Mantovani nel Mondo     Articoli tratti dalla   Gazzetta di Mantova

NEWS

FESTIVALETTERATURA 2008
Tra i fuori programma Fabrizio Gatti e la rotta dei nuovi schiavi di Cristina del Piano
Dal 3 al 7 settembre,
la Regina sarà la saggistica

Le prenotazioni da mercoledì 27 agosto per i soci
dal 29 agosto per tutti.

 

 

 


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La nave del Festival è salpata idealmente ieri sera. E da piazza Concordia, equipaggio e passeggeri, hanno fatto rotta verso i nuovi itinerari di lettura. La lunga lista degli ospiti presentati alla città da Simonetta Bitasi, Alessandro Della Casa e Ton Vilalta, a Mantova come volontario europeo della manifestazione, permette infatti di aprire una finestra sul mondo. Dal Libano di Najwa Barakat, all'Islanda di Gudrun Eva Minervuddottir. Una pluralità di voci che come sempre stimolerà riflessioni e approfondimenti. E a offrire chiavi di lettura per comprendere la contemporaneità ci penserà la saggistica che, in questa edizione, avrà decisamente largo spazio. Uno sguardo sul vivere e su cosa potrà riservarci il futuro. In ambito economico, medico o scientifico. Ma il Festival è anche narrativa, forza della parola e dimensione dell'incontro. In questa intervista Luca Nicolini, presidente del comitato organizzatore, anticipa parte del viaggio che il pubblico potrà fare dal 3 al 7 settembre.
 


Intervista al presidente Nicolini -
 Come definisce questa edizione?
" Direi con una presenza forte di saggistica perché i temi sul tappeto sono tanti. Da quelli legati alla medicina, alla biologia, al rapporto col proprio corpo, come pure al futuro dell'economia. Non guarderemo solo ai grandi sistemi economici, sui quali comunque si soffermeranno, ad esempio, Giorgio Ruffolo come pure Nassim Taleb, che è appena uscito con 'Il cigno nero', un'opera molto interessante che evidenzia come, avvenimenti apparentemente slegati dalle situazioni economiche, in realtà le modifichino continuamente. Ma toccheremo anche problemi quotidiani quali, ad esempio, il nostro rapporto col cibo".

Quale sarà il tema più rappresentativo del nostro tempo?
"Credo siano tutti molto legati tra loro. Mentre all'epoca dell'11 settembre ci si è concentrati, da un punto di vista mediatico e delle analisi, sui rapporti fra questi due mondi e sul problema della guerra, adesso penso che la realtà da una parte sia molto più complessa e, nello stesso tempo, abbia delle connessioni continue fra problemi che apparentemente sembrano non coincidere".

Ad esempio?
"Beh, se parliamo della crescita e decrescita nel mondo, questo aspetto si porta dietro tutta una serie di problematiche. Al festival, allora, ci potrà essere Serge Latouche che parla delle prospettive di una decrescita 'controllata', oppure Frei Betto, che è stato ministro di Lula, che racconta la sua esperienza legata anche al discorso della teologia della liberazione. Oppure Roger Abravanel, che è uno studioso molto importante, che insieme all'economista Francesco Giavazzi parlerà di come la crescita può essere legata a un concetto di meritocrazia".

Molta attenzione, come si diceva, anche per il cibo.
"Sì, e le analisi saranno diverse. Pedrag Matvejevic insieme a Enzo Bianchi, ad esempio, parlerà del pane e del cibo non solo legati alla quotidianità fisica, ma anche a quella spirituale e morale dei popoli".

Una saggistica 'regina' del festival?
"Diciamo che se questa attenzione trova un riscontro in libreria nei gusti del lettore, dall'altra anche da parte di molti narratori c'è una prevalenza a scrivere con un occhio rivolto al mondo nel quale vivono".

L'anno scorso Grossman e Soyinka. Quest'anno la staffetta di 'autori di punta' a chi passa?
"Oltre a Daniel Pennac ci sarà Scott Turow che, a livello letterario, rimane secondo noi uno dei rappresentanti della narrativa 'di genere' americana. Essendo avvocato e lavorando sul campo, i suoi romanzi sono sempre molto attenti al sistema giudiziario americano. Ci sarà poi Jonathan Safran Foer, che è un nostro 'pallino', da tempo cercavamo di invitarlo e quest'anno arriverà con la moglie Nicole Krauss, altra straordinaria scrittrice".

