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( estratto da News ITALIA PRESS
UN'AIRE PIU' ATTENDIBILE...
Il discusso neo-nato provvedimento di cancellazione dalle liste dell'AIRE per tutti quegli italiani all'estero definiti "irreperibili"

Appena nato e già discusso il disegno di legge approvato lo scorso 22 marzo dal Consiglio dei Ministri e concernente disposizioni in materia d'anagrafe degli Italiani residenti all'estero. Controversa soprattutto la questione della cancellazione dall'anagrafe per irreperibilità, nel caso in cui non sia noto l'indirizzo o a seguito del ritorno senza recapito delle cartoline-avviso.
"Questo conferma sempre di più come l'AIRE faccia acqua da tutte le parti - esordisce Mario Tommasi, membro CGIE per il Lussemburgo - Ci sono italiani che non sanno neppure di esserlo in quanto, sebbene i consolati li reputino tali, si ritrovano in condizione di non poter votare perché non iscritti nelle liste dell'AIRE. Negli scorsi mesi ci eravamo espressi tra l'altro sul fatto che questa iscrizione all'anagrafe non dovesse essere volontaria, ma d'ufficio. La questione della cancellazione per irreperibilità poi aggrava il problema e l'unico modo per superarlo sarebbe quello di avviare dei rapporti specifici con i Paesi ospitanti, in modo da avere un indirizziario sempre aggiornato anche nel caso in cui qualcuno dimentichi di avvertire le autorità di un eventuale cambio di residenza.
Pensiamo a Lussemburgo, ad esempio, dove in media ciascuno cambia casa ogni anno: sarebbe difficile stargli dietro se questo si dimentica di comunicare ogni suo spostamento. Accanto, va ricordato che alcuni Comuni hanno interesse nel non trasferire i connazionali sull'anagrafe AIRE per i contributi che ricevono". Si attende allora una riorganizzazione dell'anagrafe consolare, auspicando anche una collaborazione con i governi dei Paesi ospitanti, magari in vista di un censimento a monte delle elezioni.
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Brasile
MOSTRA IN OMAGGIO ALL'ITALIANO
FONDATORE DEL MUSEO DI SAN PAOLO

(New ITALIA PRESS)Ad un anno dalla data della morte, il Museu de Arte de São Paulo (Masp), il maggior museo dell'America Latina, inagura in questi giorni una mostra in omaggio al suo fondatore, lo spezzino Pietro Maria Bardi (1900-1999). La mostra "Bardi 100 anni" riunisce circa 300 opere d'arte riunite da Bardi nei 40 anni in cui fu direttore e "padre padrone" del Masp.
Tra i tesori in mostra nella nuova ala sotterranea del museo ci sono "La risurrezione del Cristo" di Raffaello, "La Vergine e il bambino" di Giovanni Bellini, e vari dipinti di Tiziano, Tintoretto, Velasquez, Delacroix, Monet, Modigliani, Miró, Picasso, Dalí e altri maestri antichi e moderni, oltre ad una collezione unica al mondo di sculture di ballerine di Degas.
Bardi sbarcò in Brasile subito dopo la guerra dopo un passato di simpatie fasciste, assieme alla moglie, l'architetto Lina Bo Bardi. Con l'appoggio dell'imprenditore e mecenate brasiliano Assis Chateaubriand, Bardi riuscì ad arraffare con metodi spesso poco ortodossi, nell'Europa del dopoguerra, una quantità di capolavori che oggi formano il patrimonio del museo e a diventare in pochi anni uno dei personaggi più influenti - se non più rispettati - della cultura brasiliana del secolo.
Da parte sua, Lina Bo progettò l'audace palazzo del Masp, che è oggi il simbolo dell'Avenida Paulista, la via principale di San Paolo, e altri edifici nello stesso stile essenziale e ironico in tutto il Brasile.Central de Informações Brasil-Itália -
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