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Merica: a Roma e Cassino convegno sulla cultura e la letteratura
degli italiani del Nordamerica
Nei giorni 23, 24, e 25 gennaio le città di Roma e di Cassino ospiteranno 'Merica, convegno sulla cultura e la letteratura degli italiani
del Nordamerica. Il convegno, all'avvio del quale, oltre a numerosi enti pubblici e centri di ricerca, hanno contribuito cinque università, si terrà
presso le Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma La Sapienza e dell'Università di Cassino ed il Centro Studi Americani.
La cultura e la letteratura degli italiani del Nordamerica hanno caratteri distintivi loro propri, che sono ormai universalmente riconosciuti e che
nella loro autonomia hanno tuttavia un rapporto essenziale con le radici storiche dell'emigrazione italiana, con la particolare immagine del
Nordamerica che nel tempo si è formata e con la specificità che l'uso dell'italiano ha acquisito fuori d'Italia. Gli scrittori, intellettuali,
politici, scienziati di origine italiana che si sono affermati in Nordamerica sono molti: tra le tante figure storiche note si possono
ricordare Mazzei, Da Ponte, Meucci, Di Donato, Fante, La Guardia, ma numerosissimi e di grande valore sono anche coloro che si sono distinti in
epoca recente in tutti i campi, da quello politico a quello delle arti, della musica e dello spettacolo.
In che senso può riconoscersi autonomia e significato individuale ad una cultura che affonda le proprie radici in un fenomeno migratorio? E quali
sono le caratteristiche e le leggi che regolano la sua formazione? Queste sono alcuni degli interrogativi principali che il Convegno si propone di
affrontare, per la prima volta con un taglio prevalentemente
interdisciplinare.
Partecipano al Convegno studiosi italiani, canadesi e statunitensi tra i quali si trovano letterati, linguisti, storici, sociologi, storici
dell'arte, del cinema e dello spettacolo, i quali sono anche tra i maggiori specialisti dell'emigrazione italiana nelle Americhe, oltre a scrittori,
poeti, registi ed artisti provenienti dagli Stati Uniti e dal Canada. Tutti si confronteranno su tematiche che legano la storia dell'emigrazione
italiana alla riflessione contemporanea sui concetti di etnia, identità, diversità, tolleranza, interculturalismo.
Le relazioni spaziano dall'esame delle condizioni storiche della presenza italiana in Nordamerica alla concettualizzazione della differenza, dal
significato delle Little Italies sparse nel Canada e negli Stati Uniti al posto che gli italiani occupano oggi nelle società multietniche. Le tre
giornate di lavoro si arricchiranno di una lettura di poesia, due
esposizioni di pittura, una mostra fotografica e documentaria e una mostra libraria, e si concluderanno nel pomeriggio di sabato 25 gennaio con la
celebrazione della memoria di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, dei quali ricorre il settantacinquesimo anniversario della morte. In quest'occasione
verrà proiettato presso il Teatro Ateneo della Sapienza il film Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo, in una nuova edizione restaurata, ed
interverranno, oltre a studiosi, intellettuali e critici, il regista stesso e i due sindaci dei Comuni di origine di Torremaggiore e
Villafalletto. Inoltre saranno proiettate parti di un documentario inedito che uscirà tra
breve negli Stati Uniti.
La riflessione sulla vicenda degli italiani in Canada e negli Stati Uniti
mette a fuoco l'ampiezza dei significati impliciti nella esperienza migratoria. Definire quindi nei suoi molteplici aspetti questa importante
cultura e letteratura contribuisce ad interrogarsi sulla natura complessa e spesso drammatica dei processi in corso nelle nostre società contemporanee.
L'emigrazione italiana a PORTO ALEGRE
Nell'ambito delle iniziative del World Social Forum che si svolge dal 23 al 28 nella città brasiliana capitale del Rio Grande do Sul, la FIEI (Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione), organizza, in collaborazione con la FILEF Nazionale e con l'adesione dell'Istituto Nazionale Fernando Santi per sabato 25 gennaio 2003, il seminario dal titolo:
"Cent'anni di migrazioni: dall'emigrazione italiana ed europea del '900 alle attuali migrazioni dal sud verso il nord del mondo".
Il work-shop vuole costituire un momento di recupero di un pezzo fondamentale di storia del '900 e ricollegarla alla attuale dimensione migratoria.
Il recupero di questa memoria storica collettiva che ha riguardato 28 milioni di italiani emigrati nel corso di un secolo verso America Latina, nord America, Europa, Oceania, (quasi metà dell'attuale popolazione italiana residente), ma che ha anche coinvolto tutti i loro familiari che in Italia sono rimasti, consente di ripercorrere le cause, le tappe, le situazioni di discriminazione, i processi di integrazione, le lotte per i diritti, la situazione presente, molto diversificata per aree e per paesi e permette di evidenziare le similitudini con gli attuali flussi migratori, trasmettendo un forte messaggio di solidarietà a di sostegno alla crescita di società interculturali che sappiano riconoscere e valorizzare differenze ed identità come una grande risorsa per un comune futuro cogliendo le grandi opportunità di positiva cooperazione tra nord e sud del mondo che possono vedere come attori le collettività emigrate nei diversi paesi.
E' in questo senso che FIEI (Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione), in collaborazione con FILEF (Federazione Italiana Lavoratori Emigranti e Famiglie) e con l'adesione dell'Istituto Nazionale Fernando Santi organizza a Porto
Alegre, sabato 25 gennaio 2003, nell'ambito del terzo Forum Sociale Mondiale, un seminario a cui prenderanno parte
numerosi rappresentanti degli emigrati italiani provenienti da tutti i paesi dell'America Latina e dell'Europa oltre a rappresentanti di organizzazioni associative, sindacali, politiche e di istituzioni italiane e brasiliane.
Mattia Palazzi destinazione Porto Alegre
E' in partenza per il Brasile Mattia Palazzi, presidente provinciale dell'Arci di Mantova,
che dal 23 al 28 gennaio parteciperà al terzo Social Forum. Per sei giorni si discuterà di globalizzazione, sviluppo sostenibile e venti di guerra, mentre in contemporanea, tra
le montagne della Svizzera, si svolgerà il World economic forum dei 'potenti del
mondo'. «Porto Alegre - ricorda Palazzi, che interverrà al Social Forum come responsabile
delle politiche internazionali dell'Arci - nasce come laboratorio e coordinamento mondiale dei soggetti dell'associazionismo e del sindacato chiamati a confrontarsi sui temi sollevati dalla globalizzazione». Al suo battesimo, nel 2001, il Social Forum è stato salutato come il tempio
dell'antipolitica, ma quest'anno, per la prima volta, dovrebbero essere ammessi a
partecipare anche parlamentari e ministri. Se c'è chi storce il naso, Palazzi la pensa diversamente: «Una discussione compiuta deve intercettare partiti e istituzioni. Anche in Italia i movimenti e i partiti del centrosinistra dovrebbero creare un tavolo programmatico». Ma come conciliare il benessere del Nord con lo sviluppo del Sud del mondo? «Anche la nostra Costituzione parla di un ruolo sociale dell'economia. Ma i mercati finanziari volano sulle nostre teste a prescindere dalle condizioni sociali. Lasciare che due terzi della terra
crollino sotto il peso della povertà non è solo moralmente inaccettabile, ma anche controproducente». Con Palazzi da Mantova partirà Enrico Alberini, vicepresidente
dell'associazione culturale il Notturno.
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