Associazione Mantovani nel Mondo
(Ente aderente al CSVM - Centro Servizi del Volontariato di Mantova)
Notiziari n° 54-60 - anno II° foglio n°19 del 3 maggio 2000

Eventuali contributi all’attività morale dell’AMM possono essere versati presso il Banco di Brescia, Filiale di Mantova- C/C K03500-11500- 4461 oppure utilizzando un vaglia postale con il CCP 10057461, intestati all’Associazione dei Mantovani nel Mondo.
Le notizie che integrano quelle contenute nei notiziari della Mailing-list sono inserite in pagine specifiche del sito
SOMMARIO :


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PROGRAMMA DELLA DELEGAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE DEI MANTOVANI NEL MONDO IN BRASILE

ORGANIZZAZIONE
Agenzia di viaggi Lotus Tours di Mantova
Ente proponente: Associazione dei Mantovani nel Mondo
Enti sostenitori in Brasile: Associazione Culturale dei Mantovani in Brasile -Federazione dei Lombardi in Brasile - ACIRS (Associazione Culturale degli Italiani di Rio Grande do Sul ) - Circolo Lombardo di S.Maria -Circolo Italiano di Espirito Santo - Municipio di Silveira Martins- Municipio di Artur Nogueira- Sebrae (Associazione delle piccole e medie imprese del Brasile) di Rio Grande do Sul e di S.Paolo- Camera di Commercio Italo-brasiliana di S.Paolo - Consolato Italiano di Porto Alegre - Consolato Italiano di S.Paolo-Consolato Italiano di Espirito Santo
Enti Patrocinatori in Italia - Associazione dei Mantovani nel Mondo - Amministrazione Provinciale di Mantova - Comune di Mantova -Comune di Pegognaga- Comune di Viadana -Comune di Magnacavallo -Comune di Marcaria - Comune di Sermide - Comitato per il Giubileo dell'Emigrante di Magnacavallo- CSVM (Centro Servizi del Volontariato di Mantova ) -Associazione Cuochi di Mantova - Agenzia di Sviluppo ed Innovazione del Destra Secchia -Unione provinciale degli Artigiani di Mantova (UPA)
Enti sostenitori Italia: Camera di Commercio di Mantova - Consorzio Progress and Competition di Viadana- Consorzio Export Oglio Po - Banca Agricola Mantovana

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SCOPI

Rapporti Istituzionali
Per i rappresentanti delle istituzioni locali, la missione in Brasile assume il significato di una continuità di rapporto e d’interesse alle precedenti elaborazioni dei protocolli d’intesa con città brasiliane fondate da mantovani nel corso di una prima fase svoltasi tra il novembre 1998 ed il gennaio 1999,nell'ambito di un progetto socio -culturale ed economico finanziato dalla Regione Lombardia. Questo esperienza risulta essere la conclusione ideale di un collegamento "naturale" tra la nostra provincia e tutti i mantovani che, partiti anni fa da queste terre, ora vivono e lavorano negli Stati dell’America Latina e che sentono ancora forte - dopo alcune generazioni - il legame con la loro terra d’origine e con le sue tradizioni.
S’intende inoltre dimostrare l’interesse ad approfondire tutti quei rapporti di collaborazione contenuti nella stipula dei Protocolli d’Intesa tra le comunità italiane e brasiliane già avviati.
Le istituzioni coinvolte vanno dalla Provincia, ai singoli Comuni partecipanti (Suzzara, Viadana, Pegognaga ed altri), alle associazioni di volontariato, attraverso la struttura provinciale CSVM coinvolgendo il mondo giovanile mantovano grazie all'ente socio-assistenziale del Comune di Mantova l'ASPEF e, infine, la realtà imprenditoriale mantovana nel suo complesso.
Nel corso di questa missione si intende pervenire a questi obiettivi :
-Protocollo di Intesa dell'Amministrazione Provinciale di Mantova con lo Stato di Rio Grande do Sul, il quale ospita circa 150mila persone di origine virgiliana, (la più grande comunità mantovana all'estero).
Gemellaggio tra la città di Silveira Martins nello Stato di Rio Grande do Sul con Viadana ,da cui provenivano i fondatori della città brasiliana oltre cento anni fa.
Definizione di un progetto di accoglienza familiare di giovani lombardi e mantovani tra il Comune di Artur Nogueira nello Stato di S.Paolo ed i Comuni gemellati di Suzzara,Viadana, Pegognaga, Sermide e Magnacavallo, in collaborazione con l'Assessorato alla formazione professionale della Provincia di Mantova ed il Centro Servizi del Volontariato di Mantova. Il progetto comprende una reciprocità per l'accoglienza di ospiti che dal Italia si recheranno in Brasile per frequentare corsi di formazione o per partecipare ad esperienze di scambio (attraverso la collaborazione tra le associazioni no profit. o nelle imprese in cui si svolgeranno gli stage
Definizione di un progetto di accoglienza nell'ambito del "Progetto giovani" ,predisposto dal Comune di Mantova e da l'AMM, tra la Federazione dei Lombardi in Brasile e l'ACIRS di Rio Grande do Sul e l'ASPEF, ente del Comune di Mantova, in collaborazione con l'Assessorato alla Formazione Professionale della Provincia di Mantova eed il Centro Servizi del Volontariato di Mantova (CSVM). Il progetto comprende una reciprocità per l'accoglienza di ospiti che dall' IItalia si recheranno in Brasile per frequentare corsi di formazione o per partecipare ad esperienze di scambio (attraverso la collaborazione tra le associazioni no profit. o nelle imprese in cui si svolgeranno gli stage).
Protocollo d'intesa tra la Federazione dei Lombardi in Brasile,l'Associazione Culturale dei Mantovani in Brasile e l' Acirs con l'Amministrazione Provinciale di Mantova, il Comune di Magnacavallo e l'Associazione dei Mantovani nel Mondo per il progetto "Museo dell'Emigrante" a Magnacavallo".
Incontro con la Comunità mantovana e lombarda a Vitoria nello Stato di Espirito Santo,su invito dell'Associazione lombarda locale.
Stipula di un protocollo d'intesa tra l'Amministrazione Provinciale di Mantova e la Camera di S.Paolo e il Sebrae di Porto Alegre.
Promozione turistica di Mantova con incontri con le istituzioni ,le associazioni e gli enti economici interessati. Promozione che intende rivolgersi in modo particolare ai giovani.

