Associazione Mantovani nel Mondo
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CEPA ARGENTINA -CENTRO PATRONATI ACLI INCA-CGIL INAS-CISL ITAL-UIL 

CONFERENZA STATO E REGIONI - CGIE

Lo scenario della situazione Argentina, largamente rispecchiato dalla stampa mondiale e in particolar modo quella italiana, ci esime di descriverlo ulteriormente.
Richiamiamo peró la vostra attenzione agli sviluppi della crisi in atto, soprattutto per quel che riguarda il sostegno delle garanzie democratiche , in tutte le istanze europe e internazionali in cui l' Italia puó far valere fermamente questi principi. La storia ci insegna che cose terribili possono accadere, e crediamo che l'opportuna attenzione, l'impegno e gli interventi concreti, possono dare un sotegno efficace per evitare che la storia si ripeta nei risvolti piú tragici.

L'occasione di codesta Conferenza puó essere il punto di partenza perché l'Italia possa mettere in evidenza un intervento efficace ed efficiente verso le comunitá italiane all'estero.
Dalla fine di dicembre a questa parte, dall'Italia, le Regioni, le organizzazioni sociali, politiche hanno manifestato la loro volontá attraverso iniziative che aiutino a mitigare la drammatica situazione degli italiani, soprattutto gli anziani ed inabili, i quali soffrono di piú gli effetti della crisi. 
Nella prassi, queste iniziative e proclama di aiuto verso i nostri connazionali non si sono concretizzati. Mentre, il livello di aspettativa e di speranza che queste hanno generato tra la gente, non trovano riscontro nella realtá.

Da qui, che questa Conferenza dovrebbe promuovere un Coordinamento degli interventi tra Stato e Regioni, per garantire la organicitá e l'efficacia delle iniziative a favore della comunitá, previo ad un forte impegno finanziario ed organizzativo da parte dello Stato.

Per la nostra comunitá in Argentina il versante sul quale bisognerá lavorare sará:
- definire un fondo comune di solidarietá per interventi specifici ed azioni mirate, costituito con risorse regionali, da erogare tramite i Consolati e sulla base di regole di trasparenza, nonché con la collaborazione dell'associazionismo regionale;
- verifica e monitoraggio degli indigenti che richiedono degli interventi immediati;
- coinvolgimento delle Associazioni sociali ed umanitarie , religiose, dei Patronati italiani, e delle rappresentanze degli italiani all'estero per gli aiuti ai piú bisognosi, che versino in condizioni di comprovata indigenza. Un più diretto sostegno sociale di natura assistenziale asscurerebbe un sollievo alla popolazione anziana di origine italiana e, indirettamente, alle loro famiglie giá in situazione di disaggio;
- sostenere i pensionati il cui reddito, -nel ns. caso dove la somma della pensione italiana e la pensione argentina- risulti inferiore alla pensione minima prevista dalla legge italiana: L'applicazione immediata ai pensionati Inps all'estero dell'aumento a un milione, secondo quanto predisposto nella legge Finanziaria, n. 448/2001. Solo in Argentina i possibili beneficiari potrebbero essere circa trentamila;
- l'aumento delle somme previste nella Legge Finanziaria per l'assistenza diretta ed indiretta, che sono erogate, con il controllo dei consolati, per garantire i livelli minimi di cure mediche per la sopravvivenza e l'assistenza farmaceutica gratuita;
- inserire con la MASSIMA URGENZA al ordine del giorno della Camera il disegno di legge che prevede la corresponsione di un assegno di solidarieta' agli italiani (alla stregua di una pensione sociale.Vedi ns. proposta);
- attivare le procedure per lo snellimento e velocizzazione delle pratiche per la concessione della cittadinanaza italiana e rilascio dei passaporti;
- coordinamento della raccolta di medicinali e di generi alimentari per mitigare le attuali emergenze;
- riconsiderare le politiche legate ai flussi e alle quote specifiche di emigrati che rientrano dall'Argentina, in particolar modo degli anziani che non hanno fonte di sostegno né familiare né economica;
- snellimento delle procedure per il riconoscimento dei titoli di studio;
- iniziative a sostegno delle imprese di italiani in Argentina, con le quali sia possibile sviluppare un intercambio commerciale. Includendo in questi casi il credito agevolato;
- coinvolgere, oltre le Regioni, i Ministeri competenti per concretizzare gli aiuti.

Data la gravità e l'urgenza della situazione, riteniamo che si dovrebbe adottare poche, ma efficaci misure, preferibilmente attraverso l'uso di strumenti esistenti, come la convenzione bilaterale in materia di sicurezza sociale, o magari perfezionandole, tale il caso dell' Accordo cooprerazione sanitaria all' interno dell' Accordo menzionato.

Si sta manifestando da anni una forte spinta all'esodo dall'Argentina delle giovani generazioni, ma ormai non solo i giovani, ma anche, in questi ultimi giorni, affermati professionisti e tecnici stanno decidendo la via dell' emigrazione. 
Situazione, questa, che potrebbe essere considerata, e pensata come transitoria e funzionale ad una prima risposta all' emergenza, per dare occasione ai giovani di accrescere le loro capacitá, ed esperienze, in tanto che si creano le condizioni per motivare un auspicabile rinserimento nel tessuto produttivo del paese, che dia un definitivo assestamento al progetto di crescita e di sviluppo sociale ed economico dell' Argentina in un contesto d' integrazione con il Mercosud.

