Notiziario n°45
dell
'Associazione Mantovani nel Mondo n°15 del 27/01/2000

Eventuali contributi all’attività morale dell’AMM possono essere versati presso il Banco di Brescia, Filiale di Mantova- C/C K03500-11500- 4461 oppure utilizzando un vaglia postale con il CCP 10057461, intestati all’Associazione dei Mantovani nel Mondo.

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SOMMARIO notizie principali:

L'Opinione di Luciano Ghelfi :"Visti da lontano" ; "Quando la politica perde la bussola"
Ringraziamenti per Telethon 1999 Una vita da Indiana Jones Dal settimanale : " La Cronaca di Mantova"
Il Saluto all'Ambasciatore Argentino Dalla Gazzetta di MN del 1971 "L'esperienza di Chiara in USA

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COMUNICAZIONE :  
CI SCUSIAMO CON GLI AMICI DELLA MAILING LIST SE ALCUNI NOSTRI NOTIZIARI SONO ARRIVATI DUPLICATI. STIAMO EFFETTUANDO UNA VERIFICA PER ELIMINARE L'INCONVENIENTE.

 

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RINGRAZIAMENTI PER TELETHON 1999 DALLA  BANCA NAZIONALE DEL LAVORO

Spett.le
ASSOC. MANTOVANI NEL MONDO
Via Solferino, 36
46100 MANTOVA

TELETHON 1999

Le manifestazioni di “Casa Telethon” si sono svolte, anche quest’anno, con la fattiva collaborazione di concittadini, autorità, enti ed aziende, che hanno unito il loro impegno al nostro nel raccogliere fondi per la lotta contro le malattie genetiche.
La somma raccolta (oltre 92 milioni complessivi, con un incremento del 33% rispetto all’edizione dello scorso anno) costituisce il miglior risultato nella storia della manifestazione a livello locale.
Quanto sopra non può che tradursi in un sentito ringraziamento a tutti coloro che, come Lei, hannocontribuito in modo significativo al successo della manifestazione stessa.
Confidando di poterLa avere ancora al nostro fianco nelle prossime edizioni, mi è gradita l’occasione per porgere distinti saluti e vivissimi auguri per le imminenti festività.

BANCA NAZIONALE DEL LAVORO -MANTOVA
p/ Comitato Telethon
dr. Mario Leonetti

 

TeleThon MailNews, 26 gennaio 2000 * Gennaio 2000: già raccolti più di 42 miliardi.
  La generosità degli italiani non si ferma più: 
http://telethon.tigem.it/news/20000126.htm
Cordiali saluti,
Comitato Telethon Fondazione Onlus
http://telethon.tigem.it

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IL DISCORSO DI ACCOGLIENZA DELLA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI MANTOVA
TIZIANA GUALTIERI ALL'AMBASCIATORE ARGENTINO IN ITALIA

PROVINCIA DI MANTOVA
Il Presidente

Visita dell’Ambasciatore argentino in Italia:Juan Felix Borgonovo
Incontro con il Presidente della Provincia e con il Sindaco del Comune capoluogo
Palazzo di Bagno,Sala Ovale ,22 settembre 1999 ore 11:00

