Notiziario dell'Associazione Mantovani nel Mondo n° 8 del 02/10/1999

Eventuali contributi all’attività morale dell’AMM possono essere versati presso il Banco di Brescia, Filiale di Mantova- C/C K03500-11500- 4461 oppure utilizzando un vaglia postale con il CCP 10057461, intestati all’Associazione dei Mantovani nel Mondo.

Australia -Speciale Australia---Canada --Matão compie 100 anni-

---UN MANTOVANO CHE CI ONORA

Grazie ad un amico comune, Maurizio Tagliapietra (che saluto cordialmente), ho avuto la possibilità di contattare uno di quei mantovani che con la loro attività all'estero ci onorano e ci rendono orgogliosi di essere mantovani. E' Stefano Albertini di Bozzolo.direttore di un prestigioso Istituto Culturale italiano a New York. Mi auguro che la sua presenza  sia di stimolo a contatti sempre  più fattivi con gli Stati Uniti e con la comunità italiana,lombarda e mantovana presente.Un cordiale saluto all'amico Stefano che da oggi fa parte della nostra piccola comunità on line.Daniele Marconcini Presidente dell'AMM

Caro Marconcini, grazie del suo messaggio e scusi il ritardo della mia risposta.  Mi farebbe molto piacere essere inserito nella vostra mailing list elettronica.  Io vi terrò informati se organizzerò qualcosa di Mantovano qui alla Casa Italiana.  Complimenti per il lavoro fatto con l'associazione e per il bel sito che avete predisposto. Stefano Albertini New York University  
Casa Italiana Zerilli-Marimò -Stefano Albertini
stefano.albertini@nyu.edu -------www.nyu.edu/pages/casaitaliana

  DA MANTOVA A NOVARA

Vi è stata un'emigrazione alla fine degli anni '50 proseguita sino agli inizi degli anni '60 sull'onda del boom economico verso le grandi città industriali del nord come Milano e Torino.Un'emigrazione che proseguì anche verso quelle realtà simili a Mantova come alcune città della provincia piemontese.Il mio paesino,Pellaloco,frazione di Roverbella,zona di risaie e di corti agricole ebbe un forte emigrazione verso Novara.Recentemente mi ha scritto uno di coloro che andò con la famiglia in cerca di fortuna : Ulderico Corghi ,amico di famiglia e con paretele comuni. Chi l'avrebbe detto? Caro Ulderico grazie per averci ricordato da dove veniamo e chi siamo anche  adesso che è finito "al temp ad quand la ndasea mal".Un caro abbraccio Daniele Marconcini Presidente dell'AMM

  Ulderico Corghi - Roverbella - Mantova 30.04.41 chi si ricorda di Mantova del dopoguerra chi si ricorda di Mantova quando il Mincio dal Lago di mezzo innondava la strada di Porta Molina chi si ricorda di mantova quando in via Mazzini  arrivavano tutti  i pulman dai paesi con scolari e lavoranti chi si ricorda di mantova quanto  le strade si riconoscevano  non dal nome o dai lampioni di notte ma dal profumo delle - chisoline - che i fornai  di buon mattino sfornavano ......... forse  ha lasciato il cuore  e tutti i  sogni  volare  come vagabondi nel grande silenzio dell'eternità nella terra amata...............    

Caro Daniele ho letto con grande piacere le notizie a riguardo della tua nascita a pela locus e ti posso assicurare che io sono vissuto a Pellaloco i primi cinque anni della mia vita poichè sono nato alla Pila. a riguardo dei Corghi che tu conosci e della tua nonna Evelina Corghi , ti informo che la stessa e la sorella di mio padre che si chiama Evelino corghi. e quindi mia zia. Io dei Marconcini conosco bene e non ho dimenticato il viso di Lele e Omero però non riesco a configurare la tua persona , forse dovuto al fatto della mia mancanza da parecchi anni dalla zona. Io sono però convinto che ci sono sempre dei momenti particolari della vita che il richiamo della terra in cui sei nato ti porta senza alcuna logica spiegazione ad incontrare persone che di danno anche se per qualche attimo, una felicità immensa , riportandoti ai ricordi dell'infanzia.Devi pensare che durante la guerra , mentre bombardavano il cavalcavia di Castiglione Mantovano , gli aerei dopo aver sganciate le bombe, riprendevano quota passando sopra la pila e tua nonna Evelina mi teneva in braccio sul ballatoio della scala che portava alle stanze superiori del caseggiato, in quel periodo io avevo 3 anni e lei eveva il primo marito sul fronte russo. Ma a parte questa parentesi, una delle tante che io ricordo con molta chiarezza perche ho una memoria formidabile su tutto ciò che è avvenuto nella mia infanzia,ci tengo ad informarti che anche il mantovano Ulderico nato nella povera Pellaloco, arrivato a Novara nel 1956 e riuscito dapo aver compiuto studi serali e girato il mondo a costituire due aziende nel settori ortofrutticolo a livello nazionale-la prima che è quella che segue la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli nazionali e la CORGHI ULDERICO E C. e la seconda che è stata formata nel 1994 e la ditta CO.REX. s.r.l. la quale serve la grande distribuzione ed è atrezzata con maderni macchinari per il confezionamento delle merci e anche per l'esportazione.

