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In vista degli appuntamenti giubilari, la capitale dei Gonzaga si fa bella. Il progetto "Giubileo 2000", promosso dall'amministrazione comunale, prevede infatti, oltre al riordino della segnaletica cittadina e alla razionalizzazione del traffico, anche un nutrito 'pacchetto' di percorsi che renderanno Mantova più appetibile ai visitatori. Una serie di itinerari ragionati condurranno il visitatore alla scoperta della città e dei suoi capolavori: i luoghi della fede, le case e i palazzi storici e i luoghi della cultura. Al passaggio di Giulio Romano nel capoluogo virgiliano è dedicato un intero percorso, con tappe a Palazzo Ducale (appartamento di Troia, Rustica, Cappella Palatina), Palazzo Te, Portico delle Pescherie, Casa di Giulio Romano e Porta Giulia. Non mancano itinerari che porteranno all'esplorazione del Lago di Mezzo, del Lago Inferiore e delle aree verdi che circondano la città, in una ideale integrazione tra paesaggio urbano e ambiente naturale. Una speciale segnaletica richiamerà all'attenzione del visitatore le tappe più importanti e gli itinerari più agevoli per raggiungere i musei e i palazzi cittadini. I segnali, chiamati 'totem' per la loro forma di parallelepipedo allungato, saranno posizionati nelle piazze. Riporteranno su un lato la planimetria della città, con le tappe dell'itinerario e l'indicazione dei servizi turistici, sull'altro lato la descrizione dei monumenti che si affacciano sulla piazza. Altri cartelli saranno collocati in corrispondenza dei vari monumenti, di cui riporteranno la piantina con una scheda tecnica in italiano e in inglese. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di percorsi illuminati, che consentiranno ai turisti suggestive visite in notturna: già da ora si può ammirare lo splendido colpo d'occhio offerto dalla nuova illuminazione di Palazzo San Sebastiano. (f.b.)

MANTOVA - "Questo sarà più capace, più eterno, più degno, più lieto. Costerà molto meno. Questa forma de tempio se nomina apud veteres Etruscum sacrum". Così l'architetto e umanista Leon Battista Alberti, in una lettera datata 21 ottobre 1470 e indirizzata a Ludovico Gonzaga, descriveva quello che sarebbe diventato il duomo di Mantova e l'opera capitale del Rinascimento: la basilica di Sant'Andrea, edificata sul modello dell'antica basilica romana, da lui chiamata "Etruscum sacrum". A distanza di cinque secoli, la chiesa concattedrale si appresta a ricevere i pellegrini del Duemila in forma smagliante. I restauri da due miliardi, stanziati dalla Fondazione Cariplo, infatti, stanno rimettendo a nuovo la cupola settecentesca progettata da Filippo Juvara, l'architetto dei Savoia, che ideò la basilica di Superga. Dietro i ponteggi che avvolgono la cupola, i restauratori, diretti dal prefetto delle fabbriche delle cattedrali Livio Volpi Ghirardini, sono al lavoro per rifare il maquillage: tra un anno si potranno ammirare i delicati colori settecenteschi, rosa e bianco, che il tempo, l'inquinamento e l'umidità avevano ingrigito. I lavori hanno permesso di recuperare anche la lanterna della cupola, sovrastata da una croce (questa invece è una copia) cui è stata restituita la funzione, che aveva nel 18° secolo, di parafulmine per l'intera città. La croce della cupola è l'elemento più alto di Mantova, dato che dista dal suolo 85 metri. Il restauro interesserà poi anche i capitelli e il cupolino in marmo, che saranno sottoposti a pulitura. Meta giubilare per eccellenza sarà soprattutto la sesta cappella, dedicata alla reliquia del preziosissimo sangue. Com'è noto, la scoperta, avvenuta nell'804, di questa reliquia, fece di Sant'Andrea e della capitale padana una "piccola Gerusalemme", luogo fondamentale della memoria e della fede. Per custodire questo tesoro, la città era stata "promossa" sede vescovile: fu un fatto determinante per il successivo sviluppo di Mantova, che per secoli fu meta di papi, imperatori e pellegrinaggi.
Federica Bellocchio

Mantova, la più amata dagli stranieri

Mantova risulta essere una delle città italiane più amate e preferite dal turismo straniero. La notizia ci arriva dalle pagine del settimanale "Specchio" (allegato de "La Stampa") che pubblica un'indagine della McCann Erickson Italia basata sugli articoli che la stampa estera dedica alle nostre località. Il primo dato che colpisce l'attenzione è proprio il gradimento sempre maggiore delle città "provinciali" rispetto alle grandi metropoli: infatti Mantova conquista un ottimo quarto posto dietro a Paestum, Parma e Siracusa. Evidentemente, il ritmo frenetico, le grandi distanze, le difficoltà di spostamento nel traffico, hanno stancato il turista, che sceglie luoghi più vivibili, a misura d'uomo, dove trova oltre che splendide testimonianze artistiche anche un clima più disteso e famigliare. Mantova è riconosciuta come uno dei centri rinascimentali più significativi e, nonostante venga inizialmente visitata per caso, spesso durante una sosta frettolosa, riesce a incantare gli stranieri, che se ne innamorano e ritornano solo per lei. Dai giudizi che si leggono su "Elle", "Wall Street Journal", "New York Times", "Le Monde", il turista viene affascinato dalla grande quantità di monumenti importanti e indimenticabili racchiusi in uno spazio così limitato, che si possono raggiungere tranquillamente a piedi gustandosi una città sospesa tra passato e futuro senza mai cadere negli eccessi. Altre carte vincenti vengono riconosciute nella cordialità dei mantovani, la tranquillità della zona e, senza dubbio, nella cucina genuina, che unisce la raffinatezza dei Gonzaga con la geniale semplicità della cultura contadina. Un vero e proprio successo per Mantova, che in questo modo si arricchisce di un turismo intelligente che porterà sicuramente a risultati sempre più positivi.
Donatella Masè Dari

Un progetto per entrare in città
Un concorso di idee mondiale per riqualificare il Ponte dei Mulini. Il tramite? La Rete, naturalmente, grazie alla quale circa seimila persone nell'arco di due mesi hanno prelevato il bando del concorso "Entrando a Mantova", promosso dalla Circoscrizione 1 con la collaborazione dell'associazione In/Arch. Il rinnovo dell'assetto viario porterà infatti a ridefinire la funzione degli accessi cittadini, con soluzioni che dovranno tenere conto dell'antico rapporto tra il nucleo urbano e la cerchia dei laghi. E di soluzioni, per la gonzaghesca Porta dei Mulini, ne sono arrivate da tutto il mondo, frutto del lavoro di studenti, docenti e progettisti. Tra i 92 progetti pervenuti, quattro hanno ottenuto il primo premio ex equo.
(f.b.)

Mantovaninelmondo©1999