Associazione Mantovani nel Mondo
(Ente aderente al CSVM - Centro Servizi del Volontariato di Mantova)
Notiziario n° 84- anno III° foglio n°30 dell'30 luglio 2001

Le notizie che integrano quelle contenute nei notiziari della Mailing-list sono inserite in pagine specifiche del sito


PARTECIPAZIONE ALLA FIERA DI GONZAGA 

In occasione della Fiera Millenaria di Gonzaga prevista dal 1 al 7 settembre 2001, è stata messa a disposizione dell'Associazione dei Mantovani nel Mondo un'area di circa 300 mq. Siamo aperti ad altre proposte ,compatibilmente con lo spazio messo a disposizione. Questo invito è aperto ad organizzazioni ed amici dell'AMM in tutto il mondo.Si chiede cortesemente di segnalare eventuali adesioni, in tempi brevi, per  predisporci ad organizzare al meglio l'evento. 


PROGETTO DI COLLABORAZIONE ITALIA-BRASILE 

Programma per lo sviluppo di un progetto di collaborazione fra le scuole per l'infanzia delle città di Mantova (I) e Vitoria (Brasile)

Prima fase Premessa e scopo
L'A.M.M. è un'Associazione il cui obiettivo primario è il rafforzamento dei legami fra le comunità mantovane nel mondo ed in Italia con le Istituzioni nazionali,la Regione Lombardia e la provincia di Mantova. Con questo spirito sono state intraprese varie iniziative atte a promuovere eventi di carattere socio-culturale con Istituzioni pubbliche ed organizzazioni private delle comunità mantovane all'estero. Nel mese di gennaio 2001 l'A.M.M. ha ospitato la dott.ssa Edna Mendes Tavares, discendente per parte paterna di emigrati italiani, laureata in storia e psicologia alla università federale di Espirito Santo in Vitoria; insegnante presso la Facultade Batista di Vitoria (Espirito Santo) e presso la Prefeitura Municipal de Cariacica. L'obiettivo della visita è stato quello di allacciare contatti con la scuola pubblica italiana per una osservazione e approfondimento generale sulla metodologia educativa in particolare negli asili nido; cogliendo l'opportunità della sua visita nella nostra città, attraverso l'A.M.M., ha chiesto ed ottenuto di poter visitare un asilo nido cittadino. L'esperienza acquisita in questo primo contatto è stata trasferita alle istituzioni scolastiche locali di Vitoria in modo tale da poter porre le basi per un confronto sulle reciproche metodologie e sviluppare così un proficuo rapporto di interscambio culturale/collaborazione fra entrambe le istituzioni scolastiche. I positivi risultati della visita di cui sopra hanno creato le condizioni per lo sviluppo di un progetto di collaborazione fra le scuole dell'infanzia delle città di Mantova e Vitoria (Brasile) e da qui la richiesta/invito in Brasile per un confronto diretto. 

Conclusioni

I risultati della missione hanno soddisfatto in modo completo le nostre aspettative ed hanno creato le condizioni per potere veramente instaurare un proficuo rapporto di collaborazione istituzionale in sintonia con quanto espresso dallo spirito che ha portato alla realizzazione di questo progetto. L'avvio di questa prima fase del progetto ha avuto un ampio consenso e la necessità di intensificare tali scambi è stata manifestata sia dalle istituzioni locali che associazionistiche in modo deciso e determinato.  L'impegno di cui sopra assume inoltre una valenza densa di significati in quanto interprete della volontà di avviare un contatto continuativo con la comunità italiana e lombarda in Brasile, volontà d'altronde già espressa in occasione di precedenti incontri fra le nostre istituzioni e le comunità stesse. La realizzazione dello sviluppo della prima fase di tale progetto è a buon punto e l'interesse destato richiede a questo punto il coinvolgimento e la piena condivisione degli obiettivi prefissati oltre che della A.M.M. anche delle Istituzioni mantovane. 