Saluto del Presidente

Signor Ambasciatore della terra d’Argentina,
E un onore per l’Amministrazione provinciale di Mantova averLa qui stamattina.
Al mio saluto personale si unisce quello di tutti i miei colleghi di Giunta per significarLe il compiacimento per una presenza quale la Sua, Signor Ambasciatore, che testimonia la vicinanza tra due Mondi tanto geograficamente lontani eppure cosi vicini per sensibilità, modelli di sviluppo ed affinità culturali.
E’ pur vero che in epoca di “villaggio globale” sembrerebbe paradossale parlare di
distanze ma, si sa, che nessun sistema di comunicazione telematica potrà mai sostituirsi al piacere di un incontro reale ne tantomeno ad una relazione umana diretta.
E’ l’uomo che costruisce rapporti e relazioni; è l’uomo che impiega le proprie energie ed i propri sforzi alla ricerca di condizioni di vita migliori; è sempre l’uomo che decide di partire, di lasciare tutto, per intraprendere un lungo viaggio, spessodrammatico, che lo conduce in un Paese lontano.
E’ questo ciò che hanno fatto molti Italiani, in un recente passato, e, fra essi, molti Mantovani, che sono approdati in terra d’Argentina e per ciò stesso hanno potuto ascrivere il loro viaggio ad un cammino fortunato grazie all’ospitalità della Vostra gente
e alla generosità della Vostra terra.
Sappiamo, signor Ambasciatore, che, durante la Sua permanenza in Mantova, Ella avrà occasione di incontrare importanti realtà produttive del Mantovano quali sono i gruppi industriali “Mauro Saviola” e “Marcegaglia”. Siamo anche a conoscenza che Ella incontrerà, in Camera di Commercio, una rappresentanza degli imprenditori mantovani che potranno illustrarLe a dovere il sistema economico-produttivo del nostro territorio, con Je sue differenziazioni per Distretti, per avviare così possibili interazioni di tipo economico ma anche sociale e culturale.
Noi, signor Ambasciatore, nel ringraziare l’Associazione Mantovani nel Mondo che ha promosso quest’occasione d’incontro, Associazione che ha anche in Buenos Aires un importante Circolo, presieduto dalla signora Evandra Massanti Gardini, noi, dicevo,
signor Ambasciatore, ci limitiamo, in questo nostro cenno di saluto, a rappresentarLe la gioia, tutta umana, di averLa qui quest’oggi e di avere, con Lei, tutta la Sua terra e la Nazione argentina.
Buona permanenza in Mantova e nel Mantovano, signor Ambasciatore, e un augurio perché ella possa intrattenere e promuovere proficue relazioni di interscambio produttivo e soprattutto avviare relazioni umane felici.

Tiziana Gualtieri
Presidente

 

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la Voce di Mantova giovedi 6 agosto 1998


 

Castel d'Ario: Andrè Lodi Rizzini, 80 anni, ha solcato i cieli di tutto il mondo
Una vita da "Indiana Jones"