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ASSOCIAZIONISMO,CULTURA E TRADIZIONI

L'ideazione e la collaborazione per rendere possibile questa missione , offerta dall'Associazione Mantovani nel Mondo con i suoi referenti e sostenitori lombardi e mantovani all'estero , rappresenta il compimento della sua attività statuaria di promozione degli scambi socio-culturali tra le varie collettività d’italiani residenti all’estero.
Le precedenti missioni organizzate dall’AMM ,sono state rese possibili grazie a finanziamenti erogati dalla Regione Lombardia
Obbiettivi della missione:
VOLONTARIATO
Il CSVM – che delega al Presidente dell’AMM la propria rappresentanza nel viaggio/incontro in Brasile – intende dare atto a una collaborazione tra le associazioni no profit che operano nella provincia di Mantova e quelle presenti nelle città brasiliane coinvolte in questo progetto. Il fine di questa idea è avviare dei contatti con associazioni di volontariato brasiliane, per poter iniziare dei rapporti di "scambio di volontari", magari utilizzando la rete di collaborazione reciproca tra ITA/BRA che questa missione sta cercando d’instaurare.
PRESENTAZIONE DEL VOLUME "BRASILE CHIAMA MANTOVA"
L' Associazione dei Mantovani nel Mondo prevede una serie di Conferenze con l'autore del libro "Brasile chiama Mantova", l'avv. Elio Benatti .Il volume è stato finanziato con un contributo della Regione Lombardia.
Inoltre si pubblicizzerà la:
PROMOZIONE DELLE MANIFESTAZIONI PER IL 10° ANNIVERSARIO DEL MONUMENTO ALL'EMIGRANTE DI MAGNACAVALLO - PROMOZIONE DEL GIUBILEO DELL'EMIGRANTE MANTOVANO A MAGNACAVALLO IL 9//9/2000 DOVE, ALLE ORE 18, IL VESCOVO DI MANTOVA EGIDIO CAPORELLO PRESIEDERA' LA SOLENNE CELEBRAZIONE NELLA CHIESA PARROCCHIALE
Nel corso della visita verranno distribuite alcune centinaia di copie alle comunità lombarde in Brasile.
CORSO DI CUCINA MANTOVANA
Nell'ambito della Fiera Alimentare 2000 di Porto Alegre, un gruppo di cuochi mantovani dell'Associazione Cuochi di Mantova presenterà la cucina mantovana,in collaborazione con il SEBRAE,l'ente di appoggio della piccola e media impresa brasiliana. Inoltre durante la Fiera e durante il resto della missione i Cuochi mantovani presenteranno i piatti tipici della Regione Lombardia e della provincia mantovana


