Associazione Mantovani nel Mondo
(Ente aderente al CSVM - Centro Servizi del Volontariato di Mantova)
Notiziari n° 50-51-52-53 - anno II° foglio n°18 del 26/03/2000

Eventuali contributi all’attività morale dell’AMM possono essere versati presso il Banco di Brescia, Filiale di Mantova- C/C K03500-11500- 4461 oppure utilizzando un vaglia postale con il CCP 10057461, intestati all’Associazione dei Mantovani nel Mondo.
Comunicateci il vostro E-mail o il vostro fax per potervi informare delle nostre attivita’ .

Le notizie che integrano quelle contenute nei notiziari della Mailing-list sono inserite in pagine specifiche del sito
SOMMARIO :

Convegno:Nuove opportunità ad un anno dall'euro ll Salame Mantovano sotto processo Saluti
Dal Gazzettino di Viadana intervista a Don Tassoni Riflessi dell'Assemblea A.M.M.  
Magnacavallo Museo dell'Emigrazione Nel 2001 festa a Montreal ?  
Discorso del Sindaco al convegno su infrastrutture e sviluppo sull'Italia che cambia  

AIUTATECI A REGISTRARE IL NOSTRO SITO INTERNET    

Come ben sapete, gran parte delle ricerche su internet viene fatto attraverso i motori di ricerca nazionali ed internazionali:questo rende un sito web visibile a molte più persone .   Per questi motivi vi chiediamo di inserire il nostro sito nei motori che usate abitualmente.   La procedura è semplice e gratuita.
Nella home page di un motore vi è un link ( normalmente con la dicitura ADD URL ) con cui si accede al form di inserimento. I dati richiesti dal form sono pochi, possono differenziarsi ma, normalmente sono:
1) L'indirizzo del sito o della pagina : http://www.mantovaninelmondo.org  
2) Tipo del contenuto:(esempio) lavoro,arte,associazioni, cultura,pubblico ecc.
3) Le parole chiave(keyword)  attinenti al sito in oggetto, (dovete inserire quelle che voi utilizzereste per cercare il nostro sito). Non devono essere ripetute,
4)La mail di chi presenta il sito :se non volete mettere la vostra mail, usate
 
Bill@mantovaninelmondo.org Prima di effettuare l'inserimento, controllare che il sito non sià già registrato.   Comunicateci gli inserimenti effettuati   grazie Pietro "Bill" Webmaster  


 torna al sommario
"UNIONE EUROPEA – ATTIVITA’ FINANZIARIA E CORPORATE: le nuove opportunità ad un anno dall’Euro

Ente organizzatore : Vivi Mantova
Enti Patrocinatore : Comune di Mantova - Associazione dei Mantovani nel Mondo - Camera di Commercio di Mantova– UPA (Unione Provinciale Artigiani)
Collaborano: Ordine Dottori Commercialisti, Collegio dei Ragioneri, Ordine degli Avvocati

PROGRAMMA:

Giovedì 30 Marzo -
Arrivo a Mantova in serata del Console del Lussemburgo Francesco Olivieri e della moglie, rappresentante AMM a Firenze, Manuela Traldi - Conferimento a Manuela Traldi (rappresentante AMM a Firenze) del ruolo di Ambasciatrice Mantovana del FAI (Fondo Ambientale Italiano) da parte del FAI mantovano e lombardo.
Venerdì 31 marzo - Ore 10.30 Auditorium UPA – Via Solferino 25/27 - Mantova

Convegno sull'Europa dal titolo :
" Unione Europea - Attività finanziaria e corporate
le nuove opportunità ad un anno dall'euro."

Saluti :
Sindaco di Mantova G.F. Burchiellaro
Assessore alle Attività Produttive del Comune di Mantova rag.Carlo Pistoni
Presidente della Camera di Commercio Antonino Zaniboni
Presidente AMM Daniele Marconcini
Relazione:
Presentazione a cura dell'avv. Francesco Olivieri , Console del Lussemburgo
Dr. Lucien Thiel - Direttore Generale dell'ABBL - Associazione delle Banche e Banchieri del Lussemburgo
Interventi: Presidente Collegio Ragioneri, Presidente Ordine Avvocati, Presidente Ordine Dottori Commercialisti.
Ore 12.15 - Conclusione dei lavori –
N.B. solo per la delegazione Lussemburghese:
partenza per Gazoldo d.Ippoliti .
Ore 13.15 - Pranzo a Gazoldo d. Ippoliti
Ore 15.00 -Visita del Console del Lussemburgo e del Direttore Generale dell'ABBL a Gazoldo degli Ippoliti
Ore 17.00 - Conclusione della visita -
Trasferimento del Console del Lussemburgo avv. Olivieri e del Dott. Thiel al Consorzio Progress and Competition di Viadana
Ore 18.30 -Incontro del Console del Lussemburgo Olivieri e del Dott. Thiel con i soci del Consorzio Viadanese Progress and Competition
Sabato 1 Aprile -
Partenza del Console Olivieri


torna al sommario
Magnacavallo, oltre mezzo miliardo
per il nuovo museo dell'emigrante
Roberta Bassoli

MAGNACAVALLO. Costerà più di mezzo miliardo la ristrutturazione del Iº piano del municipio di Magnacavallo finalizzata ad ospitare la biblioteca e il Museo dell'Emigrante. "Questo è un progetto molto importante per noi. Magnacavallo, capitale morale dell'emigrazione nel mondo e sede del Monumento nazionale all'Emigrante, è il luogo più idoneo per il Museo dell'Emigrante, unico in Italia e nel mondo - afferma entusiasta il sindaco Andrea Pinotti - Non a caso qui a Magnacavallo si svolgerà il 9 settembre una Giornata Giubilare col Vescovo in occasione del 10º anniversario del "Settembre per l'Emigrato". Il nostro paese deve avere un rilancio d'immagine: questo centro culturale contribuirà a dargli un'identità". Il Museo sarà gestito da Comune, Provincia e Associazione Mantovani nel Mondo e col suo sito Internet sarà a disposizione di scuole, enti e associazioni. La Giunta ha inviato in Regione la richiesta di un contributo Frisl: 346 milioni di finanziamento a rimborso e 148 di contributo a fondo perduto. Se saranno concessi, al Comune spetterà coprire i rimanenti 55 milioni. Ai fini della richiesta la Giunta ha approvato il progetto definitivo, dell'ing. Lonardi, che prevede una spesa di 550 milioni di cui 400 per lavori a base d'asta. L'opera può essere considerata il 1º stralcio della sistemazione di tutto l'edificio. In questa fase saranno realizzati: rinforzo dei solai del piano terra e del piano 1º; rifacimento del tetto, degli intonaci interni e degli impianti tecnologici; pavimentazione e sostituzione dei serramenti. Sarà installato un ascensore e realizzato un nuovo locale caldaia al piano terra. Saranno redistribuiti tutti gli spazi occupati dagli uffici, che saranno trasferiti al piano terra. Dove si trovano l'ufficio tecnico e l'anagrafe troverà sede la biblioteca. Nello spazio della ragioneria sono previsti due servizi igienici, l'ascensore e la scala per il sottotetto. Nel piano rialzato sarà realizzato il Museo: la sala consiliare diventerà la sala Esposizioni, l'ufficio vigilanza sarà la sala Proiezioni e Conferenze, quello del sindaco sarà la saletta Studio e Consultazioni, l'adiacente ripostiglio ospiterà le postazioni per la consultazione multimediale e magazzino.

