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Alleanza lombarda in Svizzera per studiare il fenomeno dei Frontalieri

Nel marzo scorso, presso il centro parrocchiale di Kilchberg, si è tenuta la tradizionale cena del circolo “ Gente Camuna “di Zurigo alla quale era stato invitato Daniele Marconcini Presidente dell'Ass.Mantovani nel Mondo Onlus, organizzazione con cui si è gemellata nel 2006.  All'iniziativa  erano presente il Ministro G.Maria Veltroni  Console Generale di Zurigo, l’onorevole Franco Narducci,  il Presidente dei Valtellinesi-Valchiavennaschi Renzo Ferrari e il Professor Nicola Stivala presidente dell’Associazione “Gente Camuna di Breno presente sin dagli inizi degli anni '70, in Svizzera con quattro Circoli il presidente di Gente Camuna di Zurigo,  Emilia Sina(Ginevra, Losanna, Basilea e Zurigo), regolarmente funzionanti quindi da oltre 30 anni anche grazie  a coloro che inizialmente li rappresentarono: Giacomo Castelli (Ginevra), Raffaele Predali e Ottavio Bianchi) (Basilea), Piero Frai (Losanna), Francesco Mariotti e Pierina Ghiroldi (Zurigo)  e che contano a tutt'oggi circa 200 soci. Il Circolo di Basilea possiede una propria sede, intitolata al Sen. Prof. Giacomo Mazzoli, luogo di incontro per i soci, ma anche per altri gruppi. Nel corso dell'incontro la Presidente Emilia Sina aveva evidenziato i principi fondamentali su cui poggiano le Associazioni italiane all'estero: dialogo, corresponsabilità e partecipazione sociale , segnalando però le criticità sociali presenti anche in paesi ricchi come la Svizzera.  Paese in cui negli ultimi anni ,si sono verificati  nuovi fenomeni d'incertezza sociale e di persistente insicurezza del lavoro, che hanno portato una crescente disuguaglianza economica con la conseguente marginalizzazione di fasce intere della popolazione. Il venire meno di questa sicurezza (per cui la Svizzera era per definizione il paese della stabilità politica quasi assoluta, delle istituzioni solide ed immutabili, dei servizi seri ed affidabili) ha portato a forti tensioni sociali, all’aumento della disoccupazione e della povertà con situazioni anche volte drammatica che stanno toccando anche la comunità italiana nel paese. Per questi motivi molti  connazionali sono rientrati e gli iscritti alle Associazioni  di diversa appartenenza sono diminuiti, perdendo molti giovani che non si identificano nel mondo  dell’Associazionismo italiano. Il Presidente dell'AMM ,MArconciniTutto questo però non ha scoraggiato Gente Camuna di Zurigo e lail Professor Nicola Stivala presidente dell’Associazione “Gente Camuna di Breno sua Presidente Emilia Sina che con Mantovani nel Mondo ha siglato un gemellaggio per ridare vigore al'Associazionismo lombardo all'estero. Un impegno comune per coniugare tradizione e innovazione, ridando slancio alla presenza italiana e lombarda in Svizzera con una nuova progettualità che tenga conto della mutata realtà sociale. Un messaggio  per la Regione Lombardia ,dove in questi ultimi anni si sta studiando un nuovo assetto legislativo per l'emigrazione lombarda nel mondo.
Una collaborazione che ha portato alla presentazione di un progetto sul rinato fenomeno dei frontalieri in Svizzera, in collaborazione con il Centro di formazione ENAIP di Zurigo e del Ticino, nell'ambito della legge regionale sui lombardi nel mondo. Esso consiste in una ricerca socioculturale per l’analisi del flusso della forza lavoro dei lombardi nel Cantone Ticino e Grigioni confinanti con le province lombarde. Analizzando alcuni dati statistici forniti dall’IRE (Istituto di Ricerche Economiche) si denota una forte presenza di cittadini italiani (residenti in Lombardia e nel Piemonte che, regolarmente, si recano nei limitrofi cantoni per motivi di lavoro: i cosiddetti frontalieri. Il fenomeno riguarda un flusso di presenze annuali che si aggira intorno a 35.000 unità di cui 8000 con permesso lavorativo breve.
Da questa indagine preliminare si denota una mancanza di riferimenti statistici, censimento e ruolo occupazionale dei nostri corregionali. Dalle statistiche federali UST del 3.07.06 si riscontra una crescita minore di frontalieri negli ultimi 6 anni ma, comunque, in aumento (+0.7%) nel 2006.. Negli ultimi anni i settori dei Servizi alle imprese e della Sanità e servizi sociali in Svizzera hanno conosciuto l’aumento più importante di manodopera frontaliera. Dai dati cantonali si evince che vi è stata una forte crescita nel terziario, ma sovrarappresentati nel secondario. Manca ad oggi una sorta di regolamentazione e controllo di questo flusso di spostamenti quotidiani di manodopera e la verifica (censimento) delle persone e relativa qualifica che spendono la propria professionalità nel Canton Ticino e neI Grigioni.
Non solo, spesso non vi sono tutele, garanzie ed utili informazioni consolidate e standardizzate per chi si reca al lavoro oltre frontiera. Quindi, non vi sono reali studi, ricerche sistemiche che possano definire e/o permettere di capire la situazione lavorativa all’estero del frontaliere e, soprattutto, delle sue aspettative. Inoltre non vi sono dati certi di presenza numerica e settoriale che individuino i fabbisogni dei lombardi in un quadro di mobilità lavorativa verso settori emergenti caratterizzati da un accompagnamento/consulenza sulle possibilità concrete di crescita professionale. Un impegno importante di cui si sta facendo carico l'Associazionismo lombardo, in termini propositivi ,per mettere a disposizione delle istituzioni regionali nuovi strumenti di valutazione su un fenomeno, quello  frontaliero in forte ripresa dopo anni di stasi.

Daniele Marconcini
Presidente AMM

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