Nessun Nobel nel 2008...
"Siamo inflazionati da manifestazioni, specie nelle grandi città, penso alla Milanesiana, dove si viaggia a colpi di Nobel. Che, per carità, va benissimo, ma è un tipo di manifestazione completamente diversa dalla nostra. Se c'è un autore che viene al Festival e ha avuto anche questo riconoscimento, bene, noi però non andiamo alla ricerca del titolo in quanto tale".

Dopo dodici edizioni cos'è cambiato nella costruzione del programma?

"Per tutto l'anno c'è un lavoro molto più sottile di scelta e selezione che coinvolge non solo gli organizzatori ma anche amici del festival, volontari, cittadini che ci seguono e anche gli stessi autori".

Non editori ma scrittori già venuti a Mantova?
"Esattamente. Anche loro spesso ci segnalano personaggi, ci danno suggerimenti. È cambiata la percezione verso l'esterno e anche quella che abbiamo della nostra manifestazione. Questo è mutato rispetto ai primi anni, dove si puntava più sui nomi noti. Questa strada credo sia più interessante".

Perché si incontrano voci nuove?
"Si, ad esempio avremo tra gli ospiti Pedro Lemebel. Apparentemente uno si chiede 'chi è'? Poi scopri che è tra i più grandi scrittori cileni e che è uscito in Italia, qualche anno fa, con un libro bellissimo passato non dico sotto silenzio ma con poco risalto".

Un autore da scoprire...
"È uno scrittore che non si muove praticamente mai dal suo paese e, il fatto che abbia detto sì al Festival, ha fatto in modo che addirittura il governo gli fornisse un contributo pur che venisse a portare la sua testimonianza in Europa. E Lemebel, che ci è stato appunto segnalato da altri, verrà solo a
Mantova
".

Praticamente, negli anni, attorno al Festival si è creata una sorta di "rete" che collabora dall'esterno.
"Sì, è così e i casi sono moltissimi. Ci sarà ad esempio uno scrittore che si chiama Howard Jacobson e che in Italia non è stato ancora tradotto, uscirà un suo libro ma credo non arriverà in tempo per il Festival. Autori di nicchia per noi, ma che in realtà sono scrittori importantissimi".

Chi è che potrà stupire maggiormente il pubblico?
"È sempre difficile dirlo, Lemebel appunto potrebbe essere fra questi, altra scommessa è Brian Selznick, autore americano al quale dedicheremo un grande spazio alla Ragione. Lui ha scritto un libro corredato da immagini uscito per Mondadori, un racconto che ha per protagonista uno dei padri del cinema muto, George Méliès. I Lumier avevano proposto il cinema realistico mentre Méliès è stato il primo che ha lavorato sul cinema fantasioso, creando opere che duravano uno o due minuti ed erano film con i primissimi effetti speciali".

Alla Ragione ci sarà dunque anche un tributo al personaggio?
"Sì. Méliès era un artista che ha avuto una vita avventurosa, molto strana, ed è finito poi a vendere giocattoli alla stazione ferroviaria di Montmartre a Parigi. Questo giovane autore americano, grande disegnatore molto famoso negli Stati Uniti, ha scritto dunque un racconto su di lui che può essere letto indistintamente da adulti e ragazzi. Alla Ragione ci saranno anche delle installazioni e faremo vedere i film di Méliès".

Come sono evoluti i gusti dei lettori mantovani in questi anni?
"Credo che il pubblico del Festival si aspetti di fare proprio delle 'scoperte', perché ormai questa sembra un po' la caratteristica della nostra manifestazione. È bellissimo andare a sentire gli autori di successo, ovvio, ma nello stesso tempo chi arriva a Mantova si costruisce percorsi alternativi proprio per andare a conoscere altre voci".

Musica e teatro saranno rappresentati?
"Sì con scelte particolari. Avremo Toni Servillo con 'Lettera di Lord Chandos' di Hugo von Hofmannsthal accompagnato dalla musica di Antonio Ballista. E anche una serata dedicata alla letteratura africana che si sta costruendo col regista Gaston Kaboré, il musicista Lokua Kanzà, con la regia di Enzo D'Alò".

