Parrocchia Sacro Cuore
Repubblica Democratica del Congo li 12/11/2000

Carissimi,
dopo due mesi di silenzio mi decido di scrivervi per darvi le ultime novità sulla situazione di questa mia Missione di  Shabunda. La tensione continua: i MayMay da quando sono rientrato hanno già fatto quattro attacchi per poter prendere il grosso villaggio. II primo novembre hanno combattuto contro i ruandesi che controllano la situazione, per le vie della cittadina: grazie al cielo la gente si trovava rinchiusa nelle capanne poiché l'attacco era iniziato alle cinque e mezza del mattino! Ci sono stati solo 5 morti tra i civile e una ventina tra i MayMay Grazie a voi ho potuto fino ad ora sfamare questa gente bloccata e avere medicine gratis dall'organismo Medici senza Frontiere Più di 1800 famiglie hanno già avuto 3 turni di cibo.

lo ho pagato solo il trasporto aereo. Non potete immaginare la gioia di questa gente nel sentirsi aiutata da voi! Vi chiamano: "I SALVATORI"! Fino ad ora ho speso per trasporto aereo da Bukavu?Shabunda più di 42.000 $ per 60 tonnellate di viveri! Ora sono a secco! Il Signore è veramente con noi! Abbiamo salvato molti bambini anemici, vecchi, denutriti, gente che aveva perso ogni cosa! La pista da dove scende l'aereo è protetta dai soldati del Ruanda e per questo possiamo avere ancora l'aereo che ci porta sacchi e sacchi di farina di granoturco, olio di soia e piselli. Siamo solo due padri, ma nonostante tutto non mai stanchi di ascoltare questa gente nei loro bisogni  per  poter rispondere 

e dare a ciascuno secondo le proprie necessità. Ringrazio il Signore che mi ha dato tantasalute!Solo alla sera posso ritirarmi un po' per pregare e, come oggi, per scrivervi questa lettera. Tutto attorno alla cittadina di Shabunda la foresta è piena di MayMay. Oggi hanno preso 6 persone che hanno rischiato di andare nei campi oltre il grande fiume che protegge il villaggio. Una sola è riuscita a scappare per miracolo e ha raccontato che i MayMay non lasceranno mai in pace il villaggio

 anche se non potranno per ora conquistarlo. Carissimi, vi penso sempre e non smetto di ringraziare il Signore per ciò che fate per questa mia gente: loro tutti i giorni non si stancano di dirmi che pregano per voi e ci supplicano di non abbandonare la Missione poiché sono sicuri che senza di noi sarebbero tutti massacrati! Qui stiamo coltivando ogni pezzettino di terra dentro la cittadina stessa per poter avere qualcosa da mangiare poiché in foresta non è possibile andare. Nel resto della mia Missione 

 ci sono stati massacri e incendi di interi villaggi! La situazione è veramente drammatica! Praticamente siamo imbottigliati! Carissimi, noi facciamo affidamento su di voi! Gli organismi ci danno solo cibo ma senza l'aiuto del trasporto aereo! Tutto è fermo a Bukavu! Vi supplico di non stancarvi ad aiutarci. Possiamo continuare a salvare  molte vite. Non potete immaginare il lavoro che facciamo grazie al vostro aiuto! Sono riuscito a prendere alcune foto anche se mal riuscite e impossibili a darvi il senso della realtà. Comunque ve le mando e fra poco vi manderò pure quelle sui bambini! Pregate per noi e siateci sempre vicini! Che il Signore, giusto dispensatore, possa premiarvi!
Con affetto, a nome anche di tutta la mia gente di Shabunda, vi saluto con tutto il cuore. E grazie!
Padre VALENTI GIAMPIETRO

le lettere successive

Missionario Saveriano P. Valenti Giampietro
Procura delle Missioni Saveriane v.le S. Martino, 8 - 43100 PARMA
  conto corrente postale  00204438

dalla Gazzetta di Mantova


Padre Valenti nel Congo sconvolto dal colpo di stato
I Saveriani: ora sta bene

SABBIONETA. A Shabunda arriva solo l'eco degli spari dalla capitale, in preda al colpo di stato. Padre Gianpietro Valenti, il missionario di Breda Cisoni da anni nella Repubblica Democratica del Congo, si trova ancora nella foresta, a più di 2000 chilometri di distanza da Kinshasa, dove ieri è stata confermata la notizia della morte del presidente Kabila, caduto vittima di un attentato da parte delle sue stesse guardie del corpo. "Padre Valenti è là, in mezzo al pericolo come sempre- confermano dalla direzione romana delle Missioni.
"Padre Valenti è in una zona ad alto rischio, ma questo da anni - spiega da Roma Padre Benzoni, il referente dei missionari che si trovano in Congo - Shabunda da sempre è territorio di scontri tra i ribelli che combattono contro il regime di Kabila e i partigiani locali che invece lo appoggiano. Il pericolo è all'ordine del giorno. Da padre Valenti non ho notizie dirette, ma so che per il momento sta bene . Lì non sono direttamente toccati dal colpo di stato".
E non molto tempo fa era arrivato un appello del missionario preoccupato per la sua gente in Africa.
Padre Valenti si era rivolto direttamente al Papa, al Segretario Generale dell'Onu ed ai Presidenti degli Stati Uniti, del Ruanda, del Burundi e dell'Uganda per chiedere aiuto. "Santo Padre - scriveva Valenti - osare disturbarla comporta una buona dose di presunzione e di ingenuità. Tuttavia a noi non dispiace passare per pazzi, purché la situazione estremamente drammatica di Shabund trovi una soluzione. Qui la situazione è veramente grave, ma è solo una pagina della vasta tragedia che da anni sconvolge i paesi dei Grandi Laghi. L'obiettivo di questa lettera è la speranza che la voce paterna di Vostra Santità faccia risuonare molto forte il lamento di questi poveri. Finché la società internazionale non entrerà con decisione nelle iniziative di pacificazione e summit non produrranno che frustrazione nel cuore di questi popoli. Servirebbe una confederazione dei paesi dei Grandi Laghi, che con l'Onu, dotato di forze armate stabili, riesca a realizzare una sorta di Piano Marshall per l'Africa, che consenta a questi Paesi di raggiungere un progresso dignitoso. 

 

liberatiarts 2001
Mantovaninelmondo 99-2001