Associazione Mantovani nel Mondo
(Ente aderente al CSVM - Centro Servizi del Volontariato di Mantova)
Notiziario n° 83- anno III° foglio n°29 dell'16 luglio 2001

Le notizie che integrano quelle contenute nei notiziari della Mailing-list sono inserite in pagine specifiche del sito


Una sezione dei Mantovani nel mondo in Danimarca?

Innanzi tutto desidero esprimere la mia simpatia per la brillante iniziativa che purtroppo solo ora ho intrapreso, per i Mantovani nel mondo.
Il mio nome é MORETTI LUIGI e sono Mantovano puro sangue e da 35 anni mi trovo in Danimarca, sono, anzi ero musicista e ora sono stato nominato CORRISPONDENTE CONSOLARE e sono vice presidenre del COM.IT.ES. (comitato italiani estero) interprete e translatore giurato del Ministero e Polizia Danese.
Sarei felice se mi fosse reso noto se in Danimarca esistono altri Mantovani, per eventualmente contattare e installare un club di Mantovani. Eventualmente anche in SCANDINAVIA, Norvegia, Svezia, Finlandia,sarei anche grato di avere ulteriori ragguagli in proposito delle regole e diritti per i Mantovani che intendono ritornare a Mantova per sempre, ció sará messo sul nostro quotidiano "IL PONTE". Desidererei entrare a far parte della Vostra iniziativa e se potessi essere di aiuto in qualche modo fatemelo sapere che saró ben felice di collaborare.
Sperando di ricevere al piú presto una risposta in attesa invio distinti saluti Rag. Moretti Luigi 
mail : nikemoretti@mail1.stofanet.dk


O Festival da Cultura Capixaba
www.festivaldiad.com.br

Na sua 3ª edição, o Festival DIA D fluiu perfeitamente e entrou definitivamente no calendário dos melhores festivais do país, além de ser o maior evento já realizado em terras capixabas.
Mais de 70 atrações cumpriram seus sets no horário, conforme anunciado. 52 bandas Capixabas se dividiram em 4 palcos (Vitória, Das Artes, Moqueca e Capixaba). As danças, teatros, poesias, e até uma ópera marcaram presença forte no Palco Expressão, e a Tenda Eletrônica... não deixou ninguém parado, inclusive teve a presença ilustre da bateria da Escola de Samba Unidos de Jucutuquara junto com membros do ZéMaria no projeto Bamba Groove Samba.
O espaço para Exposição de Artes também se firmou com 14 stands e muita criatividade.
Os esportistas radicais suaram a camisa na pista de skate e parede de escalada.
18 mil pessoas se divertiram, se emocionaram e curtiram as 14 horas de show sem parar e sem nenhuma briga, iniciando às 15 horas do dia 07/07 e só terminando na manhã do dia 08/07. 
AGORA É ESPERAR PELO LANÇAMENTO DO CD AO VIVO EM OUTUBRO.


Mi chiamo Lucio di Majo e sono il direttore di un portale internet per gli italiani all'estero che si chiama www.allaboutitaly.com 
Il nostro sito è diviso in due sezioni. La prima descrive in sette canali l'Italia in generale con contenuti e servizi (Cerca lavoro, Agenzia di Viaggio, Libreria, etc.). 
La seconda invece decrive la "parte italiana" di alcune città estere (per adesso Londra, Bruxelles, Parigi, Monaco, Amburgo, Buenos Aires e Rio de Janeiro), in modo da treare un network di portali locali per poter offrire dei servizi più utili e meglio descrivere le diverse necessità degli italiani nel mondo.Vi scrivo perchè saremmo interessati a sviluppare una collaborazione con la vostra associazione per rafforzare i legami tra gli italiani che abitano all'estero e l'Italia. 
Spero di ricevere presto una vostra risposta, nel frattempo vi porgo i più cordiali saluti
 Lucio di Majo CEO  AllAboutItaly.com   23 Cottesmore CT  Stanford RD  Londra W8 5QN

La Gazzetta Web
http://www.lagazzettaweb.it
Settimanale telematico di attualità, cultura, enogastronomia e turismo.
Registrazione del Tribunale di Torino, febbraio 2000.