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Dalla Gazzetta di Mantova
Domani l'addio all'assessore Tremaglia

Si svolgeranno domani mattina a Bergamo i funerali di Marzio Tremaglia, il giovane assessore lombardo alla cultura morto sabato sera agli Ospedali Riuniti di Bergamo dopo una lunga malattia. Alle 10 in Comune si svolgerà la commemorazione civile. La cerimonia religiosa avverrà un'ora dopo. Secondo quanto si è appreso, ai funerali hanno annunciato la loro partecipazione Gianfranco Fini e Roberto Formigoni. Marzio Tremaglia lascia la moglie e due figli piccoli. Ieri sono giunti alla famiglia numerosi messaggi di cordoglio. Gianfranco Fini ha telefonato tre volte al padre di Marzio, il senatore Mirko Tremaglia. Telegrammi e telefonate sono giunti da parlamentari non solo di An, da sindaci e da rappresentanti delle istituzioni. "Carissimo Marzio, abbiamo avuto il privilegio davvero grande di lavorare insieme a te". Così scrive in una nota il presidente della Regione Formigoni.

domenica 30 aprile 2000, D. in Albis
Regione, presto una fondazione
dedicata a Marzio Tremaglia

Breve e commossa cerimonia in apertura della seduta della giunta regionale giovedì scorso per ricordare l'assessore Marzio Tremaglia. Presenti in sala giunta, assieme al presidente e agli altri componenti della giunta, i famigliari dell'assessore, il padre Mirko, la madre Italia, la moglie Loredana e i figli Andrea e Arrigo, un mazzo di fiori sul posto vuoto dell'assessore scomparso, il presidente Roberto Formigoni ha voluto rendere omaggio alla memoria "dell'amico, prima che del collega". "La Regione Lombardia - ha detto Formigoni - è pronta a promuovere o ad affiancare iniziative di enti locali e di altri per dar vita ad una fondazione che nel nome di Marzio Tremaglia dia sviluppo al rinnovamento istituzionale come ha contribuito a fare l'assessore scomparso con il suo lavoro in giunta in questi cinque anni.Tutti hanno potuto apprezzare Marzio per la sua capacità e per l'azione svolta in giunta e in consiglio, ma voglio sottolineare soprattutto l'aspetto umano. I risultati ottenuti dalla Regione sono 'figli' anche della sua opera e della sua spinta al rinnovamento".


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Dalla gastronomia all'economia.

Definiti i confini e le potenzialità del territorio in sinistra Mincio
Benvenuti nella 'repubblica del riso'
Decolla il progetto e si aprono nuove opportunità di sviluppo
Produttori, 10 Comuni ristoranti e corti agricole
insieme per lanciare il piatto zonale (con varianti)

