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Dalle sponde del Po alle
sponde del Mississippi:
le vicende della famiglia Oltremari da Sermide
Ho conosciuto Claudio Oltramari in occasione del convegno
sull’emigrazione lombarda tenutosi a Magnacavallo l’8 settembre 2008. La
mia relazione “ Perché i mantovani sono sulle rive del Mississippi”
relativa all’emigrazione di primo Novecento con destinazione le
piantagioni di cotone dello stato del Mississippi e della Louisiana è
stata ampiamente corredata dalle ricerche di Claudio Oltramari.
Claudio insegna da quasi 30 anni nella scuola elementare dove per
diversi anni ha svolto anche incarichi di supporto alla dirigenza
scolastica. E’ un brillante studioso di storia medievale e organizzo
rievocazioni storiche imperniate soprattutto sul periodo della Contessa
Matilde di Canossa. Da circa 10 anni ho intrapreso questa avventura alla
ricerca dei "parenti dispersi" dei quali nessuno sapeva più niente.
L'aggancio col Mississippi è giunto rispondendo a un messaggio lanciato
in rete da un Oltremari di Greenville. Inoltre ho riunito anche le
famiglie discendenti dagli Oltramari emigrati in Brasile, che ad oggi
sono diverse centinaia e che nel 2006 hanno organizzato una grande festa
di incontro a Porto Alegre in Brasile.
Il racconto che segue dimostra quanto sia difficile recuperare la
memoria personale e collettiva nonostante il passato recente e rilancia
il valore delle ricerche indipendenti in rapporto alla trascuratezza
soprattutto istituzionale sul fenomeno dell’emigrazione.
Siamo alla fine del 1800 quando, anche nelle estreme terre della
provincia Mantovana, compresa tra i territori di Carbonara di Po,
Sermide e Felonica, si assiste ad un massiccio esodo migratorio,
soprattutto verso l’America del Sud ed il Brasile in particolare.
Le condizioni di vita disagiate e difficili, la difficoltà di mettere
insieme pranzo e cena per le famiglie di modesta estrazione sociale, le
prospettive tutt’altro che rosee per il futuro, inducono molte famiglie
a tentare la carta dell’emigrazione in cerca di sorte migliore.
Fra queste anche la famiglia di Primo Oltremari, che alla fine del
secolo lascia una prima volta il territorio sermidese alla volta di San
Paolo, in Brasile. Dei molti che intrapresero questa avventura,
tanti non tornarono mai più, ma qualcuno, insoddisfatto della realtà
trovata o perché non era riuscito a integrarsi nel nuovo contesto,
intraprese il cammino del ritorno. Fra questi anche Primo Oltremari che
con la famiglia tornò a Sermide.
Il ritorno alla terra d’origine non fu comunque definitivo, in quanto,
continuando ad essere critiche le condizioni di vita nelle nostre
campagne anche nei primi anni del nuovo secolo, in molti non
resistettero al richiamo verso una nuova emigrazione, stavolta nel Nord
del continente americano. Dal Delta del Mississippi infatti giungevano
notizie a Sermide e luoghi limitrofi di condizioni di vita migliori e di
aspettative di miglioramento della condizione sociale. Queste notizie,
trasmesse da alcune persone già colà emigrate qualche anno addietro,
descrivevano la terra americana come una sorta di Terra Promessa: vita
migliore, rapida possibilità di migliorare le proprie condizioni sociali
e possibilità concrete di costruire un futuro migliore per i figli.
Non tutti sapevano però che tali informazioni erano inviate ad arte ed
estorte ai sermidesi che già si erano avventurati in quelle terre, da
abili “mediatori” alla ricerca di braccia da impiegare nelle piantagioni
di cotone per sostituire gli schiavi di colore. Ma tant’è. Così iniziò
la corsa al Mississippi da Sermide.
La famiglia Oltremari di Sermide era abbastanza numerosa: i genitori
Stefano Oltremari e Maddalena Mazzucchi, provenienti da Ceneselli e
passati anche per Felonica, i figli Primo Francesco e Guglielmo
Fortunato con le loro famiglie, la figlia Maria Adelina, sposata con
Zeffirino Bertolasi (che a quanto pare fu l’unica a rimanere a Sermide).
Dai registri parrocchiali di Sermide risulta che la famiglia abitasse
alla Corte SPAZZATA del Conte Cav. Ercole Magnaguti e che Stefano di
professione facesse il pescatore, anche se dall’atto di matrimonio
contratto con Maddalena Mazzucchi nella Chiesa di Quatrelle di Felonica
nel 1860, entrambi sono registrati come contadini.
I figli Primo e Maria Adelina risultano nati alla MONTAGNOLA (forse
un’altra abitazione? Esistono ancora queste Corti? Risiedevano pure in
territorio Felonichese altri parenti, delle famiglie dei fratelli di
Stefano.