 

Gazzetta di Mantova domenica 10 giugno 2001 

VIAGGIO DEI MANTOVANI NEL MONDO
Una maestra coi niños de rua.
 In Brasile per conoscere da vicino la realtà della scuola locale

 Visita nello stato di Spirito Santo dove il 90% dei cittadini ha origini italiane. L'obbiettivo: riallacciare i rapporti coi figli degli emigrati di Maria Antonietta Filippini Che differenza tra le scuole mantovane e le aule di Cariacica! Doppi e tripli turni. Eppure - ha pensato una maestra d'asilo mantovana in visita - anche nella grande periferia brasiliana, maestre e mamme cercano di togliere i bambini dalla strada. I «ninos de rua», con gli occhioni neri e lo sguardo aperto, rischiano la vita e per molti il futuro si apre tra disoccupazione, piccola criminalità, riformatorio.«Forse servirebbe un progetto educativo che parte dai piccolissimi. Costa meno e dà risultati migliori del recupero degli adolescenti...»: ha osservato Marina Ganzaroli, insegnante del'asilo nido Chaplin di via Conciliazione. Con gentilezza e rispetto, ma forte della sua professionalità. E il prefetto di Cariacica le ha dato ragione. «Proviamoci, ci darete una mano?». Cariacica è una città di 340mila abitanti, satellite di Vitoria, la capitale dello Stato di Spirito Santo, dove il 90% della popolazione è di origine italiana e il 30% ha antenati lombardi. La maestra Marina ci è andata insieme alla delegazione dell'Associazione Mantovani nel mondo. Col presidente Daniele Marconcini, Costantino Rossi dell'Agenzia Innovazione e Sviluppo e Pierluigi Sarzi del Consorzio Export agroalimentare 3P.it. Il viaggio nello Stato «italiano» del Brasile ha avuto molti appuntamenti, ma una finalità principale: riallacciare rapporti con discendenti dei nostri emigranti, che oggi vivono un'alba di speranza. «La dittatura aveva dirottato fiumi di soldi in opere monumentali, creando una voragine di debiti, poi è arrivata la grande crisi economica - racconta Cleber Nobre Ezer, presidente di «Piccole Brasile» a Mantova - abbiamo avuto un'inflazione che un italiano non può immaginare: 60% al mese. Io sono laureato in economia, avevo un negozio, ma ero al disastro e sono venuto in Italia».Oggi il Brasile si sta risollevando, ma con difficoltà. «E l'Italia è diventata una seconda America». Non c'è solo il miraggio di un futuro migliore, c'è anche la voglia di Italia come modello, un Paese da cui la gente fuggiva per miseria e oggi è uno degli 8 Grandi.«Abbiamo visitato asili, dove i bambini erano tutti insieme da zero a sei anni - racconta Marina -, le elementari e le medie. C'è tanta buona volontà degli insegnanti, ma hanno bisogno di aiuto. Siamo stati anche all'Orfanato, un doposcuola che accoglie anche bambini rovinati dalla denutrizione».La delegazione mantovana è stata accolta con entusiasmo: scolari e maestre indossavano una maglietta donata dalla prefettura con scritto «Progetto di collaborazione Italia-Brasile». «Da noi è così - racconta Cleber -, in Brasile o un progetto piace e parte subito, o cade». Marconcini, naturalmente non vuol farlo cadere. Si è aperto un canale, e tante forze mantovane coinvolte: enti pubblici, privati, associazioni, volontariato. Con un impegno particolare di Pegognaga. C'è il fronte-scuola: maestre mantovane che si preparano a conoscere la realtà brasiliana (sono 500 i carioca tra Mincio e Po) e che andranno a Cariacica, e maestre brasiliane che verranno a Mantova. E poi ci sono i giudici di Santo Spirito che sono già stati qui a verificare che vita aspetta i bimbi dell'adozione internazionale. E ancora formazione professionale, sempre col meccanismo: vediamo cosa può servire là di ciò che sappiamo fare qui; accogliamo i nipoti dei nostri emigranti per insegnare loro mestieri e tecnologie. Agricoltura d'eccellenza come quella mantovana, ma non solo.Una sorta di Commonwealth che parte dal basso. «Del resto la Lombardia - ricorda Marconcini - è l'ultima regione nell'attivazione di forme di accoglienza per i discendenti dei suoi figli emigrati». 

