Associazione Mantovani nel Mondo
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Prospettive di  orientamento  presentate dal CE.P.A alla Preconferenza degli italiani nel mondo a Montevideo nel  settembre 2000, e a Roma alla Conferenza  Stato  e Regioni - CGIE nel dicembre 2000.
CEPA ARGENTINA - CENTRO PATRONATI ACLI INCA-CGIL INAS-CISL ITAL-UIL 

ARGENTINA : prospettive di  orientamento sulla  "QUESTIONE ASSISTENZIALE"

Dalla necessitá di istituire una prestazione a carattere assistenziale, diretta ai cittadini italiani all'estero che si trovano in condizioni di indigenza e che non possono usufruire di analoghi trattamenti nei paesi di residenza, se ne é cominciato a parlare nel lontano 1975, alla I Conferenza dell'Emigrazione. 

Il problema é stato riproposto con forza nelle successive Conferenze ed incontri internazionali, e nel frattempo il dibattito nel mondo negli ultimi dieci anni sulla crisi dei sistemi di welfare state, é stato spiegato da piú parti, cercando le cause fondamentali di quella crisi nella presa d'atto dell'inadeguatezza dei sistemi di assistenza sociale rispetto ai vecchi e nuovi bisogni di protezione dei soggetti piú deboli.

Se da una parte diamo atto che la classe dirigente italiana ha fatto un passo avanti nel riconoscere l'emigrazione come una risorsa strategica per il paese, d'altra parte, sará necessario mettere a frutto tutte le potenzialitá nella duplice direzione dell'integrazione e dell'identitá. 

Questo obiettivo (integrazione ed identitá) va percorso anche nella dimensione sociale, in particolare sostenendo le fasce piú deboli della collettivitá italiana all'estero, onde evitare il rischio, giá presente nella nostra realtá, dell'insorgere di marginalitá che allontanano dal duplice obiettivo ricordato. 

Se riconosciamo che l'emigrazione é una fenomeno collettivo di grande dimensioni storiche, sociologiche, economiche, di un numero importante di lavoratori italiani, che non cessano di avere i diritti di cittadinanza una volta varcati i confini italiani, bisogna riconoscere anche il nesso fondamentale che la nostra carta costituzionale stabilisce non tanto tra il territorio ed il diritto di cittadinanza, ma tra il lavoro e il diritto di cittadinanza.

I forti ritagli nelle fondamenta dello Stato Sociale in Italia ( e nel mondo ) verificatasi durante gli ultimi dieci anni hanno approfondito , tra gli altri aspetti, la ferita aperta dall'emigrazione nel tessuto sociale di questo paese.

Senza voler cadere nella retorica, é sempre un segno di civiltá la memoria collettiva di un popolo, la capacitá e volontá di fondare le proprie basi sulla solidarietá sociale. Perció vogliamo ricordare che gli italiani all'estero hanno contribuito in maniera determinante con le loro rimesse sia al risanamento dei nostri bilanci, sia alla ricostruzione dell'Italia. Venendo dal passato al presente, é doveroso sottolineare che i cittadini italiani residenti all'estero ed i loro discendenti costituiscono la base principale di consumo, di marketing del made in Italy ed oggi del italian style. Da qui che consideriamo in vigore l'urgenza di regolamentare 

l'istituzione di una prestazione assistenziale per gli italiani residenti all'estero in speciale stato di indigenza, come d'altra parte esiste in altre legislazioni europee come quella della Spagna, che nella presente alleghiamo come modello.

E' evidente che in alcuni paesi dove risiedono gli italiani, in cui lo Stato mette a disposizione dei suoi abitanti gli strumenti sociali idonei per prevenire e combattere la miseria nei suoi diversi aspetti , un intervento italiano non si giustifica (a parte quelli finalizzati al mantenimento ed allo sviluppo della cultura italiana). Ma nei paesi come quelli latinoamericani, dove politiche fondamentalistiche a sostegno dell'economia di mercato hanno smantellato il giá scarso apparato sociale dello Stato, una politica sociale italiana, intesa come rispetto e sostegno al diritto di cittadinanza, é indispensabile.