RIUNIONE ORGANIZZATIVA , PRESSO L'AMM, PER LA NASCITA DEL MUSEO

Venerdì 17, è stata indetta presso l'AMM, una riunione presenti il Presidente Daniele Marconcini,il VicePresidente Luigi Guidorzi, il socio Elio Benatti, il Sindaco di Magnacavallo Andrea Pinotti e il l'Assessore alla Cultura dell'Amministrazione Provinciale Marzio Uberti. L'Assessore Provinciale ha assicurato la presenza della Provincia nel futuro Comitato di Gestione ed il patrocinio per la Festa dell'Emigrante,prevista per il 9 ed il 10 settembre 2000 a Magnacavallo ed a Mantova. Nel corso dell'incontro si è delineato il possibile programma della manifestazione. Un'altra riunione è prevista a breve a Magnacavallo.

PROPOSTA PER IL MUSEO DELL’EMIGRANTE
a cura di Luca Leoni
lucale@tin.it

Percorso nel museo, organizzato per "sezioni"
Sezione 1: cenni storici sull’emigrazione italiana, lombarda e mantovana in Brasile, definendo le condizioni socio economiche di quel periodo (1880 – 1920 circa). Brevi testi scritti corredati da foto dei personaggi e dei luoghi italiani e brasiliani .
Sezione 2: Magnacavallo e l’emigrazione, raccolta di documenti che testimoniano l’attività di questo comune mantovano in quest’ambito (costituzione dell’Associazione Mantovani nel Mondo, monumento all’Emigrato, viaggi in Brasile per recuperare i contatti con i discendenti delle famiglie partite, costituzione del museo per ricordare l’immane e tragica epopea dell’emigrazione – oggi ricordata solo nei canti popolari).
Sezione 3: racconto descrittivo di un ipotetico viaggio per cercare fortuna in terre straniere, lo scopo è di coinvolgere il visitatore facendogli immaginare le avventure che potevano capitare agli emigranti. Così sono illustrati i motivi che spingono a partire, difficoltà durante il viaggio, problemi da affrontare una volta arrivati e l’eventuale integrazione nel nuovo ambiente. In questa sezione si possono anche consultare alcuni profili caratteristici di alcuni soggetti e comunità, testimonianze di piccole storie di emigranti.
Sezione 4: archivio consultabile di documenti, articoli, convegni, iniziative e pubblicazioni inerenti l’emigrazione italiana, lombarda e mantovana.
Sezione 5: collegamento internet per l’accesso ai link di associazioni, istituti, enti e singoli che partecipano attivamente con iniziative o studi, discussioni o simili, per mantenere viva – ora che il dolore, la fatica e l’umiliazione sono passati – la memoria di un fenomeno che ha caratterizzato la nostra popolazione.
Materiale
Il materiale raccolto nel museo si compone essenzialmente di documenti fotografici, articoli di giornali, ricerche effettuate da singoli e raccolte private. Il museo è organizzato e gestito dal Comune di Magnacavallo (MN) e si configura al momento come collezione permanente in via di ulteriore arricchimento, soprattutto grazie alla postazione internet che permetterà un continuo fluire di notizie e stimoli, luogo dell’esposizione sono le sale del Comune al centro del paese.
Raccogliamo proposte,contributi ed idee da tutti.
Se siete interessati inviatecele.


torna al sommario
"Fateci votare"
Giornalista residente in Australia ospite dei Mantovani nel Mondo

m.b.

"Sono in Italia per lavoro e ho colto l'occasione per trascorrere qualche giorno a Mantova, città natale di mia moglie". Comincia così Pietro Schirru, giornalista residente dal 1972 in Australia, membro del Consiglio generale degli italiani all'estero, l'organico creato dal governo per tutelare gli italiani emigrati all'estero. "Sono appena stato a Roma all'assemblea plenaria del Cgie, in quanto sono uno dei quattro consiglieri eletti per l'Australia del Consiglio e vorrei innanzitutto esprimere un particolare ringraziamento all'associazione "Mantovani nel mondo", molto attiva per cercare di tenere vivi quei legami affettivi, culturali che inevitabilmente dopo anni di lontananza si allentano". Sono comunque molti i problemi che il Consiglio deve affrontare: gli italiani residenti all'estero chiedono la modifica alla legge che disciplina l'esercizio del diritto di voto: in sostanza gli italiani residenti all'estero e regolarmente iscritti all'Aire (l'Associazione degli italiani residenti all'estero) chiedono la creazione di una circoscrizione esterna per esercitare il "voto per corrispondenza" almeno alle prossime elezioni politiche del 2001. Inoltre essi chiedono che venga convocata una conferenza tra lo Stato e le Regioni per meglio definire i rapporti con gli italiani residenti all'estero, prima della conferenza degli italiani all'estero prevista per fine anno. "Chiediamo che l'Italia ci aiuti maggiormente, dal momento che costituiamo una notevole risorsa per l'Italia e non soltanto dal punto di vista economico. Vogliamo intensificare i rapporti culturali con l'Italia, per non dimenticare le nostre origini", spiega Schirru.

Venezuela, Puerto Ordaz 5 Marzo 2000.-
A nome mio personale, e del Comites di Caracas che mi onoro di Presiedere, formulo i miei migliori Auguri di un proficuo lavoro al Consiglio Direttivo di Codesta On.le Associazione, chiamato a dirigere le sorti della Associazione Culturale dei Mantovani in Brasile per il Biennio 2000-2002.-
Sono certo che l'intera Collettivitá vedrá nell'operache sará realizzata, l'indelebile segno dell'ingegno e della laboriositá delle Comunitá Italiane.
Auguri Signor Presidente e Signori Tutti della Giunta. Dr. Michele Moceri
michelemoceri@yahoo.com
Presidente Comites - Caracas Consigliere CGIE - Venezuela

Fondo per l'Ambiente Italiano

E' nata una collaborazione tra il FAI (Fondo Ambientale Italiano), presieduto dalla signora Luisa Viterbi Pacchioni,Presidente regionale, e l'AMM per investire i rappresentanti della Comunità italiana all'estero del ruolo di Ambasciatori del patrimonio artistico e monumentale italiano,lombardo e mantovano.Nei giorni scorsi hanno accettato questo impegno morale Pietro Schirru,componente del CGIE di Sidney(Australia), Maria Luisa Bonisoli rappresentante dell'AMM in Australia e Rudy Marcolini, rappresentante dell'AMM a Montreal (Canada). Prima del Convegno del 31 marzo,anche Manuela Traldi che ci rappresenta a Firenze, diventerà ufficialmente rappresentante onoraria del FAI.  