Caro Daniele il tempo che abbiamo a disposizione per dialogare è veramente poco , però sono convinto che è molto significativo per coloro che non riescono a spiegarsi certi valori della vita che cosa voglia dire la semplicità dei costumi , l'amore per i propri cari e l'umiltà nonostante i cambiamenti di vita . Tieni sempre comunque presente che chi ti scrive , sa cosa vuol dire miseria, sa cosa vuol dire soffrire, sa cosa vuol dire piangere........ e forse pensa di capire cosa è la felicita. Ulderico di Pellaloco non è un soggetto semplice perchè a superato parecchi ostacoli senza mai chiedere nulla !!! Pellaloco ha sempre sfornato dei grandi lavoratori. Non dimenticarti di darmi notizie . Io sono molto contento di raccontarti la mia vita se ti può interessare e di farti comprendere quanto costa lo salir le scale altrui.
Ho bisogno di prendere contatto con chi nel 1953.54 ha frequentato le scuole commerciali G.Bertazzolo ciao un abbraccio      Ulderico Corghi   Via Visintin 30 - 28100 Novara, ITALIA   corex@tin.it    

SALUTI DA BOSTON

Recentemente hanno visitato la nostra sede tre amici provenienti da New York e Boston.Ce li ha presentati il nostro associato Elvis Siliprandi  elvis.s@unh.net, il quale ha vissuto in quest'ultima città per quindici anni. Ned è rimasto letteralmente colpito dalla nostra ospitalità e dalla bellezza di Mantova e ,ci ha inviato il seguente messaggio. Daniele Marconcini Presidente dell'AMM  
Daniele, Hello this is Ned. I wanted to thank you for the tour that you gave us of Mantova on Saturday. I thoroughly enjoyed speaking with you. Please say hello to Elvis for me. I loved visiting your country and hope to travel there again. If you're ever in the States let me know. Hope all is well. Ned Dave Levitt   NeddyRock@aol.com
 
 
CI HANNO SCRITTO ANCHE :

Gentile Associazione
l'Agenzia "Nove Colonne" da anni si occupa del mondo dell'emigrazione, offrendo servizi stampa ai tanti editori italiani all'estero. Le scrive, quindi, per chiederle di inserirci nella lista dei vostri referenti; ci farebbe grande piacere ricevere e pubblicare vostri comunicati, articoli contributi. Nel salutarla cordialmente le allego indirizzo e numeri di telefono e fax dell'Agenzia.  Valeria Sabato - Nove Colonne
via Santa Croce in Gerusalemme 107 - 00185 Roma
telefono: 06 - 77200071fax: 06 - 77260259 e-mail:
9Col@tin.it
Questo è il nostro indirizzo internet:
www.tin.it/9colonne

DALL'UNIONE DEI TRIVENETI NEL MONDO

Il 22 settembre scorso in Assamblea generale nella quale é stato presente il Dott. Riccardo Merlo (Delegato UTRIM per America Latina) si e tenuta l’elezione per la Nomina del nuovo consiglio direttivo dell’ U.T.R.I.M. (Unione dei Triveneti nel Mondo) Buenos Aires che risulta ora cosi composto dai seguenti membri.

