Patrizia Marcheselli 

Scritti

BLUES MANTOVANO o SPOESIA 


Se avessi tempo
lascerei che la carne e le mie manie 
riprendessero fiato sul precipizio dell'idea quasi sfiorata,
a volte amare é limitarsi a guardare con un solo occhio, 
vorrei sapere se il destro o il sinistro.
Se la distanza che unisce un corpo all'idea dell'altro
non si chiama solitudine, 
allora, non so cos´é.

Se avessi tempo
canterei a squarciagola un blues mantovano 
ricordando finestre e balconi sempre troppo alti
con i nomi delle vie e delle signore 
dignitose sotto i portici.
Eviterei le parole che si disegnano sul dopo, sul poi, sul domani 
parole che lasciano tracce di seta 
sulle scale,
sulle volte,
sulle mani. Tra i piedi.

Se avessi tempo,
potrei colpire quel sorriso che mi precede 
giocando con le rughe che il mio scalpello sfiora.
Ho letto forse cose che non dovevo leggere?
Ho udito menzogne che mi hanno prosciolto?
Ho taciuto parole che non erano mie?
Ho amato e mi sono lasciata amare questo si
e quello che non ho é una camicia bianca, ma qualcuno l´ha già detto prima...

Se avessi tempo
gli chiederei a Pietro di descrivermi l'anima di ogni pietra di Mantova:
ascoltandone il mormorio imprigionato tra le crepe smorte,
ogni pietra in fondo,
sogna col muoversi da sola e Pietro lo sa.

Io non scrivo poesie 
sputo cenere tra un cielo troppo alto e una sigaretta troppo corta.

Se avessi tempo 
mi assolverei
e alla malinconia 
la inviterei a sfamarsi di sbrisolona
però a una sola condizione,
che lo sguardo, non abbia incisioni all'interno
ma solo, un sole che rifletta una clessidra piena.


Patrizia Marcheselli 2002

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