Il primo nucleo a partire fu quello di Primo Oltremari, 44 anni, che
dopo l’esperienza brasiliana, intraprese la nuova avventura all’inizio
del 1906: parte da Genova sulla nave ANTONIO LOPEZ il 19 febbraio del
1906, dopo aver posticipato la partenza già prevista per l’autunno del
1905. Con lui la moglie Zelinda Barbi di Magnacavallo di 40 anni e i
figli Zeffirino, Guglielmo, Dorina, Virgilio, Illuminato e Livio.
Sbarcano a New York, nella baia di Ellis Island il 15 marzo dello stesso
anno. Destinazione: Rosedale , Mississippi dove era stato chiamato da
Policarpo Poletti, che aveva lasciato Sermide circa 6 mesi prima.
Passano solo 2 mesi e sempre da Genova il 21 aprile del 1906 parte con
la nave BUENOS AIRES anche il fratello Guglielmo, 40 anni, con la moglie
Pellegrina Pecorari di 32 anni e i figli Amedea, Amedeo, Benedetto e
Giuseppe. Sbarcarono ad Ellis Island l’11 maggio dello stesso anno con
destinazione INDIANOLA. Risulta chiamato dal fratello Giuseppe, già là
residente; in realtà un fratello Giuseppe non esisteva, forse si
trattava di un prestanome che permetteva di agevolare l’ingresso in
terra americana.
A Sermide erano rimasti i genitori Stefano e Maddalena, oltre alla
sorella Adelina, sposata Bertolasi, ma dopo solo altri 2 mesi ecco che
troviamo anche Stefano e Maddalena, che sebbene abbastanza avanti con
gli anni per quel tempo (68 anni entrambi), lasciano Sermide; anche loro
imbarcati a Genova sulla nave BUENOS AIRES il 21 settembre del 1906 per
arrivare a New York il successivo 11 ottobre. Destinazione: Indianola,
Mississippi presso il figlio Guglielmo.
Della figlia Adelina, probabilmente rimasta a Sermide, con il marito
Zeffirino Bertolasi, non si hanno più notizie, ma probabilmente ci sarà
ancora oggi qualche discendente della loro famiglia. Se qualcuno si
riconosce in questa storia si faccia vivo!
Gli Oltremari non ritornarono mai più a Sermide e nemmeno in Italia e
della loro famiglia come di quelle di altri circa 250 sermidesi partiti
alla volta del Mississippi, non si avranno più notizie. Cala su di loro
un oblìo che durerà quasi un secolo.
Bisogna arrivare agli anni ’90 per trovare un primo tentativo di
contatto: da Greenville (Mississippi) partono alcune lettere indirizzate
alle famiglie di cognome Oltremari trovate sull’elenco telefonico
italiano, ma, vuoi per la difficoltà di interpretazione del contenuto,
vuoi per la mancanza di riscontri da parte di chi le ricevette, il
tentativo non sortì risultati apprezzabili.
Solo all’inizio del 2000, grazie a Internet e alla possibilità di
lanciare messaggi in rete,la situazione si sblocca e i contatti vengono
riannodati: trovo un appello su Internet, rispondo, cerco riscontri,
intervisto parenti anziani, visiono registri di nascita e così un secolo
di avventure e di notizie cominciano a correre tramite web e posta
elettronica e in questo modo arrivano le foto vecchie, ingiallite,
sbiadite, forse scattate per essere inviate in Italia, forse anche
inviate e mai arrivate. Chissà…. chi le fece non c’è più e chi doveva
riceverle nemmeno, si possono fare soltanto ipotesi.…
Cosa è rimasto dell’italianità in queste famiglie attualmente? Persa la
lingua, rimangono alcuni secondi nomi italiani accanto al nome
americano, la voglia di conoscere e ritrovare le proprie radici e
qualche reminiscenza dell’antico dialetto sermidese. Accade pertanto
che, in testi in perfetto English, ci si può imbattere in parole a noi
della bassa ancora oggi familiari, soprattutto legate alla cucina, come
“Pinsìn”, ”Latughi”, ”Agnolini” che, loro assicurano, vengono ancora
oggi preparati secondo le ricette delle bisnonne sermidesi.!
Ma cosa accadde nella nuova terra? Come si inserirono queste persone
sradicate dalla loro patria? Di cosa si occuparono? Per decenni non se
ne seppe nulla, non ci furono contatti con amici o parenti rimasti in
Italia. Possibile che nessuno abbia sentito il desiderio di contattare
vecchi affetti? Possibile che anche di qua nessuno abbia cercato notizie
di chi era partito? Sta di fatto che queste famiglie sembrano
letteralmente scomparse e di loro non si trova traccia negli atti
ufficiali.
Giunti in America, la terra promessa si rivelò subito molto meno
allettante di quanto era stato prospettato loro e come rileva anche il
Dr Ernesto R. Milani nei suoi studi su questo fenomeno migratorio, le
famiglie sermidesi andarono incontro a condizioni di vita molto dure,
probabilmente anche peggiori di quelle che avevano lasciato.
Ma non per tutti il destino fu così avaro, oppure alcuni riuscirono
presto a riscattarsi grazie al loro ingegno, alla loro volontà e al
grande sacrificio unito al duro lavoro.
