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Le principali mostre in atto a Mantova
LA NAZIONE DIPINTA
Storia di una famiglia tra Mazzini e Garibaldi
I temi della storia italiana della seconda metà dell’Ottocento e i
capolavori dei più importanti protagonisti della pittura del XIX secolo
saranno in mostra a Palazzo Te a Mantova dal fino al 13 gennaio 2008.
I temi della storia italiana della seconda metà dell’Ottocento e i
capolavori dei più importanti protagonisti della pittura del XIX secolo
saranno in mostra a Palazzo Te a Mantova dal fino al 13 gennaio 2008.
Attraverso i dipinti degli artisti più rappresentativi del periodo – tra
gli altri il massimo esponente del romanticismo storico Francesco Hayez,
i pittori-soldati Domenico e Gerolamo Induno, Stefano Ussi, Eleuterio
Pagliano, Sebastiano De Albertis, fino ai macchiaioli Odoardo Borrani,
Adriano Cecioni, Silvesto Lega e Telemaco Signorini – e seguendo la
vicenda personale della famiglia Sacchi, mantovana e attivamente
partecipe alla vita sociale e politica del paese, la mostra La nazione
dipinta. Storia di una famiglia tra Mazzini e Garibaldi documenta i
momenti e gli aspetti salienti della costruzione della Nazione italiana
e le forme e i limiti in cui essi trovarono espressione nell'arte
dell'Ottocento.
Dal riordino e dall’analisi dell’archivio della famiglia Sacchi –
composto da circa quindicimila lettere – si sviluppa un affascinante
percorso espositivo composto da oltre sessanta opere fra dipinti,
sculture, fotografie documenti e libri, articolato in diverse sezioni
dedicate agli argomenti storici tradizionali e a tematiche meno
indagate: l’intreccio tra amor di patria e amore romantico, le passioni
del Quarantotto, le cospirazioni mazziniane, la partecipazione delle
donne tra patriottismo ed emancipazionismo, l’epopea garibaldina, la
scienza positivista e la scoperta, dopo l’unità politica, di un’Italia
reale di poveri contadini, di matti, di un’infanzia senza alfabeto.
L’esposizione, curata da Maurizio Bertolotti con la collaborazione di
Daniela Sogliani e i contributi di Giancorrado Barozzi, Liviana Gazzetta
e Maria Teresa Sega, si inserisce nel quadro delle manifestazioni
coordinate dal Comitato per le celebrazioni del secondo centenario della
nascita di Garibaldi, istituito dal Ministero per i Beni e le Attività
Culturali e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica
Italiana.
Contestualmente, nel Museo della città di Palazzo San Sebastiano, sarà
allestita la mostra I Leoni di Garibaldi. Garibaldi e i garibaldini
delle terre mantovane nelle Collezioni Civiche curata da Stefano Benetti.
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana
Biglietti Intero: 10 euro Ridotto: 7 euro (gruppi di almeno 15 persone,
maggiori di 60 anni, soci Touring Club, soci FAI, altre categorie
convenzionate)
Ridotto: 3 euro (visitatori tra i 12 e i 18 anni, studenti universitari
e disabili) Gratuito (minori di 11 anni, un accompagnatore per gruppo,
due accompagnatori per scolaresca, accompagnatori di disabili che
presentino necessità, categorie elencate nell’apposito regolamento)
Il biglietto di ingresso consente la visita gratuita di Palazzo Te e del
Museo della Città di Palazzo San Sebastiano dove è allestita la mostra I
Leoni di Garibaldi.
Visite serali riservate ed eventi in mostra Centro Internazionale d’Arte
e di Cultura di Palazzo Te: 0376 369198 E’ possibile richiedere visite
guidate con i curatori della mostra.
