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Pagine di Risorgimento Mantovano,
Roberto Tognoli
Associazione Mantovani nel Mondo/Editoriale Sometti 2002
Tognoli recupera con una ricerca di episodi inediti la quotidianità di alcune
delle figure più popolari del Risorgimento mantovano, rendendole più umane
alla comune comprensione. Tante storie che preparano l'unità nazionale con
tragici sacrifici, primo tra tutti quello dei Martiri di Belfiore e della
città, anch'essa martire, di Sermide, Medaglia d'Oro per la sua resistenza
all'oppressore austriaco.
Accanto alle pagine più note di questa vicenda storica, Tognoli presenta
anche i risvolti misconosciuti, quelli che il tempo aveva relegato all’oblio
e che questa ricerca storica contribuisce a riscattare.
Lo sfondo delle azioni raccontate nel libro vede come protagonista principale
la borghesia evoluta, che lottava per creare dei valori legati alla Patria e
all'identità nazionale. Accanto ad essa però viveva, anzi sopravviveva, una
massa contadina indistinta che ben presto, cessati i clamori e l entusiasmo
per la raggiunta unità nazionale, sarà protagonista di una massiccia
emigrazione l'America Latina in particolare il Brasile.
PREFAZIONE
AL LIBRO
Non è questa la prima opera di Roberto Tognoli, che con mente disincantata
rivisita episodi e personaggi del nostro Risorgimento mantovano.
Personaggi spesso tramandati in vecchie oleografie dove i grandi avvenimenti,
annichilendo le singole storie, rendono i vari protagonisti comprimari ai
grandi eventi, quasi ingessandone la loro vitalità.
Tognoli recupera con una ricerca di episodi inediti la quotidianità di alcune
delle figure più popolari del nostro Risorgimento, rendendole più umane alla
comune comprensione.
In tale approfondimento appaiono anche personaggi inediti come il patriota
Ferrari, esule per motivi politici in Messico che piange un'Italia lontana ed
oppressa...Figure che si affiancano ad altre semisconosciute come quella nobilissima
di Alberto Mario, amico e costante collaboratore di Garibaldi durante
l'impresa dei Mille, instancabile organizzatore di attività umanitarie a
favore delle famiglie e dei bambini indigenti. Alcune vicende descritte sono
meravigliosamente romantiche, come l'amore sorto nella comune prigionia tra
Luigi Pastro e Giuseppina Perlasca Bonizzoni durante l'occupazione
austriaca. Altre invece rendono onore ad eroi sconosciuti come don Luigi
Barzizza, magnifico esempio di solidarietà umana, che durante e dopo
la battaglia di Solferino, con grande sacrificio e cuore generoso, si prodiga
a lenire ed a consolare migliaia di feriti disperati, mobilitando la
popolazione mantovana. Uno slancio che certamente servì ad Henry Dunant,
osservatore di quei tragici eventi, a creare la Croce Rossa Internazionale.
Tante storie che preparano l'unità nazionale con tragici sacrifici, primo tra
tutti quello dei Martiri di Belfiore e della città, anch'essa martire, di
Sermide, Medaglia d'Oro per la sua resistenza all'oppressore austriaco.
Uno sfondo che vede come spettatrice e protagonista principale una borghesia
evoluta, che lottava per creare dei valori legati alla Patria e all'identità
nazionale.
Accanto ad essa però viveva, anzi sopravviveva, una massa contadina
indistinta che ben presto, cessati i clamori e l entusiasmo per la raggiunta
unità nazionale, sarà protagonista di una massiccia emigrazione l'America
Latina in particolare il Brasile.
Un fenomeno che porterà Mantova ad essere al centro di una discussione
nazionale sull'esodo di migliaia di contadini, anche a costo della rinuncia
della cittadinanza.
Il Risorgimento così carico di speranze dovette quindi fare i conti con uno
scontro tra chi pensava acquisito il senso nazionale di Patria e chi invece,
lontano dalla politica e dai grandi avvenimenti, cercava di sfuggire
all'indigenza con il miraggio di terre lontane.
Una vertenza che porterà per anni a disquisire sulla figura dell'emigrante.
Per taluni coraggioso pioniere dell'italianità, per altri espressione
degenerata della società, in quanto incapace di cogliere le potenzialità
della ritrovata unità nazionale.
Ciò ebbe gravi conseguenze storiche sia per la scarsa assistenza che il
Governo italiano seppe offrire ai nostri connazionali all'estero e sia per il
suo assoluto immobilismo quando, per convenienze dei Paesi ospiti, essi
furono privati della cittadinanza italiana.
Eppure questo non impedì a molti di portare con sè gli ideali migliori del
nostro Risorgimento, che permise ai nostri emigranti di affrontare con
dignità il duro lavoro che, in sostituzione degli schiavi, li attendeva.
Ideali che consentirono agli emigranti di chiamarsi e di sentirsi
con orgoglio italiani, ai quali questo libro intende rendere omaggio.
Il libro conta 142 pagine ed è corredato con
numerose immagini e disegni
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