Sorprese fuori programma?
"Vorremmo proporre anche un racconto con immagini inedite del viaggio che Fabrizio Gatti, che ha appena vinto il Premio Terzani, ha fatto seguendo praticamente la rotta dei nuovi schiavi. Prima nei camion dal Centro Africa verso il Mediterraneo, poi durante lo sbarco sulle coste italiane, dentro i Cpt in Puglia e poi di nuovo rimandato nel deserto".

Consigli di lettura tra gli autori del festival?
"Tra i tanti che si dovrebbero citare direi 'Ho paura torero' di Pedro Lemebel e 'Le catene del mare' di Joanna Karistiani. Ma citerei anche Padura Fuentes, Nancy Huston, Nicole Krauss e tantissimi altri".


(foto:Gazzetta di Mantova) Il Comitato organizzatore:
Francesco Caprini, Annarosa Buttarelli,  Carla Bernini, Luca Nicolini (presidente),
Marzia Corraini,
Paolo Polettini, Laura Baccaglioni, Gianni Tonelli.


 

Il Festivaletteratura  I protagonisti della dodicesima edizione

Il Festivaletteratura,alla dodicesima edizione , si terrà nella città virgiliana dal 3 al 7 settembre. Tra i ritorni anche Daniel Pennac, autore del fortunato 'Diario di scuola' (Feltrinelli). Lo scrittore francese, 64 anni, in questo libro ha scelto di raccontare, tra ricordi autobiografici e riflessioni sulla pedagogia, il punto di vista degli alunni poco brillanti e 'sfaticati'. Al centro, ovviamente, il tema della scuola con tutte le sue implicazioni. Argomento tra i più attuali, dunque, anche se a Mantova l'autore potrebbe parlare di tutt'altro. In arrivo anche Leonardo Padura Fuentes che nel suo ultimo romanzo 'La nebbia del passato' (torna l'ex-poliziotto Mario Conde) racconta della Cuba degli anni '50 che si fronteggia apertamente con quella travolta dalla crisi dei primi Novanta. Anche se, superfluo sottolinearlo, la nuova edizione del Festival è blindatissima si possono individuare comunque alcuni filoni tematici.

GEOGRAFIE.
La letteratura internazionale, ad esempio, come conferma Alessandro Della Casa di Filofestival, avrà come sempre largo spazio. Uno sguardo sul mondo e su particolari aree geografiche quali il Medio Oriente. Ma ci saranno testimonianze anche di autori di continenti spesso esclusi dai canali abituali della letteratura. "Forse quest'anno - commenta Della Casa - pur non mancando nomi significativi, la presenza degli anglosassoni sarà minore. Ma avranno spazio anche paesi quali Sudamerica come pure realtà meno rappresentate tipo l'est Europa».

MODALITÀ.
L'approccio spontaneo è un po' il marchio di fabbrica della rassegna e anche questa edizione procederà, come osserva Marzia Corraini del comitato organizzatore, «sul terreno già battuto. Ovvero con autori noti e meno noti che si confronteranno con il pubblico attraverso modalità d'incontro sempre diverse. Senza sensazionalismi, ma riscoprendo il gusto del racconto e della parola».

AMBIENTE.
Guardando alla questione ambientale non si parlerà propriamente di clima (per non replicare aspetti già affrontati lo scorso anno) ma verrà riservata particolare attenzione ai meccanismi economici che possono stimolare altre riflessioni. Come quella sul cibo e le risorse energetiche. Macroeconomia affrontata insomma anche da una prospettiva storico-culturale.

SAGGISTICA.
La saggistica sarà dunque 'regina' di questa edizione. Si parlerà di biomedicina, di scienza e quotidianità, di problemi etici che la ricerca scientifica ha messo appunto in discussione.

ARCHITETTURA.
Il viaggio continuerà passando attraverso il design, l'urbanizzazione e l'architettura. Temi di grande interesse che spesso riguardano la ridefinizione delle città come pure la qualità della vita.

CURIOSITÀ.
Agli organizzatori, da sempre, piace anche mescolare le carte, rovesciare i ruoli e stimolare curiosità. I laboratori ne sono un valido esempio e, quest'anno, in momenti diversi verranno coinvolti sia bambini che adulti. Si prenderà in esame ad esempio la capacità fantastica, il sogno. Un viaggio insomma tra le fantasie infantili guardate da diversi punti di vista.

