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Parrocchia Sacro Cuore |
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Carissimi, |
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lo ho pagato solo il trasporto aereo. Non potete immaginare la gioia di questa gente nel sentirsi aiutata da voi! Vi chiamano: "I SALVATORI"! Fino ad ora ho speso per trasporto aereo da Bukavu?Shabunda più di 42.000 $ per 60 tonnellate di viveri! Ora sono a secco! Il Signore è veramente con noi! Abbiamo salvato molti bambini anemici, vecchi, denutriti, gente che aveva perso ogni cosa! La pista da dove scende l'aereo è protetta dai soldati del Ruanda e per questo possiamo avere ancora l'aereo che ci porta sacchi e sacchi di farina di granoturco, olio di soia e piselli. Siamo solo due padri, ma nonostante tutto non mai stanchi di ascoltare questa gente nei loro bisogni per poter rispondere |
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e dare a ciascuno secondo le proprie necessità. Ringrazio il Signore che mi ha dato tantasalute!Solo alla sera posso ritirarmi un po' per pregare e, come oggi, per scrivervi questa lettera. Tutto attorno alla cittadina di Shabunda la foresta è piena di MayMay. Oggi hanno preso 6 persone che hanno rischiato di andare nei campi oltre il grande fiume che protegge il villaggio. Una sola è riuscita a scappare per miracolo e ha raccontato che i MayMay non lasceranno mai in pace il villaggio |
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anche se non potranno per ora conquistarlo. Carissimi, vi penso sempre e non smetto di ringraziare il Signore per ciò che fate per questa mia gente: loro tutti i giorni non si stancano di dirmi che pregano per voi e ci supplicano di non abbandonare la Missione poiché sono sicuri che senza di noi sarebbero tutti massacrati! Qui stiamo coltivando ogni pezzettino di terra dentro la cittadina stessa per poter avere qualcosa da mangiare poiché in foresta non è possibile andare. Nel resto della mia Missione |
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ci
sono stati massacri e incendi di interi villaggi! La situazione è veramente drammatica! Praticamente siamo
imbottigliati! Carissimi, noi facciamo affidamento su di voi! Gli organismi ci danno solo cibo ma senza
l'aiuto del trasporto aereo! Tutto è fermo a Bukavu! Vi supplico di non stancarvi ad aiutarci. Possiamo
continuare a salvare
molte vite. Non potete immaginare il lavoro che facciamo grazie al vostro aiuto! Sono riuscito a prendere alcune foto anche se mal riuscite e impossibili a darvi il senso della realtà. Comunque ve le mando e fra poco vi manderò pure quelle sui bambini! Pregate per noi e siateci sempre vicini! Che il Signore, giusto dispensatore, possa premiarvi! |
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Missionario Saveriano P. Valenti Giampietro |
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dalla Gazzetta di Mantova
Padre Valenti nel Congo sconvolto dal colpo di stato
I Saveriani: ora sta bene
SABBIONETA. A Shabunda arriva solo l'eco degli spari dalla capitale, in preda al colpo di stato. Padre Gianpietro Valenti, il missionario di Breda Cisoni da anni nella Repubblica Democratica del Congo, si trova ancora nella foresta, a più di 2000 chilometri di distanza da
Kinshasa, dove ieri è stata confermata la notizia della morte del presidente Kabila, caduto vittima di un attentato da parte delle sue stesse guardie del corpo. "Padre Valenti è là, in mezzo al pericolo come sempre- confermano dalla direzione romana delle Missioni.
"Padre Valenti è in una zona ad alto rischio, ma questo da anni - spiega da Roma Padre Benzoni, il referente dei missionari che si trovano in Congo - Shabunda da sempre è territorio di scontri tra i ribelli che combattono contro il regime di Kabila e i partigiani locali che invece lo appoggiano. Il pericolo è all'ordine
del giorno. Da padre Valenti non ho notizie dirette, ma so che per il momento sta bene . Lì non sono direttamente toccati dal colpo di stato".
E non molto tempo fa era arrivato un appello del missionario preoccupato per la sua gente in Africa.
Padre Valenti si era rivolto direttamente al Papa, al Segretario Generale dell'Onu ed ai Presidenti degli Stati Uniti, del Ruanda, del Burundi e dell'Uganda per chiedere aiuto. "Santo Padre - scriveva Valenti - osare disturbarla comporta una buona dose di presunzione e di ingenuità. Tuttavia a noi non dispiace passare per
pazzi, purché la situazione estremamente drammatica di Shabund trovi una soluzione. Qui la situazione è veramente grave, ma è solo una pagina della vasta tragedia che da anni sconvolge i paesi dei Grandi Laghi. L'obiettivo di questa lettera è la speranza che la voce paterna di Vostra Santità faccia risuonare molto forte il
lamento di questi poveri. Finché la società internazionale non entrerà con decisione nelle iniziative di pacificazione e summit non produrranno che frustrazione nel cuore di questi popoli. Servirebbe una confederazione dei paesi dei Grandi Laghi, che con l'Onu, dotato di forze armate stabili, riesca a realizzare una sorta di
Piano Marshall per l'Africa, che consenta a questi Paesi di raggiungere un progresso dignitoso.
liberatiarts 2001
Mantovaninelmondo 99-2001