Pier Angelo Vincenzi


E' stato dato alle stampe il nuovo e aggiornato pieghevole su "La strada del riso della provincia di Mantova", a cura della Provincia, della Confederazione italiana agricoltori, dell'Associazione "Strada del riso e dei suoi risotti", e di Turismo verde, sponsor la Banca Agricola Mantovana-Monte dei Paschi di Siena. Una guida, con tanto di mappa, alla scoperta delle località del Mantovano dove gustare, o acquistare, un prodotto d'indubbia tipicità. La "repubblica del risotto".
Stampato in diecimila copie, è disponibile negli uffici della Cia, nelle sagre e nelle feste dedicate al riso. Spiega Marco Boschetti, responsabile dell'Associazione agrituristica Turismo verde della Cia: "In questi ultimi anni è cresciuta la consapevolezza che la valorizzazione dei prodotti tipici deve andare di pari passo con la valorizzazione dei luoghi in cui si possono acquistare o gustare. E i risultati, in termini di attenzione da parte dei mass media, non mancano, come prova lo spazio riservato a quest'iniziativa da riviste e trasmissioni televisive specializzate. Questa - prosegue Boschetti - è senz'altro la strada da seguire, anche e soprattutto in considerazione delle ricadute che può avere sul turismo in campagna, che nella nostra provincia sta dando segni di notevole vitalità. D'altronde il fatto stesso che diversi agriturismo comincino ad offrire anche posti letto è la dimostrazione della vivacità del settore". Il cui punto di forza dev'essere l'offerta culinaria, il prodotto di nicchia, d'indiscutibile qualità. Com'è il riso coltivato e cucinato sulla riva sinistra del Mincio, dove sorge una sorta di repubblica del riso, le cui 'feste nazionali' sono le manifestazioni gastronomiche. Nel pieghevole le troviamo tutte, le tante capitali del vialone nano: Ostiglia (dal 29 aprile al 7 maggio il Gran Premio Chicco d'Oro), Serravalle a Po (dal 12 al 15 maggio la Sagra), Castel d'Ario (dal 19 al 22 maggio la Festa del riso), Roncoferraro (dal 25 al 28 maggio la Festa del pesce), Villimpenta (dal 1º al 6 giugno la Festa del risotto), Gazzo Bigarello (dal 9 al 12 giugno la Festa dello sport e d'Arlecchino), Stradella di Bigarello (1, 2, 3 e 5 luglio la Sagra della Madonna di Carpaneta), Barbassolo (dal 28 al 31 luglio la Festa del saltarel), Castiglione Mantovano (dal 28 luglio al 1º agosto la festa dello sport), Sustinente (dal 12 al 16 agosto Festa di san Rocco), Canedole (dal 12 al 13 agosto e dal 19 al 22 agosto Festa di Canedole), Castelbelforte (dal 2 al 5 settembre Castelbelforte in fiera). E poi, la natura, i percorsi, una vera e propria mappa della strada del riso, i prodotti delle corti, la tradizione, le ricette, i mestieri, la storia, le tecniche. Insomma, una piccola guida veramente ben fatta, al punto da essere ricercata anche fuori Mantova dagli appassionati della cucina e dei prodotti di qualità. Prosegue Boschetti: "Disponiamo di una mailing list cui inviare il pieghevole, che, come detto, ha un notevole successo. Certo, bisogna proseguire su questa strada: penso a una cartellonistica stradale che indichi anche dove acquistare i prodotti artigianali, e a un eco museo sulle tecniche risicole e la pilatura, nonché a un agrifilm festival, come hanno fatto in Toscana". Alfredo Bertelli presidente dell'Associazione "Strade del riso e dei suoi risotti": "Le manifestazioni gastronomiche, che sono anche momenti di spettacolo e cultura, muovono 150mila persone, da maggio a settembre. Tra i progetti: un gemellaggio con i comuni produttori di riso del Veronese". Notizie sul riso made in Mantova anche sull'opuscolo della Provincia, "La strada del riso 2000", e nella guida Itineranda a cura della Regione.


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Associazione Culturale Gruppo Folkloristico
I Gioppini di Bergamo

Pres. Fabrizio Cattaneo , via Martinella, 21 – 24020 Torre Boldone - Bergamo
tel.0039.035.341212 fax.0039.035.360301 cell.0335.5430256
email:
gruppogioppini@tin.it