Presidente: Gustavo Miron;
Vice presidente: Daniel Lovison;-Vice presidente 2do: Horacio Sueyro
Segretario: Víctor Peterle;Pro-Segretaria: Valeria Durante;Tesoriere: Anabel Pedrotti
Pro-Tesoriere: Verónica Pignat;
Consiglieri:
 
Daniel Coslovich;Laura Busato;Luciano Giusti;Sergio Peterle;Cynthia Pedrotti;Vanina Stizzoli;Mariana Merlo;Fabián Venutti;Sergio Sfriso;Cesar Mazzola.
Con la volonta di compiere gli obbiettivi proposti salutiamo:
Victor Peterle  
Segretario            Valeria Durante Pro-Segretaria

utrimsud@satlink.com

INVITO A CONOSCERE LA FONDAZIONE "L'ALTRA SICILIA"

Fondazione "L'ALTRA SICILIA"
L' ALTRA SICILIA is a foundation created by emigrants.
Please visit our web-pages under:
http://www.laltrasicilia.com
If you have any question or communication for us, we will be happy to
answer you.Send us your emails to:
webmaster@laltrasicilia.com

 

 PETIZIONE SUI DIRITTI CIVILI   
Il governo dell’Afganistan è impegnato in una guerra contro le donne. La situazione sta degenerando a tal punto che una persona in un editoriale dei Times ha paragonato il trattamento cui sono sottoposte le donne a quello subito dagli ebrei nel periodo che ha preceduto l’olocausto in Polonia.Da quando i Taliban hanno assunto il potere nel 1996, le donne hanno dovuto indossare il burqua e sono state picchiate e prese a sassate in pubblico per non avere l’abito corretto, anche se questo vuole dire semplicemente non avere la maglia che copre il loro volto fino agli occhi. Una donna è stata colpita a MORTE da una folla adirata di fondamentalisti per avere accidentalmente esposto il suo braccio, mentre stava guidando. Un’altra è stata lapidata per aver tentato di lasciare il paese con un uomo che non era un suo parente. Alle donne non è permesso lavorare ne’presentarsi in pubblico senza un parente maschio. Le donne professioniste come ad esempio professoresse, traduttrici, medici, avvocati, artiste e scrittrici sono state costrette a lasciare i loro lavori ed ad essere segregate nelle loro case, cosicché’ la depressione sta divenendo tanto diffusa, che ha raggiunto livelli d’emergenza.Non è possibile in una società’ islamica a tal punto estremista, conoscere con certezza il tasso di suicidi, ma operatori assistenziali stanno valutando che il tasso del suicidio fra le donne che non possono trovare adeguata cura e trattamento per grave depressione e che preferirebbero piuttosto togliersi la vita, che sopravvivere in simili condizioni, è aumentato considerevolmente. Le case dove vi è una donna, deve avere le loro finestre dipinte cosicché’ che lei non possa mai essere vista dall’esterno.In casa, esse devono portare scarpe che non facciano rumore in modo da non essere sentite. Le donne vivono nel terrore per la loro vita per il minimo sbaglio che possono fare. Siccome non possono lavorare, le donne che non hanno parenti maschi o mariti, o fanno la fame, o chiedono l’elemosina sulla strada, anche se sono laureate.Non vi sono quasi presidi medici disponibili per le donne, e gli operatori assistenziali hanno quasi tutti lasciato il paese.In uno dei rari ospedali per le donne, un giornalista ha trovato ancora dei corpi di donne quasi esanimi che giacevano immobili sui letti, avvolte nel loro burqua, senza voglia di parlare, di mangiare, o di fare qualsiasi cosa, ma lentamente deperendo sempre più. Altre, sono impazzite, e sono state viste rannicchiate negli angoli, dondolandosi o piangendo, la maggior di loro piene di paura. Un dottore sta considerando la possibilità’, quando saranno esauriti i pochi medicinali ancora disponibili, di lasciare queste donne davanti alla residenza del Presidente afgano come un pacata forma di protesta.Siamo al punto in cui l’espressione " violazioni dei diritti umani è divenuto una dichiarazione inadeguata e priva di significato.I mariti hanno il potere di vita e di morte sulle donne loro parenti, specialmente sulle loro mogli, ma un gruppo di persone arrabbiate ha tutto il diritto di lapidare o picchiare una donna, spesso a morte, perchè ha osato esporre qualche centimetro di carne, o di offenderla in modo molto pesante.David Cornwell ha affermato che gli Occidentali non dovrebbero giudicare gli afgani per un simile trattamento perché questo è un "fatto culturale", ma questo non è per