dicembre 2002                                           Sudamerica    News 2002

 Venezuela  quale la verità ?

Visto l’aggravamento della crisi in Venezuela e cercando di rispondere alle domande da voi fatte, invio questo testo riassuntivo. 
Vi ringrazio per il vostro interesse   Silvia Consolini

Che cosa succede in Venezuela?
Il 16 dicembre incomincia la terza settimana di sciopero generale in Venezuela. Chiusi negozi, centri commerciali, scuole, università, fabbriche nonché l’industria petrolifera. Banche e supermercati operano soltanto poche ore al giorno. Questo è il quarto e più potente sciopero dell’anno in corso. Ad appoggiare questa manifestazione civica organizzazioni dei commercianti ed imprenditori, ma anche la CTV, il sindacato più importante del paese, così come svariate organizzazioni politiche, civili, governative e non, e persino un gruppo di militari dichiarati in dissidenza civica. Un gruppo eterogeneo e numeroso, questa opposizione che manifesta contro il governo attuale, chiede un processo elettorale al più presto possibile, alcuni domandano anche le dimissioni del presidente Hugo Chavez.
Il 2002 si può descrivere come un anno turbolento per il Venezuela. I problemi sociali ed economici trascinati da anni si sono severamente aggravati: disoccupazione, inflazione, svalutazione della moneta, povertà. Tassi d’interessi che sfiorano il 70%; capitali in fuga; fabbriche, imprese, commerci falliti e cantieri chiusi; ospedali e scuole in condizioni pietosi; una media di 80 omicidi settimanali a causa della delinquenza. 
Ma non c'era già stato un golpe quest’anno? Sono gli stessi golpisti che vogliono sopprimere il governo di Chavez ancora una volta?
Infatti, in aprile di quest’anno si è verificata una serie d’eventi che non sono ancora stati completamente chiariti. Al momento alcuni generali hanno parlato di dimissioni di Chavez, a seguito un gruppo dell’opposizione ha instaurato un effimero governo interino durato poche ore, fino al rientro di Chavez. Numerose le congetture sui successi reali di quel weekend: golpe, contragolpe, autogolpe e via dicendo, forse la verità non si conoscerà mai. Irrefutabili invece gli eventi fatali che precedettero questi scambi di governo, l’11 aprile un’affollata marcia dell’opposizione si recò presso il palazzo presidenziale dove cecchini hanno sparato a mansalva contro i manifestanti disarmati. In totale 19 manifestanti uccisi e centinaia di feriti. Se si considera “golpisti” i manifestanti e le vittime dell’11 aprile, allora si può rispondere di sì, che sono gli stessi “golpisti” insistendo in buttare giù il presidente. 
La società civile del Venezuela non solo ha continuato a manifestare pacificamente pur rischiando la vita, ma ha anche aperto un processo democratico per richiedere legalmente un anticipo delle elezioni attraverso la realizzazione di un referendum consultivo. Si sono raccolte due milioni di firme, come richiesto dalla legge elettorale, e sono state consegnate all’organo competente del governo il 4 novembre scorso. 
E il governo cosa fa?
Per quanto riguarda l’evidente scontento del popolo: niente. Il presidente Chavez, il vicepresidente Rangel e gli addetti al governo si negano ad affrontare queste realtà, allegando una e tante volte che in Venezuela c’è “assoluta normalità” e che le proteste in contro al governo sono solo “pagliacciate” di un’elite radicale di “golpisti”. Intanto sconosce le richieste a referendum e si nega ad aprire un nuovo processo elettorale. Per fortuna la comunità internazionale non sta accettando più questo discorso, ed è già consapevole delle tante aggressioni e violazioni ai diritti di libertà e d’espressione che accadano in Venezuela. L’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) in sessione straordinaria il venerdì 13 dicembre ha rifiutato il rapporto parzializzato del rappresentante del governo venezuelano.
E non solo i diritti di libertà sono stati praticamente annientati, anche le istituzioni giuridiche, governative e militari sono state indebolite da quando Chavez è entrato in potere. Forse la più preoccupante di queste, per le implicazioni di un potenziale scontro militare, è la politicizzazione dell’esercito che ha comportato il sorgere di corpi filogovernativi, corpi “neutri” e gruppi di militari dissidenti (per fortuna, finora pacifisti). Uno degli ultimi torti compiuti contro l’istituzionalità dello Stato Venezuelano fu l’intervenzione della polizia metropolitana civile da parte di una fazione dell’esercito lo scorso 16 novembre.
