Mantovani nel Mondo     

EVENTI

Associazione Mantovani nel Mondo
10 dicembre 1987- 10 dicembre 2007
Concerto Augurale nel decennale dell'Associazione
 Chiesa di Santa Maria del Gradaro Sabato 19 Gennaio 2008 - ore 20.30

10 dicembre 1987 nasceva l'AMM . In occasione del decennale, dopo il Convegno sull'emigrazione a Magnacavallo alla Festa dell'Emigrante, verrà organizzato  un concerto in onore di tutti coloro che sono emigrati e dei paesi che accolsero i nostri connazionali. Verrà ricordata la lettera pastorale che Papa Sarto, Pio X, allora Vescovo di Mantova, scrisse alla fine dell'800 per sostenere le genti mantovane costrette a lasciare le proprie terre per andare in America.


Nel 1887 l'allora vescovo di Mantova Mons. Giuseppe Sarto , futuro papa Pio  X, nella sua "Lettera Pastorale sull'Emigrazione", conservata presso l'Archivio Storico-Diocesano di Mantova. Rimasto profondamente colpito dalla partenza in un paesino di provincia di centinaia di parrocchiani lamentò, come padre di tante anime, "... la partenza di tanti miei figli per luoghi dove troveranno assai di rado e con grande difficoltà quei soccorsi religiosi che con l'aiuto di Dio qui ancora non mancano...". Si raccomandò allora di "conservare quella fede che nel S. Battesimo si era ricevuta." raccomandando prima della partenza " di presentarsi all'arciprete dal quale, oltre che raccomandazioni e ricordi..., avrebbero avuto copia del catechismo diocesano, qualche libretto di devozione e i certificati necessari per farsi riconoscere cristiano- cattolici". A ciò segui un invito al Clero mantovano a adoperarsi affinché tutti gli emigranti scrivessero ai loro parroci o direttamente a lui, sui luoghi e sulle condizioni che avrebbero trovato. E visto lo stato di abbandono in cui versarono spesso i nostri emigranti, possiamo affermare che fu cosa non indifferente avere avuto l'appoggio della Chiesa in frangenti così difficili. Vale la pena ricordare che ad ogni orazione fu spesso associato un santino, sia per poter ricordare le orazioni stesse e sia per associarle ad una immagine sacra. Alcuni furono creati proprio per gli emigranti con delle preghiere che se devotamente recitate avrebbe comportato, da parte del sacro Pontefice, la concessione di
un'indulgenza di ben 350 giorni a testimonianza del valore dato alle comunità italiane emigrate nel mondo.