Dato che l'emigrazione dei giovani, non solo non é, ma non può essere una soluzione generale per una politica organica di crescita di nessun paese del mondo, tanto meno per un paese come l' Argentina, le cui dimensioni e possibilitá naturali richiederebbero come minimo di moltiplicare la popolazione per innerscare un' efficace dinamica di consolidamento dello sviluppo.
Solo riavviando adeguati meccanismi di sviluppo si potrà trovare una risposta reale alla drammatica e diffusa domanda di lavoro, e dare leggittime soddisfazioni alle attese sociali che palpitano nel cuore di questa societá. 
Qualsiasi altra soluzione sarebbe non solo socialmente ingiusta, ma anche velleitaria. 
E, tuttavia, in condizioni di tanto acuto disagio, é necessario pensare anche a soluzioni che possano rispondere positivamente, in modo, anche transitorio, alla volontà di lasciare il paese. 
Per quanto riguarda la situazione degli italo-argentini si richiede di orientarsi verso queste soluzioni:
- sostegno all'arrivo e aiuto nell'inserimento nel mercato del lavoro per coloro che hanno la cittadinanza italiana;
- definizione di provvedimenti, transitori e speciali ,di ammissione per coloro che pur avendo titolo alla cittadinanza non l'hanno ancora ottenuta per i ritardi nell'espletamento delle pratiche;
- utilizzo di quote privilegiate d'ingresso nell'ambito del decreto annuale sui flussi di ingresso per coloro che non hanno né possono avere la cittadinanza: figli di madre italiana nati prima del 1948, discendenti di italiani, che costretti da esigenze di lavoro abbiano rinunciato alla cittadinanza, e alla possibilitá di trasmetterla, ma che ció non ha impedito la trasmissione della cultura, dell' identitá e dei valori che essa comporta.

È urgente infine avviare un'opera di monitoraggio organico sul duplice versante della disponibilità di lavoro a livello territoriale , in Argentina, e di domanda di occupazione maturata nell'ambito delle comunità di origine. Per risparmiare a una popolazione duramente provata, ulteriori frustrazioni e sfruttamenti da parte del facendierato che si é velocemnte attrezzato.

In Italia è necessario che il Governo si attivi, d'intesa con la Conferenza delle Regioni, per indurre la Direzione Generale per l'impiego, con l'eventuale supporto di istituti specializzati, a definire quantità, qualità e dislocazione territoriale dell'offerta di lavoro.
Sotto l'indirizzo delle Regioni, inoltre, è opportuno coinvolgere pienamente gli enti locali, affidando alle Province il compito del coordinamento territoriale.
In Argentina è opportuno definire un sistema a rete, che veda il coinvolgimento, oltre che dei Consolati, dei COMITES, delle Camere di Commercio, dei Patronati e dell'associazionismo generale e regionale per raccogliere e verificare realisticamente l'entità e la qualità dell'offerta di lavoro.

Un'altra forma di aiuto può venire dall'impegno del governo italiano ad affrontare radicalmente l'enorme arretrato nelle pratiche di richiesta di cittadinanza che si è accumulato nei Consolati argentini. In questo modo si consentirebbe a chi ne avesse interesse di avere il passaporto comunitario, per cercare liberamente strade di diversa collocazione nel mercato del lavoro.
Si sta manifestando da anni una forte spinta all'esodo dall'Argentina delle giovani generazioni. L'emigrazione dei giovani non può essere una soluzione generale ed una politica organica in nessun paese del mondo. Solo riavviando il meccanismo di sviluppo potrà trovare una risposta reale la diffusa domanda di lavoro che proviene dalla quella società. Qualsiasi altra soluzione sarebbe non solo socialmente ingiusta, ma velleitaria. 
E, tuttavia, in condizioni di tanto acuto disagio, è giusto e opportuno pensare anche a soluzioni che possano rispondere positivamente alla volontà di lasciare il paese. 
Per quanto riguarda la situazione degli italoargentini si può pensare a queste soluzioni:
- sostegno all'arrivo e aiuto nell'inserimento nel mercato del lavoro per coloro che hanno la cittadinanza italiana;
- definizione di provvedimenti transitori e speciali di ammissione per coloro che pur avendo titolo alla cittadinanza non l'hanno ancora ottenuta per i ritardi nell'espletamento delle pratiche;
- utilizzo di quote privilegiate d'ingresso nell'ambito del decreto annuale sui flussi di ingresso per coloro che non hanno né possono avere la cittadinanza. 
È urgente infine avviare un'opera di monitoraggio sul duplice versante della disponibilità di lavoro a livello territoriale e, in Argentina, di domanda di occupazione maturata nell'ambito delle comunità di origine.
In Italia è necessario che il Governo si attivi, d'intesa con la Conferenza delle Regioni, per indurre la Direzione Generale per l'impiego, con l'eventuale supporto di istituti specializzati, a definire quantità, qualità e dislocazione territoriale dell'offerta di lavoro.
Sotto l'indirizzo delle Regioni, inoltre, è opportuno coinvolgere pienamente gli enti locali, affidando alle Province il compito del coordinamento territoriale.
In Argentina è opportuno creare un sistema a rete che veda il coinvolgimento, oltre che dei Consolati, dei COMITES, delle Camere di Commercio, dei Patronati e dell'associazionismo generale e regionale per raccogliere e verificare realisticamente l'entità e la qualità dell'offerta di lavoro, affinché la risposta all'emergenza argentina sia articolata, urgente, efficace e in una prospettiva di ripresa e di sviluppo.


Per il CEPA ARGENTINA
IL Codinatore a carico del cordinamento 
Luciano Embrinati

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