torna al sommario
A Montreal una festa per Mantova

Marconcini: nel 2001 un'omaggio all'enogastronomia locale

I mantovani nel mondo hanno raggiunto anche il Canada. Nella capitale culturale del Quebec Montreal, Rudy Marcolini, produttore televisivo di "Prime Communications" di mamma mantovana, ha pensato di riunirli. Per il momento ne ha chiamati a raccolta un centinaio ma, dice, la maggior parte vivono a Toronto, lì dove si muovono i fili dell'economia del paese nordamericano. E lui, arriverà a contattarli presto. L'obiettivo è giungere numerosi a settembre del 2001. Allora Montreal ospiterà un sogno diventato realtà. Da tempo, Marcolini accarezza un'idea: portare sulle tavole dei canadesi i prodotti tipici della gastronimia mantovana. Primi fra tutti: le pere e i tortelli di zucca. Ma non solo: c'è la storia dei Gonzaga che da quelle parti conoscono poco, la tradizione contadina della valle del Mincio, la capacità imprenditoriale e creativa. Così, con la "grandeur" che contraddistigue chi lavora in televisione, ha immaginato il mega-party: una super festa da ottocento invitati e un centinaio di milioni d'investimento, organizzata in uno dei palazzi più belli di Montreal per la fine di settembre del 2001. Ospite d'onore sarà la cultura mantovana, e a portarla dall'Italia ci sta già pensando Daniele Marconcini. Le istitutzioni e le realtà produttive cittadine collaboreranno attraverso la fornitura di abiti d'epoca, prodotti eno-gastronomici doc, ricette antiche tratte dal librone goloso di Isabella d'Este. Da Montreal faranno il resto: il mega-party. Hanno già aderito il Comune della città canadese, l'istituto culturale italiano, l'ente nazionale del turismo, e naturalmente l'associazione mantovani nel mondo.


torna al sommario
DAL GAZZETTINO DI VIADANA
PUBBLICATI DUE VOLUMI A RICORDO DI DON GUIDO TASSONI

Fu vicario a Commessaggio e Parroco a Salina e a S. Pietro
Don Guido Tassoni, Parroco della parrocchia di S. Pietro Apostolo di Viadana è stato ricordato di recente in occasione del secondo anniversario della scomparsa avvenuta il 9 dicembre 1996. Nato a Viadana nel 1923 entra nel seminario di Cremona nel 1937. Ordinato sacerdote il 31 maggio 1947 dall'Arcivescovo di Cremona mons. Giovanni Cazzani viene nominato nell'ottobre dello stesso anno Vicario della parrocchia di S. Albino di Commessaggio dove rimarrà per 11 anni. Nel 1958 viene nominato Parroco di Salina dove rimarrà fino al 1978 quando, a seguito della morte di don Tullio Baldocchi, viene trasferito nella Parrocchia di San Pietro Apostolo di Viadana dove resterà fino alla morte.
Durante gli anni in cui ha retto la parrocchia di San Pietro, Don Guido intensifica gli studi storici su Viadana e compie ricerche genealogiche sulle famiglie viadanesi, come si può constatare dai documenti lasciati. I legami con i discendenti dei viadanesi emigrati in Brasile, che a lui si sono rivolti per ricerche sui loro antenati, divennero così stretti che compirà su loro invito, due viaggi in quel grande paese.

DON GUIDO TASSONI (1923 - 1996)
Il secondo libro, uscito a cura di Giusppe Fusi ha per I titolo Don Guido Tassoni sacerdote, storico e genealogista
è il quarto dello stesso autore della interessante collana di personaggi che hanno onorato la città di Viadana.. Il
volume riporta le testimonianze di molti parrocchiani e sacerdoti dei luoghi ove don Guido Tassoni ha svolto il suo ministero pastorale. La pubblicazione contiene l'elenco di quanto don Guido ha lasciato: pubblicazioni , carte, e genealogie , il suo testamento spirituale e i resocondi dei suoi viaggi in Togo ( quando accompagnò il vicario don Roberto Tavazzi in missione) e in Brasile ad incontrare i numerosi discendenti dei viadanesi emigrati colà alla fine dell'800. Il libro termina con una ricca documentazione fotografica dei momenti salienti della vita del sacerdote.

EPIGRAFIA VIADANESE
Il primo volume, dal titolo Epigrafia viadanese, fu iniziato da Don Tassoni e portato a termine da Luigi Cavatorta, attuale conservatore del museo civico Antonio Parazzi.Nel libro, ricchissimo per le testimonianze raccolte, vengono riportate circa 200 epigrafi sparse su tutto il territorio viadanese, ubicate nelle chiese e nei palazzi sia pubblici che privati. Le iscrizioni in latino sono state opportunamente tradotte in italiano per una migliore consultazione facilitata inoltre da un ricco indice dei nomi e dei luoghi

