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62° della Liberazione
Mantova e tutta la Provincia ricorda la lotta per la democrazia

dalla Gazzetta di Mantova:

«Resistere, oggi come ieri»
La Brioni: il 25 Aprile ci insegna ad opporci all’illegalità
Il discorso del primo cittadino pronunciato durante la cerimonia al monumento di viale Piave

La Resistenza di 62 anni fa contro la dittatura nazi-fascista, da cui è nata la nostra Repubblica fondata sui valori di libertà e di democrazia, è la stessa di oggi contro il razzismo e l’illegalità che generano guerre e povertà. E’ questo il senso del discorso celebrativo che il sindaco di Mantova, Fiorenza Brioni, ha tenuto ieri davanti al monumento alla Resistenza di viale Piave, nel giorno che ricorda la liberazione dell’Italia dal giogo nazi-fascista. Commosso, il primo cittadino ha insistito sui valori che oltre 60 anni fa hanno ispirato la lotta partigiana, in Italia come a Mantova: «Se oggi abbiamo una città solida e consapevole - ha detto - è anche perchè i mantovani hanno fatto propria quella lotta per la libertà, per la democrazia, per i diritti umani, e a questi valori sono profondamente legati. E questi valori - ha aggiunto - ancora oggi non sono negoziabili e nemmeno sopprimibili». «Nella Resistenza - ha proseguito - ritroviamo la base morale, l’impulso etico a cui attingere per le tante resistenze da fare oggi: contro la guerra e lo scontro di civiltà, contro un sviluppo sbagliato che distrugge il pianeta e condanna migliaia di persone alla povertà, contro l’attacco ai diritti e alla dignità delle persone, contro l’illegalità e la prevaricazione». E’ questa l’eredità migliore di «quella magica stagione» che vide uomini e donne costretti ad impugnare le armi; «donne e uomini che avevano paura - ha sottolineato - costretti dal fascismo ad un’esperienza così violenta che mai avrebbero pensato di fare»; uomini e donne che nel dopoguerra si trasformarono in «partigiani della pace, inventori della bandiera multicolore, simbolo universale del pacifismo e della non violenza», che ancora oggi campeggia ovunque. Ad ascoltare il sindaco nel suo ricordo di quanti hanno pagato con la vita il loro anelito di libertà, pochi cittadini, pochissimi giovani. C’erano le autorità civili e militari con le bandiere e i gonfaloni, ma c’erano pochi rappresentanti politici: nessuno del centrodestra, pochi del centrosinistra (per la Regione, per esempio, vi era solo la bandiera con la rosa camuna, portata da un dipendente degli uffici decentrati di corso Vittorio Emanuele). Nessuna bandiera dei partiti di centrosinistra, se si esclude quella di Rifondazione che ha sventolato sopra lo striscione dei giovani del circolo di «Mantova antagonista», gli unici delle nuove generazioni che non hanno dimenticato. E nel suo discorso la Brioni si è rivolta proprio alle nuove generazioni, «che devono conoscere quanto è avvenuto affinchè non si ripeta mai più quella terribile stagione». Ha reso omaggio anche alle vittime dell’Olocausto, invitando tutti «a tenere alta la guardia contro ogni razzismo e discriminazione»; ha ricordato la Mantova medaglia di bronzo al valor civile per l’aiuto che la popolazione diede ai militari che stavano per essere deportati nei lager; i tanti episodi di resistenza che si sono verificati; il sostegno ai partiti clandestini e agli ebrei. E ha concluso: «Il 25 aprile scandirà per sempre la vita della nostra Repubblica». (Sa.Mor.)

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