CINQUANT’ANNI DI FOLKLORE BERGAMASCO NEL MONDO

Il gruppo folkloristico internazionale " I GIOPPINI DI BERGAMO" festeggia mezzo secolo d’attività
Il mondo del folklore bergamasco festeggia quest’anno il cinquantesimo anniversario della fondazione di uno dei sodalizi più longevi e rappresentativi della sua storia; è difatti già passato mezzo secolo da quando, negli anni 50’’, un gruppo di amanti delle tradizioni, tra cui il maestro Angelo Piazzoli (noto con il soprannome "Papa" ) ridiedero vita alla disciolta "Banda dei Giopì", composta da un’allegra truppa di chiassosi personaggi, una banda musicale con 50 suonatori di strumenti di latta ( la banda dei tole e i tolòcc ), che dalla fine del 1800, rappresentarono le musiche tradizionali della nostra terra, fino allo scioglimento causato dalle guerre mondiali.
Papa s’ispirò alla "Banda dei Giupì" per quanto riguarda il costume tradizionale del Gioppino ma, intuendo la modernizzazione dei tempi, ribattezzò il suo gruppo come "Gruppo folkloristico internazionale i Gioppini di Bergamo" aprendolo anche alle "Margì" (la "Banda" era un gruppo di soli uomini) e aggiungendo un nutrito repertorio di canti e balli tradizionali bergamaschi attraverso un’attenta e sapiente opera di ricerca storica che è patrimonio comune del folklore bergamasco.
Così il gruppo dei Gioppini di Bergamo contribuisce ancora oggi a mantener vivi i più antichi e risalenti balli e canti dei contadini della bassa, uomini duri e forse anche un po’ rozzi ma intrisi dell’umanità e della religiosità che ancora oggi contraddistingue la nostra gente, qualità che li spingevano a ballare e a cantare per ringraziare il Signore per l’avvento della primavera o per aver concesso un inverno mite e propiziatore di ricche messi.
Ma il Gioppino rappresenta fin troppo bene anche l’arguzia e l’ironia tagliente degli uomini della nostra terra e così il gruppo dei Gioppini porta in scena gli scherni degli amici di una "non troppo giovane" coppia di vedovi che decidono di risposarsi oppure la bonaria presa in giro al Gioppino innamorato della sua Rosina fino al punto di esserne gelosissimo dal letto in cui dorme o dalla specchiera che "…ghe rôba la só facia".
Per quanto riguarda il Gioppino, (probabile storpiatura di Giuseppino) esso è sicuramente il personaggio più rappresentativo della campagna bergamasca del secolo scorso. Rozzo per estrazione, ma buono ed intelligente, è secondo per fama solo ad Arlecchino, quest’ultimo consacrato a maschera popolare italiana dalla commedia dell’arte settecentesca.
Il gruppo, oggi coordinato da Fabrizio Cattaneo e ancora presieduto da Angelo Piazzoli, in questo mezzo secolo di attività ha accolto decine (se non centinaia) di persone mosse dalla passione e dall’amore per la musica il canto e il ballo che hanno permesso di portare il folklore begamasco in tutto il mondo ricevendo immensi premi e riconoscimenti.
I Gioppini si sono infatti esibiti quasi in ogni angolo della terra ballando per il pubblico di Inghilterra, Grecia, Scandinavia, Francia, Portogallo, Turchia, Germania, Svizzera, Cipro…Solo per citare alcune delle più importanti trasferte extranazionali effettuate per partecipare ad importanti festival internazionali del folklore oppure a semplici sagre di paese mettendo sempre al primo posto il divertimento, meglio se corredato da un buon bicchiere di vino .... (da buoni Gioppini, o no?).....
Per il cinquantesimo anniversario della fondazione i Gioppini "attuali" hanno organizzato non solo i due giorni di festeggiamenti a Boccalone ma anche una gande adunanza di tutti coloro che in cinquant’anni hanno vestito la divisa del Giopì o della Margì. Concludo quindi rinnovando l’invito a partecipare alla nostra festa di Sabato e Domenica 10 e 11 Giugno per una bella cantata annaffiata da vino nostrano e polenta in compagnia di una nutrita rappresentanza di tutti i gruppi folk incrociati in cinquant’anni di cammino.
Paolo Maffi
CANSU’, BAI E BANDA DEI GIOPI' mezzo secolo di folklore, arte, cultura e tradizioni bergamasche.
Con il titolo " CANSU' BAI E BANDA" si terranno il 10 e 11 giugno p.v. nel quartiere di Boccaleone, due giornate all'insegna del folklore e delle tradizioni popolari; a proporle sarà il GRUPPO FOLKLORISTICO de " I GIOPPINI DI BERGAMO " in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni dalla fondazione, con il patrocinio della provincia di Bergamo, della 6 circoscrizione del Comune di Bergamo, del Ducato di Piazza Pontida, ed in collaborazione con il gruppo alpini A.N.A. di Boccaleone.
.
Il desiderio de "i Gioppini" è riunire tutti coloro che parteciparono al gruppo negli anni passati, per rivivere insieme quei bei momenti e festeggiare questo 50° compleanno.
approfondimenti, articolo in file, ed alcune fotografie,
sono disponibili su richiesta all’ indirizzo:
gruppogioppini@tin.it
per altre informazioni è possibile vedre il sito:
http://www.giopimargi.com/gioppini.html

 

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DAL GAZZETTINO DEL VENETO Sabato, 29 Aprile 2000