PRESENTAZIONE DEL CONCERTO
E’ quasi una parabola del messaggio cristiano dell’amore questo racconto di Henry Van Dyke, scrittore americano di origine olandese, vissuto nel 19° secolo.
Tutti conoscono la storia dei tre Magi venuti dall’oriente, che giunsero a Betlemme per offrire i loro doni. Meno conosciuta è forse la storia del quarto Re Magio, il saggio Artaban, che vide pure la stella cometa e partì per seguirla, ma non riuscì ad arrivare insieme con i compagni alla capanna del Bambino.
Lungo il suo viaggio egli “non trovava alcuno da adorare, ma molti da aiutare. Cibava gli affamati, vestiva gli ignudi, curava gli infermi e confortava i prigionieri; e i suoi anni passavano rapidamente… Sembrava quasi aver dimenticato la sua ricerca. Solo alla fine della vita, dopo aver speso l’ultimo suo tesoro per riscattare una fanciulla venduta come schiava, il quarto Saggio incontrò il suo Re”.
Vorremmo proporre su questa linea un itinerario al seguito della Stella dei poveretti, la Estrella de los pobrecitos, partendo da un canto tradizionale franco-inglese “GOD REST YOU MERRY, GENTLEMEN”, che rievoca con una semplice, ma struggente e nobile melodia, la meraviglia del Natale: il racconto della Natività è annunciato a tutti, grandi e piccoli della terra e tutti sono invitati a contemplarne il mistero con rispetto e adorazione.
Il secondo canto “QUANDO NASCETTE NINNO” appartiene alla tradizione napoletana in senso ampio e trova grande riscontro nei repertori natalizi di molte nazioni. Si pensi che la stessa melodia venne ripresa da Haendel in un’aria del “Messiah”. La semplicità dei pastori e degli zampognari si ripropone in questo testo musicale, dall’andamento quasi scontato per la sua ingenuità.
Siamo già nel mondo dei poveretti, come dicono le parole della canzone popolare sarda “CAND’ ES NADU GESUS”, e tutto quanto avviene attorno e all’interno della grotta di Betlemme vive dello spirito di povertà che è proprio dei protagonisti e dei testimoni del grande evento, anche la luna…
Con “DONA UBENSA” si entra nell’atmosfera e nel linguaggio che anticipano l’opera di Ariel Ramirez “Misa Criolla” e “Navidad Nuestra”, sottolineando ancora di più il peregrinare di questi “pobrecitos” al seguito della Stella: una vita tribolata, lavorando tutto il giorno, con il peso della fatica e della propria miseria sulle spalle e sulla coscienza, alla ricerca di un Dio che sembra lontano e poco disposto ad aiutare.
“JUANITO LAGUNA” ci porta nella dimensione per così dire poetica di questa realtà: i sentimenti si trasfigurano in immagini fantastiche, attraverso accostamenti di rara trasparenza e leggerezza, come è possibile cogliere in uno spensierato gioco da bambini, anche se la vita resta dura e difficile.
Infine due brani strumentali ci faranno entrare nelle tipiche sonorità del charango e nei ritmi a volte gioiosi a volte tragici della musica andina: è questo il carattere dell’opera di Ramirez, che sarà presentata nella seconda parte.
La "Misa Criolla" (Messa Creola) suscitò fin dal suo apparire (1963) una notevole impressione. Si tratta di una missa brevis in cinque parti (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus Dei) affidata a voci soliste, coro misto e ad un gruppo strumentale comprendente vari strumenti popolari latinoamericani affiancati, nell'edizione originale, dal clavicembalo. La particolare sonorità così ottenuta, riveste i testi della Messa - rigorosamente in spagnolo, secondo i dettami del Concilio Vaticano II - abbinati a ritmi e forme che procedono dall'ambito della musica tradizionale argentina e boliviana, ad ulteriore conferma della ispirazione conciliare dell'opera. Il risultato è di armonica fusione tra la solennità ed il rigore della musica sacra e la fresca ispirazione della cultura popolare.
 

I Cantori di Marostica – dir. Albano Berton
Gruppo Strumentale Arcoiris
Luisa Moresco (clavicembalo)
Voci soliste: Mario Cardona (tenore)
Stefano Gavagnin (baritono)

Coro: I Cantori di Marostica (Dir. Albano Berton)
Il coro nasce nel 1970 come gruppo giovanile e sviluppa successivamente la sua esperienza musicale nelle diverse forme del canto corale, dal Gregoriano alla polifonia sacra e profana, al repertorio tradizionale popolare e d’autore italiano e internazionale, in collaborazione anche con gruppi strumentali e cameristici. L’attività promossa in ambito locale e regionale mira ad estendere il gusto e la sensibilità musicale ad un pubblico sempre più vasto.
Il coro partecipa a numerosi incontri, concerti e rassegne in Italia e all’estero, e collabora con gli Enti culturali e istituzionali preposti all’organizzazione delle annuali Stagioni Musicali a Marostica, cui partecipano complessi e musicisti italiani e stranieri di chiara fama.
Fin dalla sua fondazione il coro è diretto dal Prof. Albano Berton.
Laureato in Lettere classiche, insegnante di scuola superiore, coltiva da molti anni l’innato interesse per il canto corale. Ha frequentato numerosi corsi di aggiornamento e di perfezionamento tenuti dai più insigni maestri della coralità italiani ed europei sui temi rilevanti della musica corale, dal canto gregoriano, alla produzione sacra e profana, classica, romantica e popolare, curando nel contempo la tecnica vocale, l’interpretazione e la direzione di coro.

Gruppo Strumentale “Arcoiris” di Padova
Sorto nel 1984, il gruppo si è interessato al patrimonio musicale dei paesi latinoamericani, interpretando brani del repertorio sia folkloristico sia di autori contemporanei. Ha partecipato a numerose manifestazioni organizzate da enti locali e da organismi e gruppi di solidarietà internazionale. Impiega strumenti tradizionali: quena, sicus, bombo, charango, chitarra, cuatro, maracas, ecc.

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