CINEMA.
Tornerà  anche 'Pagine nascoste', la rassegna con i documentari che non hanno distribuzione 'commerciale'. Protagoniste saranno come sempre le produzioni dedicate ad argomenti letterari che in genere gravitano in circuiti culturali, festival e cineteche. Mantova ospiterà diverse anteprime italiane.

VOLONTARI
Ai ragazzi continua a piacere. E non solo ai mantovani. Proseguono infatti i rapporti con le scuole superiori di Mestre e Ferrara e, quest'anno, dodici ragazzi arriveranno anche dall'Estonia in base a un progetto europeo di scambi culturali.

LUOGHI.
Ci saranno spazi tradizionali, altri riproposti dopo diverse edizioni e, naturalmente, le new entry. I luoghi sono la scenografia del racconto, i colori di un quadro. Ecco perché esiste una geografia del festival che ogni anno cambia e si rinnova. Ma, per sapere quella del 2008, bisognerà aspettare ancora qualche mese.


Scrittori del passato faranno comizi con colleghi del presente

CESARE PAVESE: 100 ANNI. Una particolare attenzione verrà data al centenario della nascita di Cesare Pavese, attraverso un reading collettivo.
VIVAVOCE. Lella Costa e Flavio Soriga "impagineranno" un quotidiano a viva voce, raccontando ogni sera tutto quello che è successo al Festival.
DI IERI. In piazza Mantegna si terranno i comizi: scrittori di ieri peroreranno le loro idee su temi d'attualità, grazie alla mediazione di autori presenti al Festival.
IL DONO DELLA PAROLA. Festivaletteratura darà vita a un Vocabolario Europeo. Il progetto prevede la costruzione di un ideale vocabolario condiviso in cui confluiscono contributi dalle varie lingue.
SPONDE. Altrettanto importante per il Festival è il dialogo intergenerazionale. Ritornano dunque gli incontri di Blurandevù, la serie di appuntamenti con gli autori condotti con vivacità dai volontari di
Festivaletteratura.
SCRITTURE GIOVANI. La vetrina per eccellenza della narrativa di nuova generazione torna anche quest'anno, con rinnovato impulso. Quattro gli autori ospiti quest'anno.