(E.B.) Mangiano polenta e cantano "Quel mazzolin di fiori", parlano dialetto veneto raccontando le stesse storie dei nostri nonni. Una sensibilità comune ha fatto scoccare la scintilla di una nuova amicizia tra Santa Giustina ed alcune comunità venete di Rio Grande do Sul in Brasile. Ieri, a S. Valentim, cittadina della regione di Erechim, il sindaco Ennio Vigne e gli amministratori locali hanno posto le basi per un possibile gemellaggio. Vigne e l'assessore Stefano Vieceli in questi giorni hanno raggiunto il Coro Oio in tournée in Sud America. Stanno girando di città in città, l'altro giorno erano ad Erechim, il centro maggiore, oggi saranno a Viadutos e domani a Marcelino Ramos. I nostri amministratori sono accolti dalle associazioni federante con "La Piave", Fainors (Federação das Associações Italianas do Norte do Rio Grande do Sul), presieduta da Luis Carlos Piazzetta. A S. Valentim, come in altri paesi della zona, l'80\% della popolazione è italiana e molti di loro discendono dai veneti emigrati a fine Ottocento. Vigne ha scoperto stessi cognomi, stessa lingua e stesse tradizioni per cui stringere rapporti di amicizia diventa spontaneo. Ad Erechim sono in corso i festeggiamenti per ricordare i 125 anni dell'immigrazione, il Coro Oio (nella foto scattata ieri) è tra gli ospiti d'onore. Le notizie giunte a S. Giustina grazie ad Internet, dicono che il coro riempie i teatri e le chiese. In ogni paese o città esistono dei circoli veneti e c'è grande voglia di instaurare rapporti con la terra d'origine. Il Coro Oio è alla sua seconda tournée in Brasile ed è soddisfatto di aver contribuito, grazie anche al lavoro del manager Dario Fregona, all'avvicinamento delle due realtà

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NUOVO DIRETTIVO DELLA FEDERAZIONE DEI VENETI DELL´ARGENTINA (CAVA).

Il Sabato 18 marzo 2000, si è svolta a Buenos Aires l’Assemblea della Federazione Veneta-Argentina, nella quale è stato eletta la nuova Commissione Direttiva del CAVA (Comitato delle Associazioni Venete dell’Argentina), così costituita:

    PRESIDENTE
Arch. Pedro Renzo FACCHIN
   
    1° VICEPRESIDENTE
Dott. Ricardo A. MERLO
   
    2° VICEPRESIDENTE
Sig. Bruno PEGORIN
   
    SEGRETARIO
Sig. Mariano R. GAZZOLA
   
    VICESEGRETARIO
Sig. Luciano STIZZOLI
   
    TESORIERE
Dott. Alejandro SODIRO
   
    VICETESORIERE
Sig.ra Silvia FUSARO
   
    SEGRETARIO AI VERBALI
Dott.ssa Karim ORLANDI
   
REVISORI DEI CONTI TITOLARI   CONSIGLIERI TITOLARI   CONSIGLIERI SUPPLENTI
Dott. Bruno MALANDRINI   Sig. Carlo ZAGOLIN   Sig. Victor PETERLE
Dott. Claudio PITTON   Sig. Giovanni ZANON   Dott. Ricardo BUTTAZZI
Sig. Gerardo GIUBILATO   Sig.ra Iside DONADON   Sig. Guillermo INFANTE
    Ing. Esteban RONI   Sig. Juan GIACOMETTI
REVISORI DEI CONTI SUPPLENTI   Sig. Emilio ZACCHIA   Sig. Enrique CAVALLIN
Sig. Juan Franco BRESSOLIN   Prof.ssa Gabriela ZANIN    
Sig. Giampaolo PRETTO   Sig.na Valeria DURANTE    
    Sig. Gustavo MIRON    
    Sig.ra Caterina VALLE    
    Sig.na Luisa FUSARO    

 

COMUNICATO STAMPA UTRIM - ULMA (ARGENTINA)

UTRIM - ULMA comunica che nei giorni scorsi sono stati firmati quattro Convenzione di Cooperazione fra il Presidente di UTRIM - ULMA (sezione Argentina), Dott.Riccardo A.Merlo e le seguenti Università:

Università di Belgrano, rappresentata dal Dott.Osvaldo Gozaini (Direttore della Facoltà di Scienze Sociali)

Università di Catamarca, rappresentata dal suo Rettore, il Dott.Julio Luis Salerno

Università di Rosario, rappresentata dal Dott. Juan Etchegaray, Direttore di Comunicazione.

  •  
  • Università General San Martin, rappresentata dal Rettore Dott.Daniel Malcom
  • La stessa Convenzione sta per essere firmata nei prossimi giorni con altre Università.

    Queste Convenzioni di Cooperazione hanno come obiettivo la rivalorizzazione e la diffusione dei valori dell’Umanesimo Latino in Argentina nel contesto di un mondo globalizzato.