RELAZIONE 

Partenza dall’aeroporto di Malpensa alle ore 22,30 per S. Paolo, indi cambio per Rio de Janeiro-Vitòria, arrivo a Vitòria alle ore 12,30 del 26-5-2001, la vista panoramica che si presenta all’atterraggio è simile ad un paesaggio da favola: piccole insenature con montagne dalle cime arrotondate che emergono dal mare, una vegetazione lussureggiante e un mare azzurrissimo. 
26-5-2001
Ad accogliermi all’aeroporto trovo Edna Mendez Tavares con Giovanni Battista Castagna, J.Louis e Paolo l’autista messoci cortesemente a disposizione dalla Prefetura di Aracuz. La giornata prosegue con il pranzo, che molto gentilmente è stato offerto dalla Prefetura di Aracuz, siccome è sabato ed è quindi preclusa la possibilità di visitare le scuole in quanto chiuse, vengo accompagnata per una rapida visita alla città ed in particolare al convento di M. Pegna. La conversazione si svolge in portoghese, ma con un po’ di pazienza, buon feeling e un vocabolario, ci capiamo senza problemi. Con j. Louis parliamo in inglese nei momenti di emergenza. Alla sera Edna mi accompagna a casa sua dove ricevo una calda accoglienza, sarò ospite della sua famiglia . 
25-06-2001
Al mattino, trovo sul quotidiano locale: A Tribuna un articolo che parla  del nostro arrivo e della missione del gruppo. Partecipiamo alla messa nella chiesa Calvinista, e partiamo per un tour verso le montagne dell’entroterra per vedere i paesi fondati dagli emigrati Italiani. In un paese che si chiama Vendanova do Emigrante vengo a contatto con la realtà dell’immigrazione in Brasile, conosco la famiglia Garnielli di origine italiana e altre persone. Alcuni imprenditori agricoli, stanno sviluppando un discorso sull'esportazione dei prodotti dalla loro azienda: caffe, formaggi, farina e frutta. Visitiamo la foresta atlantica, tipica della zona, la cui vegetazione è composta da banani, eucalipti e altri tipi di palme. In una piantagione di caffè veniamo ospitati nella casa di un contadino che mi mostra la pianta di manjioca e ce ne regala qualche tubero. Sono colpita dalla spontanea gentilezza e dall’ospitalità di queste persone.
28-5-2001
Visto l’interesse per la mia visita si aggrega al nostro gruppo la Dr.sa Salomè de Sa Oliveira, collega di Edna, anche lei staccata dal servizio di supervisore e a disposizione del gruppo per tutta settimana. Come prima azione viene organizzata una visita alla Scuola Speciale Battista, dove Edna lavora come insegnante di storia. E’ una scuola privata che rispecchia il modello anglosassone. Accoglie bambini da 6 a 18 anni e vengono tenuti inoltre corsi universitari. La struttura è nuova ed è dotata di palestre e campi da gioco esterni. Il pranzo, offerto dalla Prefetura di Cariacica ,si svolge in un self-service adiacente la scuola. Il gruppo di lavoro riprende l’attività con una visita, nel primo primo pomeriggio, alla scuola di Campobello. 
La nostra visita viene seguita,in veste di Vereador di Cariacica (assessore della Prefetura), dal sig. Vilson Zambaldi, di origine italiana .
La scuola di Campobello sorge in un "barrio" alla periferia di Cariacica,  accoglie 68 bambini nella fascia di età compresa fra 0 e 6 anni.
E’ una scuola della Prefetura, cioè pubblica. I locali sono costituiti da 2 stanze ed un bagno con annesso una piccola cucina ed un ufficio. Lo spazio esterno è costituito da un porticato di circa 50 m.q. In questa scuola il programma educativo non si basa sullo sviluppo di un progetto pedagogico e i bambini trascorrono insieme la maggior parte del tempo scolastico. Viene fatta una suddivisione teorica in due gruppi: da 0 a 4 anni e da 4 a 7 anni. Ho visto un gruppetto di bambini scrivere ai banchi, dove facevano esercizi di pregrafismo. Il personale presta servizio a titolo gratuito come volontariato e dal punto di vista professionale non è emersa una chiara suddivisione e distinzione dei ruoli. L’orario scolastico è molto ampio e prevede l’apertura della scuola dalle 6 del mattino fino alle 8 di sera. Nel corso della visita è emersa la carenza di spazi dedicati a riposo o sonno dei bambini, ho visto un bambino dormire in terra su un trapuntino in un angolo vicino ad un'area di passaggio molto rumoroso. A carico di volontari è l’acquisto di generi alimentari e articoli didattici (quaderni e matite). 