Dal legal thriller di Scott Turow all inatteso Villaggio

È come leggere un romanzo avvincente: la prima rapida lettura quasi ti stordisce, ma non riusciresti a farne un riassunto immediato al di là delle sensazioni immediate. È a una seconda o terza lettura che cominciano ad aprirsi delle finestre nella mente, affiorano nuovi particolari e via via il quadro si va a comporre sempre più chiaro. Succede lo stesso con l'elenco degli ospiti del dodicesimo Festivaletteratura lanciato ieri sera in piazza Concordia: prima cerchi rassicurazioni nei nomi noti, poi pian piano ti vengono in mente letture, suggestioni, copertine, recensioni che pensavi di aver rimosso e dimenticato. Alla fine il resto lo lasci al desiderio di soddisfare la curiosità e ti affidi con fiducia alla fama che la manifestazione si è meritatamente conquistata. Così al nome di Sebastian Faulks si sovrappongono le nuove avventure di James Bond, Eric-Emmanuel Schmitt ci riporta all'autore di teatro più rappresentato al mondo, Safran Foer e Nicole Krauss alla giovane coppia d'oro della narrativa americana, e Scott Turow sta al legal thriller come Daniel Pennac alla scuola. E immediatamente risaltano dall'elenco la geniale poliedricità di Hans Magnus Enzensberger, l'impegno sociale di Eduardo Galeano, la zoologia di Danilo Mainardi, la magia della scrittura di Janette Winterson. Il quadro è già più familiare, ma lo diventa ancor di più con gli immancabili habituè: Carlo Lucarelli, Lella Costa, Patrizio Roversi, Corrado Augias, Alberto Arbasino, Andrea Valente. La geografia del Festival è ricca, non solo per l'ampia mappa che coprono le storie dei romanzi dei narratori invitati, ma anche per le loro origini e per il dialogo virtuale che tanti ospiti offrono su tantissimi argomenti, dalla politica alla medicina e alla filosofia. Poche discipline quest'anno sono sfuggite al programma: c'è lo yoga con Gabriella Cella, la scienza di Piergiorgio Odifreddi, la biologia e la medicina con Marco Bobbio e Edoardo Boncinelli. Un occhio di riguardo è sempre rivolto all'attualità e sono sempre nomi d'eccezione quelli che sono chiamati a cercare di spiegare le questioni cruciali legate agli scontri di civiltà, al cibo, alle fonti di energia, alle disparità sempre più evidenti tra poveri e ricchi in ogni parte del pianeta. I libri del giornalista William Langewiesche, gli interventi di Loretta Napoleoni sull'economia globale, di Serge Latouche sul concetto di decrescita, di Nassim Taleb sull'imprevedibilità dei comportamenti dei mercati internazionali, di Frei Betto sulla necessità di coniugare felicità e sviluppo vogliono provare a portare nuove idee per un cambiamento che sembra ogni giorno più necessario. E poi come sempre attenzione all'arte, all'architettura, al design con la prestigiosa presenza di Gillo Dorfles e la partecipazione di Patricia Urquiola, una delle poche donne del design internazionale. Ma anche la letteratura fa la sua parte: Festivaletteratura prosegue nell'attenzione al Medio Oriente con autrici libanesi come Najwa Barakat, Joumana Haddad, Nisrine Ojeil e ospitando i poeti israeliani Shimon Adaf e Tali Latowicki. Ma c'è anche la Cambogia di Rithy Panh, l'Africa di Waberi e Sami Tchak, la Martinica di Eduard Glissant. L'Europa non fa certo da Cenerentola e oltre che da nomi già popolari in Italia come Boris Pahor, Predrag Matvejevic, Jo Nesbo, Bernardo Atxaga è ampiamente rappresentata da est con autori come l'ungherese Zszusa Rakovszky, il bulgaro Angel Wagenstein, il rumeno Mircea Cartarescu a ovest con l'islandese Gudrun Eva Minervuddottir e lo spagnolo Llamarez. Dalla Spagna al Sudamerica con il cileno Lemebel, il cubano Padura Fuentes e il messicano Carlos Fuentes. L'elenco potrebbe continuare a lungo, ma ognuno troverà sicuramente la sua geografia letteraria preferita, senza dimenticare la pattuglia italiana, che vede alternarsi grandi critici letterari come Alberto Asor Rosa a narratori di fama come Carofiglio e Mastrocola. Ma al di là dei nomi bisognerà poi aspettare il programma per scoprire le modalità degli interventi degli autori ospiti e i percorsi in cui sono stati inseriti. Perché tanto del gradimento della cinque giorni letteraria e il suo indiscusso primato sulle tante manifestazioni che sono nate in questi ultimi anni è dovuto al circolo di idee che il festival riesce a creare e alle impostazioni originali degli incontri. Qualche particolare già trapela su uno stravagante tour nella città all'alba guidato da Stefano Scansani, di un ciclo sul tema della politica dedicato ai giovani lettori, di un vocabolario europeo cui contribuiranno i molti autori ospiti, di una serie di comizi d'autore a cui daranno voce scrittori contemporanei; e ancora di omaggi letterari a Pavese; di un dopo partita serale con i momenti cruciali della giornata; di sfide a subbuteo. Ce n'è per tutti

Tesseramento aperto fino al 1º agosto

È ancora possibile rinnovare la tessera o iscriversi per la prima volta al Filofestival. Tutte le quote associative sono già segnalate anche sul sito www.festivaletteratura.it  Il termine ultimo per il tesseramento è il 1º agosto 2008 per chi si associa on line o nella sede dell'associazione (Palazzo Accademico, via Accademia 47, telefono 0376-223989), il 30 giugno invece per chi versa tramite conto corrente postale. I soci hanno diritto a sconti e priorità nella prenotazione dei biglietti per gli eventi del Festivaletteratura e ricevono anche "Colibrì", il notiziario dell'associazione che è stato distribuito ieri sera al pubblico che ha partecipato alla presentazione dei nomi degli ospiti. Sulla pubblicazione i nomi degli ospiti 2008 e una serie di approfondimenti su caratteri e iniziative.

Prenotazioni a partire dal 27 agosto


Fonte - Gazzetta di Mantova online
 

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