    A tal fine UTRIM- ULMA e le Università coinvolte si propongono un programma articolato in vari punti:

    • La formazione di una rete docenti, che, in modo congiunto elabori corsi extra-programmatici in tutte le aree della conoscenza e delle arti, nell’ambito della rivalorizzazione e della consolidazione dei valori dell’Umanesimo Latino. .
    • La fortificazione dei valori dell’Umanesimo Latino in Argentina come riferente di un’ identità.
    • Collaborazione al fine di assicurare i fondi necessari alla concretizzazione del piano.
    • Incentivazione di linee di ricerca e fomento dell’Umanesimo Latino, come cultura in grado di sostenersi e raffrontarsi nella cornice storica attuale.uds-filo@salvador.edu.ar

     


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    Convegno 'Situazione e destino della doppia cittadinanza', promosso dalla Fondazione Cassamarca di Treviso e dall'Unione Triveneti nel Mondo - UTRIM.
    http://www.utrim.it

    Venerdi 26 maggio p.v. a Treviso si svolgerà il convegno 'Situazione e destino della doppia cittadinanza', promosso dalla Fondazione Cassamarca di Treviso e dall'Unione Triveneti nel Mondo - UTRIM.
    Le relazioni saranno tenute dai proff. Laura Picchio Forlati (Università Ca' Foscari di Venezia), Bruno Barel (Università Ca' Foscari di Venezia), Stefania Bariatti (Università Statale di Milano - Biccoca), Francesco Leita (Università degli Studi di Padova), Bruno Nascimbene (Università Statale di Milano), Tito Ballarino (Università degli Studi di Padova) e dalla dott.ssa Perla Stancari (Servizio Cittadinanza del Ministero dell'Interno).
    Interverrà Paride Gullini, Presidente Nazionale dell'ANUSCA.
    Seguiranno gli interventi delle Associazioni dell'emigrazione e dei presenti.
    I lavori avranno inizio alle ore 9 e si concluderanno alle ore 13.30.
    Il Presidente Avv. On. Dino De Poli
    UTRIM - Unione dei Triveneti nel Mondo Sede: Piazza San Leonardo, 1 - 31100 Treviso
    Tel.: +39 0422 65-4758 Fax: +39 0422 65-4769
    e_mail:
    utrim01@interbusiness.it
    Segreteria Organizzativa: Piazza Cavour, 3 -32100 Belluno Fax: +39 0437/941170
    e_mail:
    bellunesimondo@sunrise.it

     


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    Resistenza a Mantova: 1125 morti

    Il movimento iniziò 'in ritardo', ma fu alto il costo della lotta al nazifascismo
    Rodolfo Rebecchi -pres. provinciale Anpi- Associazione Nazionale Partigiani