Progetto didattico Saranno organizzati percorsi didattici per le scuole
di ogni ordine e grado (da settembre 2007 verranno inviate schede
informative di dettaglio) Museo della città di Palazzo San Sebastiano:
0376 367087
museodellacitta@domino.comune.mantova.it

Ex chiesa
Madonna della Vittoria, via Monteverdi 1, Mantova Giorno di
chiusura: lunedì
Costo del biglietto: intero euro 2,00 – ridotto euro 1,00 Curatore della
mostra: Gianfranco Ferlisi
Telefono: 3402216417 mail: g.ferlisi@tele2.it
Recapito: Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani viale Te n.13,
46100 Mantova
tel.: 338 – 8284909; e-mail:
amicideimuseimantovani@yahoo.it
I Gonzaga al tempo di
Ferrante
L’anno
2007, nei territori gonzagheschi, sta proponendo un appuntamento di
grande spessore sotto il profilo storico e culturale, le celebrazioni in
occasione del V centenario della nascita di Ferrante Gonzaga
(1507-2007), che sono state avviate a Mantova, Guastalla e Palermo, in
accordo con le Amministrazioni locali e nazionali, con le Istituzioni
culturali pubbliche e private e con soggetti interessati a cogliere
questa ricorrenza quale opportunità di valorizzazione culturale di un
personaggio, della sua famiglia e dei suoi ambiti di appartenenza e di
governo. L’obiettivo comune è quello di stimolare una serie di studi e
di approfondimenti storici – artistici - documentari della figura di
Ferrante Gonzaga e dell’età del primo Cinquecento, e, al tempo stesso,
di promuovere la conoscenza dei luoghi, delle terre, delle città e dei
monumenti attraverso i quali si è snodata la vicenda umana, politica e
culturale di una delle figure più complesse e significative di quel
secolo.
La mostra di Mantova “I
Gonzaga al tempo di Ferrante”, inaugurata dal Sindaco,
Fiorenza Brioni, si propone di ricostruire il contesto familiare storico
e culturale in cui nacque e si formò Ferrante Gonzaga: la famiglia, la
corte, la città e il territorio. L’intento è dunque quello di
legare esplicitamente e concretamente la figura di Ferrante alla città e
alla dinastia da cui questo principe condottiero proviene e con cui
costantemente si confrontò in un rapporto sia di formazione che di
emulazione. Ritratti, stampe, medaglie, monete, cinquecentine, documenti
e mappe permetteranno di comprendere, anche visivamente, lo sfondo su
cui trovarono naturale espressione il percorso e la personalità di
questo straordinario, e non adeguatamente valorizzato, principe del
‘500, la cui vicenda politica e militare fu tale da assumere una portata
italiana ed europea.
La mostra intende perseguire tale obiettivo attraverso opere provenienti
dal collezionismo privato locale, una scelta che dia il quadro di una
comunità che ancora oggi condivide la grande fioritura delle arti del
Cinquecento e che, nel collezionismo privato, esprime un principio di
identità civica, un concetto alto e forte di appartenenza a radici
antiche: è una comunità viva e presente sul territorio, per la quale le
opere e le testimonianze del passato sono elemento di orgoglio,
espressione di valori collettivi, di legami di responsabilità.
Parallelamente sembra altrettanto interessante il sottrarre alla polvere
degli archivi o delle biblioteche una produzione (documenti,
cinquecentine, stampe, mappe) che non nasce come specifica testimonianza
d’arte ma che, ciononostante, è precisa espressione dei valori letterari
ed estetici diffusi in una delle stagioni più affascinanti della
signoria gonzaghesca: l’età che da Isabella d’Este porta a Guglielmo
Gonzaga. In tal senso, con una selezione di opere necessariamente
ridotta (in considerazione anche delle dimensioni dello spazio
espositivo, affascinante e suggestivo ma limitato), la mostra I Gonzaga
al tempo di Ferrante, potrà gettare luce su quel patronage dei Gonzaga
che si esprimeva nella cultura anche materiale, dai pezzi antiquari
all’arte della stampa, dai vestiti agli oggetti di uso comune, dagli
artisti minori alle dediche sui poemi scritti, dalle monete alle
medaglie. Tutto ciò per sottolineare anche come il fenomeno delle
molteplici manifestazioni delle arti e la loro incidenza in ogni settore
della vita, pubblica e privata, al servizio dell’immagine del principe,
si traduca opere e manufatti spesso più corsivi ma sempre degni di
attenzione.
La scelta del percorso si segnala perciò orientata ad un’operazione
culturale di dialogo con la comunità mantovana, con gli studiosi, gli
amanti della storia e dell’arte, il mondo della scuola, e ci pare
rappresenti una novità significativa, certo coerente con la politica di
promozione culturale svolta dall’Associazione Amici di Palazzo Te e dei
Musei Mantovani.
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