Siamo consapevoli che ció significa che la politica sociale italiana, pur disponendo di un quadro normativo ed organizzativo generale, deve essere articolato e flessibile secondo la realtá delle varie comunitá italiane nei diversi paesi di residenza. Questo richiede di una normativa che consenta l'articolazione del bisogno non precluso dalla territorialitá come variabile escludente, come dall'altra parte previsto dall'art. 38 , 1° comma della Costituzione italiana.

Non si tratta di istituire indistintamente per tutti una prestazione assistenziale, si tratta di stabilire dei criteri mirati ed articolati per accedere alla stessa, che permettano di garantire proprio per le spese che comporta, a coloro che né hanno effettivamente diritto.

In fondo si tratta di attivare politiche piú attente a sperimentare soluzioni flessibili e condivise, in un contesto , come quello latinoamericano, dove per coloro che vivono in condizioni di estrema povertá non trovano il sostegno necessario per garantire la soglia della sopravvivenza.

Si tratta di pensare ad un sistema di protezione sociale attivo, per affermare le pari opportunitá ed i diritti di cittadinanza, in grado di rispondere in modo articolato alle domande dei settori piú vulnerabili dell'emigrazione, in larga parte eluse.

Per contrastare efficacemente le tesi ricorrenti che propongono di limitare drasticamente la spesa sociale, occorre ricercare il necessario equilibrio che intercorre fra l'opera di risanamento in atto e il rapporto di "convenienza" che un sistema di interventi e servizi sociali produce per lo sviluppo dell'intero paese. Si tratta di assumere una nuova concezione di equitá sociale, prendendo in considerazione le differenze di reddito, di sesso, di etá di collocazione geografica delle persone. 

La Legge deve fondarsi su alcuni criteri d'intervento che dovrebbero garantire il controllo e la qualificazione della spesa sociale che prevedano :

CRITERI DIRETTIVI.
· Paesi che si trovano in condizioni economiche particolarmente disagiate e nei quali non esistano particolari prestazioni assistenziali;
· Essere cittadini italiani emigrati;
· Anziani che abbiano compiuto 65 anni di etá;
· Inabili che si trovino in condizioni verificabili d'indigenza;
· Durata della prestazione (un'anno rinnovabile);
· Individuazione dei destinatari in relazione alle condizioni di reddito riferiti ad una determinata soglia di povertá contestualmente determinata ad ogni singola realtá di paese, ed il collegamento della prestazione con gli interventi previsti in materia di politiche attive per il lavoro;
· Tener conto sia del reddito individuale del soggetto richiedente la prestazione sia del reddito coniugale;
· Stabilire criteri di accertamento e verifica dei redditi;
· Stabilire criteri per la revisione e la revoca.
· Determinare, in accordo con lo Stato di residenza, anche mediante procedure informatiche, la situazione economica del soggetto richiedente in base alle condizioni reddituali e patrimoniali del soggetto stesso, dei suoi conviventi e di quelli fiscalmente a suo carico;
· L'obbligo del richiedente a fornire tutte le informazioni necessarie alla valutazione della situazione economica, nonché tutti gli altri dati e notizie ritenuti rilevanti ai fini dei controlli ;
· Obbligo per le amministrazioni di effettuare controlli incrociati in collaborazione con le rispettive amministrazioni dei paesi ospitanti;
· Coinvolgere i soggetti del terzo settore (non profit) come i Patronati in un quadro di regole finalizzato a garantire efficienza e qualitá dei servizi.