La dieta seguita dai bambini è: colazione 5-6 biscotti più un bicchiere di latte e caffè, o pasta o riso o pipoca (pop corn) con fagioli e verdura, niente carne né frutta. 
La visita è stata coadiuvata dalla direttrice della scuola,la signora Djanira, che lavora assieme ad altri insegnanti come volontaria da 18 mesi per un periodo minimo di 12 ore al giorno. Vilson si è fatto promotore di un impegno di donazione personale infatti  tutti i mesi offre un contributo alla scuola. Un bambino costa al mese 150 rials (pari a 150.000 lire italiane). Nel tardo pomeriggio, sempre accompagnate da Vilson proseguiamo il giro con la visita alla scuola elementare di Novo Horizonte che accoglie 6 classi di 30 bambini cadauna.
Per risolvere il problema del sovraffollamento i bambini frequentano le lezioni organizzandosi in due turni di 4 ore e mezza ciascuno suddivisi fra il mattino ed il pomeriggio. Le aule a disposizione sono spesso divise da pareti costruite con assi di legno e gli spazi fra i banchi sono minimi. I bambini rimangono seduti tutto il tempo e l’inquinamento acustico causato dalla promiscuità costituisce un grande problema sia per la concentrazione che la privaci. 
Le insegnanti di questa scuola (che è pubblica) hanno un diploma che corrisponde alla nostra terza media. La giornata termina con la visita di alcuni angoli di foresta atlantica abitati da piccole comunità di origine italiana. Nella visita siamo sempre accompagnate da Vilson che ci introduce in alcune famiglie. Siamo stati invitati nell’abitazione di una coppia di origine italiana che ci offre formaggio e polenta dalla loro tavola, ci cantano canzoni in dialetto veneto e lombardo e nel corso dei discorsi emerge l’origine mantovana (Marmirolo ) del sig. Antonio Volpi. Per questa scoperta condividiamo una grande emozione e a piccoli tasselli cominciano ad emergere in misura sempre più chiara le difficoltà incontrate dagli emigrati giunti in questo paese per iniziare una nuova vita. La signora Mari, moglie del sig.Volpi, mi racconta che sua nonna durante la traversata atlantica in piroscafo, ebbe una bambina, che morì poco dopo e che per cause di forza maggiore dovettero gettarla in mare. 
29-5-2001
Siamo diretti al "Barrio Padre Gabriel" e sulla strada ci fermiamo ad una scuola media c'è l'incontro tra genitori e gli insegnanti e quindi  non possono dedicarci il tempo che sarebbe necessario. Edna mi spiega che i colloqui con i genitori avvengono in questo modo: il professore si mette in cerchio con i genitori e pubblicamente esprime il proprio giudizio sull’operato e risultato degli alunni. Oggi nelle visite alle scuole ci accompagnerà Vilson, il vereador della Préfetura. Oltre a Edna e Salomè al nostro gruppo si aggrega Ana Cristina insegnante di inglese della scuola " fondamental" di Villa Velha, una città alla periferia di Vitoria ,che ha collaborato ad organizzare questo programma. 
Quartiere Padre Gabriel: E’ un "barrio" di recente insediamento, le strade così come negli altri barrios visitati precedentemente, sono sterrate. Quando piove si allagano e diventano inagibili, non esiste sistema fognario (sgoto). La Préfetura municipal ha aperto una scuola Fondamental (elementare) e una scuola materna (Préscola). La direttrice della scuola, sig.ra Mariliza de Oliver Chello, ci spiega che molto spesso in occasione della brutta stagione a causa dei frequenti allagamenti le strade diventano impercorribili e i genitori incontrano molte difficoltà ad accompagnare i bambini a scuola. Visto che abbiamo poco tempo a disposizione ed un programma molto intenso da seguire, decidiamo di visitare la préscola chiamata "Inizio del sapere". La scuola accoglie 160 bambini, che frequentano su due turni: 1 al mattino e 1 al pomeriggio. 
