenti di origine
lombarda.
Una nuova attenzione al caso Argentina. Appare chiaro che l'intento del libro è anche quello di riportare
l'attenzione sulla grave situazione che si è venuta a creare negli
ultimi anni in Argentina e che coinvolge da vicino i nostri connazionali emigrati nel paese.
Attraverso la sua analisi, la dottoressa Minutilli ci spiega quali sono le cose che concretamente lo Stato italiano deve fare per superare
questa "diaspora italo-argentina".
"Innanzitutto fare più informazione. La popolazione argentina è disinformata su tutto, perfino sulle regole di cittadinanza (le quali
risalgono ad una legge del 1912, ormai superata, ndr)." L'Italia dovrebbe operare di più sul territorio in questo senso, ma anche
"facendo capire, a coloro che vogliono venire in Italia, che qui non è l'Eldorado", cioè fornendo una corretta informazione di quali sono le
reali possibilità di realizzazione, anche economica in Italia, "le quali, molto spesso, mancano anche per noi", denuncia l'autrice.
"Inoltre bisognerebbe avviare una migliore promozione turistica dell'Argentina, che oltre ad essere un paese bellissimo, è anche uno
dei più ricchi del pianeta di risorse naturali. Ecco perché potrebbe figurare tra i
grandi del mondo ed invece versa in questa situazione di povertà." Per questo l'Italia deve diventare un partner privilegiato
dell'Argentina, con un apporto qualificato di tecnici e imprenditori italiani che portino ad un nuovo "miracolo" argentino, finora ritardato
più da errori umani, che non da condizioni oggettive negative.
Desarraigo
La presentazione si è chiusa con la proiezione di un cortometraggio del regista Dino Viani, dal titolo
"Desarraigo". "Desarraigo", spiega lo zio del regista realmente emigrato in
Argentina, "è come quando sradichi un albero di ulivo e lo pianti nelle Pampas: non c'entra nulla, però ci vive!".
E' così che si sentono molti italiani emigrati in Argentina oggi, sta
allo Stato e a noi tutti creare l'"uliveto"…per non farli più sentire
desarraigo…
http://www.italiatv.it/webchannel1024.htm
L'iniziativa voluta dall'Associazione per riunire la Comunità mantovana residente a
Roma, ripristinando una tradizione di vita comunitaria che per anni fu promossa dai
discendenti dei Mantovani emigrati prima dell'ultima guerra con quelli emigrati negli anni
più recenti, al fine di creare le condizioni per un evento annuale che unisca non solo i virgiliani ma anche tutti i
lombardi di Roma. L'iniziativa è stata ripresa da RAI INTERNATIONAL
Erano presenti:
Paolo Faiola Ambasciatore e Segretario Generale IILA
Padre Mario Santillo Ordine Scalabriniani C.E.P.L.A. di Buenos Aires
Claudia Ottolenghi IOM International Organization for Migration
Gustavo V.Necchi Inter-American Institute for Global Change Research di
S.Paolo Brasile
Roberta Vassallo Architetto e Fotografa, autrice di vari servizi
fotografici sull'Argentina
Ludovico Incisa di Camerana, Ambasciatore, Docente di Storia dell'America Latina
Pietro Schirru, Rappresentante del CGIE
Anna Maria Minutilli l'autrice
Daniele Marconcini, Presidente del'Associazione Mantovani nel Mondo
con una delegazione dell'Associazione formata da: Luca Faccin -VicePres.
Ignacia Piattin - Franco Corniani- Manuini Leonardo
e Crotti Luigi - Presidente e vice dell'Ass. Mantova Bed & breakfast
Ana Paola Bof - Programma Segretariato universitario AMM -
ERASMUS BRASILE
Kamila Carretta Zamborlin - Programma Segretariato AMM - ERASMUS BRASILE
Liane Destefani - Programma Segretariato universitario AMM
- ERASMUS BRASILE
Renzo Capelini - Programma Segretariato universitario AMM - ERASMUS
- BRASILE
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