torna al sommario
INTERVISTA A DON TASSONI

Preziosa una intervista a Don Guido pubblicata dalla Voce di Mantova circa tre anni fa che vi riproponiamo dove il parroco, appena tornato dal viaggio in Brasile, ne narrava a caldo le vicende e le impressioni. L'intento del Gazzettino di Viadana, in collaborazione con il presidente dei mantovani nel Mondo dott. Daniele Marconcini sarà quello di riprendere i contatti con i nostri compaesani che vivono oltreoceano. Chiediamo pertanto a tutti coloro che vorranno di collaborare affinchè si possa realizzare un gemellaggio con la città o le città fondate dai viadanesi in Brasile. Progetto questo del gemellaggio del quale si sta già occupando l'assessore Gelati per l'amministrazione viadanese, decisa ad andare avanti in questo splendido progetto che potrà dare sviluppo culturale e sociale ad entrambe le comunità.
(Intervista a Don Guido Tassoni)
D. Da quanto avete contatti con i viadanesi in Brasile?
R. Sono 5 anni che abbiamo contatti con i discendenti dei viadanesi emigrati in Brasile nel 1877 e precisamente nello stato di rio Grande do Sul.
D. Com'è il territorio?
R. Questo stato per clima e ambiente temperato è molto simile alla pianura viadanese (compresa la nebbia) anche se d'inverno non fa così freddo come da noi, ovviamente le stagioni sono invertite.
D. Perchè quei viadanesi partirono?
R. I motivi che spinsero i nostri compaesani ad emigrarefurono la disoccupazione seguita all'unità d'Italia con i primi cenni d'industrializzazione che richiedeva meno mano d'opera, in concomitanza con la cessazione progressiva del flusso commerciale sul Po.
Si pensi ai Mulini sul Po e non ultimo il contrabbando che entrava a far parte delle attività di sussistenza dei viadanesi di quei tempi pre unitari.
D. Quindi fu una crisi economica di passaggio tra un'epoca e un altra la causa di questa diaspora?
R. Si, infatti, le zone più colpite dalla crisi paesi rivieraschi, specialmente Cogozzo e Cicognara, poi Cavallara e Cizzolo e San Matteo, paesi dai quali proveniva la maggior parte degli emigranti.
Da Viadana invece partirono per primi i Bottesini.
D. Per Viadana fu una sorta di esodo quindi?
R. Già pensi che solo da Cogozzo in un'unica volta partirono in 58, ben 13 famiglie. Partirono gli Anversa, Maffini, Mozzini, Biacchi, e ancora, i Poltosi e Sanfelici (uno dei quali perse la vita durante il viaggio). Da Viadana partirono ancora Luigi Bottari con 7 membri della sua famiglia, e ancora Carlo Rossini e alcuni dei Boldrini di Cogozzo.
Presero il mare a bordo del piroscafo Isabella. Era l'ultimo giorno dell'anno 1877 e in totale i mantovani erano circa 400.
D. Don Guido, ma come mai scelsero proprio il Brasile e quella zona in particolare per emigrare?
R. Fu proprio un desiderio dell'allora imperatore brasiliano Pedro Il che intendeva così sviluppare l'agricoltura
del suo paese , e nessun agricoltore al mondo era migliore dei viadanesi in questo campo. Quinti l'imperatore affidò a ci capofamiglia 22 ettari di forest vergine, distante 400 chilometri porto più vicino.
D. Quando giunsero alla "terra promessa" i viadanesi quindi trovarono solo una natura selvaggia invivibile per le persone civili.
R. E' proprio così, ledifficoltà iniziarono immediatamente, prima occorse disboscare il terreno seminarvi fagioli e granturco contestualmete costruirsi un riparo decoroso. Bisogna inoltre considerareche ricevettero un sussidio governativo (consistente in sementi, attrezzi e bestiame) poi dovettero far esclusivamente con le loro forze.
D. Insomma in Brasile trovarono stessa miseria dalla quale fuggirono
R. Infatti, per iniziare a vivere decorosamente dovettero passare trent'anni, ovvero fino alla Grande Guerra. Fecero proprio una vita pionieri lottando a mani nude sopravvivere e per acquisi definitivamente la proprietà della terra
D. A questo punto si stenta a cai come poterono farcela.
R. Fu solo grazie all'esperienza acquisita sui campi viadanesi generazioni a dare la loro modo di far fiorire una foresta e trasformarla in campi ben ordinati e con ottime rese, multiple rispetto ai contadini autoctoni di lunga meno esperti in agricoltura.
Fiorirono anche le loro città col tempo raggiungendo dimensioni anche di 200 mila abitanti per la maggior parte immigrati Mantovani e Veneti. I viadanesi che nel secolo scorso erano sfruttati dai proprietari terrieri o dediti a pesantissimi lavori sul fiume furono animati dal grande sogno di diventare a loro volta padroni della terra e della propria vita.
D. A quel tempo non c'erano i trattori...
R. No, infatti e gli attrezzi rudimentali, ma la forza dei viadanesi fu nel numero dei figli (15 o 16 per famiglia) che diedero la mano d'opera per l'immenso lavoro che era necessario per sopravvivere.
D. In che città vivono i viadanesi del Brasile?
R. Non è una sola, io ho visitato fra le altre Caxias do Sul dove i viadanesi hanno costruito un economia fiorentissima, molto superiore alla media brasiliana. Ovunque si vedono insegne recanti nomi viadanesi: Mazzucchi o Mozzini tanto per far degli esempi, con fabbriche di legname, industrie meccaniche e soprattutto produzione di vino sviluppatasi grazie alle viti importate da Viadana. Ecco queste aziende vinicole sono localizzate prevalentemente sulle colline delle citta di Garibaldi e Bento Consalves.
D. Un'ultima domanda: cos'è rimasto di Viadana nella cultura dei nostri emigrati?
R. Della lingua italiana, solo i vecchi parlano ancora il dialetto viadanese, i più giovani invece parlano solo il portoghese


torna al sommario
Salame mantovano sotto processo

Va messo al sicuro dalle severe norme comunitarie? Dibattito l'8 aprile.
La Regione Lombardia decide le specialità che potranno godere della deroga ed essere salvate dall'estinzione

Stavolta il salame tipico sarà davvero fatto a fette. In ogni caso, sia che venga mandato assolto sia che subisca una condanna. Il processo all'insaccato mantovano (se davvero può sussistere l'aggettivo qualificativo geografico) si svolgerà sabato 8 aprile a partire dalle 10.30. Fa bene o fa male? Davvero può godere della denominazione della tipicità? Ha una storia artigianale che va davvero difesa in ambito normativo nazionale e comunitario? Perché salvare il salame nostrano? Al dibattimento parteciperanno il presidente nazionale dell'Arcigola Carlo Petrini, lo scrittore e giornalista di cucina Beppe Bigazzi (ospite fisso a "Unomattina"), specialisti dell'alimentazione, medici e gourmet. E il 12 aprile la Regione decide davvero.
Dunque va subito messo in chiaro che la manifestazione dell'8 aprile sarà una solenne e scientifica provocazione. Che si collega al summit sul salame mantovano che si svolse in Camera di commercio nel novembre scorso. Già il titolo la dice lunga sulla piega che prenderà l'incontro e con quale stato d'animo gli organizzatori stanno facendo il loro dovere: "Arrestate quel salame".
La condotta virgiliana dell'Arcigola Slow Food e la locale rappresentanza della Confederazione italiana agricoltori stanno mettendo in piedi questo happening sulla "giustizia alimentare, dei sapori e dei saperi" proprio in vista di un atteso e determinante pronunciamento della Regione Lombardia.
Esattamente 4 giorni dopo il "processo" mantovano, il Pirellone è chiamato a decidere quanti e quali prodotti tipici (anzi, tipicissimi) lombardi potranno godere della deroga alla severissima normativa della Ue chiamata in sigla Haccp e per esteso "Hazard Analysis Control Critical Point".
Una legge sull'autocontrollo igienico-sanitario di chi produce alimenti e che esclude per effetto diretto o indiretto (perché troppo complicata, articolata e costosa) chi fa le cose da mangiare all'antica. Bandite le muffe, le fermentazioni vecchio stile, le camere dei salami autentiche...
A suo tempo, grazie a una raccolta di firme sostenuta da Arcigola e Cia (400mila i sottoscrittori), il governo italiano ha deciso di rinviare il recepimento dell'Haccp e ha chiesto alle regioni di stilare liste di prodotti da salvare assolutamente, attraverso una deroga particolare.
Dunque, oltre a sterilizzare, la normativa potrebbe estinguere determinati prodotti vietandone le modalità di produzione ritenute appunto rischiose sotto l'aspetto igienico-sanitario. Ad esempio se si dovesse rispettare la norma, così com'è, l'artigiano che fa salami dovrebbe oltre che risistemare, climatizzare, rendere asettico il laboratorio, anche piastrellare la camera dei salami. Un attentato alla tradizione.
E il salame mantovano è o non è nel paniere della Regione? Sono in parecchi a dubitarne. Ecco perché lo Slow Food Arcigola (che conta nella provincia circa 300 soci) e la Cia sono in mobilitazione. Il responsabile della condotta mantovana - seconda in attività in Italia, dal 1984 - Gilberto Venturini è pronto a dar battaglia. Nella nuovissima sede del circolo, che porta il nome gastro-lirico "Operaghiotta" e che è davvero stata concepita come un teatro dove si rappresenta il gusto, l'8 aprile si svolgerà il "processo" a porte aperte e con assaggi finali. E non soltanto: Venturini ha avuto un'ottima intuizione nell'escogitare il titolo della manifestazione gastronomica che precederà il dibattimento. Esattamente martedì e mercoledì prossimi si svolge il "Viaggio sull'arca del gusto", ovvero tra il "meglio della produzione agro-alimentare minacciata dal diluvio della omologazione industriale". "Operaghiotta" si trova in via Bachelet 12 a Mottella di San Giorgio. Per informazioni è possibile telefonare allo 0376-323700 o allo 0335-269903.