A metà turno viene loro offerta una merenda a base di riso e zucchero, che gentilmente mi offrono da assaggiare. In questo quartiere la maggioranza dei bambini vive una situazione familiare di disagiata. Le classi sono formate da un minimo di 25-30 bambini. Le classi di scuola materna sono fornite di materiale di cartoleria e l’arredo e costituito da sedie con i tavolini estraibili. Entrando nella classe di préscola vedo i bambini scrivere seduti per terra con la schiena appoggiata al muro e i quaderni tra le gambe. Oggi, causa il maltempo solo 14 ragazzi sono riusciti a raggiungere la scuola! la maggior parte dei bambini, a seguito delle previsioni che prevedevano pioggia sono rimasti a casa. Appesi alle pareti ci sono cartelloni con le lettere dell’alfabeto fatte con fagioli e semi incollati. Nonostante il quartiere sia giovane ed abbia vasti spazi non ancora occupati, la scuola ha a disposizione un giardino molto piccolo. Riusciamo ad avere un foglio ciclostilato su cui sta scritto un avviso per i genitori nel quale si sollecita il pagamento delle fotografie fatte ai bambini da un fotografo professionista. Verranno usate per un lavoretto da dare ai genitori. ( Mi sembra fuori luogo chiedere di sostenere una spesa del genere a famiglie che sono già in difficoltà, considerato che i bambini a scuola mangiano solo riso e zucchero ). La direttrice mi fa dono di un pupazzo di tessuto non tessuto creato da lei. Lo accetto come un pegno nei loro confronti! 
Terminata la visita ci rechiamo all’università Federal per incontrare Giovanni Battista Castagna, responsabile dei corsi di lingua italiana che si tengono presso l’Università. Nel primo pomeriggio con i mezzi e il supporto tecnico messo a disposizione dalla Prefetura di Cariacica, veniamo ricevuti dal Giudice Benjamin al quale viene spiegato  lo spirito della missione. L'incontro viene seguito dalla stampa locale ed il progetto verrà pubblicizzato attraverso un articolo sul quotidiano dello stato di Espirito Santo. E’ un incontro molto significativo, poiché crea i presupposti per aprire le porte a visite in altre strutture, infatti il Giudice ci firma un autorizzazione speciale a visitare ed a filmare nell’Orfanato Cristo Rei. 
Il nostro gruppo di lavoro viene accolto da un gruppo di insegnanti che ci faranno da guida nel corso della visita. La prima immagine che mi compare davanti è un bambino di 13 anni con evidenti disturbi di sviluppo e di comportamento, seduto su un materasso, in un angolo di una stanza vuota; è affetto da tubercolosi, vive in questo modo le sue giornate, in attesa che finisca l’isolamento. Lo spazio successivo è occupato da Grazia, una ragazza di 13 anni che striscia per terra, si aggrappa alle gambe di chi le passa vicino. Mi siedo in terra vicino, l’abbraccio e sento che il suo tono cala, si perde nell’abbraccio, penso alle persone che lavorano con questi ragazzi e alle risorse che devono trovare o inventarsi per poter continuare. Vicino c’è un recinto con dentro un bambino di 6 anni che dorme per terra su un materassino di gomma, non si sveglia nonostante il rumore, mi sembra un sonno molto strano… profondo… La stanza successiva accoglie bimbi che presentano gravi danni dovuti a maltrattamenti fatti dai loro famigliari. Una bambina, sta aspettando la morte nel lettino. E’ in coma da molto tempo, dopo una caduta dalla bicicletta ha subito la rottura del cranio con fuoriuscita di materia cerebrale.
Un'altro bambino in un letto, ha circa 10 anni, presenta un grave disturbo dello sviluppo, lo vedo reagire con un vocalizzo alla carezze che gli vengono fatte. C’è un bambino chiuso in un recinto, una gabbia con le sbarre molto alte. Chiedo come mai e mi rispondono che picchia gli altri, non ha nessuna reazione quando lo chiamo e lo tocco, ha lo sguardo fisso davanti a sé. Altri due bambini di circa 6 anni sono per terra. Una bambina si dondola sbattendo la schiena e la testa contro il muro, il suo compagno striscia a terra e si rotola addosso ai nostri piedi. Sono rimasta impressionata dalla storia di Marcello, l’ultimo bambino della stanza, all’età di 8 mesi, mentre la madre lo teneva fermo, il padre lo ha massacrato a colpi di "macete". È sopravvissuto ma vive immobilizzato nel lettino facendo urli e divincolandosi costantemente... non commento... ma non dimenticherò mai ciò che ho visto e sentito.