Sarà colpa della squilibrata distribuzione delle ricchezze fra paesi ricchi e quelli poveri? Il Venezuela sarà la vittima delle politiche americane?
In Venezuela queste teorie non si sostengono. Venezuela è il quinto esportatore di petrolio al mondo, in media esporta 2,6 milioni di barili al giorno che tradotto in guadagni è non meno di 20 miliardi di dollari l’anno. Non poco per un paese di soltanto 23 milioni d’abitanti. Venezuela è un paese sovrano, con una democrazia lunga 45 anni. Nel 1975 il petrolio è stato nazionalizzato, questo vuol dire che Venezuela ha assoluta potestà su tutto ciò che implica l’estrazione, raffinazione e trasporto d’idrocarburi in tutto il territorio nazionale. L’organo incaricato di queste attività è PDVSA, compagnia proprietà dello stato che fra molte altre funzioni ha quella di operare la raffineria di Paraguanà, il centro di raffinazione più grande al mondo. 
Una maggioranza degl’impiegati di PDVSA si è unito allo sciopero, diminuendo cosi la produzione a meno del 30% delle capacità. E questa è forse l’unica protesta che preoccupa veramente al governo.
E allora, come mai Venezuela è così povera?
Forse non si sbaglia di molto quando si accerta che le cause sono la corruzione e l’indolenza dei governi. Oltre che il petrolio, all’elenco di ricchezze naturali si aggiungono oro, bauxite, energia idroelettrica, ferro, diamanti, paesaggi, foresta, spiagge caraibiche… Per quanto riguarda altre ricchezze, la libertà e la democrazia, nonostante la corruzione, erano anche valori pregiati del popolo venezuelano.
Ma com’ è arrivato Chavez al potere?
Chavez è un ex militare che nel 1992 è stato protagonista di un tentato colpo di stato. Ha scontato un po’ d’anni in prigione e per diversi interessi politici è stato liberato. Approfittando l’onda di frustrazione del popolo causata dagli infausti governi precedenti, Chavez ha vinto l’elezione per il periodo presidenziale iniziato il 1999, anche se con l’appoggio di soltanto il 30% degli elettori. Il discorso demagogico e populista ha caratterizzato la sua propaganda elettorale cosi come la sua amministrazione. Da quando è in potere, il suo grandiloquente discorso si è inoltre macchiato con istigazioni alla violenza e alla polarizzazione del popolo fra i seguaci della sua “rivoluzione” o i “nemici della patria”. Chiama di sinistra la sua ideologia, ma nelle sue arringhe periodiche mescola un po’ di tutto: rivoluzione Cubana, cristianesimo, baseball, storie intime di famiglia, panteismo, Nietzsche, Simon Bolivar, aneddoti dei suoi viaggi come presidente, ecc. I risultati del suo governo, pero, sono sempre in negativo, e peggiorando. 
E adesso cosa succederà?
L’OEA attualmente dirige un tavolo di dialogo fra governo e opposizione. L’opposizione richiede elezioni, il governo non cede. Intanto l’economia si ferma e le manifestazioni continuano, purtroppo fatalmente anche questa volta: la sera del venerdì 6 dicembre è scoppiata una sparatoria contro un gruppo di manifestanti pacifici dell’opposizione. Saldo: tre morti, tra cui una giovane studentessa di 18 anni, più 28 feriti gravemente. Si teme che la situazione di violenza si aggravi fino a sboccare in una guerra civile.
Che cosa posso fare, come posso contribuire ad un miglioramento della situazione?
L'hai già fatto al leggere questo testo. Tieni sempre presente che le versioni ufficiali di un governo non sono necessariamente quelle reali, e possono anche essere in una nociva e totale contraddizione al vero sentire del popolo. In Venezuela non ci servono soldi, donazioni né contributi, ci serve solo di essere ascoltati, tutto qui. È una crisi tutta nostra, e sicuramente ne usciremo molto più saggi e valorosi. Vogliamo mantenere la democrazia in Venezuela, e il governo attuale sta attentando contro quest’ideale, per questo lotta l’opposizione in Venezuela. 
Un’altra cosa che puoi fare è studiare la storia, di qualsiasi popolo, per ricordare che il totalitarismo e le dittature si mascherano illegittimamente di sinistra o di destra, secondo le loro convenienze. L’opposizione in Venezuela non lotta contro la sinistra, lotta contro un governo che sta annullando le istituzioni democratiche e le libertà del popolo. 
Finalmente, puoi anche fare un bel gesto: in Venezuela ci sono un milione d’italiani, se conosci qualcuno chiamalo o contattalo via mail. Chiedili se sta’ bene e digli che sai cosa succede in Venezuela, che desideri il meglio per il nostro popolo. Il tuo gesto farà un sacco di bene ai suoi cuori impauriti sotto la minaccia di una guerra civile.

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