Assolvete quell'insaccato all'aglio.
Dentro c'è carne e anche cultura
Medici, intellettuali e l'affettato

pav

IL DIETOLOGO. Stefano Bossi, medico specialista in scienza dell'alimentazione e in endocrinologia: "Guardi, nessuna controindicazione se la persona è sana, non ha particolari patologie, come il diabete, la cardiopatia, e non presenta valori sballati per quanto concerne trigliceridi e colesterolo. D'altro canto il salame è un alimento tipico delle nostre terre, e un consumo equilibrato non può certo fare male. E' evidente che è un problema, come per tante altre cose, di quantità, anche se oggi si tende a promuovere delle vere e proprie cacce alle streghe prive di qualsiasi fondamento scientifico. Se lo mangio? Certo che sì. Sono convinto che non ci si possa negare un piacere, sempre tenendo a mente che il consumo dev'essere dettato dal buon senso, e che una buona dieta è quella ricca e varia".
IL RISTORATORE. Antonio Santini, patron del Pescatore di Canneto sull'Oglio: "Mangiato di pomeriggio, magari con un buon bicchiere di lambrusco frizzante, il salame mantovano ha un fascino straordinario. Se va tutelato? Sicuramente sì: e credo lo possa fare soltanto la grande industria. Come accade con la Levoni, azienda che lavora benissimo, e che produce un salame mantovano. Le caratterisiche che deve avere? Non è un felino, né una soppressa; ha media struttura, grande sapore e intensità".
LO SCRITTORE. Salvatore Gelsi, docente di storia di cinema all'università di Ferrara, autore di "Ciak si mangia!", primo dizionario del cinema in cucina: "Il binomio cinema e salame mantovano si trova in 'Novecento' di Bernardo Bertolucci, dove Gerard Depardieu, che di mestiere fa proprio l'uccisore del maiale, il norcino, scaglia contro De Niro, figlio del padrone, un salame. Un gesto che ha una doppia valenza: sociale, di sfida a chi comanda, e sessuale, dal momento che la contesa riguarda anche la bella Dominique Sanda".
LO PSICHIATRA. Enrico Baraldi, psichiatra e scrittore: "L'alimentazione non è soltanto un introdurre cibo, ma comporta significati simbolici ed emotivi straordinari. I piatti caratteristici, dai tortelli al gras pistà, sono poi fondamentali nella cultura di un popolo. Il salame in particolare, per la sua forma, sembra rimandare a fantasie di carattere sessuale. Ma mi sembra fin troppo banale: in realtà il lavoro di paziente attesa che sta alla base della sua preparazione mi fa più pensare a una mentalità di rinvio del piacere effimero, che è in fondo la mentalità portante della cultura mantovana".

Lo scrittore di cucina Dall'Ara sposta il bersaglio
Ma c'è chi dissente 'Da salvare è la salamella'

di Renzo Dall'Ara

"Diamo del salame a tutti!": non era l'incitamento ad essere villanzoni e spregiativi, ma lo slogan escogitato nel novembre 1999 per un festival nel quale, implicitamente, l'insaccato mantovano si ergeva protagonista, mettendosi a confronto con il resto dell'Italia affettata (a mano, s'intende).
Ora, se molti mantovani difendono un convincimento profondo, è che un "Salame mantovano" intanto esista e non solo nella geografia dei prodotti ma con caratteristiche tanto nette da non essere confuso con altri.
Sarà, ma intanto a Bruxelles ancora non se ne sono accorti e la DOP, Denominazione d'Origine Protetta, l'hanno ricevuta altri salami come Varzi, Brianza, Piacenza.
Fin dagli Anni Novanta ci stiamo provando anche noi, puntando all'IGP (Indicazione Geografica Protetta): la procedura, era stata avviata dall'Ass.I.Ca., Associazione Industriali delle Carni di Confindustria, ma ormai credo se ne siano perdute le tracce. Fra l'altro la zona di elaborazione del "Salame mantovano" veniva allargata ai territori della Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, il che corrisponde ad una logica industriale, che guarda a quantitativi destinati al mercato nazionale se non internazionale e valuta quella tipicità come una voce in più in listino, accanto alla Ventricina calabrese o allo Speck.
Il silenzio dell'Unione Europea e il tiepido interesse dei maggiori produttori non rappresentano un elemento scoraggiante per gli esteti di un made in Mantua ancorato al DNA manifatturiero e artigianale.
È un atteggiamento quanto meno condivisibile per la parte ovvia, lapalissiana ma insuperabile: il salame è buono quand'è buono, per qualità delle carni, salubrità di processo, dosaggio delle componenti, giusta maturazione e non dimentichiamo il rapporto qualità-prezzo. Al resto dovrà pensare il marketing, calcando sull'origine.
Tenuti fermi questi presupposti, nella filosofia norcina ed in corso d'opera interviene la nuance, il tocco distintivo di mantovanità che - opinione personalissima e quindi ancor più confutabile - credo non possa andare oltre il sentore d'aglio, peraltro un po' debole da solo come indicatore e marchio di provenienza.
Leggo sul "Catalogo di tutti i salumi ed i salami italiani" di Riccardo Di Corato (ideaLibri, 1984) alla voce "Salame all'aglio" che è "diffuso pressoché in tutt'Italia" sia pure con "un'area prevalente a cavallo del Po, tra Cremona e il Piacentino".
Partendo dal Saggicciottu abruzzese-molisano e arrivando al Salame veronese, di varietà ne vengono poi segnalate addirittura 52: non è la Bibbia degli insaccati, magari manca proprio il 53º, il Salame mantovano ma il dubbio della disinformazione non regge, perché viene citata invece la Salamella descritta come "tipica del Mantovano e del Cremonese".
Idem per la "Grande enciclopedia illustrata della gastronomia" di "Selezione dal Reader's Digest" che non include il mantovano tra i salami considerati mentre dedica una voce specifica alla Salamella, insaccato "tipico della provincia di Mantova".
Del resto al riconoscimento della tipicità della Salamella c'è arrivato da solo il mercato: basta andare in giro per Milano e si vedono i cartelli indicatori nelle gastronomie, da Vip o in periferia.

