Al ben di nòstar vèc

LIBRI

Al ben di nòstar vèc
Preghiere dialettali dell'area mantovana
 Franco Ferrari e Claudio Quarenghi
 Associazione Mantovani nel Mondo/Editoriale Sometti, 2000

"Al ben dei nòstar vèc" è una raccolta di preghiere dialettali del mantovano. E’ una pubblicazione pensata per tutti quei mantovani che pur vivendo da anni all'estero, custodiscono il dialetto come uno dei beni più preziosi per il mantenimento della loro identità e che dà loro la possibilità di ripercorrere la propria infanzia quando si insegnavano le orazioni, spesso recitate in famiglia o nei momenti più difficili. Sono orazioni di anime semplici, lontane dalla profonda sapienza teologica e dalla dotta cultura, ma che fanno tesoro della ricchezza degli umili. Il povero, (escluso, colui che non ha la possibilità di reagire alla violenza, in qualsiasi modo essa si manifesti) si rivolge a Dio, con una ingenua confidenza ed una fede sincera, a volte con riflessi superstiziosi. Preghiere della sera e del mattino, preghiere di Natale, di Pasqua e per ogni ricorrenza, preghiere e per i santi e per gli angeli: questo libro fornisce una raccolta ricchissima di orazioni mantovane, alcune delle quali erano state scritte appositamente per gli emigranti.
Note sugli autori
Franco Ferrari e Claudio Quarenghi, soci del Fogolèr, sono gli ideatori e curatori della raccolta. "Al Fogolèr" è il cenacolo dialettale mantovano. Gli obiettivi di questo circolo sono la riscoperta e la valorizzazione del dialetto mantovano come lingua da conservare e tramandare alle generazioni future.

PREFAZIONE AL LIBRO
Preghiera per l'emigrante
"O Gesù', che fin dai primi giorni della vostra vita terrena doveste lasciare con Maria vostra tenera madre e con Giuseppe il luogo natio, e sopportare in Egitto le pene e i disagi dei poveri emigranti, volgete pietoso lo sguardo sui nostri fratelli costretti dal bisogno ad abbandonare la diletta patria. Lontani da tutto quello che a loro è più' caro, in cerca di onesto lavoro, essi vivono tra disagi e talvolta fra pericoli per la loro vita e per la salvezza dell'anima. Deh!siate ad essi guida nell'incerto cammino, aiuto nella fatica, conforto nei dolori; conservateli nell'integrità della fede, nella santità dei costumi, nell'affetto ai figli, alle spose, ai genitori lontani e fate che, dopo il duro pellegrinaggio di questa terra, tutti possiamo raggiungere la patria beata. Così sia.
Pater, Ave, Gloria.
L'Associazione dei Mantovani nel Mondo è lieta di proporre, grazie al finanziamento della Regione Lombardia, questa edizione del "Al ben dei nòstar vèc" alle nostre comunità all'estero, raccolta di preghiere dialettali del mantovano. Un'edizione resa possibile dalla disponibilità degli autori, a cui va il nostro doveroso ringraziamento. Una pubblicazione che saremo certi sarà accolta con grande favore da tutti quei mantovani che da anni, custodiscono il dialetto come uno dei beni più preziosi per il mantenimento della loro identità la possibilità di ripercorrere la propria infanzia quando si insegnavano le orazioni, spesso recitate in famiglia o nei momenti più difficili. Le orazioni come mezzo per avvicinarsi a Dio chiedendo conforto, ma anche per invocare la pioggia o come scongiuri contro la malasorte. Un aiuto per affrontare una vita diversa, spesso durissima lontani dalla Patria. Un'immagine dell'emigrazione mantovana resa efficacemente nel 1887 dall'allora vescovo di Mantova Mons. Giuseppe Sarto , futuro papa Pio X, nella sua "Lettera Pastorale sull'Emigrazione", conservata presso l'Archivio Storico-Diocesano di Mantova. Rimasto profondamente colpito dalla partenza in un paesino di provincia di centinaia di parrocchiani lamentò, come padre di tante anime, "... la partenza di tanti miei figli per luoghi dove troveranno assai di rado e con grande difficoltà quei soccorsi religiosi che con l'aiuto di Dio qui ancora non mancano...". Si raccomandò allora di "conservare quella fede che nel S. Battesimo si era ricevuta." raccomandando prima della partenza " di presentarsi all'arciprete dal quale, oltre che raccomandazioni e ricordi..., avrebbero avuto copia del catechismo diocesano, qualche libretto di devozione e i certificati necessari per farsi riconoscere cristiano- cattolici". A ciò segui un invito al Clero mantovano a adoperarsi affinché tutti gli emigranti scrivessero ai loro parroci o direttamente a lui, sui luoghi e sulle condizioni che avrebbero trovato. E visto lo stato di abbandono in cui versarono spesso i nostri emigranti, possiamo affermare che fu cosa non indifferente avere avuto l'appoggio della Chiesa in frangenti così difficili. Vale la pena ricordare che ad ogni orazione fu spesso associato un santino, sia per poter ricordare le orazioni stesse e sia per associarle ad una immagine sacra. Alcuni furono creati proprio per gli emigranti: abbiamo voluto citarne uno in apertura, messo a disposizione da un'entusiasta ricercatore l'amico Pietro Liberati. Preghiera che se devotamente recitata avrebbe comportato, da parte del sacro Pontefice, la concessione di un'indulgenza di ben 350 giorni a testimonianza del valore dato alle comunità italiane emigrate nel mondo. Daniele Marconcini Presidente dell'Associazione Mantovani nel Mondo

Il libro che conta 250 pagine ed è corredato con 40 immagini di santini d'epoca

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