Definire attraverso apposita normativa gli standard essenziali delle prestazioni 
sociali per renderli omogenei superando gli attuali squilibri, potenziando i servizi 
alle persone, a complemento e in alternativa ai trasferimenti monetari, soprattutto nel campo dell'assistenza sanitaria e formativa, proprio per dare centralitá agli obiettivi di integrazione /reintegrazione nella sfera sociale e produttiva. Sará fondamentale pensare alle questioni socio-assistenziali, come problemi demografici del reddito e famigliari, della politica fiscale, del sostegno e tutela della salute, della formazione dei giovani quale risorsa della comunitá, del giusto riconoscimento dei diritti degli anziani non piú in grado di provvedere a se stessi, e del diritto alla partecipazione attiva alla vita democratica dello Stato da parte dei cittadini dovuque risiedano.

Bozza di legge per l'assistenza agli anziani emigrati ed inabili al lavoro.

La legge dovrebbe dare facoltá al Governo nell'ambito del sistema di sicurezza sociale, di stabilire misure di tutela a favore degli italiani non residenti in Italia, in funzione alle caratteristiche dei paesi di residenza.

Art. 1. Obiettivi: Prestazioni economiche individuali con pagamento periodico, destinate agli emigrati anziani e/o inabili al lavoro, destinate a coprire i bisogni basici. 

Art. 2. Beneficiari: 
1. Prestazioni assistenziali per gli anziani: potranno beneficiare di queste provvidenze quei emigrati che siano nati in Italia, e che mantengano la cittadinanza italiana, abbiano piú di 65 anni di etá, e possano dimostrare le seguenti condizioni:
a) Non avere mezzi economici sufficienti che garantiscano la sussistenza per non aver diritto a nessun tipo di beneficio assistenziale o previdenziale nel paese ospitante, di non percepire nessun aiuto pubblico o privato, o che percependolo non sia sufficiente a garantire i bisogni minimimi elementari della vita del emigrante, o delle persone familiari a suo carico.
2. Prestazioni assistenziali per gli ammalati e/od inabili al lavoro: potranno percepire questa prestazione gli italiani di qualunque etá che :
a) siano inabili in modo permanente ed assoluto per ogni tipo di lavoro;
b) Essere stati dichiarati inabili dall'autoritá competente della Sicurezza Sociale o in suo difetto dall'autoritá di collegamento del paese di residenza;
c) Non essere beneficiario o non aver diritto alla prestazione o sussidio di natura analoga, o che anche se avendolo , riunisca le caratteristiche di cui al punto 1 del presente articolo.


Art. 3. Procedura: 
1. Luogo di presentazione: Le domande dovranno essere presentate in appositi formulari negli Uffici dei Consolati o dei Patronati riconosciuti.
2. Le domande dovranno essere corredate dalla seguente documentazione:
a) fotocopia autenticata del passaporto italiano, o di un certificato del consolato di giurisdizione che certifichi la condizione di cittadino italiano;
b) dichiarazione giurata nella quale risulti di non percepire ritribuzioni, rendite o pensioni , e nel caso in cui si percepiscano, bisognerá documentare con certificazione rilasciata dall'Entitá erogatrice gli ammontari degli stessi;
c) Dichiarazione reddituale, o altra documentazione che si reputi necessaria al fine di verificare il diritto;
d) Nel caso di persone ammalate od inabili, certificato medico dell'Istituzione Pubblica riconosciuta; anamnesi lavorativa e formativa, dati anamnestici e clinici, dati previdenziali , conclusioni diagnostiche.

2.2. Ripetibilitá della prestazione:
a) Le prestazioni assistenziali per gli anziani dovranno documentarsi con apposita domanda firmata dall'interessato facendo constare nella medesima che il richiedente é stato beneficiario durante l'esercizio precedente, e documentare che sussistono le condizioni economiche, sociali e/o sanitarie che hanno originato la prestazione l'anno anteriore;
b) Le prestazioni assistenziali per gli ammalati ed inabili al lavoro, si documenteranno con domanda dello stesso contenuto che nel precedente punto a) , ed il certificato medico dell'Istituzione Pubblica dalla quale risulti che la malattia o inabilitá che motivarono la concessione della prestazione originaria persistono.
c) Gli Organismi competenti potranno richiedere la documentazione , od eseguire le verificche necessarie, quando nella documentazione presentata non siano stati sufficientemente dimostrati i supposti che danno origine alla prestazione stessa.