    In occasione dell'avvicinarsi della ricorrenza del 25 Aprile 1945, la Gazzetta inizia oggi la pubblicazione di una serie di contributi di studiosi, saggisti e ricercatori sulla Resistenza nel Mantovano. Gli articoli sono a cura dell'Istituto mantovano di Storia contemporanea e dell'Anpi provinciale di Mantova. Apre la serie degli interventi Rodolfo Rebecchi, presidente provinciale dell'Anpi.
    Il Mantovano vanta una tradizione democratica e socialista di grande spessore: è stata la prima Provincia ad avere avuto una amministrazione socialista e, tra il XIX e il XX secolo, si svolsero lotte politiche e sociali d'avanguardia, basti pensare ai moti della "Boje". Eppure, dopo l'8 settembre 1943 e l'occupazione tedesca, si registrarono parecchie difficoltà ad organizzare la Resistenza armata contro il nazifascismo. Inoltre, anche quando si costituirono le brigate partigiane, non si verificarono grandi azioni, se si esclude la battaglia di Gonzaga, la quale peraltro fu realizzata da gruppi emiliani, ai quali si appoggiò la Sap locale comandata da Amilcare Boschini.
    Quali furono le ragioni del "ritardo" e della non eccessiva rilevanza del movimento resistenziale mantovano (se paragonato ad alcune province limitrofe)?
    La configurazione geografica del nostro territorio non è da sottovalutare: una pianura densamente e capillarmente abitata non si presta certamente ad azioni di guerriglia. Ma le argomentazioni più convincenti possiamo trovarle nella storia con cui il movimento democratico e socialista fu sconfitto nel 1922 dal fascismo. In quegli anni le divisioni interne e, soprattutto, la frattura che si verificò tra il bracciantato e la piccola borghesia degli affittuali e dei mezzadri diedero la possibilità allo squadrismo fascista dei "ras" (in modo analogo alle province di Ferrara e Cremona) di distruggere le organizzazioni sindacali e politiche della "Repubblica socialista mantovana", che non ebbero la possibilità di mantenere in clandestinità le proprie strutture.
    Dobbiamo sottolineare inoltre il controllo strettissimo effettuato dalle truppe tedesche dopo l'8 settembre 1943, quando Mantova divenne il crocevia per l'ingresso dell'esercito invasore e per il transito di circa 250.000 prigionieri militari italiani destinati ai "lager" in Germania. In quel periodo vennero effettuate azioni di terrorismo preventivo che destarono grande impressione: l'uccisione di Giuseppina Rippa (11/9), la fucilazione di don Eugenio Leoni (12/9) e, soprattutto, il massacro nella valletta Aldriga di dieci prigionieri militari italiani (19/9), ampiamente enfatizzato dalla Feldkommandantur. Tali episodi condizionarono la successiva cospirazione.
    Contemporaneamente si verificarono eventi di grande valore: il sacrificio dei militari mantovani sui vari fronti che non si arresero ai tedeschi (Cavriani, Arnaud, Gonzaga del Vodice e gli innumerevoli della divisione Acqui massacrati a Cefalonia) e di coloro che si arruolarono nel C.I.L. e caddero nelle prime battaglie a fianco degli Alleati (Cardone e Tambalo).
    L'organizzazione della Resistenza nel territorio mantovano ebbe la possibilità di avere pochi punti di riferimento, e molto sporadici: alcuni gruppi parrocchiali, come nel Bozzolese (grazie alla presenza di don Mazzolari), o gli scarsi poli industriali, come nel Suzzarese, erede della memoria storica socialista, una delle poche zone in cui era rimasta funzionante la struttura del Pci, nonostante gli arresti e le condanne del tribunale speciale degli anni '30. Il resto della rete cospirativa ebbe soprattutto nelle figure individuali il polo di aggregazione: per tutti faccio riferimento a Felice Barbano, in collegamento con gli Alleati e con molti esponenti della Resistenza Italiana. Altri mantovani entrarono a far parte delle formazioni di montagna attraverso il collegamento "garibaldino" alla volta del Piemonte, dell'Appennino o del Vicentino.
    Solo nel 1944, con l'arrivo di Valerio (Walter Audisio), le formazioni partigiane, spontaneamente sorte, furono riordinate in Brigate e la cospirazione riprese maggior vigore. Ma l'attività clandestina a Mantova presentava una altissima dose di rischio: subito dopo la formazione del Cln provinciale, gran parte dei componenti furono arrestati e si andarono ad aggiungere ai circa 400 "politici" già detenuti e ai dirigenti deportati nei lager tedeschi; lo stesso Valerio dovette fuggire a Milano per evitare la cattura.
    Il nuovo Cln ebbe perciò la possibilità di essere ricostituito molto tardi, sotto la presidenza dell'avv. Carlo Bertazzoni, che seppe guidare, con riconoscimenti unanimi, le fasi dell'insurrezione finale e i delicati momenti di transizione del dopoguerra, con le nomine istituzionali, le prime fasi dell'epurazione e i rapporti con gli Alleati.
    Gli ultimi combattimenti continuarono in varie zone della provincia sino al 30 aprile, e vi trovarono la morte numerosi insorti.
    Alla fine i morti nelle file della Resistenza armata nel Mantovano furono 115. Complessivamente i caduti e i dispersi in combattimento nella Resistenza e nella guerra di liberazione furono 460, i fucilati e i trucidati 101, i deceduti o dispersi nei lager nazisti 437, i prigionieri in mano tedesca dispersi in mare 82, i falcidiati dalle malattie 36, per un totale di 1125 donne e uomini.
    Dalla sede della locale Comunità ebraica, trasformata in campo di concentramento, il 5 aprile 1944 erano stati deportati alla volta di Auschwitz 43 prigionieri ebrei. Di questi solo uno fece ritorno.
    Se è vero che della Resistenza mantovana non si ricordano episodi degni di essere raccontati nella letteratura epica, caratteristica di quel periodo, è altrettanto vero che il contributo dei mantovani al processo di liberazione del nostro Paese, nelle estreme difficoltà in cui si svolse, ebbe un costo elevatissimo, e coloro che vi parteciparono sono ancor più da ringraziare.

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