CASTELDARIO - «Nel 1939 ero collaudatore di armamenti aerei per conto della direzione generale dell’armamento a Roma: dieci anni dopo solcavo i cieli sudamericani trasportando... salumi”.
A raccontare questo, che sembra un paradosso, è André Lodi Rizzini, classe 1918, che ora vive a Bonferraro, nel Veronese, da ormai una quindicina d’armi, mantovano d’origine, con tendenze da apolide-girovago.
Il suo appartamento sembra più un piccolo e ben fornito museo etnografico che non una normale casa.
Maschere in legno provenienti dalla Nigeria, piccole piroghe scolpite in legno donategli da un principe nigeriano: strani attrezzi provenienti dal Perù dalla tipica forma usata dagli Incas, ai pugnali indiani, ad archi e frecce di indios della foresta amazzonica, alle migliaia di foto. “Ne ho chilometri - tiene a precisare - scattate in ogni angolo del globo”; alle più prosaiche ma non meno numerose brocche di varia grandezza in terracotta, ricordo dei suoi numerosissimi viaggi. In bella mostra in entrata un quadro sottovetro, si può ammirare una tarantola imbalsamata circondata da bellissime farfalle brasilane.“Tengo come ricordo anche una bella vedova nera sotto vetro”, ci dice quasi orgoglioso... In casa sembra di vivere proprio in Sudamerica. Brasile per l’esattezza. Sia lui che la moglie - "per tenerci allegri”, puntualizzano - dialogano spesso in portoghese, non disdegnando lo spagnolo (di Castiglia) e parlano pure in francese nel ricordo del periodo vissuto nell’isola di Madagascar.
«Un ricordo incancellabile mi porto da quella bella ma maledetta isola africana - racconta Andrea Lodi Rizzini, André sui biglietti da visita-. Dirigevo per conto di un’impresa italiana un cantiere per lavori stradali. Dormivamo nelle roulotte ed una notte un forte vento aprì la porta facendo entrare numerosissime zanzare. Venni punto e mi presi la malaria. Una forma rarissima che grazie alle cure di un medico francese e poi in Italia con dei medicinali che trovai solamente in un convento di Sandrà, nel Veronese, che aveva consorelle missionarie in Africa, riuscii a cavarmela...».
Ma la sua vita da girovago l’ha trascorsa quasi completamente in Brasile dove ha vissuto ininterrottamente per vent’anni e dove continua a tornare quando può.
«Nel 1949, finita la guerra, decisi di emigrare in Brasile richiesto da una ditta italiana di Concordia di Modena che aveva impiantato uno stabilimnento di salumi. Già prima della guerra avevo il brevetto di pilota, mi ero anche iscritto alla facoltà di ingegneria aeronautica dell’università di Roma, ma dovetti smettere perché chiamato alle armi. Passai dunque dai Savoia-Marchetti, Caproni, Stukas tedeschi ad un vecchio “Dakota” americano che serviva appunto alla ditta per trasportare nei Paesi sudamericani i suoi prodotti. Così facevo la spola, con un carico di 25 quintali di salumi, da San Paolo del Brasile, in Perù, Bolivia, Argentina, Stati brasiliani all’interno della foresta amazzonica. Era l' unico mezzo che permetteva collegamenti celeri non esistendo strade se non difficilmente percorribili e pericolose. A tale proposito mi ricordo di un episodio non molto piacevole che mi accadde nella foresta amnazzonica. Una sera tornando a casa in ‘Lambretta’ mi persi nell’intricato dedalo di sentieri in un punto della foresta che gli indigeni chiamato “Capao das cruzes” (Bosco delle croci), tanti erano coloro che sparivano dilaniati dalle bestie feroci. Bene, per non fare la loro fine mi arrampicai su un altissimo albero e vi rimasi fino all’alba per poter capire dov’ero e ritrovare la strada di casa”.
Ha con sé passaporti dei numerosi Stati dove è vissuto, patenti di guida francese, spagnola, nigeriana, brasiliana, ma anche un tesserino plastificato scritto in arabo, un permesso di guida rilasciato a Riyad, in Arabia Saudita. Da giovanissimo, quando correva Learco Guerra, è stato campione regionale lombardo ed italiano categoria allievi. Fino a qualche anno fa, prima di un grave incidente stradale, percorreva media-mente in bicicletta da corsa un centinaio di chilometri due o tre volte la settimana. Ha in bella mostra tre biciclette da corsa, di cui una è stata usata da Eddy Mercx. Ancora oggi ha molti contatti con il Brasile, cura relazioni commerciali e consulenze tecniche per ditte italiane. «La nostalgia è ancora tanta. Quando guardavo i Mondiali, tifavo per i carioca», ci dice con entusiasmo. Nei suoi occhi si riaccende un sorriso, diventano vispi e sembra che lo sguardo si stia perdendo su quelle immense foteste che ha tante volte sorvolato con il suo vecchio ‘Dakota” carico di salumi...
Lino Fontana

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DA UN ARTICOLO DELLA GAZZETTA DI MANTOVA DEL 1971

I FRUTTI DELL'AMORE PER LA TERRA NATALE

È nata a San Paolo l'Associazione dei mantovani residenti in Brasile

Il legame della terra natia, forte quasi come un legame di sangue, spinge sempre coloro che, per motivi di lavoro o altro, abbandonano la propria terra a riunirsi, per stare insieme, per ricordare, per avere modo di parlare di luoghi e di persone conosciute. Accade a coloro che da una città italiana si spostano in un altra; accade, a maggior ragione, a coloro che dalla loro città si trasferiscono all’estero. E accade, in particolare, ai mantovani che per la loro terra hanno un vero e proprio culto, un amore autentico. Cosi, accanto alle varie associazioni di mantovani residenti in diverse città italiane, si è aggiunta ora una associazione di mantovani in Brasile. Si chiama
A.M.B. (Associazione dei Mantovani in Brasile) ed è stata fondata dall’ostigliese prof. Giulio Davide Leoni, scrittore e docente dell’ Università di S. Paolo, animatore della « Dante Alighieri » della metropoli brasiliana.
La notizia della costituzione dell’Associazione Mantovani in Brasile è stata data sul giornale « La settimana», di S. Paolo, che è l’organo della comunità italiana in Brasile. Sul giornale la notizia stata data con grande risalto; vi si riferisce che con il prof. Leoni i componenti della segreteria provvisoria dell’Associazione sono il concittadino prof. Demo Ghidelli e un altro ostigliese, l'ing. Giuseppe Miglioretti. La sede dell’associazione è presso l’AEDA (Associazione degli alunni del Collegio «Dante Alighieri ».
Le finalità e gli scopi che si sono proposti il prof. Leoni e i suoi amici sono semplici: riunire gli italiani originari della provincia di Mantova e residenti in ogni Stato del Brasile per mantenere vivo il ricordo della provincia natale per mezzo di corrispondenza, pubblicazioni, manifestazioni culturali e folcloristiche. Possono fare parte dell’Associazione, come soci aggregati, i mantovani naturalizzati e i discendenti di famiglie mantovane.
Il giornale che ha riportato la notizia della fondazione della A.M.B. non riferisce il numero dei soci; siamo comunque certi che l’iniziativa, attuata negli ultimi mesi dello scorso anno, avrà già ottenuto numerose adesioni. I promotori infatti hanno reso noto scopi e finalità dell’Associazione in tutti gli Stati brasiliani in modo che mantovani e discendenti di famiglie virgiliane possano fare capo a S. Paolo.

