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Contributo di solidarietà
agli indigenti di origine lombarda in America latina
Il progetto della nostra Associazione. L’AMM per
il terzo anno consecutivo, grazie ad un progetto finanziato dalla
Regione Lombardia nel 2007 per un importo di 38mila euro, provvederà ad
erogare un contributo di solidarietà a cittadini lombardi residenti in
America Latina , dando priorità agli ultrasessantenni. Il progetto
“Programma socio-assistenziale 2007 a favore dei lombardi in America
Latina”, si rivolge ad Argentina, Uruguay, Perù e Brasile con
l’obiettivo di creare una banca dati dell’indigenza lombarda permanente
e dare continuità agli interventi di aiuto precedentemente, finanzianti
dalla Regione Lombardia. Nel 2006 sono stati aiutati ben 126 cittadini
lombardi di cui circa la metà residenti in Argentina.In tre anni sono
stati erogati dalla Regione Lombardia,grazie ai progetti AMM ,circa
112mila euro agli indigenti di origine lombarda..
Anche per il 2008 è stata presentata la richiesta di un contributo
regionale,inserendo per la prima volta tra i paesi beneficiari il
Paraguay,grazie alla presenza di Alberto Poletti, giovane avvocato di
origine lombarda, formato a Mantova con uno stage presso Mantovani nel
Mondo.
L’ Associazione può contare per la realizzazione di questo progetto,
coordinati da Marta Carter a Buenos Aires,della collaborazione di
Daniela Chierichetti a Montevideo (Uruguay), di Antonello Confente, a
Rio de Janeiro (Brasile) e di Barbara Bergamaschi Presidente
dell’Associazione dei Lombardi in Perù di Milano.
Secondo i dati diffusi dalla Banca mondiale, in America Latina 135
milioni di persone (circa il 25% della popolazione totale) vivono con
meno di due dollari al giorno. Le comunità italiane lì insediate versano
in condizioni economiche più problematiche rispetto ad altri contesti.
Questo dato è confermato da un’indagine condotta nel 2005 dall’Inas
sugli emigrati assistiti nei paesi extraeuropei secondo la quale la
precarietà economica ed occupazionale rappresenta il motivo principale
per il quale l’8% degli intervistati considera “concreta e realistica”
la possibilità di rientrare in Italia, e questo vale specialmente per i
paesi sudamericani, dove il 38% delle famiglie si trova in condizioni
economiche insufficienti o fortemente critiche. In questo contesto il
dato dell’anzianità anagrafica è di fondamentale importanza. Secondo la
ripartizione della popolazione italiana all’estero risultante dai dati
Aire, il 15,4% degli italiani residenti fuori dai confini nazionali ha
meno di 19 anni, il 30,4% ha tra i 19 e i 40 anni, il 34,8% un’età
compresa tra i 41 e i 65 anni, e, infine, gli ultrasessantacinquenni
sono il 19,3%. Nell’insieme le persone in età avanzata prevalgono dunque
sui giovani. Inoltre i risultati di una ricerca promossa
dall’Osservatorio per la diffusione dell’informazione e la cultura
italiana (Odici) con sede in Venezuela, su circa 220.000 anziani con età
pari o superiore ai 65 anni, membri a vario titolo delle collettività
italiane di Argentina, Brasile, Uruguay e Venezuela, circa 30.000 vivono
in condizioni di indigenza. Gli anziani sono infatti la categoria che
più ha risentito degli effetti della grave crisi economica che ha
investito negli ultimi anni i paesi del Sud America, con il conseguente
calo del potere di acquisto e un sistema pubblico di assistenza non
soddisfacente e in crescente difficoltà. Inoltre le politiche di
riduzione della spesa pubblica e il conseguente ridimensionamento delle
politiche di welfare (e quindi di tutela sociale, previdenziale e
assistenziale), in Italia e in molti paesi d’insediamento dei migranti
italiani, hanno comportato pesanti ripercussioni, in particolar modo
sulla condizione degli anziani. Ciò che viene richiesto con maggiore
insistenza dalle comunità all’estero, in particolare da quelle residenti
in America Latina, è un intervento legislativo in materia
socio-assistenziale. Da più parti isi sottolinea la necessità di un
miglior coordinamento degli interventi in campo assistenziale, che
attualmente provengono da fonti diverse (Stato, Regioni, Amministrazioni
locali) per addivenire a un loro uso più razionale e coerente e questo
con specifico riferimento alla condizione degli anziani, che trovano un
collocazione crescente tra le fasce più povere delle società
latinoamericane.
aprile 2008
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