|
Questione Sociale ed Emigrazione nel
Mantovano (1873 - 1896)
di Marco Gandini
Associazione Mantovani nel Mondo/Editoriale Sometti, 2000
Note sull'opera
I l lavoro qui presentato è il frutto di
quattordici mesi interamente dedicati alla ricerca e allo
studio. La forte motivazione che ha sostenuto tale
impegno era dovuta alla consapevolezza che nessuno, fino
a quel momento (fine anni Settanta), aveva approfondito,
analizzato e studiato il fenomeno dell'emigrazione dei
contadini mantovani durante la crisi economica che aveva
colpito l'Europa, e di conseguenza anche il nostro paese,
nel corso della seconda metà dell'Ottocento. La lacuna,
nella storia locale, era ancor più macroscopica se si
tiene presente una provincia, come quella mantovana, ove
andava sempre più diffondendosi nel proletariato
agricolo una nuova coscienza sociale, fonte e concausa di
numerosi episodi di rivolta e di ribellione. Lo stimolo iniziale della ricerca nasce
dalla scoperta di una serie darticoli apparsi sulla
Gazzetta di Mantova dell'epoca che raccontava le
peripezie di numerosi contadini mantovani emigrati in
Costa Rica e impiegati nella costruzione di una ferrovia
che doveva collegare la capitale, San José, col porto
atlantico di Limon. Da questa prima scintilla è nata poi la
curiosità di allargare le ricerche sulla stampa locale
ad un periodo più ampio. Pagina dopo pagina, sono stati
sfogliate ventitré annate della Gazzetta di Mantova,
dieci dellavversaria Provincia di Mantova, venti
del settimanale La Favilla, ventitré del Bollettino del
Consorzio Agrario di Mantova, senza dimenticare la
Statistica dell'emigrazione all'estero, a cura del
Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio. Il
quadro che si viene così formando, sempre più ricco di
informazioni, si fa via via più approfondito grazie
anche agli Atti di polizia Italiana conservati in
numerosi buste dell'Archivio di Stato di Mantova. E' così che ben presto si scopre come
l'emigrazione in Costa Rica non sia che un filone minore
di quel gran flusso di contadini che invece, in gran
parte, si dirige verso le coste del Brasile, favorito in
ciò dalla gratuità del viaggio da Genova a Rio de
Janeiro. Tutta una serie di pubblicazioni, recenti e
dell'epoca, aiuta poi a scoprire quali sono gli stati
brasiliani che accolgono i nostri emigranti, nelle
fazendas o nelle colonie agricole, aprendo squarci sulla
vita che vi conducono e testimoniandoci soprattutto delle
enormi sofferenze che hanno accompagnato il cammino di
tutti, anche di quelli che col tempo riescono a
sistemarsi in maniera soddisfacente. Ciò è stato possibile consultando testi
non solo delle varie biblioteche mantovane, ma cercando
opere a Bologna, Firenze, Venezia, Bergamo e Roma
(Archivio Centrale dello Stato) che in alcuni casi
sembravano ininfluenti ai fini del lavoro ma che poi
fornivano quell'unica, fondamentale informazione che, da
sola, invitava ad iniziare nuove stimolanti ricerche. Al termine di questa fatica, forte era la
consapevolezza che, per il momento, non si poteva fare di
più. Il terreno era stato in gran parte preparato. Vi
erano ancora, ovviamente, molte zone d'ombra ma si era
convinti che senz'altro qualcun altro, stimolato da
quest'opera, avrebbe ampliato e approfondito gli studi
sull'argomento. La storia di questi anni sta a
testimoniare che nel Mantovano e in alcune università
brasiliane il discorso è stato ripreso.
Note sull'autore
Marco Gandini è nato a Mantova il 23
ottobre 1953 e attualmente risiede a Porto Mantovano.
Diplomatosi geometra nel 1972, proprio nell'ultimo anno
di scuola superiore matura un interesse particolare per
gli studi storici e ciò lo porta ad iscriversi, presso
l'Università degli Studi di Parma, al corso di Lettere,
indirizzo di Storia Contemporanea. E' qui che conosce il
prof. Rinaldo Salvadori che lo guida nelle ricerche e lo
stimola ad approfondire un settore della storia locale
mantovana, l'emigrazione dei contadini mantovani nella
seconda metà dell'Ottocento, che nessuno fino a quel
momento aveva affrontato. A coronamento di tale impegno
giunge poi la laurea con lode conseguita nel novembre del
1978. Con lo stesso lavoro poi è premiato, nel novembre
del 1981, dal Comune di Mantova con la borsa di studio
"Tito Milesi". Durante gli anni dell'università, Gandini
ha collaborato in qualità di correttore di bozze con la
Gazzetta di Mantova. Una volta laureatosi è assunto,
come praticante giornalista, presso lo stesso quotidiano
ove vive, per quasi due anni, il clima della redazione di
cronaca. Dal 1981 è passato all'insegnamento prestando
servizio presso varie scuole medie della provincia di
Mantova. Ancora oggi è iscritto all'Ordine dei
giornalisti, in qualità di giornalista pubblicista, è
collabora con varie testate.
|