"DE HONESTA VOLUPTATE" DEL PLATINA
Il maiale nel Rinascimento? Un animale umido

Riportiamo un passo del trattato "De honesta voluptate ac valetudine" dell'umanista Bartolomeo Sacchi, il Platina (1421-1481).

La carne del maiale è tanto umida che non è possibile conservarla se non sotto sale. E' questo un animale molto ingordo e perciò abbonda di sangue e di calore. Preferisce stare sulla terra umida, nella quale si avvoltola per temperare il proprio calore. I lupi ne sono eccitati a tal punto che arrivano a sbranare la carne del maiale quando è ancora vivo. I maiali sono soliti recarsi frequentemente presso i corsi d'acqua per poter mitigare l'eccesso di calore. Non c'è animale che raggiunga la grassezza del maiale... La scrofa è pronta a generare quando raggiunge l'età di un anno: la sua gravidanza dura quattro mesi e poi, per altri due mesi, allatta i suoi nati. Intorno all'anno, il maiale è maturo per essere messo in conserva; il giorno che precede la macellazione conviene non dargli da bere, in maniera che la sua carne resti più asciutta. Poi si sala con cura affinché non imputridisca o prenda qualche cattivo sapore o venga sciupato dai vermi o dai tarli; dopo di che lo si taglia a pezzi, che si mettono in un barile con la cotica rivolta verso il basso... La gente di campagna, non a torto, chiama la carne di maiale "succidia", poiché serve a molti usi; e così usa dire anche dell'orto, che chiama la sua seconda carne di maiale...


torna al sommario
Testo dell'intervento del Sindaco al convegno tenutosi a Mantova su:

Le infrastrutture per lo sviluppo nell'Italia che cambia.