niente vero.Le donne hanno goduto una relativa libertà’ di lavorare e vestire generalmente come volevano, guidare l’auto e apparire in pubblico da sole, solamente fino al 1996. La rapidità’ di questo cambiamento è la ragione principale della depressione e del suicidio.Le donne che una volta erano educatori o medici o che semplicemente usavano le libertà’ umane fondamentali, sono ora severamente limitate e trattate come sottoprodotto umano nel nome dell’ala destra dell’Islam fondamentalista.Non è la loro tradizione o "la cultura", ma è l’esatto contrario per loro, e costituisce un eccesso anche per quelle culture dove il fondamentalismo è la regola. Inoltre, se potessimo giustificare tutto sul piano culturale, poi noi non dovremmo essere atterriti per i Cartaginesi che sacrificavano i loro bambini, e che le bambine siano circoncise in alcuni paesi dell’Africa e che i negri nelprofondo sud degli Stati Uniti negli anni 1930 furono linciati, e fu loro proibito di votare, e furono costretti a sottostare alle ingiuste leggi di Jim Crow.Ognuno ha diritto ad un esistenza umana tollerabile, anche se sono donne, in un paese musulmano, in una parte del mondo che gli Occidentali possono non capire. Se noi possiamo minacciare la forza militare in Kosovo in nome dei diritti umani nell’interesse dell’etnia albanese, allora la Nato e l’Occidente può’ certamente esprimere pacato sdegno di fronte all’oppressione,all’assassinio e all’ingiustizia commessa dai Taliban contro le donne.
DICHIARAZIONE: Nel firmare questa petizione, noi siamo d’accordo che il trattamento attuale contro le donne in Afganistan e’ completamente INACCETTABILE e merita appoggio e azione da parte delle Nazioni Unite e che la situazione corrente in Afganistan non sarà’ ulteriormente tollerata.Quello dei Diritti delle Donne non e un problema piccolo in nessun luogo, ed e’ INACCETTABILE che nel 1999 le donne siano trattate come sotto-prodotto umano e alla stregua di una proprietà. Uguaglianza e decoro umano e’ un DIRITTO, non una libertà, sia che uno viva in Afganistan o in qualunque altro luogo.
1) Vittorio Cannas (Rome) Italy -2) Elisabetta Cannas (Rome) Italy -3) Federica Spiga (Rome) Italy
4) Patrizia Fusaro (Cosenza) Italy-5) Luciano Zu (Rome) Italy-6) Cristiana Darra (Rome) Italy
7) Francesca Silvestri (Rome) Italy-8) Domenico Parlavecchio (Rome) Italy -9) Alessandro Chiavoni (Rome) Italy
10) Stefano Coletta (Rome) Italy-11) Alessandro Tetti (Rome) Italy -12)Patrizia Pisano (Rome) Italy
13)Luca Sanna (Rome) Italy-14) Stefano Martelli (Rome) Italy -15) Cristina Curreli (Rome) Italy
16) Stefano Pibi (Cagliari) Italy-17) Roberta Gaviano (Cagliari) Italy-18) Claudia Tosetto (Rome) Italy
19) Valerio Vecchi (Rome) Italy-20) Alessandra De Luca (Rome) Italy -21) Antonio Benedetti (Rome) Italy
22) Marina Ianni Alice (Rome) Italy -23) Giulia Piermattei (Rome) Italy -24) Livia Piermattei (Rome) Italy
25) Michele Del Monaco (Rome) Italy-26) Pietro D’Alessandro (Cosenza) Italy -
27) Walter Valentini (Cosenza) Italy-28) Giuseppe Caminiti (Hannover) Germany
29) Simona Poletti (San Maurizio d’Opaglio) Italy -30) Laura Brandolini (Voghera) Italy
31) Dino Baldi (San Martino Siccomario PV) Italy -32) Roberto Chinelli (Milan) Italy

Per favore firmate per solidarizzare, indicando la citta’ e la nazione in cui vivete.Poi copiate e inviate via e-mail al maggior numero possibile di persone. Se ricevete questo elenco con piu’ di 50 nomi gia’ segnati, per favore inoltrate una copia del documento via e-mail a: Mary Robinson, Alto Commissario delle Nazioni Unite, UNHCHR, webadmin.hchr@un.org e a: Angela King, Consulente Speciale su Problemi del Genere femminile e l’Emancipazione delle Donne, presso le Nazioni Unite al seguente indirizzo e-mail: daw@undp.org <mailto:daw@undp.org
Anche se decidi di non firmare, per favore sii rispettoso dei sentimenti altrui, e non "uccidere" la petizione.Grazie.
E’ meglio  copiare e incollare piuttosto che spedire la petizione.

Precedente ----successivo -

Eventuali contributi all’attività morale dell’AMM possono essere versati presso il Banco di Brescia, Filiale di Mantova- C/C K03500-11500- 4461 oppure utilizzando un vaglia postale con il CCP 10057461, intestati all’Associazione dei Mantovani nel Mondo.

Mantovaninelmondo©1999