 
Buongiorno,
Pino Ulivi ci ha segnalato il suo indirizzo e perciò l'abbiamo volentieri
aggiunto all'elenco degli abbonati che ogni sabato ricevono la newsletter
gratuita "Briciole da La Gazzetta Web", contenente sommario e sintesi degli
articoli appena pubblicati nella rivista.
 Augurandomi di poterla annoverare a lungo fra gli amici de La Gazzetta Web, le
invio i più cordiali saluti.  Rita Rutigliano

 

è Italia  la rivista, il sito internet,  l’Italia nel mondo.

Nell’invitarVi a visitare il nostro sito www.italplanet.it dove troverete la nostra rivista è Italia, Vi informiamo che è possibile ricevere gratuitamente una copia della rivista inviandoci una richiesta via e-mail a: eitalia@italplanet.it 
oppure scrivendo a: è Italia Via Boccaccio, 19 - 20123 Milano
Se le è possibile, Trasmetta questo link ai Suoi conoscenti.


Da " I Gioppini di Bergamo"

vi comunico le date per le esibizioni del gruppo folk i gioppini di Bergamo.
se volete vedere alcuni siti che parlano di noi, :
se invece vi interessano foto o altro comunicate pure con noi.
grazie per la collaborazione
 Fabrizio Cattaneo
 

 


Alcuni articoli di Tribuna Italiana LE FINESTRE DI MARIO BASTI

Lo scrive anche l'ambasciatore

Nelle elezioni del 13 maggio ci sono stati quattro milioni di assenti involontari: gli italiani nel mondo.... La nomina nel governo Berlusconi di un ministro per gli Italiani nel mondo - nella persona di un parlamentare che ha dedicato a questo scopo tutta la sua carriera politica - costituisce al tempo stesso un segnale incoraggiante e la premessa indispensabile per un lavoro di ampio respiro. La prima esigenza è di adeguare l¹offerta dei servizi consolari nelle aree a più alta densità italiana alle necessità effettive...². ³Non possiamo naturalmente abbandonare la parte più anziana della nostra comunità. Dobbiamo perciò difendere i diritti acquisiti in materia di pensione, ampliare la nostra assistenza diretta e indiretta, fortificare la rete delle nostre istituzioni ospedaliere, asili geriatrici ecc. Dobbiamo però lavorare  avendo in mente un tipo di italiano all¹estero tendenzialmente giovane o adulto, di condizione socio-economica media e che non conosce o conosce poco l¹Italia, la sua lingua, la sua realtà politica, culturale, ed economica e punta alla riscoperta delle proprie radici...² ³...le associazioni rimangono ma conoscono serie difficoltà di obiettivi e di sopravvivenza. Sta a noi valorizzarle, indirizzarle verso compiti aggiornati e aiutarle a conservare e restaurare il loro patrimonio, spesso di grande valore artistico e storico...².  ³Dobbiamo guardare ai milioni di italiani nel mondo, non come un¹appendice folclorica da rimuovere, ma come una risorsa viva per l¹espansione dell¹influenza politica, economica e culturale del nostro Paese nel mondo e per la sua immagine di Paese civile e avanzato. E che piaccia o no, come a futuri elettori².
Le frasi riportate fin qui non le ho scritte io, ma sono in un articolo intitolato: ³Gli italiani nel mondo una risorsa da valorizzare a cominciare dal voto², scritto dall¹ambasciatore d¹Italia Giovanni Jannuzzi e pubblicato  nel ³Corriere della Sera² di mercoledì scorso. La citazione è di una lunghezza inconsueta - lo riconosco - ma ho voluto farla, non tanto per i problemi che l¹ambasciatore tratta con tanta efficacia, ma che non sono certamente nuovi nelle nostre colonne. Lo faccio invece per una duplice circostanza che mi preme sottolineare e cioè, anzitutto che a scrivere l¹articolo è stato l¹ambasciatore d¹Italia e, in secondo luogo, che l¹ha pubblicato il grande quotidiano milanese, che si occupa raramente di questi nostri problemi, sebbene, come giustamente mette in risalto l¹ambasciatore, noi italiani all¹estero siamo quattro milioni. Non pochi.
A questo riguardo c¹è da osservare che, sebbene il Corriere della Sera contribuisca a dare, qui in Argentina, una maggiore informazione sull¹Italia, sui diversi aspetti della realtà italiana, non dà un analogo contributo a una migliore informazione degli italiani residenti in Italia, sulla nostra realtà di italiani all¹estero. In altre parole è molto raro trovare sulle colonne del quotidiano milanese, articoli come quello dell¹ambasciatore Giovanni Jannuzzi ed è un vero peccato, perchè se in Italia non sanno nemmeno che esistiamo, non possono logicamente capire, occuparsi, preoccuparsi e provvedere. Proprio per questo decisero a Roma di dare un contributo finanziario a giornali italiani d¹Italia che fossero in vendita all¹estero. Ma, chissà, forse quel contributo è considerato irrisorio da chi lo riceve!
Quanto all¹altra circostanza, cioè che a scrivere l'articolo sia stato  l¹ambasciatore Jannuzzi, l¹importanza eccezionale è fin troppo evidente, sia per l¹autorevolezza dell¹articolista, sia perchè a scrivere sui nostri problemi non è stato uno di noi italiani all¹estero, ma un eminente funzionario che, per un periodo limitato di anni, si trova in Argentina per rappresentare l¹Italia, lo Stato e il governo italiano. Per conseguenza, anzitutto è esplicito il riconoscimento che i problemi, per i quali da anni reclamiamo soluzioni, sono reali e d¹altra parte, tale riconoscimento viene dal rappresentante  in Argentina dello Stato Italiano che  dovrebbe risolvere tali problemi! Chi, se non lo Stato, il governo, il Parlamento italiano, deve risolvere  il problema del voto, deve potenziare la rete consolare, deve provvedere all¹assistenza agli anziani e a una politica organica perchè i nostri discendenti possano e vogliano riscoprire le proprie radici, deve impegnarsi per la sopravvivenza e la valorizzazione delle associazioni, deve guardare alle comunità italiane all¹estero come a una risorsa per la maggiore influenza dell¹Italia nel mondo?
Io sono certo, che le cose che scrive nell¹articolo di mercoledì scorso, l¹ambasciatore  le ha già scritte anche nei rapporti che invia alla Farnesina, ma purtroppo finora non è successo nulla o, se vogliamo, è successo poco, molto poco, troppo poco. Si estenderà anche  a noi il nuovo corso che Berlusconi intende imprimere alla politica italiana?
Come sempre, speriamo.