Lasciate Indianola e Rosedale, le famiglie Oltremari si riunirono in
Greenville, dove acquistarono i terreni su cui costruirono le loro case.
Osservando una planimetria di Greenville di oggi, possiamo individuare
una “Oltremari Lane”, una specie di Via Oltremari, ma anche una “GAMARI
Street” che altro non è che la strada dove Oltremari di successiva
generazione e Gamberini, imparentati per matrimoni, costruirono le loro
abitazioni: unendo GAM di Gamberini con ARI di Oltremari, risultò il
nome GAMARI dato alla strada. Sempre sulla planimetria incontriamo
ancora l’indicazione di una “Oltremari Plantation” che ad oggi mantiene
solo il nome di località, in quanto nessuno più segue questa attività.
Mi scrive Brian, 32 anni, trisnipote di Guglielmo Oltremari, che già
negli anni ’20 il trisnonno possedeva un “grocery store”, una sorta di
drogheria o forse di emporio in cui si trovava di tutto, che gestiva con
la sua famiglia, attività che poi cambiò, spostandosi a Greenville,
acquistando una “Plantation”che deve avergli garantito un buon livello
di vita se alla sua morte, intorno agli anni ’40 egli fu in grado di
stabilire un indennizzo per le figlie femmine di 1000 dollari di allora
ciascuna, lasciando le terre ai figli maschi. Testimonia il fatto che
forse non se la passava male anche una vecchia fotografia in cui egli
appare ritratto di fianco alla sua auto.
Paul Oltremari, 58 anni, pronipote di Primo, ricorda con nostalgia
l’infanzia passata nella casa di proprietà dei nonni, dove il mulo (!)
era considerato quasi come una persona, anche se era ormai vecchio e non
più utilizzato per il lavoro, ma lo accudivano ugualmente con rispetto e
gratitudine per i tanti anni in cui era stato mezzo di trasporto e
animale da tiro e da lavoro. Ricorda anche il profumo della “Pincia”
(altro termine sermidese mi pare) che la nonna Rosa cuoceva nel forno di
casa e poi rivendeva nel negozio in Greenville.
Bobbye Ann Oltremari 68 anni, da Greenville, racconta che la figlia
Teresa, classe 1959, all’età di 5-6 anni già non riusciva più a
comunicare verbalmente con i nonni, quando andava a trovarli nella loro
casa, in quanto essi mai si erano adattati a parlare l’inglese e lei era
cresciuta senza apprendere nulla dell’Italiano o meglio del dialetto
parlato da loro. Con un velo di tristezza, racconta come passavano i
loro momenti in compagnia, tutti impostati su dolci sguardi e tenere
carezze e coccole, ma senza la capacità di intendersi con le parole….
Frances Oltremari, 79 anni, nipote di Primo, ancora arzilla e
lucidissima, scrive nel suo blog : “I am Italian. My parents came from
Italy.” Io sono Italiana e i miei genitori vennero dall’Italia.
Elma Oltremari, 83 anni, ultima nipote vivente di Guglielmo incarica il
nipote di chiedermi di spedirle via e-mail foto del paese in cui
nacquero e da dove partirono i suoi nonni e si dice commossa nel vedere
l’interno della chiesa di Quatrelle dove i suoi antenati risultano
essersi sposati.
Oggi i discendenti di questa famiglia negli USA sono centinaia e vivono
non solo in Mississippi, ama anche in Texas, Illinois, Oklahoma e
altrove.
Sembra impossibile a dirsi, ma in questi anni è stato più facile
scoprire le vicende degli Oltremari emigrati in America, che di quelli
rimasti in Italia. Dai registri parrocchiale di Felonica e Quatrelle
risulta che Stefano avesse 3 fratelli e una sorella: Antonio, Domenico,
Maria e Giovanni. Tutti sposati e con prole. Oggi non ve n’è traccia a
Felonica nè a Sermide.
Solo anni fa Maria Grazia Oltremari da Verona mi scrisse per dirmi che
suo nonno Oltremari Vincenzo è nato, vissuto e morto a Felonica
(dovrebbe essere uno dei figli di Domenico e quindi cugino di Primo e
Guglielmo). Dei suoi figli (8 di cui 3 maschi e 3 femmine), Luigi fu
medico, laureatosi all’Università di Bologna nel 1928, e un altro,
Domenico, risulta aver frequentato il Liceo Carducci di Ferrara nel
1922/23. A questo punto mi chiedo cosa possa essere accaduto da
determinare un destino tanto diverso in famiglie di 2 fratelli nello
stesso tempo e nello stesso luogo? Stefano e i suoi figli, lasciano
l’Italia in cerca di fortuna, mentre i figli del fratello riescono a
intraprendere studi fino a giungere all’università.
Ma questo è un altro mistero e un’altra storia
Claudio Oltramari
Ernesto R Milani
Associazione Mantovani nel
mondo
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12 marzo 2008 Mantovaninelmondo© 1999-2008 All rights reserved
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