Visitiamo anche due classi di recupero, in una ci sono ragazzi adolescenti, non alfabetizzabili, ma che riescono a comunicare e che sono in grado di rispettare delle regole; nell’altra bambini più piccoli con lo stesso problema. Ci accomiatiamo per  accogliere il resto del gruppo degli italiani che arriva da Rio Grande do Sul. 
30-5-2001
Il mattino seguente siamo nuovamente in visita all’orfanato e, con mia grande sorpresa trovo ad attenderci la troupe televisiva della televisione di stato. Nell'intervista che è seguita ho spiegato lo spirito della missione ed il mio ruolo come appartenente all'Associazione Mantovani nel Mondo.Nel corso della discussione è stata ribadita l’importanza di una politica che tuteli la prima infanzia, ciò facendo si potrà controllare meglio il fenomeno del disagio nelle fasce di età successive, evitando l’impiego di energie per il recupero degli adolescenti. L’intervista andata in onda nella medesima giornata ha riscosso un notevole successo e nel pomeriggio le persone per strada ci incoraggiano a continuare e sviluppare questa iniziativa.  La visita termina con un interessante confronto nel quale emerge in tutta la sua gravità la carenza di supporti formativi per gli operatori dell'orfanato. Ho trovato persone dedite al loro lavoro che si trovano ad operare in situazioni dove ogni giorno è necessario inventarsi qualche cosa di nuovo per risolvere i problemi più disparati. Pranziamo con il vice Prefetto di Cariacica sig. Josè Lazarin, con il giudice Benjamin, con il comandante della polizia municipale ed altre autorità della Prefetura e del dipartimento educazione.  La stampa è presente per ufficializzare l’evento. Al pomeriggio Nei locali della Prefetura di Cariacica c'è l'incontro con la dott.ssa Maria Lourdes Bernadette Assis Zanon, segretaria del settore educazione. Assisto al corso di formazione delle insegnanti della rete municipale. Un corso di educazione musicale, le insegnanti cantano insieme delle canzoni, mi dedicano uno spettacolo musicale cantato dai bambini, le musiche sono curate da Osman, un ragazzo che ho conosciuto all’orfanato Cristo Rei, dove è stato ospite interno dalla tenera età. La suora che ha diretto la struttura sino ad ora, Irma Marcelina, ne ha avuto cura in modo particolare. Osman ha l’aspetto di un ragazzo sereno, è riuscito a costruirsi una vita autonoma, addirittura ha fatto parte di una squadra di calcio importante ed ora insegna il calcio come volontario all’orfanato. Alla sera condividiamo il momento del catechismo settimanale dopo il quale il fratello di Edna mette a disposizione dei ragazzi del quartiere, la sua casa, il cortile con il campo di wolley e la piscina. 
31-5-001
Visita insieme al Vice Prefetto al barrio de Libertade, alla scuola Joao Crisostomo. Anche questo barrio è di nuovo insediamento, mancano quasi tutte le strutture, dalle fognature alla scuola (adeguata) alla strada asfaltata, che arrivi almeno nei punti principali: scuola, casa del rappresentante del barrio, chiesa , negozi. Nella scuola un gruppo di genitori è in attesa dell'arrivo della delegazione. Nell'incontro vengono affrontati diversi argomenti relativi allo scopo della mia visita, sulle differenze di condizioni tra la cultura dell’infanzia in Italia e in Brasile. Non mi sento di avvilire queste persone rispondendo quello che penso si aspettino. Dico che si in Italia ci sono bambini che sanno tante cose imparate dalla televisione, informazioni che non sempre li riguardano direttamente, che i nostri bambini sanno usare il computer dalla scuola materna, ma che non sempre sanno allacciarsi le scarpe, sono pochi coloro che hanno toccato una gallina, spesso conoscono gli animali dalle immagini e passano molto tempo davanti alla televisione perché l’inverno da noi è freddo e lungo.
