Mantovani nel Mondo    

Reportage

Maurizio: dal Brasile all'Argentina sensazioni ed esperienze

Posadas, Jueves, dos de octubre 2008
La concentrazione dopo viaggi ed esperienze in Brasile. Questa volta ci sono voluti più giorni per riappropriarmi... La trottola gira gira gira, ma poi le forze cinetiche, trovato il loro equilibrio, si esauriscono e ci si ferma. E si può pensare e quindi scrivere.
San Paolo, metropoli di 16 milioni di abitanti, 160 Km. di estensione. Fantastica come città visibile invisibile. Calvino le avrebbe riunite tutte quì. Grattacieli anonimi bianchi alti sterminati; non ho percezione della fisionomia di chi vi abita. Le strade della città sono autostrade che in alcuni punti attraversano delle aree con piccole case a un piano, tipiche del sudamerica. Cos¡ doveva essere il tutto nella metà del secolo scorso. E poi la magnifica mano dell'uomo ha costruito per rendere più vivibile il caldo freddo acqua vetri garage letti. Alberi centenari sempre più isolati testimoniano la potenza di questa natura troppo spesso violentata.
Turner illumina un castello gallese con lampi di colore nel brutto edificio del Museo cittadino nella newyorkese e centrale Avenida Paulista. Il centrale parco Ibirapuera con un interessante costruzione dai riferimenti piramidali disegnata da Niemeyer ( architetto che ha immaginato e costruito Brasilia ) che funge da auditorium. Una lingua rosso fuoco all'entrata di una bocca. Hall con forme rotonde, armoniche, come le composizioni musicali.(http://en.wikipedia.org/wiki/Ibirapuera_Auditorium )  Nelle vicinanze un immenso spazio di cemento. E' innaturalmente coperto, ad un'altezza di tre metri, da altro cemento. Spazio urbano in spazio verde. Giovani con skate, writers con pannelli dedicati, musica per rappers. Colore.
Al MAM ( Museo di Arte Moderna), sempre nel parco, una orribile mostra contemporanea. La cattadrale di San Beto con i suoi trenta frati che intonano canti gregoriani nel silenzio della chiesa. E pioggia. Sempre. Cessante. Improvvisa. Ventosa. Nuvolosa.
Sorvolo sull' "espeto corrido" (carne servita su spadini) alla Jardineira, per rispetto alla mia gotta.
Poi l'esperienza in una Associazione di Cooperazione Internazionale a nord di Sao Paolo che sarebbe meglio non operasse. Forse sono troppo lapidario ma un poco di pragmatismo farebbe bene. Ho la testa quadrata formatasi da: cromosomi, banca, ambiente. Ma un poco di determinazione darebbe aiuti più' concreti a questa povera gente. Purtroppo vedo delle isole infelici dove tutto marcisce nell'indifferenza dei grandi. Dove le lacrime mancano. Ma anche la speranza. Il nulla salvifico del tutto previsto, partendo proprio dal niente. I sorrisi invece illuminano queste facce di bimbi riccioluti e con magliette di calciatori. Il calcio: questa grande passione che accomuna i quattro lati del mondo. Una palla ed il gioco è fatto.
Ed ora Posadas: il progetto, nel suo complesso, sta funzionando bene dopo il mio decisivo intervento dell'anno passato che aveva procurato dei cambiamenti anche dolorosi. Appoggio scolastico: il gruppo di quattro persone part-time è motivato ed ha raggiunto i risultati prefissati. Gli scolari si avvicinano con fiducia alle maestre di sostegno.  Alfabetizzazione per adulti: problematiche molto difficili per Marta e Doris che lavorano nel Barrio El Laurel. Disaffezione, alcool nelle vene, ignoranza. Ma anche grandi soddisfazioni quando una signora sui sessanta anni per la prima volta nella sua vita riesce a scrivere il proprio nome.
Dentista: abbiamo avuto grossi problemi, ma con un bagno di umiltà ho superato la sua inconsistenza lavorativa ed ora opera, controllato al minuto, concentrandosi sui denti dei bambini. Era quello che mi ero prefissato. Ho superato l'orgoglio per recuperare una situazione che stava per prendere le vie legali. Non sono in Argentina per iniziare conflitti lavorativi; ma se ci sono bisogna essere pronti anche a questo, purtroppo. Ho cercato sempre solo una stella di riferimento: quella della salute dei bambini. Le idiozie di me grande adulto ho cercato di sorpassarle chinando il capo. Alla fine fatti, e non riunioni parole incontri discussioni polemiche.
Borse di studio: abbiamo aiutato alcune famiglie con l'iscrizione dei bambini alla scuola Don Bosco. Abbiamo iscritto Lucas all'Università Catolica de Santa Fè (architettura ). Quest'anno ha superato tutti gli esami, con voti alterni: mi sembra determinato. Ne parleremo ancora.
Ho avuto momenti emozionali forti. Per esempio Luciano, il bimbo di otto anni con lievi problemi psicologici (il padre è morto dopo un conflitto a fuoco quando aveva un anno) che chiedeva a Ariel tutti i giorni del mio arrivo. E' venuto nel piccolo studio che abbiamo allestito nella scuola. Mi ha sorriso imbarazzato e poi si è avvicinato per abbracciarmi dolcemente. Teneramente.
Ho portato con me le camicette della Juventus (23 chili). Hanno gia' avuto effetti miracolosi. Tutti i ragazzi mi chiedono: "Maurizio, cuando empezamos a limpiar la escuela", perchè sanno che con la pulizia della scuola riceveranno in dono la mitica maglia bianconera. Non ho mai visto una voglia così grande di prendere il rastrello!!!
Rivedo i luoghi. I volti.  Molto cambia. Eppure ci sono delle immobilità.
Il cielo, per esempio, terso e luminoso in questa splendente mattina di primavera.
Hasta pronto.
Maurizio

 

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