...Consulta Regionale dell'Emigrazione

Vi informiamo che in data 6 febbraio 2001, su proposta del Consiglio Regionale Lombardo, è stato 
eletto nella Consulta dell'Emigrazione il Presidente dell'Associazione Mantovani nel Mondo, Daniele Marconcini  in qualità di rappresentante del Consiglio.


L'A.M.M. nell'esprimere la propria soddisfazione per tale nomina, interpretando il pensiero del proprio Presidente, ritiene che tale presenza debba essere a disposizione di tutti i Circoli Lombardi all'estero al fine di creare le condizioni per una politica solidale ed unitaria in nome degli interessi della Comunità  Lombarda all'estero. Invita, tutti i Circoli e gli Enti interessati ad inviare  la loro disponibilità per collaborare ad eventuali progetti da svolgere in comune o da porre autonomamente all'attenzione della Regione Lombardia.

Cos'è la Consulta regionale dell'Emigrazione ?

La Consulta ha il compito di esprimere pareri ed indicazioni per l'adozione di interventi ed iniziative riguardanti la finalità di cui all'art. 1 della Legge Regionale 4 gennaio 1985, -n.1 - Norme a favore degli emigrati e delle loro famiglie.
Si allega uno stralcio della legge. 
Attualmente la legge è finanziata per un importo di circa un miliardo di lire.

LEGGE REGIONALE 
4 gennaio 1985, n.1
Norme a favore degli emigrati e delle loro famiglie :

Art.1 (Finalità)

1. La Regione Lombardia, nell'ambito delle sue attribuzioni in attuazione dei principi stabiliti dall'articolo 3 dello Statuto regionale ed in armonia con le iniziative dello Stato, promuove:
a) forme di partecipazione, di solidarietà e di tutela dei lavoratori emigrati e delle loro famiglie;
b) iniziative di promozione culturale tra gli emigrati rivolte particolarmente a sostenere e rafforzare l'identità originaria;
c) interventi a favore dei rimpatriati anche attraverso l'uso delle opportunità disponibili per la generalità dei cittadini lombardi all'uopo adeguate;
d) interventi tendenti a tutelare gli interessi economici e sociali e a valorizzare la professionalità dei lavoratori stagionali e frontalieri.
2. Agli effetti e per gli scopi della presente legge sono considerati emigrati i cittadini della regione, per nascita o per residenza anteriore alla partenza, che abbiano maturato un periodo di lavoro all'estero in qualità di lavoratore dipendente od autonomo, non inferiore ai tre anni consecutivi.
3. Ai fini di tale computo l'attività lavorativa viene considerata rapportata ad un anno se esercitata per un periodo di tempo superiore a sei mesi nello stesso anno.
4. La permanenza all'estero deve risultare da certificazione delle autorità consolari o, in mancanza, da documenti ufficiali rilasciati da autorità od enti previdenziali stranieri od italiani.
5. Sono considerati emigrati i figli ed il coniuge superstite di chi abbia acquisito la qualifica di emigrato ai sensi della presente legge, purchè cittadini italiani.
6. Quando abbiano maturati i requisiti indicati nei commi precedenti, sono ammessi ad usufruire delle provvidenze di cui alla presente legge:
a) gli stagionali, cioè coloro che lavorano in un paese straniero con un contratto a termine di durata non inferiore a sei mesi;
b) i lavoratori che emigrano in un Paese straniero alle dipendenze di un'impresa nazionale, con esclusione di coloro che vi sono inviati in trasferta dall'impresa stessa.
7. Sono esclusi dai benefici della presente legge gli emigrati che siano rientrati nella regione da oltre due anni.
Art.2 (Quadro degli interventi)
1. Al fine di promuovere il coordinamento degli interventi e delle iniziative a favore dei soggetti di cui all'art.1, quali che siano i settori dell'Amministrazione regionale interessati, la Giunta regionale predispone ed attua idonee iniziative in armonia con il Piano Regionale di Sviluppo e nell'ambito delle relative effettive disponibilità finanziarie nei bilanci regionali, avvalendosi del Comitato Consultivo per l'Emigrazione, di cui al successivo art.7.
2. Tali iniziative riguardano in particolare:
a) la verifica periodica dell'entità del fenomeno migratorio nei suoi aspetti sociali, culturali ed economici, avvalendosi anche del "Servizio per l'osservazione territoriale del mercato del lavoro e per l'occupazione" e degli "Osservatori territoriali del mercato del lavoro", di cui agli artt. 8 e 9 della L.R. 24 giugno 1980, n. 95;
b) le iniziative di carattere sociale e culturale a favore degli emigrati all'estero e delle loro famiglie;
c) il sostegno dell'attività di Enti, Associazioni ed istituzioni degli emigrati e delle loro famiglie;
d) l'individuazione di iniziative atte a migliorare i sistemi di trasferimento in italia delle rimesse degli emigrati e dei loro depositi bancari;
e) la previsione di norme perequative volte a rimuovere gli ostacoli che di fatto limitano l'uguaglianza tra i rimpatriati e i residenti;
f) l'attivazione, anche in collaborazione con altri organismi, Enti ed Istituti, degli interventi previsti dalla legislazione regionale, nei settori produttivi, con particolare riguardo alla cooperazione, a favore dei rimpatriati;
g) la realizzazione di interventi nel campo della promozione e dell'aggiornamento culturale, e della riqualificazione professionale dei rimpatriati, ai sensi delle leggi nazionali e regionali vigenti;
h) l'inserimento scolastico dei figli dei rimpatriati;
i) il riparto dei fondi previsti dalla convenzione italo-elvetica, riguardante la quota del ristorno del gettito fiscale derivante dalla remunerazione dei lavoratori frontalieri assegnata alla Regione a norma della legge 26 luglio 1976, n. 386;
m) l'organizzazione, nel territorio regionale, anche tramite gli enti locali od altri enti ed associazioni, di soggiorni, vacanze culturali e viaggi di studio per i figli degli emigrati ed iniziative di turismo sociale e di interscambio con particolare riferimento ai giovani ed agli anziani;
n) l'effettuazione, diretta o tramite idonei istituti e centri di ricerca, di studi strumentali alla programmazione degli interventi prvisti dalla presente legge;
o) le iniziative rivolte alla diffusione di informazioni, anche a mezzo stampa, sull'attività e sulla legislazione regionale;<br>
p) le proposte di modifica ed adattamento delle leggi ordinarie in conformità al punto b), dell'art. 1 della presente legge, nonchè le eventuali proposte di provvedimenti legislativi da sottoporre al parlamento.
3. L'attribuzione dei fondi di cui al precedente comma, lettera i), viene effettuato con deliberazione del Consiglio regionale tra le province interessate dal frontalierato che abbiano Comuni del loro territorio esclusi dai criteri dell'assegnazione diretta da parte del Ministero delle Finanze e tiene conto della consistenza del fenomeno e della situazione economico-sociale.
Le province provvedono ad assegnare i fondi ricevuti in osservanza dei criteri e delle modalità stabilite dalla normativa statale.
4. Per la realizzazione degli interventi e delle iniziative che comportano lo svolgimento di attività all'estero da parte della Regione, la stessa promuoverà l'intesa con il Governo nazionale, nello spirito del coordinamento di cui al D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 - art.4- e al D.P.C.M. 11 marzo 1980.
5. La Giunta trasmette annualmente al Consiglio regionale una relazione sulle iniziative in corso di attuazione, sulla quale il Consiglio regionale esprime il proprio parere entro sessanta giorni.

Mantovaninelmondo 99/2001
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