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Come nei film ... di Maurizio  Cazzaniga
 

Posadas, fine ottobre 2008
Apro la porta di casa e mi investe l'aroma del mattino e del muschio. Il sole accende di azzurro un cielo indiviso. Uno. Il cielo. I cani nella strada come al solito abbaiano e si rincorrono. Incustoditi ed anarchici. Siamo in primavera e gli alberi perdono le foglie, ma pare che si rigenerino immediatamente vestendosi col verde del tropico. Prendo la mia Fiat Siena e mi dirigo verso la casa di Ariel, che vive davanti al Tribunale, a pochi centinaia di metri dal mio appartamento. Indossa degli eleganti pantaloni neri, mai visti, ed una camicia bianca che odora di bucato. Come al solito gli inseparabili occhiali da sole. Per l'occasione sfoggia un fresco taglio di capelli. E' un giorno importante. Dobbiamo incontrare il Vescovo di Posadas che dara' o meno il suo insindacabile assenso alla bozza di progetto che stiamo pensando di realizzare nel prossimo triennio con il gruppo di amici argentini dell'Asociacion Misiones Lombardia. Il silenzio del palazzo del Vescovado, dietro la Cattedrale in pieno centro, mi tranquillizza. Mi sono sempre piaciute le sacrestie con il loro tipico odore nella semi oscurità; le cellette dei frati addossate alla collina toscana nell'eremo di Camaldoli; i giardini rettangolari della Certosa di Pavia; le valli di fronte al Monastero del Yuste in Estremadura, con filari rettilinei di ulivi secolari e le strade che corrono lineari tra muretti di pietra arrossati e arsi dalla calura. I preti parlano di Paradiso ma cercano di ricrearlo già sulla Terra. Sono luoghi che mi pacificano, mi danno serenità.

La suora segretaria, denominata la Sfinge, ci accoglie e ci fa accomodare su dei divani anni sessanta di pelle verde. Compare il Vescovo. Cinquanta anni. Giovanile. Tornato da due giorni dal Sinodo in Vaticano. Stretta di mano europea, sorriso aperto, accoglienza calda ed interessata. Parlo in argentano, la nuova lingua che sempre più sollecita la mia fantasia con l'invenzione di un intercalare di italiano, spagnolo ed anche un po' del me dialet milanes. Il Vescovo dice di sapere l'italiano e così per dare più familiarità uso questo nuovo gergo. Parliamo del progetto in corso e degli ottimi risultati, ottenuti con molta fatica, soprattutto per i problemi del dentista che intende il rispetto dell'orario di lavoro come un optional. Poi le nuove idee: corsi di informatica, bibliotecaria ed animatrice culturale, iniziative in campo sportivo, alfabetizzazione per adulti, sostegno scolastico, ancora dentista (voia de laura' saltum adoss), borse di studio e costruzione di due aule nella "Escuela San Miguel", sempre dei salesiani. Le domande sono poche ed alla fine ci ringrazia della nostra disponibilità e generosità, dandoci el "visto bueno". Alcune precisazioni classiche con modo curiale, ma concilianti. Saggio detto brianzolo: "Quant la pisa l'e' ciara i la merda l' e' dura, mai vec pagura".

Ho già iniziato a scrivere il progetto che deve riassumere la situazione economico finanziaria dell'Argentina ( quante domande ricevo sui disastri delle Borse europee!!!!Poveri noi!!!), su Posadas e la composizione sociale del Barrio El Laurel. Poi ogni iniziativa deve essere elaborata secondo le strette indicazioni della CEI. Occorreranno circa due settimane di intenso lavoro per collegare il tutto con un dettagliato piano finanziario. Poi, con l'indispensabile lettera di approvazione del Vescovo, devo mandare il tutto alla Conferenza Episcopale Argentina a Buenos Aires che, tramite i suoi organi decisionali, deciderà se far proseguire tutta la documentazione verso la CEI a Roma per il definitivo assenso. Penso che il nostro impegno finanziario diretto sarà di circa venticinque mila euro in tre anni per la costruzione delle aule.

Alla scuola sempre novità. Ogni giorno succede qualcosa di diverso. Io spettatore di film sempre diversi nel genere. Ma come il geniale Woody Allen in "La rosa purpurea del Cairo", mi si richiede quasi sempre di essere attore. Oggi per esempio il film era " Un tranquillo week-end di paura". Il problema era il pullman per il campeggio. Cento alunni sono stati la scorsa settimana in un camping a circa ottanta chilometri da Posadas, ma le piogge torrenziali hanno impedito loro di piantare le tende. Ritorno a casa per tutti nella medesima giornata, fradici e delusi. Ma si erano comprate scorte alimentari. Quindi??? Ripartiamo questa settimana, così si decide, of course. Sì, ma i soldi del pullman chi li mette visto che i ragazzi hanno già pagato la quota??? Lamenti, sfortuna. Arriva il titolare di una agenzia di viaggi. Quando se ne va, dalle facce che si aggirano, sembrerebbe che l'incontro fosse avvenuto con un incaricato delle pompe funebri ( "La notte dei morti viventi" ). I soldi a disposizione, anche con il famoso sconto "sfiga", non sono sufficienti. No, we can't, il negativo di Obama. Ed allora??? Maurizio??? Ci aiuti????

E la scenografia cambia. Inizia l'accerchiamento lento ma costante. Opzione uno: " Fort Apache" con John Wayne nella Monument Valley. Opzione due " Le due torri " della saga di Tolkien. Opzione tre: "I sette samurai" con la diversità che sono solo e senza la spada giapponese usata da una meravigliosa Uma Thurman in Kill Bill, anche lei sola. Il copione comunque sembra scritto da Umberto Eco con Michelangelo Antonioni dietro la macchina da presa. Un gruppo di ragazzi, el perceptor, due maestre, il professore di ginnastica vengono a parlarmi nel piccolo ufficio che abbiamo a disposizione nella scuola. Mi barrico. Ma appena metto il naso fuori, zac, la storia ricomincia anche nel cortile della scuola. Nel pomeriggio, con un caldo appiccicoso che mi soffoca, dopo l'ennesimo assalto sono stremato e quindi SI, andate al camping con il contributo dei miei generosi amici italiani. Il sole alle volta ha effetti devastanti, come nel mio amniotico libro " Lo Straniero " di Camus, che da poco ho riletto in spagnolo. La prima volta fu nel 1970, ma ancora oggi mi produce profonde riflessioni.  E' posto come diamante nel mio scrigno. Sono sicuro comunque che anche voi tutti siete d'accordo, anche se non avete combattuto.

Ottantacinque euro per far viaggiare cento scolari (75 in pullman e 25 con le auto dei maestri) fino al parco di Oberà, stessa cittadina dove sono stato per vedere Ezio (non l'ho scritto nella precedente lettera ma, utilizzando i fondi per le borse di studio, ho pagato delle rate di frequenza alla scuola della figlia di Ezio, con occhi lucidi e incredulità).  Film finale a scelta: "Thelma e Luise", suicidio con la macchina lanciata nel Grand Canyon.
"Full Monthy" con strip collettivo per raccogliere fondi. "Zabriskie Point", con la memorabile scena finale dove tutto scoppia in aria, frigorifero da campo e vettovagliamento compreso, con la musica dei Pink Floyd come soundtrack
Alle volte essere leggeri ed autoironici aiuta a vivere.

The end. Maurizio

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