Ivo Iori 

Scritti

R.I 1942


Io ci sono stato laggiù, 
in mezzo alle dune del deserto.
Ho respirato la polvere, 
ho sentito i raggi del sole cuocermi la pelle.
Ho patito la fame e la sete.

Io ci sono stato laggiù,
ho sentito i tuoni dei cannoni,
ho visto le lingue di fuoco illuminare il cielo,
e le schegge d'acciaio sfiorarmi la pelle.

Io ci sono stato laggiù,
nei campi di prigionia,
lontano dai miei cari,
dai miei affetti, dalla mia patria.

Io ci sono stato laggiù, 
a guardare la morte negli occhi.
E sognavo, sognavo di ritornare a casa,
di assaporare il latte appena munto,
di sentire l'odore dell'erba, di rivedere il mio fiume. 
Ma tutto era lontano, oltre il mare, oltre il deserto.

Io ci sono stato laggiù,
con indosso una divisa,
ad uccidere per non essere ucciso.

Io ci sono stato laggiù,
come un granello di sabbia,
nell'immensità del deserto,
con gli scarponi rotti e le vesciche sotto i piedi,
a pensare di non pensare.

Io ci sono stato laggiù,
a guardare gli anni scorrermi dentro gli occhi 
e speravo di non morire,
speravo di rivedere la mia casa,
il mio amore.

Io ci sono stato laggiù e sognavo
di fuggire,
di dormire,
di fare l'amore,
di essere un uomo libero...

  Ivo Iori 

Pubblichiamo con piacere una poesia dedicata al padre, che partito militare nel 1938 tornò in Italia nel 1946, inviataci da Ivo Iori. 
Ci permettiamo di rivolgere un pensiero anche tutti gli altri, quelli che non ebbero la fortuna di tornare e che oggi appartengono al vento del deserto. Tutti,  dalle calde sabbie africane, alle gelide steppe russe hanno un posto d'onore in fondo al nostro cuore 

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