Signor Presidente del Consiglio on. Massimo D’Alema, Le porgo il saluto della città e dell'Amministrazione cittadina. La sua Presenza, Signor Presidente è per noi motivo di orgoglio, tanto più se al centro della nostra riflessione sta il tema delle reti infrastrutturali necessarie a rendere sempre più competitivo il sistema-Italia. Non a caso nel convegno di questa mattina ci siamo occupati dello sviluppo della "Società dell’informazione" e del commercio elettronico mentre oggi parliamo delle infrastrutture primarie.
Ringrazio per la loro presenza il Ministro dei Trasporti e della Navigazione Pierluigi Bersani, i rappresentanti di governo e parlamentari, le autorità, gli esponenti del mondo finanziario, economico, produttivo e sindacale, e ringrazio tutti coloro che hanno voluto essere presenti a questo appuntamento.
Noi oggi abbiamo la piena consapevolezza che Mantova, pur essendo una piccola realtà, con le scelte compiute in questi anni può dare un importante contributo ad un’area territoriale significativa per la nuova fase di sviluppo che si sta avviando. Per quanto ci riguarda si è conclusa la fase in cui ci si limitava a chiedere al governo centrale o regionale di intervenire con proprie risorse in assenza di progetti credibili e ampiamente condivisi.
Siamo consapevoli di ciò che Mantova oggi rappresenta. Una recente indagine del Sole 24 Ore ha individuato nel triangolo Brescia-Verona-Reggio l’area dove si concentra la maggior ricchezza pro capite e insieme l’economia più dinamica ed innovativa del Paese. Mantova si colloca al centro di quest’area, nella quale anche Verona ha un ruolo di grande rilievo. Del resto l’economia della nostra provincia si segnala per ritmi di crescita tra i più elevati della Lombardia. Quinta provincia in Italia per ricchezza pro capite prodotta, con 37.261 imprese attive un impresa ogni nove abitanti - Mantova ha un indice della ricchezza prodotta superiore del 20% rispetto alla media nazionale e del 2% del nord-est allargato; la vocazione industriale è del 40,4% rispetto al 28,7% della media nazionale e al 33,7% del nord-est allargato; il rapporto import-export, rispetto al prodotto interno lordo, nella nostra provincia è del 63,2% rispetto al 37% della media nazionale e di 13 punti in più rispetto al nord-est allargato.
Questi dati dimostrano che il ruolo assunto dall’imprenditoria mantovana non è frutto del caso. L’economia qui non ha mai smesso di correre, ma l’entrata nell’Euro e la nuova condizione di stabilità del Paese stanno creando le condizioni per una nuova fase di sviluppo come dimostrano i dati sull’occupazione con 1.000 posti in più nel ‘99 ed un saldo attivo di 13.000 nuovi avviati al lavoro rispetto ad un totale di 115.000 occupati.
Mantova è già un’area europea ed internazionale; un’area che deve saper guardare alle nuove condizioni della competizione.
L’elemento di novità in questo scenario è rappresentato dal ruolo dei governi e delle istituzioni locali nel creare le condizioni per lo sviluppo e promuovere la competitività del territorio.
Per questo si pone con forza l’esigenza di un "Patto per la competizione" che superi i limiti dello sviluppo passato e valorizzi le potenzialità dei territori.
Mantova oggi si presenta con proposte innovative, concrete, credibili, coerentemente inserite nel più vasto programma di ammodernamento del nostro Paese.
La creazione del Comune holding e dello Sportello Unico, che in nove mesi ha dato 16.300 risposte a cittadini e imprese, l’accordo del 4 febbraio scorso con Telecom per il progetto "Mantova città digitale" finalizzato all’infrastrutturazione informatica ad alta tecnologia dei servizi pubblici, l’intesa tra Camera di Commercio e Banca Agricola Mantovana per la creazione della Borsa merci via internet, testimoniano l’importanza della concertazione e la consapevolezza del ruolo che possono e devono assumere le istituzioni locali.
In questo contesto la grande scommessa che il nostro territorio intende vincere per il proprio futuro riguarda il ruolo che sta assumendo nell’ambito dell’ammodernamento del sistema infrastrutturale primario e dei nuovi collegamenti nazionali ed internazionali. Nell’ottica di sistema d’area tra le provincie di Brescia e Verona, Mantova con Valdaro può offrire l’intermodalità dell’acqua, cioè il collegamento con il Po e il canale navigabile Fissero-TartaroCanal Bianco, e quindi l’Adriatico, ai prodotti che hanno come terminale gli aeroporti di Ghedi e Villafranca e il Quadrante Europa.
La sottoscrizione a Mantova del Protocollo d’Intesa del 31 marzo ‘98 relativa al polo logistico di Valdaro configura un assetto trasportistico combinato in grado di dare a quest’area del Paese nuovo impulso in un’ottica europea, coniugando sviluppo e tutela dell’ambiente.
Il nostro territorio si sta inserendo in un sistema competitivo con interporti già esistenti come Verona, Bologna, Padova, superando un ritardo storico sul piano delle infrastrutture. Ma l’indagine sul polo di Valdaro, commissionata dalla BAM-MPS al maggior istituto nazionale di studi sui trasporti, 1’ISFORT, segnala che i ritardi accumulati nel passato devono essere un elemento di stimolo per proseguire velocemente nel completamento delle opere iniziate.
Secondo lo studio, che identifica la provincia mantovana come un significativo corridoio di sviluppo economico, tra le aree più forti del Paese, il progetto di piattaforma logistica presenta in generale prospettive di grande interesse, in grado non solo di integrare gli altri centri intermodali ma di avere una propria funzione specifica; innanzitutto per la sua collocazione di baricentro nell’area più sviluppata del Paese.
In questo quadro, lo spazio economico per la localizzazione di un bacino intermodale nell’area mantovana appare senz’altro promettente, soprattutto per la possibilità di costituire il principale snodo per la promozione del traffico merci su vie d’acque interne.
Ciò significa che la vocazione agli scambi della nostra realtà economica è un dato strutturale.
La scommessa che attualmente interessa l’Italia, così come gli altri paesi del bacino del Mediterraneo, è quella della possibilità di ridirezionare alcuni importanti flussi di merci che oggi attraversano il Mediterraneo e approdano ai porti del nord Europa attraverso l’Atlantico. Rispetto a questa prospettiva, l’Italia può divenire la piattaforma logistica degli scambi e Mantova, con il sistema idroviario padano-veneto, per la sua particolarità, assumere un ruolo estremamente significativo. L’Adriatico, che è già di per sé un punto di snodo interessato da percentuali consistenti del mercato mondiale del trasporto merci, può avere altri terminali tra cui Valdaro che all’Adriatico può essere collegato usufruendo sia del Po sia del canale Fissero-Tartaro-Canal Bianco. Valdaro può integrare le tre modalità in modo originale e pressoché unico nella Pianura Padana sull’asse del Brennero: la strada, la ferrovia e l’acqua. Questa è la grande opportunità che ha una sua prospettiva dentro processi economici a livello europeo e mondiale. Questa è la scelta strategica che noi abbiamo assunto per rafforzare la competitività del nostro sistema.
A che punto siamo? Le scelte strutturali di fondo sono state compiute e siamo entrati nella fase operativa.
Il Piano regolatore dell’intero comparto di Valdaro è definito; sono state realizzate opere di urbanizzazione per 4 miliardi e altre, per un valore superiore ai 10 miliardi, verranno appaltate entro il 2001. A fronte di questi rilevanti investimenti pubblici si sono attivati 90 miliardi di investimenti privati per nuovi insediamenti produttivi, di cui 28 già effettuati e 62 programmati entro il 2001. E di fronte all’esaurimento delle aree disponibili l’Amministrazione Comunale ha dovuto reperire nuove aree di espansione per soddisfare le richieste di nuovi insediamenti.
Per quel che riguarda il Porto, sono stati appaltati dall’Ente Porti i lavori della Conca di Valdaro per un investimento di 13 miliardi; l’opera consentirà all’Enichem e alla Belleli di non transitare più per il Mincio, cioè per la vecchia Conca di Governolo.
Entro l’anno 2000 si darà corso ai lavori per la costruzione della nuova sede della Dogana di Mantova, per un investimento complessivo di quasi 3 MLD, che verrà realizzata grazie alla
collaborazione pubblico-privato fra il Consorzio CO. SV.I.M, la cui trasformazione in s.p.a. è in atto, e l’Associazione Industriali e che sorgerà al centro del comparto industriale.
Entro il mese di marzo si terrà la conferenza di servizi per l’approvazione definitiva del progetto del raccordo ferroviario. Secondo gli accordi intercorsi le FS dovranno realizzare con proprio finanziamento di 7 MILD e 700 milioni - già previsti dalla legge - il fascio binario entro la prima metà del 2002 quale condizione essenziale per rendere funzionale il sistema e per dare concreta risposta alle domande di insediamento che già sono pervenute ma che risultano subordinate alla piena funzionalità del comparto
In relazione all’accordo di Chioggia del 13 marzo 1999 è indispensabile, per essere credibili nei confronti del mondo produttivo, l’adeguamento del Canale Fissero-Tartaro-Canal Bianco alla V classe europea che permetterà alle navi fluvio marittime provenienti dai porti del Mediterraneo di portare le merci senza rotture di carico nella cuore della Pianura Padana.
Infine è necessario pervenire in tempi rapidi all’approvazione dell’istituenda autorità idroviaria.
Tutto questo è possibile coordinando i diversi livelli istituzionali ad un progetto che fa di Mantova uno snodo di un’area compresa tra Brescia, Verona, Reggio e Parma e sull’asse Modena-Brennero che sempre più assume rilevanza nei processi economici e sociali del Paese.
E questa scommessa, Signor Presidente, con la Vostra Presenza qui oggi, sentiamo di poterla vincere. Gianfranco Burchiellaro


torna al sommario
Saluti, richieste e ringraziamenti

AI MIEI CARISSIMI
Perdonatemi se il messaggio non è personale e singolo come è mio desiderio, ma in questi giorni sono sotto la pressione della scuola . e mi ci vorrebbe pure troppo tempo per mettermi singolarmente in contatto con voi tutti.Ma non posso dilazionare questa notizia, che mi è giunta da poche ore e che appartiene anche a voi.Oggi, 9 marzo, con comunicazione fraterna e formale, la mia Direzione Generale mi ha assegnato al servizio missionario saveriano qui negli USA.Inoltre mi ha concesso di continuare i mie corsi di spiritualità a Berkeley per un secondo anno, studi già iniziati il settembre scorso.Vi dico la verità, mi sento anche contento di questa decisione, che pone fine ad un lungo cammino di discernimento, preghiera e dialogo, anche se mi spiace moltissimo di dover posporre il mio ritorno in Sierra Leone di anni!Ad ogni modo, mi conforta di essere chiaramente nella volontà di Dio ed insieme di poter contare sul vostro sostegno e sulla vostra preghiera. Ringrazio tutti e ciascuno di voi per ciò che mi siete, nella unicità del vostro cuore, della vostra fede, della vostra comunione!
Che il Signore vi benedica, moltissimo! Con la mia preghiera e il mio affetto,
Luigi
REV. LUIGI BRIONI s.x.Don Bosco Hall 1831 ARCH STREET BERKELEY CA 94709-1309 USA
Personal Tel.: (510) 204.0809 E-mail:
luibrioni@aol.com