Soluzioni a portata di mano

Venerdì scorso si è conclusa l¹assemblea generale del Consiglio Generale degli Italiani all¹Estero, la prima che si svolge dopo l¹insediamento del governo Berlusconi, la cui novità principale, nei rapporti con gli italiani all¹estero, è stata la nomina di un ministro per gli Italiani nel Mondo, on. Mirko Tremaglia.
E la presenza di Tremaglia, fa sperare che il nuovo governo sia intenzionato ad avviare un migliore rapporto con gli italiani all¹estero puntando ad una politica dell¹intesa fra tutte le forze politiche, perché, come ha detto lo stesso Tremaglia nel suo discorso, quando gli interessi si fanno generali, e quelli che riguardano gli italiani all¹estero lo sono, deve essere vincente la politica dell¹intesa.
Il nuovo Ministero porterà le istanze degli italiani nel mondo al governo, attraverso un dialogo costante con il CGIE, ma nei fatti, la responsabilità concreta dei rapporti continuerà ad essere nelle mani del ministero per gli Affari Esteri.
Il nuovo responsabile della Farnesina, Renato Ruggiero, ha parlato di un nuovo rapporto con gli italiani nel mondo, facendo notare i grandi cambiamenti che si sono registrati nel mondo negli ultimi dieci anni con l¹affermarsi della multilateralità, la globalizzazione e l¹interdipendenza. "La realtà in cui il nostro Paese e le sue comunità si trovano ad interagire ­ ha detto Ruggiero - è più complessa di quella di dieci anni fa. Vi sono innanzi tutto più interlocutori. Il mondo in cui gli Italiani si trovano a vivere e ad operare è un mondo caratterizzato sempre più da rapporti multilaterali che prendono il posto dei tradizionali rapporti bilaterali."
E visto il mutato quadro di situazione, il titolare della Farnesina propone "allontanarsi progressivamente da logiche meramente assistenzialistiche, che sino a pochi anni fa caratterizzavano tali relazioni, per entrare in un tipo di rapporto più dinamico. Messe da parte le rivendicazioni reciproche, superati i sentimenti di abbandono, la nuova impostazione deve puntare a configurare i rapporti fra Italia e diaspora in termini di reciproche opportunità."
Per attuare questa proposta, il ministro Ruggiero presenta quello che dovrebbe essere lo strumento principale di tale politica: "Di fronte a questa nuova realtà - ha detto Ruggiero - il Ministero degli Affari Esteri si impegna in uno sforzo di rilancio della rete consolare.
Tale sforzo assume diversi aspetti. Si tratta innanzi tutto di una razionalizzazione dei servizi per fare di ogni ufficio consolare uno strumento efficiente per soddisfare le richieste dei connazionali, un punto di riferimento per la promozione della lingua, della cultura, degli scambi commerciali e dell¹immagine dell¹Italia. Un punto di contatto essenziale per i cittadini e le istituzioni del Paese di accreditamento. La questione dell¹immagine dell¹Italia attraverso la rete consolare è certamente di grande importanza: i consolati sono infatti uno degli strumenti più potenti di cui disponga il Paese per promuovere la propria immagine nel mondo. L¹immagine ­ ha detto ancora il ministro degli Esteri - non è un obiettivo fine a se stesso: essa è indispensabile per ottenere la fiducia, che è a sua volta necessaria per attirare investimenti, vendere prodotti, affermare idee, promuovere la lingua e la cultura italiana."