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Luciano Ghelfi
un giornalista mantovano alla RAI

Luciano Ghelfi,carissimo amico e socio dell' AMM sin dalla sua nascita, ha deciso di collaborare con noi inviandoci i suoi articoli , pubblicati sul settimanale mantovano NOI, per inserirli sul nostro sito  Internet. Lo ringraziamo vivamente per la sua disponibilità e per l'opportunità che ci ha voluto offrire.
Daniele Marconcini Presidente dell'AMM.

Curriculum vitae
articoli :
Ma quale Mantova vogliono partiti e candidati ?
Quando la politica perde la bussola

 

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UN GRANDE ABBRACCIO A TUTTI DA CHIARA DAGLI STATES

...., mi dispiace di non avere piu' scritto, innanzitutto volevo ringraziarvi degli auguri, e ricambiare, anche se un po' in ritardo, ma al momento ero stata molto impegnata con una produzione di teatro ( parte di un'attivita' scolastica), e cosi' avevo perso un po' i contatti. Grazie per avermi sempre spedito tutto il materiale, lo trovo interessante, ma come ho gia' detto prima, a volte il tempo e' poco e gli impegni sono tanti. In un certo senso sono contenta di avere intrapreso molte attivita', mi servono a rimanere sempre attiva e a non soffrire troppo di nostalgia. E prima di arrivare qua negli States e vivere questa esperienza, non avevo mai avuto modo di provare questa emozione...e' molto forte, quasi indescrivibile, credo che vada al di la' della mancanza di famigliari e amici, e' qualcosa di oscuro, con la quale non voglio piu' avere a che fare. Il Teatro mi ha aiutata moltissimo a superare la nostalgia, e mi ha dato l'opportunita' di conoscere persone speciali, che si preoccupavano per me........sono un po' parte della mia famiglia ora, la mia nuova famiglia.Se ripenso ai primi giorni....e guardo avanti....capisco che sono cambiata moltissimo, prima di arrivare in America ero una ragazzina con la voglia pazza di scoprire questo continente, se non il mondo intero, volevo quasi dimostrare agli altri che potevo anch'io prendere una decisione importante da sola......volevo dimostrare di compiere qualcosa di "grande", ........volevo essere al centro dell'attenzione........you know " she's going to America for one year"........era sulle bocche di tutti i miei conoscenti, volevo sentirmi una star. E cosi' mi sentivo.HO capito tante cose vivendo qua, la piu' importante che non posso essere un'adolescente per tutta la vita, non sono piu' una star, il sogno e' finito, sono semplicemente una persona pronta per crescere, per diventare una donna. Inoltre la vita e' troppo breve per essere sciupata in un sogno invisibile, e troppo bella per essere osservata da un solo punto di vista. Isn't it? Tra una settimana dovrei andare a trovare Silvia, in Indiana, anche lei exchange student, e Matteo dovrebbe raggiungerci da New York. Non vedo l'ora di rivederli entrambi. Credo che siamo diventati molto piu' uniti semplicemente stando qua, ognuno nel proprio stato , e scambiarci le varieimpressioni delle rispettive esperienze.
Grazie per avermi ascoltata.
A presto, Chiara Mirandola
rkyle@erols.com

PS Mando tantissimi saluti a tutti gli altri amici negli States con i
quali non ho avuto modo di instaurare una corrispondenza.

 

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