Invito questi genitori ad essere consapevoli della ricchezza della natura in Brasile ed a non voler imitare il nostro stile di vita che non è detto sia il più adatto ai loro bambini. Esprimo loro la mia perplessità nell’aver notato una scarsa valorizzazione degli spazi esterni a disposizione delle scuole e delle comunità infantili. Viene focalizzata l'attenzione sull'importanza del coinvolgimento delle famiglie nella scuola come momento di condivisione sociale. Il Vice Prefetto Lazarin ed Edna svolgono un importante supporto per l'aiuto ricevuto sia come conduttori dell'incontro che come interpreti. Lazarin illustra la situazione: la sua amministrazione è attiva da 5 mesi e, in questo periodo ha dovuto risolvere gravi problemi causati dalla cattiva amministrazione precedente. Attualmente le risorse disponibili sono state canalizzate  nella progettazione e costruzione di una strada asfaltata, nel sostenere un progetto che prevede la costruzione di una scuola in grado di accogliere 400 tra bambini e ragazzi. Nel corso dell'incontro il Vice Prefetto ufficializza il progetto di collaborazione e l'impegno come istituzione a promuovere tale iniziativa. Il pomeriggio viene dedicato ad un ulteriore confronto per una valutazione sull'operato fin'ora svolto. La cena svoltasi al Club degli italiani viene preparata dai cuochi Franco Corniani e Dino Gramostini parte integrante del gruppo in missione. 
1-6-2001
Visita all’Educandario Alzira Bley. E’ una struttura molto in “ordine” la Prefetura mette a disposizione il pulman e il pediatra, tutto il resto viene sostenuto da donazioni private, piccole attività di imprenditoria interne (Paneteria, vendita di oggetti di artigianato..). Ospita 500 bambini divisi su due livelli di scolarizzazione: crèche e scuola fondamental, o-16 anni, seguiti da 49 insegnanti. La responsabile pedagogica ci guida in visita nel Centro, assistiamo ad un piacevole spettacolo dei bambini, preceduto da una presentazione dei progetti sviluppati insieme agli insegnanti. I  progetti trattano temi come "io e gli altri", "quando mi sento a posto", "la sessualità", ecc… Tranne i bambini in età di crèche, gli altri frequentano il centro come dopo scuola, consumano un pasto completo e godono di lezioni di sostegno. Dopo pranzo partiamo per Aracruz, un comune a nord di Vitoria, per visitare le tribu indie che vivono nelle riserve. Durante il tragitto rimango colpita dall’ospitalità di alcuni pescatori che in riva al mare facevano merenda con una aragosta appena pescata, ci invitano a condividere l’aragosta con spontaneità. Constatiamo questa disponibilità a condividere in parecchie occasioni, soprattutto tra la gente di strada. Arriviamo alla riserva india, davanti alle capanne di fango vediamo le immancabili antenne paraboliche, gli immancabili mucchi di spazzatura e bottiglie di birra vuote. Il capo del villaggio ci presenta la sua famiglia scandendo sia il nome portoghese di ognuno sia il nome indio originale. E’ evidente la repressione culturale di queste persone, penso che non sia facile vivere dovendosi vergognare di come si è nati. Riusciamo a visitare una scuola indio, un fuori programma, stanno finendo il turno pomeridiano e i bambini vanno a casa. Un’insegnante ci fa gentilmente entrare e ci accompagna nella visita. E’ una crèche ed e molto ben tenuta e concepita nella struttura (rispetto alle altre visitate) lo spazio esterno sembra ben sfruttato e si vede che la Prefetura di Aracruz è presente ….Al nostro ritorno ci ritroviamo con la signora Zezé e consorte, Odette e consorte, Mercedes, la nostra traduttrice, Vilson e consorte, la delegazione italiana, nel locale Pousada la praia a Camburì per un saluto di commiato e una serata danzante.
2-6 2001 
Al mattino ultime corse per sbrigare le formalità per la partenza, pranzo ospite di Vilson, un saluto ai miei indimenticabili amici della famiglia Tavarese  e partenza per l’aeroporto di Vitoria per il rientro in Italia 

Relatrice : Marina Ganzarolli 
 

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