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Il gemellaggio ospedaliero Cremona-Montevideo

PRESENTAZIONE
Grazie all’istituzione del “Programma di collaborazione e sviluppo internazionale in ambito sanitario” promosso dalla Regione Lombardia, l’Azienda Ospedaliera di Cremona ha avuto la possibilità di dar vita ad un progetto estremamente significativo che prevede il gemellaggio con l’Hospital Maciel di Montevideo in Uruguay. Un’opportunità di conoscenza per la nostra Azienda che può così rapportarsi e interagire con una realtà - sotto il profilo sociale, economico e politico - assai differente, mettendo a disposizione le proprie professionalità e competenze gestionali.  Un’occasione per attivare un vero e proprio sodalizio finalizzato a contribuire alla crescita di un ospedale in piena riorganizzazione, quello di Montevideo, attraverso un aiuto concreto che prevede il coinvolgimento diretto del personale sanitario. Per conoscere la realtà dell’ospedale uruguayano e comprenderne le reali necessità, prima di stilare un vero e proprio piano di intervento, è stato effettuato un sopralluogo.  Nel mese di febbraio di quest’anno Carlo Alberto Tersalvi (Referente Relazioni Internazionali, Direzione Generale Sanità, Regione Lombardia), Ermanna Derelli (Direttore sanitario - Azienda Ospedaliera di Cremona) e Sophie Testa (Direttore Unità Operativa di Laboratorio analisi – ospedale di Cremona - e referente del Progetto) hanno effettuato una prima ricognizione presso l’Hospital Maciel di Montevideo, nel corso della quale sono stati definiti i termini e le modalità della collaborazione.

Durante il sopralluogo presso l’ospedale uruguayano si è accertato che:

  • presso la città di Montevideo sono presenti 7 ospedali pubblici e 15 ospedali privati. L’attuale programma di governo prevede un’imminente riforma sanitaria.
  • L’ospedale pubblico Maciel oggetto del gemellaggio è in fase di parziale ristrutturazione, con numerosi cantieri aperti.
  • L’arredo (letti, comodini, ecc.) e le attrezzature si presentano obsolete e inadeguate.
  • I posti letto risultano essere 320, a fronte di un accesso di utenti che si stima intorno alle 300.000 persone/anno.
  • In totale i dipendenti risultano essere 1.200, fra cui 400 medici, 114 ausiliari, 18 infermieri, 2 fisioterapisti con 7 fisiatri.
  • Gli interventi chirurgici sono circa 350 al mese; di questi, il 50% viene effettuato in regime di urgenza.
  • Alcuni medici hanno conseguito la laurea e/o specializzazioni in altri Stati.
  • Il finanziamento annuo statale per l’ospedale, ammonta a circa 4.000.000 euro e costituisce una quota fissa.
  • Di norma non esiste una pianificazione economica e un’ organizzazione che preveda una adeguata gestione delle risorse economiche per beni e servizi, mentre la quota destinata al personale, risulta fissa.
  • Esistono due reparti ad alta specializzazione (Istituti Malattie Altamente Specializzate = IMAE), strutture riconosciute come centri di riferimento nazionale, rappresentate da:

                Centro Trapianti di midollo osseo
                    Servizio di dialisi

IL PROTOCOLLO D’INTESA CONCORDATO FRA LE DUE STRUTTURE PREVEDE CHE L’INTERVENTO SI FOCALIZZI ESSENZIALMENTE SU TRE AMBITI SPECIFICI:

  1. Il modello di assistenza infermieristica nelle aree critiche.
  2. Lo sviluppo di un modello gestionale ed organizzativo orientato al controllo di gestione e alla implementazione della riforma sanitaria nazionale di prossima attuazione.
  3. Assistenza del paziente con patologia chirurgica e oncologica.

Per la realizzazione del progetto la Regione Lombardia ha stanziato un finanziamento biennale di 200.000, 00 euro.

STRATEGIE D’INTERVENTO E COLLABORAZIONE
ADEGUARE A STANDARD MINIMI I LIVELLI DI ASSISTENZA INFERMIERISTICA.