Sembrano parole prese da tanti documenti presentati dai rappresentanti degli italiani all¹estero, reclamando una soluzione al problema della rete consolare. Ma si tratta solo di una illusione. Subito dopo il ministro fa i conti con la realtà: "Contro l¹efficacia di questo sforzo, inutile nasconderlo, gioca la scarsità delle risorse. Come forse sapete, l¹Italia assegna attualmente al Ministero degli Affari Esteri lo 0,28% del bilancio dello Stato, inclusi i fondi per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo. Due paesi molto simili al nostro come peso internazionale, la Francia e la Germania, dispongono rispettivamente di un bilancio dell¹1.3% e dello 0,87%, cioè oltre quattro e circa tre volte di più di quello del nostro Ministero in termini percentuali", ha ricordato Ruggiero. "Lo stesso vale più o meno per gli altri Paesi del G8. Questa oggettiva scarsità di mezzi ci obbliga a far ricorso a soluzioni, non sempre ideali, che richiedono grande immaginazione e creatività. Ma immaginazione e creatività da sole non bastano. Stiamo studiando altre soluzioni, tese ad accrescere le risorse finanziarie del Ministero. L¹attività della rete consolare, è bene ricordarlo, produce per lo Stato importanti risorse: il Ministero degli Affari Esteri ha incassato nel 2000 45,7 miliardi di lire grazie ai diritti imposti sui visti; gli introiti derivanti dalle percezioni consolari è, secondo le proiezioni dei nostri contabili, di circa 100 miliardi di lire per lo stesso anno. Con una simile cifra si potrebbero impiegare nei Consolati più di mille persone." Purtroppo, come ha ricordato il ministro, le normative vigente non consentono al MAE di disporre di tali somme e bisognerà cercare il modo per cambiare tale situazione, cioè "per reinvestire i propri introiti, come ha detto Ruggiero, per migliorare il servizio agli utenti".
Al di là delle parole e dei progetti, in concreto c¹è che il bilancio del MAE è chiaramente insufficiente, anche perchè bisogna ricordare che comprende gli stipendi del personale, i fondi per la cooperazione e quelli destinati specificamente all¹attività diplomatica. Rimangono le briciole delle briciole, per il servizio consolare e le altre attività per gli italiani all¹estero (assistenza, cultura, informazione, ecc). Per di piú il ministro ha fatto notare che quella consolare è una attività in attivo, che apporta fondi alle casse dello Stato, che poi non ritornano come servizi migliorati per i cittadini italiani all¹estero. Somme che servirebbero per pagare mille impiegati. C¹è da ricordare che tutto il personale in servizio nella rete consolare, compresi consoli e contrattisti, è di 1712, secondo quanto ha informato il segretario generale della Farnesina Umberto Vattani. In altre parole, quanto paghiamo per i servizi consolari, sarebbe piú che sufficiente per esigere un migliore servizio. 
Fino ad oggi ci sono state per noi soltanto "immaginazione e creatività", come ha definito il ministro le soluzioni trovate dai consoli per far fronte alle carenze del servizio consolare. E tanta, tanta pazienza, aggiungeremo noi.
Riconosciuta la realtà, individuate anche le possibili vie di soluzione, è ora che ci sia un cambiamento. Sarà capace di farlo il nuovo governo? Avrà la volontà di cambiare?