Art. 4. Quantificazione delle prestazioni:
1) La base del calcolo delle prestazioni assistenziali sará quella che determina la 
Legge Finanziaria dello Stato , moltiplicato per un coefficiente che consenta l'adeguamento ai livelli del caro vita dei paesi di residenza, che verrá fissato all'inizio di ogni anno e dall'Organismo competente. Per l'Argentina si puó pensare oggi ad un ammontare annuo di circa dollari USA 3.000, come quello erogato dal Governo spagnolo per i suoi emigrati indigenti. (Prestazione in vigore con Regio Decreto del 10.1. 1989e successive modifiche ed integrazioni, ultimo Reggio Decreto n. 667 , del 23.4.1999, con rispettivo Regolamento di attuazione del 22 febbraio, 2000).
2) L'ammontare della prestazione sará il risultato della sottrazione della base di calcolo fissata nell'articolo precedente, delle rendite o introitti annui che percepisca il beneficiario.
3) Quando a una stessa unitá economomica concorra piú di un beneficiario con diritto alla prestazione assistenziale, l'ammontare della prestazione verrá determinato in funzione delle seguenti regole:
a) all'importo riferito ad ogni paese si sommera il 70% dello stesso ammontare tante volte quanto il numero di beneficiari, meno uno esista in quell'unitá economica;
b) l'ammontare della prestazione per ogniuno dei beneficiari sará uguale al coefficiente risultante della divisione della somma prevista nel punto a) per il numero di beneficiari con diritto a prestazione.
c) Gli ammontari risultanti dell'applicazione dei punti precedenti calcolate annualmente, verrá dedotta dalle rendite o introitti annui percepito per ogni beneficiario.
d) Se l'ammontare del reddito famigliare supera il limite di cumulo delle risorse stabilite, la prestazione o prestazioni verranno ridotte fino a raggiungere il limite stabilito diminuendo equamente ognuna delle pensioni.

Art.5. Effetti economici.
1. Gli effetti economici della prestazione si produrranno dal primo giorno del mese successivo della presentazione della domanda.
2. Gli effetti economici delle prestazioni estinte si estenderanno fino all'ultimo giorno del mese in cui si produce la causa determinante dell'estinzione del diritto.

Art. 6. Natura degli interventi:
1) Gli interventi hanno la condizione di prestazioni assistenziali , non creano diritto soggettivo ed acquisito per i beneficiari degli stessi, e sono vincolati alle disponibilitá finanziarie dello Stato per ogni esercizio.
2) Gli interventi hanno carattere personale ed intrasferibile e non potranno darsi a garanzia di qualunque obbligazione
3) Gli interventi potranno verificarsi in qualunque momento , potendo il Consolato proporre la sospensione o l'abrogazione della prestazione , quando cessino le circostanze che hanno dato origine alla elargizione stessa.
4) Quando il beneficiario cessi di riunire alcune delle condizioni richieste per percepire la prestazione. Se avessi dichiarato il falso, o continuasse a percepire la prestazione, sará obbligato a restituirla nelle quantitá indebitamente percepite, includendo gli interessi legali, senza declinare altre responsabilitá che potessero verificarsi.

Art. 7. Estinzione del diritto:
Il diritto a prestazione assistenziale per anziani emigrati si estinguirá quando il beneficiario concorra in alcuna delle seguenti circostanze:
a) ritorno in Italia;
b) perdita o rinuncia alla cittadinanza italiana;
c) perdita o non sussistenza dei requisiti che motivarono la prestazione stessa;
d) decesso.


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