Eco del viaggio in Brasile della delegazione dell'AMM

Visita nello stato di Spirito Santo dove il 90% dei cittadini ha origini italiane.
Una maestra coi niños de rua In Brasile, per conoscere da vicino la realtà della scuola locale e l'obbiettivo di riallacciare i rapporti coi figli degli emigrati

Che differenza tra le scuole mantovane e le aule di Cariacica! Doppi e tripli turni. Eppure - ha pensato una maestra d'asilo mantovana in visita - anche nella grande periferia brasiliana, maestre e mamme cercano di togliere i bambini dalla strada. I «ninos de rua», con gli occhioni neri e lo sguardo aperto, rischiano la vita e per molti il futuro si apre tra disoccupazione, piccola criminalità, riformatorio.
«Forse servirebbe un progetto educativo che parte dai piccolissimi. Costa meno e dà risultati migliori del recupero degli adolescenti...»: ha osservato Marina Ganzaroli, insegnante del'asilo nido Chaplin di via Conciliazione. Con gentilezza e rispetto, ma forte della sua professionalità. E il prefetto di Cariacica le ha dato ragione. «Proviamoci, ci darete una mano?». Cariacica è una città di 340mila abitanti, satellite di Vitoria, la capitale dello Stato di Spirito Santo, dove il 90% della popolazione è di origine italiana e il 30% ha antenati lombardi. La maestra Marina ci è andata insieme alla delegazione dell'Associazione Mantovani nel mondo. Col presidente Daniele Marconcini, Costantino Rossi dell'Agenzia Innovazione e Sviluppo e Pierluigi Sarzi del Consorzio Export agroalimentare 3P.it. Il viaggio nello Stato «italiano» del Brasile ha avuto molti appuntamenti, ma una finalità principale: riallacciare rapporti con discendenti dei nostri emigranti, che oggi vivono un'alba di speranza. «La dittatura aveva dirottato fiumi di soldi in opere monumentali, creando una voragine di debiti, poi è arrivata la grande crisi economica - racconta Cleber Nobre Ezer, presidente di «Piccole Brasile» a Mantova - abbiamo avuto un'inflazione che un italiano non può immaginare: 60% al mese. Io sono laureato in economia, avevo un negozio, ma ero al disastro e sono venuto in Italia».
Oggi il Brasile si sta risollevando, ma con difficoltà. «E l'Italia è diventata una seconda America». Non c'è solo il miraggio di un futuro migliore, c'è anche la voglia di Italia come modello, un Paese da cui la gente fuggiva per miseria e oggi è uno degli 8 Grandi.
«Abbiamo visitato asili, dove i bambini erano tutti insieme da zero a sei anni - racconta Marina -, le elementari e le medie. C'è tanta buona volontà degli insegnanti, ma hanno bisogno di aiuto. Siamo stati anche all'Orfanato, un doposcuola che accoglie anche bambini rovinati dalla denutrizione».
La delegazione mantovana è stata accolta con entusiasmo: scolari e maestre indossavano una maglietta donata dalla prefettura con scritto «Progetto di collaborazione Italia-Brasile». «Da noi è così - racconta Cleber -, in Brasile o un progetto piace e parte subito, o cade». Marconcini, naturalmente non vuol farlo cadere. Si è aperto un canale, e tante forze mantovane coinvolte: enti pubblici, privati, associazioni, volontariato. Con un impegno particolare di Pegognaga.
C'è il fronte-scuola: maestre mantovane che si preparano a conoscere la realtà brasiliana (sono 500 i carioca tra Mincio e Po) e che andranno a Cariacica, e maestre brasiliane che verranno a Mantova. E poi ci sono i giudici di Santo Spirito che sono già stati qui a verificare che vita aspetta i bimbi dell'adozione internazionale.
E ancora formazione professionale, sempre col meccanismo: vediamo cosa può servire là di ciò che sappiamo fare qui; accogliamo i nipoti dei nostri emigranti per insegnare loro mestieri e tecnologie. Agricoltura d'eccellenza come quella mantovana, ma non solo.
Una sorta di Commonwealth che parte dal basso. «Del resto la Lombardia - ricorda Marconcini - è l'ultima regione nell'attivazione di forme di accoglienza per i discendenti dei suoi figli emigrati».

di Maria Antonietta Filippini
Gazzetta di Mantova

 

Cosa fare per gli Italiani all'estero

di Giovanni Castagna Dir.Culturale Circolo Italiano e Lombardo di E.S.

È difficile far capire a chi risiede in Italia il significato, le necessità e il valore o il peso politico di chi vive all'estero specialmente in un paese latino americano dalle dimensioni del Brasile.
Ci proverò parlando di una realtà locale, lo Stato di Espirito Santo. 
In Brasile sono 20 milioni gli abitanti di origine italiana, ma solo circa 270 mila cittadini sono italiani a tutti gli effetti, ossia con il passaporto regolare. I nati in Italia e che qui si sono trasferiti per lavoro, senza naturalizzarsi sono circa 47 mila. Costoro hanno alle spalle un periodo più o meno lungo di contributi all'Inps, esperienza e partecipazione politica in Italia, contatti con partiti e istituzioni, rapporti commerciali e attività culturali e di volontariato. La legge ordinaria sul voto è valida per tutti, dovrà tenere conto di questi dati. 
Lo Stato di E.S. è uno dei più piccoli geograficamente, ma con il maggior indice percentuale di discendenti italiani di tutto il Brasile (circa 60% su 3 milioni). La regione Lombardia ha fatto notevoli passi in direzione dei cittadini di questo stato. Mi riferisco alle visite dell' Associazione Mantovani nel Mondo guidata da Daniele Marconcini, ma anche alle delegazioni di Bergamaschi nel Mondo e dell'Associazione Gente Camuna. 
Buoni rapporti  mantiene anche con l'Associazione «Piccolo Brasile» che raduna molti brasiliani residenti nel Mantovano. Il Presidente della Regione, Formigoni, nella sua visita in Brasile nel dicembre scorso ha incontrato la delegazione di questo Stato guidata dai responsabili del Circolo Italiano-Lombardo dello E.S. 
È stato ricordato che in questo Stato, per la posizione geografica, per la presenza di 7 porti marittimi, per le possibilità turistiche, commerciali e industriali (petrolio e gas), ma soprattutto per la mentalità e per il facile accesso alle strutture amministrative, ci sono le basi per un maggior interscambio fra E.S. e Italia.
In questo contesto si può capire la seconda visita dei Mantovani avvenuta su proposte concrete:
- l'impegno di questo Circolo nell'indicare e sostenere la presenza di tre sindaci al Congresso sull'ammodernamento delle strutture amministrative organizzato dall'Iila; 
- gli accordi di interscambio tra il Politecnico e la Università Federale;
- il progetto a favore dell'educazione dei bambini da 0 a 6 anni coordinato dalla prof.sa Marina Ganzarolli e Edna Mendes Tavares; 
- i corsi di lingua e cultura italiana; il progetto di gemellaggio con una città della provincia di Mantova; 
- il programma radiofonico con la radio universitaria;
- l'assistenza sociale agli italiani in difficoltà; 
- la realizzazione di consorzi locali sul modello lombardo e di una camera di commercio italo brasiliana.
Questa visita ha avuto tra i suoi momenti importanti una cena (per 320 persone) tutta mantovana con la collaborazione dei cuochi Franco Corniani e Dino Gramostini.


mantovaninelmondo 2001