Il contingente infermieristico assegnato all’ospedale risulta oggettivamente insufficiente e i pochi infermieri in turno sono presenti quasi esclusivamente nella fascia oraria del mattino. Al fine di garantire uno standard minimo di assistenza al paziente chirurgico, soprattutto nell’immediato decorso post-operatorio, si potrebbero attivare maggiormente le risorse rappresentate dal personale di supporto (ausiliari) e dei parenti dei ricoverati. Questi ultimi in particolare, possono infatti rappresentare una valida risorsa, in quanto per la loro cultura, permangono accanto al famigliare durante tutta la durata del ricovero.

AREA DI INTERVENTO: Reparti chirurgici
OBIETTIVO: intensificare e garantire l’assistenza ai pazienti post chirurgici secondo protocolli e linee guida condivisi.

AZIONI:

  • Costituire e attivare un gruppo di infermieri tutor dell’Azienda Ospedaliera di Cremona che analizza i bisogni formativi insieme ai colleghi uruguayani.
  • Identificare un gruppo di infermieri formatori presso l’ospedale Maciel con i quali interloquire nella fase di analisi dei bisogni e di realizzazione e verifica del progetto.
  • Pianificare, condividere ed attuare un piano formativo rivolto al personale assistenziale e ai parenti, da sperimentare attraverso una formazione “sul campo” e attraverso un programma di formazione “a distanza” (videoconferenze, portale).
  • Predisporre strumenti accessibili e sostenibili nel contesto, da utilizzare per l’assistenza al paziente operato (depliants informativi, procedure e protocolli infermieristici assistenziali e organizzativi, ecc).
  • Fornire ausili e presidi (letti, comodini, carrozzine).
  • Verificare l’applicazione del progetto e la diffusione del materiale prodotto.
  • Intensificare la comunicazione e l’educazione sanitaria ai familiari che assistono i pazienti.

MODALITÀ:

  • Tre infermieri dell’Azienda ospedaliera di Cremona (Capo Area, Infermieri Coordinatori e infermieri specialisti di settore) effettueranno tre viaggi di una settimana ciascuno da Cremona a Montevideo (2006/07).
  • Quattro figure infermieristiche dell’Ospedale Maciel di Montevideo verranno ospitate per un periodo di un mese presso l’Ospedale di Cremona al fine di effettuate un percorso di addestramento sul campo.
    Attraverso la collaborazione con l’ospedale Maciel l’auspicio è quello di mettere a punto un piano formativo rivolto al personale di supporto dell’ospedale uruguaiano costituendo un gruppo di infermieri in grado di apprendere nuove tecniche e trasferire mediante corsi di formazione/addestramento ai colleghi, in loco.
    Inoltre l’intenzione è quella di mettere a disposizione materiale informativo adeguato da distribuire anche ai familiari che assistono i pazienti operati, riguardo le misure igienico sanitarie e assistenziali da adottare ed elaborare. Un passaggio fondamentale per la buona riuscita del progetto sarà la stesura di protocolli assistenziali e organizzativi, infermieristici, condivisi e applicabili nel contesto dei reparti chirurgici dell’ospedale di Maciel.
    SVILUPPO DI UN MODELLO GESTIONALE ORGANIZZATIVO
    Durante la visita è stata evidenziata la difficoltà di governo delle risorse e quindi la necessità di un sistema coordinato e sinergico fra i vari servizi amministrativi dell’ospedale uruguayano (economato, ragioneria, gestione del personale, ect.).
    L'ospedale Maciel rappresenta la struttura di riferimento per il Ministero della Salute locale per la sperimentazione di progetti di miglioramento da esportare in altri ospedali pubblici. Pertanto, un intervento riorganizzativo in questo settore è reso ancor più significativo dal fatto che a breve sarà approvata la nuova normativa del Servizio Sanitario Nazionale

AREA DI INTERVENTO:

  • Direzione Generale;
  • Direzione Sanitaria
  • Uffici amministrativi

OBIETTIVO: pianificare l'utilizzo delle risorse con un adeguato supporto gestionale di verifica e controllo.
AZIONI:

  • Analisi delle modalità di gestione
  • Analisi degli strumenti organizzativi e di supporto (PC, Software, etc.) che sono utilizzabili per garantire una efficentizzazione del sistema di gestione del presidio ospedaliero.