Servono a qualcosa  lettere e documenti?

Caro Lettore,
giovedì scorso ho ricevuto un plico di dimensioni non comuni - un centinaio di fogli - con la lettera di un amico, che è uno dei più affezionati lettori di questo settimanale, come lo era prima del Corriere degli Italiani, tanto affezionato che da almeno 40 anni egli ha scritto lettere al giornale, per esporre le sue opinioni sulla nostra condizione di italiani all¹estero ignorati dalla nostra patria, lettere che sono state pubblicate periodicamente. Certamente anche tu avrai letto le sue lettere e forse ricordi il nome: Alfio Basile, e ne apprezzi i sentimenti, propri di un carabiniere, un uomo della Fedelissima in congedo. Del Corriere degli Italiani fu anche negli anni Œ60 corrispondente a Bahia Blanca ove risiedeva.
Personalmente lo conosco poco, solo un paio di volte ci siamo incontrati in redazione, ma sono stati sufficienti per stimarlo come un italiano esemplare della nostra comunità, tanto esemplare, quanto modesto che, senza cercare incarichi o riconoscimenti, ha dedicato molto del suo tempo alla collettività, cioè all¹interesse generale di noi italiani in Argentina, impegnato a sottolineare con amarezza ³che ciò che ci sta a cuore - come mi scrive ora nella sua lettera - è l¹Italianità che purtroppo in Patria non vogliono riconoscere le generazioni che non hanno fatto la guerra, che non conoscono i disagi che dovemmo subire allora, nè possono immaginare ciò che soffrimmo noi nel lasciare la terra natia².
Questa frase con cui conclude la lettera riassume quello che ha scritto non soltanto nelle lettere pubblicate su queste colonne, ma anche in quelle che ha inviato da anni a tante personalità italiane: al presidente Ciampi, al presidente della Camera Luciano Violante, al ministro degli Esteri Dini, all¹allora presidente del Consiglio Prodi, al ministro del Lavoro Treu, al sottosegretario agli Esteri Patrizia Toia e ad altri sui problemi del voto, delle pensioni, dell¹assistenza, dell¹informazione, della diffusione culturale. Alcune di queste lettere erano firmate anche dal suo amico Aldo Basadonne, altre erano sottoscritte da centinaia di connazionali.
E¹ necessario che ti dica, caro Lettore, che tanto impegno non ha avuto altro seguito che qualche biglietto di risposta con l'assicurazione che: bla bla bla, bla bla bla?
Eppure, nonostante, ciò, io sono convinto che ha fatto bene l¹amico Basile e faresti bene anche tu, caro Lettore, se mandassi lettere ai palazzi romani della politica, a ministri, senatori, deputati e altri ³onorevoli² (l¹ho già consigliato in un¹altra Finestra), perchè almeno sappiano che esistiamo, sappiano come la pensiamo e magari si rendano conto un giorno della gravità del loro peccato di omissione.
Come fanno bene dirigenti e rappresentanti della collettività, Comites e Associazioni ad approvare e inviare memoriali per esprimere protesta e indignazione per tanta indifferenza, apatia e insensibilità. Vero è che di esposti, documenti e memoriali ne hanno, ne abbiamo, inviato tanti e non è successo nulla. Ma perchè non sperare che finalmente spunti il giorno in cui qualcuno comprenda e operi diversamente cioè come sarebbe giusto, come meritiamo?
E allora fa bene Basile, fanno bene dirigenti e rappresentanti. Non ci stanchiamo, mandiamo lettere e documenti, se non altro otterremo di dargli un po¹ di fastidio. Perchè debbono averlo soltanto da Canicattì o da Caltabellotta e non da Buenos Aires, Rosario, Córdoba, La Plata, Mendoza ecc. ecc.?