Ringraziamo infinitamente per il regalo e per il gentile pensiero da Lei offerto durante le feste Natalizie. Fu veramente interessante la Sua scelta del materiale spedito e ogni articolo con un valore intrinsicamente proprio.Il lavoro monumentale di Gino Costa mi fa ricordare le conversazioni di mia madre che qualunque che voleva discutere con lei fino all’eta’ di 93 anni doveva essere in "dialet mantuan".I due nastrini di canzoni saranno molto apprezzati dai membri delle nostre scampagnate organizzate dalla nostra associazione Lombardi nel Mondo, un ottimo passatempo durante i lunghi viaggi in Pullman.Fu interessante leggere la cronaca dei tempi passati sulle due Gazzette e quei brani storici che riflettono gle eventi di quei tempi. Di nuovo grazie per il Suo pensiero, specialmente considerando i Suoi impegni.Riguardo la nostra visita in Italia, la nostra intenzione e’ di arrivare a Ostiglia a meta’ agosto dove abbiamo molti parenti con i quali abbiamo ottime relazioni, e da Ostiglia verremo a contatto con Lei per discutere il programma da Lei organizzato.Incluso Le includo un articolo c’ìe mi fu chiesto da un editore americano il quale mi disse che il popolo americano era molto interessato conoscere la storia della presenza italiana in Australia. Il secondo articolo pubblicato dal Messaggero di S.. Antonio "Tagliai canna quand’ero Ragazzo" traccia i miei primi passi in questo paese.Grazie di tutto e specialmente per l’interesse che si prende sul mio conto e augurandoLe ogni bene per il futuro. Distinti saluti, Bruno Ravagnani Sidney (Australia)



Mi chiamo Ivana Solera, Schärmer, anch` io sono una mantovana, abito a Buch bei Jenbach, a 35 chilometri da Innsbruck, in Austria e insegno da 15 anni l`italiano a Schwaz in corsi per adulti, e a Kufstein (città di circa 20.000 abitanti a ca. 75 chilometri da Innsbruck in direzione Salisburgo) in una scuola superiore a livello universitario. Mio fratello, la sua famiglia e mia madre, abitano a Belfiore (ditta Eurogomme). Tutti gli studenti che ho avuto, sono informatissimi su Mantova, e molti incuriositi dalle mie descrizioni, sono venuti come turisti a visitarla.Ora vorrei venire  con ca. trenta studenti di economia Internazionale e fermarmi a Mantova con loro tutto il giorno della  Pentecoste. Naturalmente, essendo la mia città vorrei offrire loro, oltre alla solita visita dei palazzi Ducale e Te, anche qualcosa di particolare, forse un incontro con altri ragazzi di Mantova. Naturalmente sarebbe bello cominciare un rapporto di amicizia, con scambi reciproci.A causa della situazione molto precaria in cui è venuta a trovarsi l`Austria a causa del suo nuovo governo, per i miei ragazzi sarebbe molto importante mostrare che la maggior parte degli Austriaci non sono assolutamente nazzisti.Il 28/100 che ha votato Haider, è formato per la maggior parte da persone che volevano  protestare contro la coalizione precedente (purtroppo qui ci sono solo tre partiti).Ma c`è sempre un 72/100 che non lo ha votato.Anch`io come italiana sono straniera in Austria , ma non ho mai trovato nessuna discriminazione (contrariamente all`Alto Adige) . Anzi , non so se in in Italia avrei avuto la possibilità di arrivare fino all`insegnamento in una università. Mi aiutereste in questo intento? Ve ne sarei molto grata !Aspetto con grande impazienza la vostra risposta.Tanti saluti a Voi e alla mia Mantova                                                     Ivana Solera   P.S.Ho scritto anche al sindaco, ma fin`ora non ho ricevuto risposta.   i.schaermer@tirol.com     Cara Ivana, l'AMM sarà molto lieta di collaborare con te e di sviluppare rapporti di amicizia e collaborazione.    

RICHIESTA DI COLLABORAZIONE DALL'UNIVERSITA' DI MILANO

Ho letto con interesse il progetto Brasile.   Senza impegno: se tre miei studenti del Master vogliono realizzare un progetto di lavoro da presentare in Università a ottobre relativamente alla costituzione di una joint venture in un paese in via di sviluppo (qui basta trovare una azienda con un referente: dopo due tre incontri, anche per posta elettronica loro costruiscono il tutto) tu avresti qualche buona impresa disponibile sotto mano?   Ciao Maurizio Guandalini   Chi intende aiutare il nostro amico Maurizio può scrivere al seguente E-mail: maurizioguandalini@tin.it    

Caro Daniele , non so se devo scrivere: ciao,salve,buongiorno.....comunque sia ...dico ciao.
Mi ha fatto piacere ricevere il tuo messaggio e sarei orgogliosa di far parte della vostra mailing list.
Sono arrivata ad Austin TX nel giugno scorso per un offerta di lavoro fatta a Ezio, mio marito,e credo resteremo qui ancora per 2 anni.Austin e' una citta' molto carina,molto ampia,verdissima e ideale per i bambini(ho una bimba di 3 anni).Quando abbiamo deciso di partire eravamo molto entusiasti e pronti per una grande avventura;lo siamo ancora ma ci siamo accorti ,soprattutto io, di quanto sia importante per noi l'Italia e la nostra invidiabile cultura.
In America la qualita' della vita e' sicuramente migliore:l'aria e' pulita,i laghi sono limpidi,abbiamo un appartamento enorme con piscina,palestra,campo da tennis,etc..........Ma l'Italia e' l'Italia....Mantova e' Mantova!
E' proprio vero che quando si "possiede" una cosa tante volte la si ignora , poi,nel momento in cui ci viene a "mancare" ci accorgiamo di quanto sia importante.Ed e' proprio per questo che le esperienze vanno fatte,e' l'unico modo per poter capire che cosa e' la vita.
Grazie di avermi scritto e a presto.
Cristina
  cristinamn@altavista.com

IL RINGRAZIAMENTO DI MANTOVAOGGI  

Grazie per la splendida accoglienza nel sito Amm. Questa settimana inviamo per la pubblicazione un articolo sugli ultimi giorni della mostra sulle statue delle Grazie. Potrebbe sostituire quello della moda a Volta che 'scade' venerdì 24.
A presto. La redazione di Mantovaoggi, il primo giornale completamente on line di Mantova
  www.mantovaoggi.com
Infoservice, via Imre Nagy 22,46100 Mantova tel. 0376 381313
e-mail:
info@mantovaoggi.com

torna al sommario

Precedente - successivo-

Eventuali contributi all’attività morale dell’AMM possono essere versati presso il Banco di Brescia, Filiale di Mantova- C/C K03500-11500- 4461 oppure utilizzando un vaglia postale con il CCP 10057461, intestati all’Associazione dei Mantovani nel Mondo.

liberatiarts©per
Mantovaninelmondo©99-2000