STRATEGIE:

  • Consulenza informatica, tecnica e organizzativa;
  • formazione e addestramento a distanza e “sul campo”

MODALITÀ:

  • Analisi dell'attuale situazione entro Dicembre 2006.
  • Proposta per un piano gestionale entro Marzo 2007.
  • Fornitura software, hardware e addestramento del personale addetto entro Giugno 2007.
  • Condivisione, Sperimentazione, Addestramento del personale entro Dicembre 2007.

ASSISTENZA AL PAZIENTE CON PATOLOGIA ONCOLOGICA
Dalle interviste effettuate in loco, emerge che la terza causa di morte risulta essere la patologia oncologica (dopo gli accidenti cardiovascolari e gli infortuni). Nell’ambito delle patologie neoplastiche, quelle a carico del tratto gastro-intestinale risultano essere le più frequenti. Si ritiene pertanto, per affrontare correttamente questa problematica, di sostenere inizialmente un intervento volto a migliorare le diagnosi precoci.

AREA DI INTERVENTO:

  • Direzione Sanitaria
  • Reparto di Gastroenterologia/medicina
  • Radiologia
  • Anatomia Patologica

AZIONI:

  • Analisi dei dati epidemiologici
  • Analisi dei percorsi diagnostici (strumentali e non)
  • Analisi dei della tipologia di intervento utilizzata ( non invasiva)

STRATEGIE
In base al modello esistente, alla preparazione dei medici ed alle disponibilità delle risorse terapeutiche, verrà strutturato uno specifico PIANO DI INTERVENTO; suddiviso in due parti:

  1. sviluppo di linee guida e percorso diagnostico
  2. fornitura di strumentazione (compatibile alle esigenze ed alla realtà locale) con relativa formazione degli operatori all’utilizzo.

MODALITÀ

  • Rilevazione dei dati epidemiologici entro dicembre 2006
  • Elaborazione di linee guida condivise per la diagnosi dei tumori del tratto gastro-colon-retto entro marzo 2007
  • Piano formativo/addestrativo entro giugno 2007

GRUPPO DI LAVORO
Il progetto afferisce alla Direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliera di Cremona e il gruppo di lavoro istituito per la sua realizzazione è composto da:

  • SUPERVISORE: Ermanna Derelli (Direttore Sanitario):
  • RESPONSABILE DEL PROGETTO: Sophie Testa (Direttore Unità operativa di Laboratorio analisi – Ospedale di Cremona).
  • SOSTEGNO INFERNMIERISTICO-GESTIONALE: Nadia Poli (Dirigente Servizio Infermieristico Tecnico, Riabilitativo Aziendale - SITRA)
  • PROGETTAZIONE: Angela Di Giaimo (Coordinatore Servizio Formazione, Qualità, Comunicazione),
  • CONSULENZE INFORMATICHE/TECNOLOGICHE: Fabio Marinoni (Ufficio Sistemi Informatici) e Marco Cavecchi (Responsabile Tecnologie Biomedicali)
  • CONTROLLO DI GESTIONE: Mauro Piccoli (Responsabile Ufficio Controllo di gestione) e Michela Mancini (Ufficio Controllo di gestione).
  • STUDIO DATI EPIDEMIOLOGICI: Pietro Piovanelli (Responsabile Ufficio epidemiologico).
  • PROVVEDITORATO/ECONOMATO: Emma Bolzani (Ufficio Provveditorato Economato).
  • SUPPORTO AMMINISTRATIVO GRUPPO PROGETTAZIONE: Grazia Bodini (Servizio Formazione, Qualità, Comunicazione).

Materiale gentilmente fornito da Stefania Mattioli ufficio stampa Azienda ospedaliera di Cremona
03.05.2007
 

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