Riunione Intercomites "segreta "
Pallaro: Se lo Stato italiano non dà risposte, ricorreremo agli organi internazionali !

Assistenza, missione INPS con ANSES, i contraccolpi della crisi Argentina nella nostra comunità., ma soprattutto la crisi consolare. Questi i temi che sono stati discussi al Circolo Italiano, dai presidenti dei Comites dell¹Argentina, dai consiglieri del CGIE residenti in Argentina, dai consoli italiani che svolgono le loro missioni in questo Paese, convocati dall¹Ambasciata, adempiendo alla legge sui Comites che ordina che queste riunioni siano fatte almeno una volta all¹anno. Ha avuto luogo lo scorso 20 giugno, ma solo ora l¹abbiamo saputo.

L¹Ambasciata non ha invitato la Tribuna Italiana a questa riunione, non ha informato sulla sua convocazione e nemmeno, a riunione avvenuta, su quanto era stato discusso in essa. Evidentemente l¹Ambasciatore o chi per lui, ha considerato che, o la riunione doveva rimanere riservata per la Tribuna Italiana - forse le nostre prese di posizione su problemi che riguardano Ambasciata o Consolati non sono gradite - oppure l¹Ambasciatore o i suoi collaboratori (il consigliere per l¹Emigrazione Guglielmino o l¹addetto stampa Ruscica) considerano superfluo informare la comunità su una riunione di suoi rappresentanti nei due organismi - Comites e CGIE -di carattere pubblico. Alla faccia della trasparenza!
Saputo della riunione abbiamo chiesto al presidente del Comites di Buenos Aires di che cosa si è parlato in essa.
Mi ha stupito il fatto che non c'era la Tribuna - dice Pallaro - perchè si faceva l¹analisi della situazione degli italiani in Argentina, dei rapporti con l¹Italia, il problema dei consolati, quello della cittadinanza il rinnovo sui passaporti, tutti argomenti sui quali il tuo giornali si occupa spesso, ma quando ho chiesto sulla tua assenza non ho avuto risposta. Certo non sapevo che la TRIBUNA non era stata invitata. Parlando di come si è svolta la riunione, Pallaro ha detto che i consoli hanno fatto le loro relazioni, parlando di quanta gente possono attendere, dei numeri che danno per il rinnovo dei passaporti, dicendo che davano appuntamenti per il 2002. Ognuno ha spiegato le difficoltà dicendo che invece di aumentare, diminuisce il personale a loro disposizione. Anche l'Ambasciatore ha fatto una relazione, dicendo tra l'altro che in Italia code e sistemi come quelli usati nei consolati italiani in Argentina, sarebbero inaccettabili.
Noi riconosciamo lo sforzo dei consoli - dice Pallato - ma ho detto che loro rappresentano lo Stato italiano, Stato che deve cercare la forma per risolvere questi problemi, che è indegno che un cittadino italiano debba chiedere un numero o fare file interminabili. Ed ho sottolineato che parlavo di cittadini italiani. 
C¹è stato un intervento di Macri ricordando quanto fatto dal CGIE. Io sono convinto che Macri e il CGIE hanno fatto tutte le proteste necessarie; è stata fatta anche una interpellanza parlamentare. Di fronte a questa situazione, se l¹Italia nonostante questo non ha mosso un dito per risolvere questo problema, ci resta l¹alternativa di ricorrere agli organi internazionali di difesa dei diritti umani facendo notare che si nega il passaporto, si priva di libertà i cittadini, che non sono messi in grado di ottenere il passaporto. Su quanto detto da Pallaro c'è stata una discussione, dalla quale è emersa la necessità di presentare un nuovo forte documento, come CGIE al Ministero degli Esteri, reclamando una urgente soluzione al problema. Buenos Aires ha bisogno di avere un consolato dignitoso, adeguato anche all'enorme quantità di soldi che abbiamo mandato a suo tempo in Italia e quindi dotare i consolati italiani in Argentina, in modo speciale Bs. As. di sedi moderne, che abbiano la comodità per fare le pratiche che i cittadini italiani meritano. Non sarebbe altro che una piccola restituzione, dice Pallaro. Io sono stato eletto dalla comunità italiana di Buenos Aires e ho il dovere di denunciare queste mancanze, questa forma di trattare i cittadini italiani da parte dello Stato italiano.
Nella riunione - ricorda Pallaro - c¹è stata coincidenza sulla necessità di riunirci, come una volta faceva la Feditalia (che poi l¹avvento dei Comites ha provocato una frantumazione perchè ogni consolato ha fatto bottega per se stesso, si è rotta l'unità e frazionati siamo piú deboli). Però non ci sono fondi per fare riunioni Intercomites, il rimborso spese non è autorizzato e in questi momenti non c¹è affatto la possibilità di farlo. Anzi, da sei mesi il nostro Comites aspetta i fondi e funziona solo perché qualcuno paga di tasca sua lo stipendio del segretario, il telefono, l¹affitto. Succede così con queste strutture create e dopo, volendo o non volendo, soffocate, perché così non possano svolgere la loro azione. Quando si toglie di mezzo il volontariato e interviene lo Stato, quasi sempre succede così.
Anche con i giovani succede lo stesso?
I Congressi dei Giovani li fa FEDITALIA con l¹appoggio di chi crede a questa iniziativa, di volontariato e di imprese che sostengono questo lavoro, ma senza alcun aiuto dello Stato. Si tratta di un lavoro importante, che è una risposta a quanti sostengono che quando non ci saranno piú italiani si interromperà la comunità. Nel mese di ottobre si farà il Congresso a Necochea e chiediamo ai giovani di lavorare su progetti concreti e di impegnarsi attivamente nella politica argentina. L¹Argentina ha urgente bisogno di nuovi dirigenti e questi giovani, per i quali le nostre associazioni sono scuole di democrazia, perché in esse vengono a contatto con la gestione delle cose pubbliche e sono preparati. Pertanto poi possono e devono impegnarsi nella politica.
Attraverso loro ci sarà la nostra continuità, ma solo se in Italia capiranno che il voto non è una richiesta di carattere nostalgico (come ho detto al Presidente della Repubblica), ma uno strumento formidabile per stabilire rapporti commerciali, culturali, scambi di borse di studio, fra l¹Italia e i cittadini di diversi paesi del mondo, ma di origine italiana. Attraverso il voto, una cosa inedita per stabilire un rapporto non di tipo coloniale, ma basato sul ricordo di un¹origine. E l¹Italia è l¹unico paese che può farlo.

L'imprenditore Luigi Losi neo-Cavaliere

PARANA - Recentemente il console generale d¹Italia a Rosario ha consegnato le insegne di Cavaliere dell¹Ordine al Merito della Repubblica Italiana al connazionale Luigi Losi.
Si tratta di un meritato riconoscimento che onora il lavoro intelligente onesto e progressista di un connazionale che, arrivato oltre 50 anni fa dalla sua Toscana natia, quale semplice emigrante, in pochi anni creò varie imprese, cominciando dalle costruzioni edili e stradali, di ponti e aeroporti, all¹unica fabbrica di camion di Entre Rios, allo sfruttamento di miniere, stud, alberghi di cinque stelle, alla proprietà di canali di televisione e stazioni radiofoniche, non solo in questa Provincia, ma anche in altre regioni dell¹Argentina e all¹estero, dando lavoro a migliaia di operai, impiegati e professionisti argentini, con la collaborazione, nei primi tempi, della moglie Betty e ora con quella del figlio, ing. Gabriele.
Oltre a tutto questo, il cav. Losi è stato per parecchi anni viceconsole d'Italia a Paraná, svolgendo le sue mansioni con fervore e adempiendo scrupolosamente i suoi doveri, sia coi connazionali, sia con molte istituzioni italiane che ricevettero il suo appoggio, come la Società Italiana di M. S., la Dante e altre.
Infine, a coronamento della sua intensa opera, a sue spese ha fondato una scuola italiana, l'Istituto modello bilingue Michelangelo, moderna istituzione scolastica, che oltre ad avere i tre cicli completi, ha lo scopo di infondere a tutti i suoi alunni - un migliaio circa - l'amore all'Italia e diffondere la sua lingua e la sua cultura.

Daniele Ilardo

 

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